I costi dell’autotrasporto europeo: una ricerca e qualche dubbio

Il settore dell’autotrasporto merci rappresenta circa il 10% del PIL e per via della sua “trasversalità” costituisce una fase fondamentale lungo tutta la catena di fornitura.

Oltretutto, il rapporto tra produzione e volumi trasportati negli ultimi anni è cresciuto in modo significativo evidenziando sempre più una crescente mobilità dei beni, rispetto alle attività di produzione e commercio.

Questo cambiamento lo si nota anche osservando le imprese registrate nell’Albo degli autotrasportatori in Conto Terzi, le quali nel 2004 risultano più di 196.000, rispetto alle 187.000 del 2000 (un aumento pari al 5% circa).

La maggior parte delle società (62%) ha meno di 3 dipendenti, e il 34% di esse non possiede ancora un computer.

Per quanto riguarda la dotazione complessiva di veicoli delle imprese il 66% possiede da 1 a 3 veicoli; oltre i 25 veicoli le imprese sono solo il  4% circa.

La movimentazione delle merci avviene principalmente in ambito nazionale, infatti solo il 2% della merce trasportata esce dai propri confini.

Di questi trasporti il 64% avviene a carico completo, il 26% a collettame, mentre i viaggi a vuoto le imprese che ne registrano in oltre la metà dei viaggi (di ritorno) sono il 44% (valore nettamente migliorato rispetto al dato del 2000, pari al 58%).

Infine, per quanto riguarda il fatturato denunciato dalle imprese, questo è piuttosto modesto e non supera nel 43% dei casi i 100.000 euro/anno. Solo il 6% delle imprese dichiara un fatturato superiore a 1,5 milioni di euro.

Per quanto l’infrastruttura presente e lo stato di manutenzione della rete stradale italiana da un sondaggio promosso dal “MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI” i giudizi e le esigenze espresse dalle aziende a riguardo risultano essere relativamente buone: buone le condizione delle autostrade, insufficienti quelle delle strade provinciali e comunali, soprattutto al Sud e alle Isole.

Metodologia e approccio:

Prima di presentare i risultati relativi all’analisi condotta dal CSST è necessario descrivere le assunzioni e le ipotesi che ne stanno alla base.

Il confronto tariffario è stato effettuato considerando sei diverse marche di veicoli pesanti, ma sempre riferendosi ad un autoarticolato a 5 assi e 44 tonnellate; il prezzo medio stimato risulta essere pari a 130.000€ per il trattore e 35.000€ per il semirimorchio.

La distanza media annua percorsa è stata definita pari a 100.000 km e sono state considerate le seguenti voci di costo:

●      gasolio,

●      pedaggi,

●      tasse correlate al veicolo,

●      ammortamenti,

●      manutenzione e riparazione,

●      pneumatici,

●      assicurazione,

●      costo conducente.

Infine, i costi calcolati non tengono conto delle caratteristiche e delle dimensioni aziendali e definendo diverse velocità commerciali sono stati calcolati i costi orari a partire da quelli chilometrici.

Di conseguenza, la velocità media stimata per:

●      Austria, Slovenia, Spagna, Ungheria, Polonia, Romania è di 50 km/h;

●      Francia, Germania è stata pari a 55 km/h

●      Italia pari a 50 km/h, in tendenziale riduzione a 45 km/h

La velocità commerciale indica il tempo effettivo impiegato per compiere un dato percorso e pertanto il calcolo include tutti i tempi accessori e le soste necessarie. Alcune voci che rientrano nel calcolo della velocità commerciale sono:

●      tempo speso in coda o ai semafori, che è fortemente correlato al livello di congestione della rete stradale;

●      soste compiute durante il viaggio;

●      tempo necessario a regolare gli aspetti burocratici e commerciali di un viaggio, come frontiere o pedaggi;

●      tempo necessario alle attività di carico, scarico e parcheggio;

●      traffico nel tragitto di ingresso e uscita dalle città.

Come vedremo meglio in seguito, anche solo 5km/h di differenza in termini di velocità commerciale impattano notevolmente sui costi orari di trasporto.

Risultati

E’ arrivato il momento di presentare i risultati: confrontando i costi-chilometrici, quelli dell’Italia sono i più elevati, mentre in termini di costi-orari risultano ai primi posti Francia e Germania. Queste valutazioni vanno rettificate in relazione ad un fattore “contesto” che richiede 2.000 ore lavorate per percorrere 100.000 km in Italia, a fronte di circa 1.850 ore in Francia e Germania e ciò è dovuto alle diverse velocità commerciali medie e quindi alle reti, strutture e servizi stradali presenti.

