IL POPOLO INVISIBILE…

Nel mondo dell’Autotrasporto, ci convivono vari popoli:  quello delle grandi flotte, quello delle PMI, quello dei padroncini e poi quello piu importante, che fà si che esistano gli altri,  che io chiamo ” il popolo invisibile” perchè spesso è considerato poco importante o non considerato affatto, e in molti non ricordano che in quei “bestioni” ci sono persone non macchine .. GLI AUTISTI.

E’ il piu importante, perchè senza di esso, la maggior parte dei mezzi resterebbero nei piazzali, fermi ad ammirare il panorama..

E’ il piu importante, perchè senza di esso, la merce rimarrebbe sulle piattaforme a marcire, oppure a diventare antichità …

E’ il piu importante, perchè senza di esso, la gente dovrebbe da Roma ad esempio, andarsi a comprare le mele in Trentino o le arance in Sicilia  o qualsiasi merce, nei luoghi di produzione…

Allora, mi chiedo perchè questo immenso POPOLO deve essere spesso trattato al pari di un delinquente o di un povero scemo che non può far altro che obbedire agli ordini “del CAPO” o di chi delegato a tale mansione, spesso controsenso e fuorilegge, ma è obbligato, se vuole lavorare, se vuole campare la famiglia…

poi, con le leggi attuali, se viene fermato e gli vengono decurtati punti o ritirata la patente, per non aver rispettato le ore di guida e di riposo per ordine e imposizione dell’ “amato” e “spesso gentile” CAPO, la frase ” mi dispiace ma non posso piu farti lavorare finchè non riottieni i punti, non posso farmi sequestrare il mezzo se ti fermano” diventa una coltellata al cuore e alle spalle… poi magari se c’è stata una forte sanzione pecuniaria, gli viene tolta dallo stipendio perchè, gli viene detto,” la colpa è tua “visto che non ti ricordi,che quando sei entrato a lavorare ne hai  firmato, tra i tanti fogli, uno insignificante dove  dichiari di rispettare le leggi del C.D.S. e che ti assumi l’onere e la responsabilità di eventuali multe e sequestri dovessero farti, qualora non le rispettassi…. HA  HA  HA…

Allora il povero AUTISTA, con famiglia e figli piccoli magari, viene letteralmente mandato a casa, senza soldi e con la domanda ” e ora che faccio, vado a rubare o mi impicco?”

Per fortuna non sono tutti cosi , ci sono aziende che trattano i loro autisti come un buon padre di famiglia tratterebbe i suoi figli, e a questi fortunati “figli” dico.. siate leali e svolgete il vostro lavoro con professionalità e diligenza, siate fieri e coscenti della vostra fortuna. Agli altri, ai “capi” che si comportano in modo disumano e senza scrupolo alcuno, dico: Attenzione, il popolo degli invisibili si potrebbe rivoltare e dire basta a questi soprusi ingiusti, e potrebbe essere che magari , per bisogno dovete andare a fare l’autista stipendiato, perchè qualcuno di “coscienza” e che non “si vende” ha fatto rispettare ed applicare le leggi, nel modo giusto, e non vi potete sedere per un bel pò….  trattate bene gli autisti che vi portano il pane signori trasportatori, specialmente quelli che fanno il loro lavoro con professionalità e trattano i vostri mezzi come fossero i loro….  è ora di finirla con tutte queste leggi che non tutelano per niente chi ogni giorno affronta sulla propria pelle ogni genere di problemi e pericoli ecc sulle strade, che finiscono spesso  per pagare di persona gli errori o le imposizioni ricattatorie di chi li comanda…. un consiglio alle aziende: stipulate l’assicurazione “PATENTE PROTETTA” costa poco e vi da una grossa mano, rimborsando spese legali e erogando diarie in caso di fermo obbligatorio dell’autista e pagando il corso o i corsi recupero punti, nel caso qualche vostro autista  avesse punti decurtati o ritiro di patente….

