La sicurezza stradale nel trasporto pesante
Sensibilizzazione e impiego delle nuove tecnologie: queste le parole chiave del progetto “Sicurezza stradale nel trasporto pesante”. Nato dallo sforzo congiunto della Fondazione Ania per la Sicurezza Stradale e del Gruppo Federtrasporti, “ha prodotto risultati di grande soddisfazione”, come ha sottolineato il Presidente di Federtrasporti Emilio Pietrelli. La percentuale di incidentalità dei mezzi pesanti è scesa dal 70% del 2003 al 41% del 2010 e si sono evitati 1.500 sinistri.
Le premesse
Ogni anno sulle strade italiane si contano circa 4.000 morti e 300 mila feriti. Il settore del trasporto merci incide notevolmente sulla mobilità, dato che il 90% delle merci viaggia su gomma e le infrastrutture stradali non ottimali amplificano i rischi.
Nel 2009 i mezzi pesanti sono stati coinvolti in 12.748 incidenti, il 5,9% del totale dei sinistri. Ma ancor più grave è l’incidentalità dei mezzi pesanti conto terzi, che sarebbero causa del 39,6% dei sinistri.
Il progetto
Secondo le statistiche, il 90% degli incidenti stradali sono causati da comportamenti e stili di guida errati dei conducenti. Ecco perché Ania e Federtrasporti nel 2004 hanno dato vita a un modello di “loss prevention e risk management” basato sulla formazione degli operatori del trasporto. L’individuo è posto al centro di un percorso teso a migliorare la sicurezza sul lavoro e la sicurezza stradale, anche attraverso l’ausilio di nuove tecnologie on-board.
La formazione
Quattro le aree di intervento su cui ha agito la formazione dei conducenti: la conoscenza del sé, rivolta alla salute dell’autotrasportatore con focus sui fattori in grado di alterarne l’equilibrio psicofisico (vista, alimentazione, alcool, sonno, etc); la conoscenza delle regole, ossia i contenuti delle normative dell’autotrasporto; la conoscenza del veicolo, che informa sul corretto uso dei sistemi di sicurezza montati sui veicoli; la conoscenza delle criticità, dedicata a corsi teorico-pratici di guida sicura in autodromo per imparare a gestire il veicolo in situazioni di pericolo. I corsi hanno coinvolto 3.000 conducenti e particolare attenzione è stata posta sulle figure dei formatori.
Corollario del progetto è stata l’attività di monitoraggio e prevenzione della vista. Attraverso le apparecchiature a bordo di un veicolo allestito per il progetto “Entra in un ottica di sicurezza” sono stati effettuati 1.300 controlli.
La tecnologia
Su 2.000 veicoli pesanti che dal 2008 hanno partecipato alla sperimentazione è stata installata una “scatola nera” per il monitoraggio del comportamento dei veicoli. Il risultato: la frequenza dei sinistri dei mezzi monitorati è passata dal 41% del 2008 al 39,5% del 2009 ed è sempre stata inferiore rispetto a quella dei mezzi sprovvisti del dispositivo.
I risultati
Positivo dunque il bilancio, a distanza di otto anni dall’avvio del progetto. La frequenza sinistri è diminuita di oltre 25 punti percentuali passando dal 68,8% del 2003 al 41,3% del 2010. “Se la nostra frequenza sinistri fosse quella antecedente al progetto, oggi dovremmo fare i conti con oltre 1.500 incidenti in più”, ha dichiarato Pietrelli, confermando la volontà di Federtrasporti di andare avanti nel progetto.










