Il peggio deve ancora arrivare!
Il peggio deve ancora arrivare. Questo è quello che penso, a proposito dell’instabilità economica
che riguarda una bella fetta di mondo. Nel frattempo ci si arrangia come si può e, a quanto mi
risulta, in tutti i modi possibili. Modi legali per la stragrande maggioranza, modi illegali per alcuni.
Il desiderio di soldi facili, per questi “alcuni” diventa una spinta irrinunciabile, però ci vuole
professionalità anche nel fare il furbetto. Altrimenti ti scopri solo un cretinetto.
Così accade che un magazziniere viene arrestato per spaccio di stupefacenti. Oltre la figura,
licenziato in tronco.
Non passano quattro settimane e un autista viene blindato in Spagna con un quantitativo di droga
che radio azienda non fornisce come dato. Ne avrà per quattro o cinque anni, nelle galere iberiche.
Al “fresco” in un paese caldo. Ovviamente licenziato in tronco anche lui e scaricato dall’azienda
che ha avuto il suo bel da fare a riportare il camion a casa, dopo mesi di sequestro.
Intanto un altro autista viene fermato al Brennero, appena varcato il confine. Toh!, oltre a resi vari
che capita di portare indietro, dalla Germania se ne ritorna pure con quattordici chili di cocaina.
Come? Quanto? Sì sì, avete letto bene. Quattordici chili. Beh insomma, se bisogna farla, bisogna
farla bene, non trovate? Il povero cinquantacinquenne o giù di lì, mi sa che quando verrà rilasciato
dal gabbio, io sarò nonno. Sempre che la mia erede non mi faccia scherzi anticipati. Che poi se
buon sangue non mente, è ora di tener la guardia alta su cotanta, e attualmente maldestra,
possibilità.
Tornando a noi: a quanto riportano le voci, tutti e tre hanno dichiarato che era la prima volta e che
l’hanno fatto per tirare su soldi e pagare debiti vari divenuti insostenibili. A parte che se uno mi
affida quattordici chili di cocaina come primo viaggio, o è scemo o mi vuole fottere (accanto e
indisturbato, gli sarà passato il tipo che di chili ne avrà avuti venti volte tanti) comunque, restando a
quel che hanno detto, a me sembra un’escalation che fa riflettere. Conferma una volta di più che tra
suicidi, criminalità spiccia e improvvisata, fallimenti e adattamenti al ribasso di ogni tipo nei
confronti della qualità della vita, ci stanno tirando sempre più giù. O, per citare il titolo di un
vecchio libro di poesie (1975) di Ferruccio Brugnaro, “vogliono cacciarci sotto”. Sacrificati in
nome dello Spred. Che poi chi è questo Spred? Mi ha mai pagato un birra? Mah!
Quindi improvvisarsi spacciatori, ladri, ricettatori o imbroglioni, spesso non paga. Questo fare,
dettato da necessità economiche insostenibili e difficili, porta a conseguenze che poi si pagano a
caro prezzo. Un prezzo che ha nel conto anche l’impunita corresponsabilità diretta e indiretta dei
governanti politici, economici e finanziari del passato e del presente, che non garantiscono vita
serena ma anzi affossano l’individuo in nome di un riassestamento generico e globale che però non
arriva.
Chi si prostra a un’esistenza, o parte di essa, da malavitoso invece, lo fa perché gli va. Fa una scelta.
Criminali grandi e piccoli, di ogni genere, in ogni luogo, in ogni tempo. E il mondo gommato non
fa difetto in questo. Non ci facciamo mancare nulla e nessun tipo di personaggio.
Come atteggiarsi davanti a questo? Fare finta di nulla, o denunciare e far conoscere queste
problematiche, oltre a quelle di “servizio”? Spingere verso una pulizia interna, o lasciare che le cose
accadano che tanto i delinquenti sono solo una minima parte e teniamo tutto occultato facendo buon
viso a cattivo gioco?
Io non sono e non voglio essere, un moralista. Nemmeno posso esserlo. Però, come vivo e vedo la
vita in generale, così vivo e vedo il mondo dell’autotrasporto. Da ventuno anni. E vedo tante cose
virtuose generate da tanta gente virtuosa. Che lavora duro, si comporta bene, crede in quello che fa
e in quello che è. Ma vedo anche cose ingiuste, spiacevoli, sconvenienti. E come mi sento di
raccontare, scrivendo, le cose belle, trovo corretto, equo e normale, raccontare, scrivendo, le cose
brutte. Certo mi faccio delle idee e porto avanti le mie opinioni che sono comunque suscettibili di
cambiamento, di critica, sindacabili. Prima di tutto da me stesso e poi dagli altri.
Nel mio ultimo libro, tre capitoli, su diciassette, sono dedicati a personaggi che combinano guai,
molto poco virtuosi. In generale ogni storia contiene sottotraccia come significato, un
atteggiamento. E tra i tanti lati positivi, è inevitabile metterci anche dei lati negativi, oscuri. Perché
accadono, perché ci sono. Ogni giorno. Ricevo qualche critica per questi capitoli che, secondo
alcuni, accendono una cattiva luce su tutti.
“Non credi che uno che legge può pensare che tutti siamo ladri, etc? Faranno cioè, di tutta un’erba
un fascio.” Questo mi viene imputato. A parte che se uno legge un libro, credo si ponga al cospetto
delle pagine con una proposizione mentale adeguata, se proprio uno non ci arriva e cade in questo
tranello beh, il problema è suo. E’ suo il limite. Non posso farci nulla. E per pochi che si faranno
un’idea sbagliata e fuorviata, non rinuncio a raccontare dal mio punto di vista, quello che mi accade
attorno. Nel bene e anche nel male. Che ne pensate?
Buona strada.
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Ciao fabrizio, non sò cosa ne pensano gli altri, ma per quanto mi riguarda sono pienamente d’accordo con il tuo ragionamento e pensiero… solo chi no vuol vedere non vede ciò che sta’ accadendo nella ed alla soceta’… la guerra dei poveri e’ iniziata con sommo compiacimento di chi l’ha provocata, progettata a tavolino… e noi non ce ne siamo accorti, guidati come tante marionette verso la ” lotta alla sopravvivenza del piu forte , del piu furbo, del piu prepotente “.. siamo solo un immenso teatrino per pochi divertiti spettatori !!!