Ogni fine porta con sé un nuovo inizio

Quando mi avvicino al fine settimana, dei tanti pensieri che ho, uno o due risaltano più di altri. Da
questi traggo le righe scritte che poi la settimana successiva la redazione di Trasportando pubblica.
A volte, sapendo già di dover fare due settimane fuori e incerto sulla possibilità d’avere una
connessione, ne scrivo e ne spedisco un paio, così da evitare ritardi. Accade che, colpito
dall’articolo dedicato alla testimonianza di Tiziana Pappadia e del Megaconsorzio, che hanno
salvato una vita, raccogliendo le parole disperate di un padroncino siciliano, mi decido a fare una
riflessione in tal senso. Inizio a scrivere che sono in Belgio e in viaggio da una decina di giorni,
quindi le mie parole arriveranno un po’ in ritardo rispetto l’attualità della loro esperienza ma fa
niente.
In Italia ascolto spesso Radio24, la famigerata radio della Confindustria. Oh la Confindustria, vade
retro! A mio gusto trovo invece che, al di là delle etichette, ci siano radio giornalisti davvero
preparati. Su tutti, l’economista Oscar Giannino e Sebastiano Barisoni. Mi piacciono assai e hanno
dato il La a un’iniziativa lodevole ovvero “disperati mai”. Dar ascolto e voce a tutti quegli
imprenditori in grave difficoltà che un giorno sì e un altro anche, vorrebbero ammazzarsi. Migliaia
di mail in pochi giorni che dipingono un quadro molto molto poco confortante. Spesso
l’umiliazione e la vergogna  sono motivo di silenzio cupo che scava nelle teste e porta a una
distorsione delle cose tale, da pensare e programmare il suicidio. Già parlare e trovare solidarietà,
anche se poi i soldi per far fronte ai debiti ti mancano comunque, basta per aprire uno spiraglio, una
speranza. Dopo averci pensato qualche ora, chiedendomi se facevo bene oppure no, mi decido a
raccontarvi una storia, per dare il mio piccolo, ma davvero piccolo, contributo che comunque spero
vivamente possa servire a chiunque se la stia passando male..
Una volta, un ragazzo alla vigilia dei suoi ventuno anni, si comprò un camion. Oddio, un camion…
un Reanult Midliner S100 di terza mano allestito a frigo. Questo ragazzo guadagnava benino e gli
piaceva fare festa. E gli piaceva far fare la bella vita a sua moglie e alla bambina che avevano.
Spendeva tutto il spendibile e si ritrovò, al momento di dover pagare le tasse, con un buco piuttosto
consistente. Poi si ruppe seriamente il camion e dovette rifargli il motore. Una serie di cause e
concause insomma, dipendenti dalla sua incapacità nel gestire le cose, gli fecero perdere tutto e pure
la famiglia, con una moglie che lo sbertucciava per la sua incompetenza (dare del rincoglionito
fallito a uno che se la passa male è come prendere a martellate l’unica mano su cui si regge uno che
sta cadendo in un burrone. Anche se lo pensate, non ditelo!). Cento milioni di vecchie lire di debiti
a fronte di una paga che diventò, da operaio autista, di due milioni. Inizialmente. Poi fortunatamente
crebbe.
Il ragazzo vedeva nero, piangeva e non si capacitava. Pensava a come uccidersi. Ma l’amore, della e
per, la figlia, gli dava comunque quel po’ di forza per proseguire. Lavorava anche venti ore al
giorno, a volte due giorni ininterrottamente e in sette anni, pagò i debiti, si comprò casa e ritornò a
sorridere e a godere della vita.
Un giorno, questa volta per forze esterne, il ragazzo che intanto era cresciuto e di anni ne aveva
trentotto, si ritrovò di nuovo col culo per terra, senza niente, nemmeno un lavoro e dovette vivere
nel garage di mamma e papà per non finire sotto un ponte. Anche questa volta i pensieri cupi si
fecero largo e il vedersi nuovamente in ginocchio lo azzerarono moralmente. Ma la svolta si può
presentare in tanti modi. Così si riprende a lavorare e il futuro diventa meno incerto fino ad
assestarsi e a considerarsi dignitoso.
Ora quel ragazzo di anni ne ha 41, vive in un bel appartamento in affitto, arriva con fatica a fine
mese ma paga quello che deve pagare. Scrive libri, articoli per Trasportando e TruckVanDriver, va
in giro per l’Europa col camion, ama ed è amato, si diverte con gli amici una volta a casa. Sì, quel
ragazzo ora uomo (spero!), sono io.
Cadere a cinquanta o sessant’anni e doversi rialzare è molto più difficile che a venti o a trenta e
rotti, lo so. Vedersi usurpati dei sacrifici di una vita, magari per colpe altrui è insopportabile. Ma
mai  mollare lo stesso. La vita è tanto complicata e ardua ma è anche tanto, infinitamente
affascinante e ricca. Anche se si perde tutto ciò che si ha di materiale, rimane la persona, rimane la
sua anima. Che ha un valore inestimabile. Ho imparato che ogni fine porta un inizio. Ho imparato a
guardare la vita come una linea da percorrere tutta, accettando i suoi ciclici alti e bassi e non solo
come un punto dove arrabattarsi senza fine, soprattutto quando sono in difficoltà. Un perché e una
soluzione ci sono sempre. Sempre.
Buona strada.

