Orgogliosamente camionisti

Dopo il weekend alle porte di Parigi, mi sono finalmente rimesso in movimento, ho caricato nella
capitale francese e me ne sono andato diretto a Marsiglia. Da lì, sono rientrato in patria e ho girato
mezza Toscana, da Pietrasanta a Peccioli, da Poggibonsi a Firenze centro. Il meritato e agognato
rientro a casa si è quindi materializzato nelle parole di un’impiegata: “dopo questi carichi, rientra”.
Il camion che sto guidando, ha dei problemi che lo obbligheranno a un lungo pitstop ai box
dell’officina aziendale, così mi sono guadagnato d’un tratto, un bel weekend lungo tra le mura
domestiche. Da giovedì a domenica! Ho come l’impressione che la Pasqua non so bene dove la
passerò, intanto godo di questo improvviso bonus.
Il telefono si è surriscaldato parecchio nei giorni precedenti così, come ovvio, una volta libero, mi
dedico a capofitto alle tante cose irrisolte e in sospeso, tra cui l’allenamento fisico che troppo spesso
trascuro, come una dieta che inizia il lunedì mattina, finisce il lunedì sera, riprende il mercoledì di
quindici giorno dopo e si riabbandona al sabato pomeriggio, davanti a un carrello della spesa che si
riempie magicamente di tutti i peggiori alimenti possibili e immaginabili.
Fatto sta che riesco a farmi la corsetta in riva al mare. Un’oretta niente di più, però è già qualcosa
contando che la sabbia del bagnasciuga, seppur battuta e compatta, taglia le gambe in tempo zero.
E qua ci penso. In cabina. “In cabina” è un bel nome per un blog, mi piace e ringrazio chi se lo è
inventato per questo spazio che posso occupare.
In effetti, che succede in cabina? A conti fatti è una scatola piuttosto piccola per quanto la si possa
rendere confortevole. Però in questa scatola si riesce a farci stare dentro una vita. Nella sua
complessità intendo, mica solo la vita professionale. A volte mi scorre davanti questa vita,
materializzandosi in tanti piccoli e veloci fotogrammi e, a seconda di quel che vedo, ricordo e
progetto, la cabina allora, può diventare una cabina di regia o una cella. Un punto fermo
rassicurante da dove far partire le azioni migliori per rendere quei fotogrammi, migliori.
Oppure uno sgabuzzino angosciante, che impedisce di protendere le braccia e le mani, vanamente
intente, a non permettere che tante cose, preziose o meno ma pur sempre importanti, scivolino via.
Decisamente un posto particolare la cabina, conservatrice di tanti aspetti contrapposti.
Decisamente un posto che non è per tutti,  un luogo insomma, per gente scelta. Non trovate?
Buona strada

2 Commenti a “Orgogliosamente camionisti”

  • ironduckmoni scrive:

    Ciao !!
    Innanzi tutto buon weekend a casa! Ogni tanto ci vuole…

    La cabina, il nostro piccolo monolocale con una vista particolare sul mondo, sempre un pò più in alto delle automobili, con un mega schermo davanti, che ci permette di vedere bene lontano e male vicino… :-)
    La cabina, il nostro piccolo mondo privato, salire quei gradini per entrarci il più delle volte ci riempie il cuore di gioia…e ci si chiede quale strano incantesimo ci ha colpito per farci amare cosi tanto quel piccolo spazio chiuso di lamiera con cui percorriamo strade sempre nuove o che conosciamo a memoria…
    Quanti pensieri si fanno li dentro, quanta solitudine ci fa compagnia, a volte piacevole, a volte che ci fa soffrire…
    A volte la odiamo perchè ci tiene lontano dalla vita normale, a volte, la desideriamo perchè è qualche giorno che stiamo lontano da lei…il nostro vestito preferito…quello che ci piace indossare più di tutti…
    Un luogo per gente scelta, chiedi? Un luogo per gente che la sceglie come stile di vita, che la ama perchè ama fare questo mestiere…perchè nonostante facciano di tutto per rendercelo sempre più difficile non riusciamo a rinunciarci… bella la cabina…!!!!
    Come hai scritto nel titolo: orgogliosamente camionisti!!!! Sempre.

    Buona strada sempre e buona Pasqua!!! Ciao bbye!

  • Ciao Monica e ciao Fabrizio , quello che avete scritto lo puo’ capire solo chi ha nel cuore questo mestiere, per il quale si rinuncia volentieri a molte cose necessarie per altri… un abbraccio a tutti e due , con la speranza che presto, quello che amiamo e che alcuni personaggi incompetenti stanno facendo diventare un incubo, torni ad essere quello che era e che dovrebbe: un lavoro utile socialmente, che porta lavoro a tante altre categorie collegate, il nostro sogno conquistato con tanti sacrifici che solo noi sappiamo…
    Io ho due case,una in affitto ed una no

    una è una normale casa, niente di particolare

    l’altra è quella che amo, dove ogni giorno stò

    e la sposto dove voglio, anche in riva al mare.

    E’ piccola strana, un monolocale

    ma dentro c’è tutto il mio cuore.

    Si trova in via Volvo 420

    e non vengon mai in visita i parenti.

    E’ una casa che mi dà anche da mangiare,

    e mia compagna quando vado a lavorare…

    Ce ne son tante di queste case in giro

    alcune fan ricordare il Natale

    piene di luci e colorate, io le ammiro…

    alcune son talmente lucenti e illuminate

    da sembrare tante stelle cadute dal cielo sulle strade…

    la mia casa non è mai stata così bella e appariscente

    ma io l’ho amata sempre ugualmente..

    mi piaccion molte, son tutte uno splendore

    ma il mio VOLVO con cui passo tante ore,

    rimane il mo unico AMORE!!!

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