Di conseguenza, portando le ore annue lavorative pari a 2000 per tutti i paesi europei si può notare che i costi di trasporto di Francia e Germania calano notevolmente (-7,5%)  proprio in virtù di una maggiore velocità commerciale.

Inoltre, per quanto riguarda le velocità di percorrenza, bisogna tener presente che da un’analisi più realistica degli effettivi tempi di attesa e di carico e scarico nonché il crescere dei flussi di traffico sulla rete stradale italiana risulta una diminuzione della velocità commerciale, stimabile intorno ai 45 km/h e di conseguenza il “gap” rispetto alle altre nazioni europee aumenta ancor di più.

COSTO ORARIO ore effettive annue
PAESI Gennaio 2007 Gennaio 2008 Incremento %
Italia 75,795 76,949 1,52%
Germania 76,238 79,064 3,71%
Francia 77,119 80,108 3,88%
Spagna 55,974 58,873 5,18%
Polonia 47,697 52,054 9,13%
Austria 67,704 74,388 9,87%
Ungheria 48,803 51,447 5,42%
Slovenia 58,378 60,14 3,02%
Romania 39,551 44,603 12,77%
EUROPA 60,807 64,181 6,06%
ITA vs EU (%) 19,77% 16,59%
Fonte riadattata da: Elaborazioni CSST

I costi orari riportati in questa tabella sono stati confrontati sulla base delle ore effettive lavorate all’anno: 2000 ore corrispondenti ad una velocità = 50 Km/h per Italia, Austria, Slovenia, Spagna, Ungheria, Polonia, Romania; 1848 ore corrispondenti ad una velocità =55 Km/h per Francia e Germania.

COSTO ORARIO standardizzato
PAESI Gennaio 2007 Gennaio 2008 Incremento %
Italia 75,795 76,949 1,52%
Germania 70,444 73,055 3,71%
Francia 71,258 74,02 3,88%
Spagna 55,974 58,873 5,18%
Polonia 47,697 52,054 9,13%
Austria 67,704 74,388 9,87%
Ungheria 48,803 51,447 5,42%
Slovenia 58,378 60,14 3,02%
Romania 39,551 44,603 12,77%
EUROPA 59,512 62,837 6,06%
ITA vs EU (%) 21,48% 18,34%
Fonte riadattata da: Elaborazioni CSST

Invece, i costi orari riportati in questa tabella sono stati confrontati sulla base di 2000 ore all’anno per tutti i paesi in maniera tale che i costi orari di Francia e Germania non venissero penalizzati solo perché la loro velocità media e maggiore.

Per quanto riguarda i costi chilometrici la situazione è analoga a prima, con l’Italia in testa con 1,539 € al km al 2008 contro una media europea del 1,252 (+18,66%). Considerando gli aumenti avvenuti in questi ultimi anni, soprattutto per quanto riguarda il carburante, al 2011 il costo al chilometro in Italia è pari a 1,720 €/km.

COSTO CHILOMETRICO
PAESI Gennaio 2007 Gennaio 2008 Incremento %
Italia 1,514 1,539 1,65%
Germania 1,394 1,437 3,08%
Francia 1,402 1,455 3,78%
Spagna 1,136 1,183 4,14%
Polonia 0,954 1,043 9,33%
Austria 1,354 1,485 9,68%
Ungheria 0,976 1,029 5,43%
Slovenia 1,168 1,202 2,91%
Romania 0,792 0,893 12,75%
EUROPA 1,188 1,252 5,86%
ITA vs EU (%) 21,55% 18,66%
Fonte riadattata da: Elaborazioni CSST

Un confronto semplificato tra Italia ed Europa è riportato nel grafico seguente:

Mentre il dettaglio tra le singole voci di costo è riportato qui di seguito:

Conclusioni

Un chilometro percorso da un autotrasportatore italiano, così come un’ora di lavoro di un conducente, sono i più cari d’Europa. Una minore velocità media significa, infatti, una minore produttività, e quindi un aggravio dei costi. Dove gli altri Paesi risparmiano grazie alla propria efficienza, noi perdiamo!

Inoltre, a causa di questo sistema infrastrutturale inadeguato e di una rete stradale insufficiente si procederà sempre a rilento e sarà impossibile attuare moderne tecniche di gestione delle scorte come, per esempio, il Continuous Replenishment: una metodologia che si basa sul coordinamento e sulla condivisione di informazioni tra fornitore e cliente e che consiste in consegne della merce frequenti nel tempo ma di piccole quantità al fine di ridurre le scorte complessive e produrre solo quello che deve essere prodotto, evitando gli sprechi.

