A Trieste la nave a impatto zero (o quasi)

L'Università di Trieste

Una nave a gas naturale liquefatto (Gnl), in grado di eliminare totalmente l’emissione in atmosfera di ossidi di zolfo e particolato e di ridurre le emissioni di CO2 e ossidi d’azoto rispettivamente del 25% e dell’85%. A progettarla è stato un gruppo di ricerca coordinato da da Wartsila Italia (capofila) e composto da l’Università di Trieste e di Udine, Area Science Park, Rina Services, Cenergy, Navalprogetti ed Energy Automation.

L’obiettivo è duplice; da un lato tagliare il costo del rifornimento con i carburanti tradizionali a base di olio combustibile, il cui rincaro potrebbe raggiungere a breve il 60 %; dall’altro l’esigenza di salvaguardare l’ambiente, con la drastica riduzione degli inquinanti a partire dal 2015, prima nelle cosiddette zone Eca (Emission Controlled Area) – comprendenti il mar Baltico e le coste Usa e poi in tutto il mondo. Si prospettano infatti novità importanti per il trasporto marittimo, anche sotto la spinta delle nuove normative internazionali Imo, che impongono a partire dal 2015 una drastica riduzione degli agenti inquinanti.

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