Un Commento a “Ogni fine porta con sé un nuovo inizio”

  • Ciao Fabrizio, la tua storia e’ simile (almeno nella disperazione di certe situazioni) alla mia o quella di tanti altri uomini o donne di qualunque eta’ e posizione sociale… possono essere diverse le motivazioni che hanno portato a quella situazione grave e che in quei momenti sembra senza uscita.. ho notato, leggendo commenti di persone che hanno passato momenti bui simili e che fortunatamente sono qui a racontarli, che il filo che lega molte persone in quei momenti in cui si pensa a soluzioni estreme è la solitudine.. trovarsi contro tutto e tutti, non essere compresi, subire “la martellata sull’unica mano con cui ti sorreggi per non cadere nel burrone” come dici tu, e spesso ritrovarti anche a capire che fino a quel momento hai vissuto una vita “falsa” perchè pensando e ripensando non ti viene in mente nessuno a cui rivolgerti per un aiuto, che ti possa ascoltare e capire (non giustificare)… un vero amico !!! Fortunatamente il destino, in cui io credo,interviene , come e’ successo a me quando ho letto quel terribile messaggio di quella sera.. potevo fregarmene, potevo pensare ad un semplice sfogo o altro, ma qualcosa dentro di me mi diceva che bisognava agire .. subito !!! Il destino, ha messo sulla mia strada tempo fa’ un ragazzo sempre di quelle parti, un padroncino, che aveva avuto problemi per la neve nella mia zona.. ha raccolto il mio appello e si e’ attivato per avere info, per cercare questa persona.. anche chiamando le autorita’, facendo visure on-line, telefonate varie, brancolavamo in molti, nel buio, ma lui ha trovato quella persona.. ecco il destino ha messo in atto una serie di circostanze favorevoli per cui, dall’iniziale ricezione di quel cupo messagggio su FB, solo attivandosi immediatamente hanno potuto far si che quella persona avesse un chance, non si trovasse piu solo, ma con tanti amici inaspettati su cui contare almeno moralmente, che non diventasse un’altro anonimo nome su una lista orribile che ben conosciamo… quello che voglio dire, e’ che non dobbiamo chiuderci nei nostri problemi, ma vivere la vita con coraggio, ascoltando sempre i messaggi che la vita ci manda in modi assai strani e inaspettati: stiamo cosi’ poco su questa terra, e non ci accorgiamo che molte volte presi dalla voglia di avere di piu o l’impossibile, perdiamo cose preziose, attimi irripetibili, dimentichiamo di vivere…. si c’è sempre una via d’uscita: basta fermarsi ed ascoltare col cuore !!!
    ciao Grande Fabri.. un abbraccio e buona strada sempre !!!

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