Un’altra cosa assurda che riguarda “il popolo degli invisibili” è  l’assurdo problema con cui si trovano a fare i conti i nostri giovani, i neo-patenteti italiani… non trovano lavoro , dopo aver affrontato spese fuori da ogni portata per prendere pat. C-E e CQC, oggi ci vuole un mutuo. E’ giusto e capisco che un trasportatore magari con mezzi nuovi, si trovi in difficoltà ad assumere qualcuno a cui insegnare tutto perchè non ha mai portato un camion, è un rischio troppo grande, e capisco gli autisti che fanno lunghe tratte , se non vogliono affiancamenti perchè si trovano a dover condividere il poco spazio della loro cabina e la loro privacy con uno sconosciuto e comunque con un’altra persona.. gli stranieri sono piu furbi e solidali tra loro, perchè fanno salire i loro compaesani sui mezzi di nascosto e gli fanno portare i mezzi divenendo scuola guida, incuranti dei pericoli e delle eventuali conseguenze.. tanto eventualmente possono rifugiarsi nel loro paese… allora la colpa torna ad essere dello STATO, di chi fa delle leggi senza senso o incomplete…  ci sono corsi gratuiti finanziati dalle regioni per insegnare i mestieri agli iscritti,  con tanto di pratica e quando ne escono sanno fare quel lavoro… perchè per il nostro mestiere,  per cui spendiamo tanti soldi per l’abilitazione a svolgerlo tra patenti ed altro non esistono questi corsi? oppure che si dia un contributo a chi assume uno o piu neo-patentati a cui fare da scuolaguida per cui non renderebbero all’inizio lavorativamente…si vuole arrivare al punto che sui mezzi ci siano solo anziani e stranieri????

dal popolo degli invisibili, per ora è tutto….

Un Commento a “IL POPOLO INVISIBILE…”

