Siate affamati. Siate folli!

L’unico modo di fare un ottimo lavoro è amare quello che fai. Se non hai ancora trovato ciò che fa per te, continua a cercare, non fermarti, come capita per le faccende di cuore, saprai di averlo trovato non appena ce l’avrai davanti. E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continua a cercare finché non lo troverai. Non accontentarti. Sii affamato. Sii folle. (Steve Jobs)

E’ morto. Stroncato da una malattia contro cui ha combattuto fino a quando ha ritenuto di avere ancora uan parte del sogno da perseguire. Poi ha deciso di prendere congedo. Il fondatore di Apple ci ha lasciato. C’è molto da imparare dalla sua parabola. Molto che ritorna per le vite di ciascuno di noi. La fame. la follia. Le abbiamo conosciute. Chiunque  sia cresciuto con il mito di Convoy , che abbia sognato un Peterblit lo sa di cosa Steve intendeva parlare. Non costruisci nulla se non sogni. Ecco  credo sia necessario fermarci. Fare un lungo respiro. Sederci e pensare. Sogniamo ancora? Abbiamo uan visone? Una direzione? Un progetto? O tiriamo a campare? Rimaniamo negli schemi , cerchiamo di rispettare le regole, senza uscire dai confini che altri hanno tracciato per noi?

Ma forse dovremmo  stopparci.

Ricominciamo a credere. A credere nel sogno. Il nostro e quello di anatra di gomma. Nel sogno di un comparto che rivesta davvero il ruolo  centrale che le compete nell’economia di un paese come l’Italia. In un sogno in cui le regole sono  fatte dal basso  e non cadono dall’alto. In un sogno in cui chi si chiama fuori lo fa per osservare con il giusto distacco le dinamiche di chi sta dentro e non per proteggere il suo “particulare” , ma per costruire una visione. Per alimentare la follia.

Rimettiamoci al centro delle nostre vite. Sono brevi diceva Steve ed è per questo che  abbiamo il dovere di non vivere quelle degli altri. Smettiamo di fare ciò che  è meglio, cio che è giusto, ciò che gli altri si aspettano. Facciamo ciò che è coerente con ciò che siamo. Realizziamo i nostri sogni.

Protestiamo. Blocchiamo le città. Lasciamo i negozi senza merci di prima necessità . Ma facciamolo perchè  abbiamo una  visione. Non perchè non sappiamo cosa altro fare.

Sono certa che sulle strade ci sono  centinaia, migliaia di anatra di gomma che guidano un camion per pura passione, che lottano ogni giorno per quel sogno che li ha sostenuti fino all’infanzia , che amano ogni dannato  secondo speso  alla guida di quel bisonte della strada.

Noi nel nostro piccolo abbiamo cercato di farlo. Trasportando si propone di essere questo. Il locus di una visione. La patria di un sogno. Quello del confronto ragionato e ragionevole tra diversi. Uno spazio in cui tutti quelli che a vario titolo spendono la loro vita nel comparto sentano di avere  la libertà di dire la loro. Questo è il nostro sogno. Dare uan casa alla protesta come all’impegno. Una casa speriamo accogliente con tutti e adatta a ciascuno. Fatelo nel modo che preferite. Mandateci le vostre mail, le vostre foto, articoli o video. E noi daremo loro corpo e vita. Li mostreremo in modo che il vostro messaggio arrivi, che la vostra passione emozioni chi la condivide e chi ne è solo spettatore stupito. Raccontateci come è vivere …. ON TRUCK!

Fatevi sentire allora. I nostri spazi sono a vostra disposizione: raccontate la passione, l’amore, la follia e la fame che vi spingono ancora ogni giorno, ora, adesso sulle strade a bordo di un camion…

SE NON ORA QUANDO????

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