ALLEGATO 1: COSTI CHILOMETRICI DI ESERCIZIO

Confronto costi chilometrici tra l’Italia e altri paesi europei.

COSTI CHILOMETRICI DI ESERCIZIO AL 2008
autoarticolato 5 assi
Voci di costo Italia Austria Francia Germania Spagna Slovenia Polonia Ungheria Romania EUROPA
Acquisto veicolo su strada 0,277 0,215 0,239 0,215 0,23 0,251 0,229 0,272 0,216 0,238
Trattore, semirimorchio, imposte
Assicurazioni 0,087 0,041 0,068 0,059 0,05 0,056 0,042 0,029 0,022 0,050
RCA, incendio e furto, imposte
Tassazione veicolo 0,007 0,04 0,007 0,022 0,009 0,036 0,009 0,011 0,002 0,016
Tassa di possesso
Pneumatici 0,129 0,091 0,079 0,108 0,09 0,074 0,062 0,074 0,052 0,084
Trattore, semirimorchio
Costo carburante 0,32 0,287 0,301 0,323 0,27 0,267 0,274 0,291 0,323 0,295
Prezzo industriale, alcise
Manutenzione e riparazioni 0,09 0,075 0,084 0,071 0,07 0,064 0,051 0,061 0,048 0,068
Mano d’opera, ricambi, lubrificanti
Pedaggi autostradali 0,114 0,225 0,11 0,16 0,056 0,087 0,136 0,008 0,008 0,100
Autostrada
Costi Conducente 0,515 0,511 0,567 0,479 0,408 0,367 0,24 0,283 0,222 0,399
Conducente
TOTALE 1,539 1,485 1,455 1,437 1,183 1,202 1,043 1,029 0,893 1,252
Incremento ITA vs Paesi europei 0,0% 3,5% 5,5% 6,6% 23,1% 21,9% 32,2% 33,1% 42,0% 18,7%
Valori stimati al 2011 1,720 1,645 1,611 1,591 1,310 1,313 1,139 1,124 0,975 1,381

I dubbi e le domande

Di recente ho pubblicato un articolo sul costo dell’autotrasporto in Italia, confrontandolo con quello degli altri paesi Europei[1]. I dati pubblicati, estratti da una profonda indagine condotta dal Ministero degli Autotrasporti e dal Comitato Centrale per l’Albo Nazionale degli Autotrasportatori, sono stati criticati e smentiti.

Se in Italia il costo al chilometro fosse veramente di 1, 539€ la situazione sarebbe ingestibile e nessun autotrasportatore riuscirebbe a sopravvivere.

Di conseguenza ho fatto qualche indagine….non è stato semplice esaminare i reali costi km sostenuti dalle diverse ditte di trasporto…di conseguenza mi sono concentrato sul prezzo pagato agli autotrasportatori dalle diverse aziende di trasporto e dai corrieri.

Strano ma vero, i compensi sono molto inferiori ai costi dell’indagine condotta dal Comitato Centrale degli Autotrasportatori. Quindi, i costi non possono essere quelli, altrimenti sarebbe la fine del trasporto in Italia.

Alcuni esempi:

●      Distanza percorsa superiore ai 1000km: con un autotreno o un semirimorchio il corrispettivo remunerato varia tra 1€ e 1,3€ al chilometro;

●      Distanza percorsa tra i 500 e i 1000km: con un autotreno o un semirimorchio il prezzo varia tra 0,9€ e 1,1€ al chilometro;

●      Distanza percorsa inferiore ai 500km: con un autotreno o un semirimorchio il prezzo varia tra 0,85€ e 1€ al chilometro;

Questi dati sono stati ottenuti contattando direttamente un campione di 10 imprese di trasporti: sia di piccole che grandi dimensioni, sia al Nord che al Sud.

Ad ogni modo, anche con 1,3€ al chilometro di oggigiorno,  è impossibile coprire i costi di esercizio se questi sono di 1,539€ (al 2008, quindi più bassi di adesso)!

Il presente articolo ha solo scopo di presentare un punto di vista diverso da quello offerto dalla Associazione degli Autotrasportatori, facendo emergere che la situazione reale è ben diversa da quella teorica senza però voler screditare l’indagine compiuta.

Le considerazioni fatte e i valori esposti sono stati estrapolati da informazioni e contenuti online, non si ha alcuna responsabilità sulla loro validità.

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