  • Questè la storia di un giovane neo-patentato che ha scritto sul mio sito per chiedere consigli….
    Ciao Amici miei,
    eccomi qui a raccontarvi una mia breve esperienza come autista.. un pò per sfogarmi ma anche per avere delle vostre opinioni in merito.
    Tutto comincia lunedì quando riesco ad ottenere un colloquio con il titolare di una piccola ditta di trasporti frigo.. l’appuntamento è per il giorno dopo, sono emozionato ma anche tranquillo perchè il titolare appena saputo della mia INESPERIENZA mi ha rassicurato dicendomi che noi giovani abbiamo bisogno di trovare qualcuno che ci insegni il mestiere e di stare tranquillo che si tratta solo di fare quattro chiacchiere davanti ad un caffè.
    E cosi il giorno dopo viene l’incontro. mi fa vedere il piazzale e andiamo a prendere il caffè.. nel frattempo gli faccio da chauffeur accompagnandolo per la città a fare diverse commissioni. Insomma a parte tutto lui mi dice che l’importante è che ci sia buona volontà e rispetto.. dopo di che mi avverte che loro pagano gli autisti a viaggio e visto il mio caso che sono obbligato ad andare in affiancamento, il compenso me lo dovevo dividere con l’altro autista.
    Bene, anche se non regolare accetto ugualmente sorridendo.. devo pur fare esperienza, no?
    E cosi dopo avermi raccontato dei suoi mezzi tutti scania iperaccessoriati all’ultimo grido ( a me interessa poco) si fotocopia tutti i miei documenti dicendomi che mi chiamerà domani.
    E siamo al mercoledì , alle ore 10:30 mi chiama il titolare dicendomi di raggiungere il piazzale per le 11:30… anche se ho pochissimo tempo per prepararmi e considerando che il piazzale dista da casa mia 20 minuti di strada sono emozionato.. finalmente vedo la luce e comincio a pensare positivo, che forse forse per noi giovani c’è qualcosa, forse qualcuno è disposto a darci fiducia ad investire su di noi.
    Ma appena arrivo al piazzale scendo dalle nuvole.. il titolare che neanche mi presenta all’autista che dovrà affiancarmi dice all’autista: vedi come è questo.. che sennò non se ne fa niente…
    Nonostante questo salgo su le mie cose in cabina e mi presento io all’autista.
    Vedendo questo bellissimo Scania r da 500 cv quasi mi spavento.. non ero mai salito su un bilico e tra un pò forse potevo guidarlo..che emozione!
    E cosi partiamo alla volta di un magazzino ortofrutticolo per caricare frutta destinati all’ interporto di Parma.
    Mi chiedo tra me e me quando potrò guidare cosi chiedo a Simone , questo autista molto silenzioso, quando era la volta di inserire la mia tessera nel tachigrafo; lui mi risponde tra quattro ore e mezza.
    Cosi raggiungiamo il magazzino.. mentre i magazzinieri caricano col transpallet elettrico il bilico,l’autista si allontana e ritorna con dei fogli in mano, si avvicina dicendomi: tieni questi sono tuoi, firmali, e tienili sempre con te.
    Guardo i fogli e vedo che è il mio contratto, sono inquadrato come autista di 3 livello a tempo indeterminato.. in quel momento tocco quasi il cielo con un dito.
    Alle ore 14:30 ripartiamo dirigendoci verso l’autostrada.. le ore passano e io tra me e me mi chiedo.. ma quando potrò guidare? forse sta aspettando che mi renda conto di come è il mezzo.. oppure terminerà prima le ore di guida e dopo gli darò il cambio, boh?
    Cosi le ore passano quando alle ore 00:20 circa qualche decina di chilometri prima di Modena , all’improvviso Simone accosta in una piazzola.. è stanco, sul suo viso si evince la stanchezza ma anche lo sconforto di un uomo che sa che anche se gli occhi dicono no lui deve ancora correre..
    E cosi prendo la palla al balzo: Simone, che ne dici se ti dò il cambio? e lui: te la senti? Io: Certo, puoi dormire tranquillo…
    Cosi mi metto al posto guida.. Simone mi chiede se so usare il cambio e io gli dico di no.. cosi gli chiedo il funzionamento ma lui in modo confuso mi dice parti con la seconda.. dopo schiaccia questo (lo split) e cambia di nuovo.
    Cosi parto..ho un po di difficoltà perchè non ci ho capito una mazza e cosi una schiacciato lo split ed arrivato alla 6 marcia (o almeno credo) Simone mi dice di schiacciare la frizione e allo stesso tempo un altro pulsantino a sinistra del cambio… io gli chiedo: a che serve? lui mi risponde che è per far riposare il motore. BOHH??? Poi gli chiedo se la mattina dopo con calma mi insegnava qualche manovra.
    Cosi guido per circa 20 minuti.. mi sento felice ,addirittura canticchio Albachiara di Vasco Rossi mentre la ascolto alla radio( cosa molto rara che canto davanti ad estranei vista la mia timidezza)
    Comunque arriviamo a Parma alle 2:30 circa.. temperatura -1.. mentre Simone se ne sta in cuccetta io assisto allo scarico.. chi se ne frega che lui sta al caldo penso..se mi ha lasciato a vigilare vuol dire che si fida di me.. poi devo pure fare gavetta, no?
