Mafia e Logistica: Perché Tacere?

l 31 maggio 2012, presso il Palazzo dell’Informazione in Piazza Mastai, nel cuore di Trastevere, lo storico quartiere romano, si è tenuto il Primo (speriamo di molti) Forum Annuale sul tema Legalità Trasporti Logistica, emblematicamente intitolato: “Perché Tacere”.

Già, Perché Tacere, perché, aggiungiamo noi, si è taciuto per tanto tempo? Non è da oggi, infatti, che il mondo dei trasporti, così come l’imprenditoria in genere, sia infettato dalla malavita organizzata: ben venga allora il coraggio di chi ha voglia di cambiare, di reagire come i promotori di questa iniziativa, il Corriere dei Trasporti e il CNA-FITA (Unione Nazionale Imprese di Trasporto).

Il quadro emerso dall’incontro, moderato e condotto da Paolo Di Lonni, direttore responsabile del Corriere dei Trasporti, è allarmante, specie per quanto riguarda i settori della distribuzione ortofrutticola con i relativi centri logistici come Fondi (Latina) e Vittoria (Ragusa).

L’infiltrazione mafiosa col passare degli anni è divenuta sempre più subdola e raffinata, come emerge dalle inchieste svolte dalla professoressa Rita Palidda e il giornalista Giovanni Tizian. Ormai la ferocia sanguinaria e le minacce a mano armata hanno lasciato il posto a “colletti bianchi” armati di Master in Business Administration, con il potere del contante (proveniente dalle trincee dell’illecito), in grado di offrire agli imprenditori soluzioni rapide e facili. Purtroppo però, chi decide di “vendere l’anima al diavolo” spesso e volentieri si ritrova invischiato e schiacciato perché, naturalmente, il “diavolo” è sempre lì a chiedere il rendiconto: “Do ut des”.

Le metastasi di questo tumore secolare si insinuano sulle strade di tutto il mondo e sotto mille sfaccettature. D’altronde un camion, un furgone, cos’altro rappresentano se non dei grandi scatoloni su ruote in grado di trasportare qualsiasi cosa? E’ così che le metastasi, scavando e avanzando arrivano anche ai grandi gruppi internazionali come la TNT che, malgrado l’inconsapevole estraneità della direzione centrale, si è ritrovata con sei sedi italiane contaminate dalla malavita organizzata, come ci spiega il Magistrato della Direzione Nazionale Antimafia, Anna Canepa.

Allora come si può combattere con un nemico così potente, astuto e organizzato? Una delle vie è partire dalle fondamenta e colpirlo nel patrimonio come da anni predica Don Luigi Ciotti, che al Forum è presente come divulgatore e promotore di Libera, l’organizzazione che coordina oltre 1500 associazioni e gruppi impegnati contro la mafia, minandone il potere economico attraverso le riconversioni dei beni confiscati in attività legali e pulite. Ma soprattutto, come sostengono all’unisono tutti gli intervenuti alla tavola rotonda, Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, Pietro Luzzati, direttore generale di Cofetra, Paolo Govoni, presidente di CNA Eimilia Romagna e Cinzia Franchini, presidente nazionale di CNA-Fita, attraverso il coraggio della denuncia.

Ma attenzione, la lotta alla mafia è complessa, proprio per i mille volti e le capacità camaleontiche di trasformazione di un’organizzazione che in quanto ad efficienza non teme rivali, come ci spiega il senatore Beppe Lumia, ospite d’eccezione del Forum, che da anni è impegnato nella lotta alla mafia. Si devono studiare nuove strategie ed osservare continuamente le variazioni comportamentali di tutti gli attori del mercato a cominciare dalle aziende di trasporto.

L’intervento conclusivo di Cinzia Franchini probabilmente è il più incisivo dell’incontro. Non è solamente con la denuncia e la repressione che si deve combattere il crimine organizzato, da parte dello stato ci vogliono aiuti concreti alle imprese per far si che queste ultime non cadano nei gangli della mafia. Quindi meno burocrazia nel ricorso alle agevolazioni fiscali e finanziarie, reintrodurre l’accisa mobile, assoggettare all’Iva il solo prezzo industriale dei carburanti e garantire il rimborso annuale delle accise per autotrasporto. Inoltre, mettere in campo ogni possibile strumento di controllo, Guardia di Finanza, Antitrust, per sventare i comportamenti tipici dei cartelli economici nella gestione del prezzo dei carburanti alla pompa che attraverso i prezzi imposti impoveriscono l’intera economia nazionale.

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