XIX Rapporto Aci-Censis: vedo grigio!

Presentato il XIX rapporto Aci - Censis

E’ stato presentato in questi giorni a Roma, presso la sede centrale dell’Automobile Club Italia, il Rapporto ACI-CENSIS “Automobile 2011” giunto alla sua 19ma edizione. All’incontro erano presenti il presidente dell’ACI, Enrico Gelpi, il presidente della Fondazione Censis, Giuseppe De Rita e il direttore del Censis, Roberto Ciampicacigli.

Il quadro che emerge da questo complesso lavoro di raccolta dati fornisce una visione del futuro prossimo alquanto grigia.

Nonostante l’automobile si confermi il mezzo preferito per gli spostamenti dell’83,9% degli italiani, un italiano su cinque ha ridotto l’uso del proprio veicolo. Badate bene però, la scelta non è dettata da un sano comportamento sportivo od ambientale, ma da un drammatico calo di reddito. I primi ad abbandonare le quattro ruote sono soprattutto i giovani che ricorrono, più degli scorsi anni, all’utilizzo dei mezzi pubblici o del motorino. Gli over 45 ne approfittano per mantenersi “forzatamente” in forma andando a piedi o in bici.

Il trasporto pubblico, che in momenti come questi dovrebbe assurgere alle luci della ribalta, riscuote solo un timido consenso da parte di un pubblico stanco delle lunghe attese alle fermate, stanco di dover pagare troppo per un servizio “non servizio” e per una cronica mancanza di organizzazione, specie nelle grandi metropoli.

Quello che spaventa di più gli automobilisti non è tanto il costo d’acquisto di un’automobile (che non viene certamente regalata dalla Case costruttrici) quanto i costi di gestione come fa notare il presidente dell’ACI, Enrico Gelpi:

“I costi a carico degli automobilisti sono ormai al limite della sopportabilità: oltre 165 miliardi di euro, di cui 58 miliardi come prelievo fiscale. Sempre di più si fa strada l’irritazione, perché il ridotto utilizzo dell’auto non comporta risparmio per le famiglie. Quest’anno si contano cinque interventi sulle accise e da gennaio scatterà l’aumento deciso con la Legge di Stabilità. L’ACI sottolinea da tempo l’esigenza di un indirizzo uniforme delle politiche dei trasporti, ripensando il rapporto tra urbanistica e mobilità, con interventi specifici per la sicurezza stradale e la formazione dei giovani”.

Insomma il bacino di raccolta preferito di ogni governo è stato e sempre rimarrà la saccoccia dell’automobilista!

L’auto costa sempre di più, è un dato di fatto numeri alla mano: 3.278 euro nel 2011 contro i 3.191 del 2010 (+2,7%). Le maggiori voci di spesa sono:

- carburante (1.530 euro, +2,3%);

- assicurazione (715€, +2,9%);

- parcheggio (218€, +5,3%);

- multe (+18%).

La crisi, inoltre, porta a ridurre notevolmente i costi di manutenzione ordinaria (-15,2%), che proporzionalmente inducono ad una sensibile crescita di quelli per la manutenzione straordinaria (+8,5%). Ad esempio, se tardiamo a sostituire le pasticche dei freni (manutenzione ordinaria), bene presto ci ritroveremo a dover sostituire anche i dischi (manutenzione straordinaria) e via discorrendo.

Il futuro del comparto appare grigio

Ma tra tutte queste voci di spesa le più odiose e quelle che frenano di più l’utilizzo di un veicolo rimangono la benzina (considerata ormai un bene di lusso), e l’assicurazione. Ben il 40% degli italiani imputa l’alto costo dell’rc-auto all’aumento delle truffe assicurative. Ma il discorso si fa capzioso, è n po’ il cane che si morde la coda, perché tra le cosiddette “truffe assicurative” ci sono anche le false polizze o i falsi tagliandi a cui, purtroppo, molti automobilisti ricorrono sempre più spesso perché non hanno materialmente il modo di pagare le polizze!

Si dice che il caro-auto favorisca l’interesse verso il car-sharing (il servizio che permette di utilizzare un veicolo su prenotazione, prelevandolo e riconsegnandolo in un parcheggio dedicato). Si parla anche di numeri interessanti: 30.000 utenti al mese nel 2011 (+66% in tre anni). Ma rimangono cifre aleatorie perché di veicoli per il car-sharing ce ne sono ancora troppo pochi ed in zone limitate.

Il mercato dell’auto, secondo il Rapporto ACI-CENSIS sottolinea che nel 2011 c’è stato un calo di immatricolazioni del 17% rispetto al 2009 per le auto, e del 26% per le due ruote. Non c’è da stupirsi che tenga il mercato dell’usato e che la gente ricorra sempre di meno alla radiazione dei propri veicoli. Tutto ciò comporta un incremento dell’anzianità del parco circolante: mediamente andiamo in giro con veicoli di 9,3 anni.

VERSO L’ANARCHIA?

Aumentano le cosiddette “trasgressioni confessate”, sia quelle a basso rischio di incidentalità (divieto di sosta +9%, occupazione corsia mezzi pubblici +5%, violazione ZTL +3%), sia quelle più pericolose (sorpasso a destra +5%, superamento limiti di velocità +15%,cellulare senza vivavoce +25%).

Cresce anche la percentuale dei sanzionati, soprattutto per passaggio col rosso (+8%), superamento dei limiti di velocità e mancato rispetto della precedenza (+3%).

Autoveloxtutor non spaventano particolarmente i conducenti: il 56% si dichiara indifferente, mentre il 29% si affida ai navigatori satellitari o app persmartphone.

L’indagine pone in evidenza un grave deficit culturale: 1 automobilista su 10 non rispetta i parcheggi riservati ai disabili. Ma quanti di questi disabili sono veri disabili? Purtroppo anche qui si potrebbe aprire un capitolo a parte. Quante volte vi è capitato di vedere signori (anche piuttosto giovani) avvicinarsi baldanzosi alla propria auto che porta il simbolo da disabile?

E’ ora di dire basta col solito detto: “Siamo italiani” Come a sottolineare che qui tutto vale come nel paese di Bengodi. E’ ora di acquisire una nuova coscienza sociale e civica. Perché l’Italia è un Bel Paese che deve tornare a crescere!

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