    Cosi alle 3:30 chiudo i portelloni e parcheggiamo il bilico..Simone se ne va nella cuccetta e mi dice di non poter aprire la mia perchè è un casino.. se volevo potevo guardare la televisione..
    Cosi mi metto a dormire sul sedile, unico cuscino il mio gomito.. dormicchio poco.. forse mezz ora.. sono risvegliato dal ronfare di Simone.
    Cosi partiamo alle ore 6:00, Breve sosta caffè, destinazione Genova,dobbiamo fare il carico per il ritorno.. arriviamo li verso le 9:00.. per le 11:30 avevamo gia finito il carico.
    Mangiamo qualcosa in un ristorante della zona e partiamo alle 13:00.. durante la strada mi chiama il titolare dicendomi di mettere la mia scheda.. cosi facciamo le ore di guida.. io riferisco a Simone. Alle 14 ci fermiamo in una area di sosta e Simone dorme fino alle 16.. io ovviamente avevo solo il mio gomito e quindi non ho dormito… Verso le 15:30 il titolare chiama Simone chiedendogli dove fosse. lui risponde che stiamo a Viareggio (invece siamo solo a La Spezia) e dice si si lo sto imparando(sicuramente si riferiva a me) e chiude il telefono con una bella serie di bestemmie molto colorite.
    Alle 16 ripartiamo.. guido io..Simone è irritato perchè non mi vede pratico col cambio.
    Guido fino alle 18 circa quando ci fermiamo in un autogrill… mi dice che ho parcheggiato troppo largo cosi gli propongo di provare a riaddriazzarmi con la retromarcia.. e lui: tanto la sbagli sicuro. E infatti sbaglio. Non mi fa fare neanche un tentativo che mi fa togliere dal posto di guida per poi dirmi che era normale essendo la prima volta.
    E la strada continua…Simone mi dice di riposare perchè dopo sarebbe toccato a me.. ma le ore passano e io il volante lo vedo da lontano.. cosi verso le due del mattino di venerdì io mi appisolo… ci troviamo vicino Caianello..mentre dormo Simone alza al massimo il volume della radio, io mi sveglio, si ferma ad una piazzola e mi fa prendere il posto di guida..
    ..Finalmente alla guida. Simone si toglie le scarpe,appoggia i piedi sul cruscotto e si mette a dormire.. io guido, nonostante mi sento stanco guido.. un occhio sul tachigrafo per non andare fuori con la velocità ed un occhio agli specchi .. il computer di bordo mi avverte che mi devo fermare ma io me ne frego e continuo ad andare, non mi sognerei mai di svegliare Simone e dirgli che mi sento stanco..non posso bruciarmi questa possibilità.
    Cosi arrivati a Salerno sveglio Simone.. e lui riprende il mio posto.. arrivati al piazzale prendo la mia auto e vado via.La giornata è finita
    Arrivo a casa molto stanco.. avrò dormito quattro ore su 48.. per di piu su di un gomito.. faccio una doccia, colazione e mi metto a dormire.
    Ecco amici miei sarei un falso se non ammetterei che ci sono stati dei momenti in cui mi sono fatto prendere dallo sconforto. pensare che non ero fatto per questo mestiere.. ma dopo 2 giorni senza sonno forse è normale avere delle paranoie.
    E siamo a sabato.. dopo una giornata intera a dormire mi sento meglio.. sono forse pronto a riaffrontare un altro viaggio e cosi chiamo il titolare chiedendo quando si doveva ripartire.. Mi risponde dicendomi che non se ne faceva più niente, che almeno mi voleva con un esperienza minima, che l’autista doveva sentirsi tranquillo se voleva dormire un pò.. e che io addirittura non sapevo neanche cambiare le marce..
    Cosi recandomi al centro per l’impiego ho scoperto che il mio contratto era stato annullato.. cioè non avevo mai lavorato per lui..l’impiegato spiegatoli la situazione mi ha detto che se io dichiaravo di aver lavorato poi c’era l’obbligo di segnalazione all’ispettorato del lavoro.. Ho lasciato perdere.. anche se senza aver visto un quattrino l’ho fatto per 2 motivi.. quando si fa un avvertenza di solito non ti prende più nessuno e poi non ne valeva la pena per 4 ore che ho guidato..
    ora lascio a voi le conclusioni.. io mi sono fatto tante idee a riguardo.. ho pensato che il titolare mi voleva già bello pronto per mandarmi in giro con i frigo, ma soprattutto credo che l’autista non mi abbia voluto aiutare, non so se mosso da mancanza di umiltà oppure semplicemente non gli andava di dividere il denaro del viaggio con me.. Non so cosa pensare.. Sicuramente questa esperienza mi è servita a capire che fare il camionista non è solo portare un bestione ultimo modello.. ma c’è tutta una serie di problematiche.. dallo stare lontani dai propri affetti.. al rischio che si corre sullo strade.. ma volte anche a rinunciare alla sicurezza privandosi del sonno.. questo ultimo punto spero che non sia per tutti cosi..
    Bè io vi saluto.. spero di non avervi annoiato e se l’ho fatto mi scuso.
    Se vi ho raccontato tutto questo è perchè ho trovato in voi della brave persone,disponibili e che mi danno consigli..
    In attesa di vostra risposta, vi saluto.. Ciao

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