Viaggiare…leggeri!
L’indolenza, causata dalle ultime vicende personali, che serpeggia sottile in me, mi tiene lontano e
mi rende immune, ai contrattempi quotidiani. Distratto da altri pensieri, da un paio di settimane e
poco più, ho verificato con mano una teoria che già mi balenava in testa da tempo.
Ci è stato insegnato e tramandiamo a nostra volta, che la vita è fatta di certezze affettive e materiali,
di punti fermi che si ottengono man mano che si vive e si realizzano cose. Ma non è vero. E’ tutto
passeggero e suscettibile di cambiamento. Perché la vita porta in sé, come significato, il continuo
cambiamento. Allora dovremmo essere educati all’incertezza, abituare il cervello e il cuore,
all’improvviso. Siamo invece preda delle nevrosi scaturite dall’odiare o dal non far tesoro di ciò che
si ha al momento e dall’ansia di raggiungere ciò che non si ha, prigionieri di una cultura alterata che
misura i valori con centinaia di piccoli e grandi bisogni da soddisfare, per soddisfarsi.
Non condanno l’ambizione e l’istinto di voler di più, mi soffermo sul modo con cui ci si pone nel
voler raggiungere i vari e sempre nuovi, traguardi. Ma sto deragliando in un altro aspetto del vivere,
ora riprendo il mio dire iniziale.
Ci vorrebbe insomma, una maggiore consapevolezza del non attaccamento, o perlomeno del non
attaccamento fobico che spesso abbiamo. Per vivere ed essere, più sereni che tanto, come già scritto
qualche articolo fa, una volta senza nulla, si rimane comunque con la cosa più preziosa ovvero se
stessi.
Certo è che la classe politica e i poteri economici, sembrano aver appreso questo pensiero e sembra
si siano proprio immolati a capitani della crociata verso la conquista dell’incertezza e del non
attaccamento, visto come ci stanno depauperando di tutto. Peccato che a loro non viene mai meno
nulla e chi paga il conto, guarda caso, sono i soliti. Mah!
Intanto che realizzo questo, non ho visto una nuvola una, in cinque giorni passati tra la Costa
Azzurra e la bassa Provenza. Tra un cd degli AC-DC e musiche Chillout, tra un sentirsi tipicamente
mediterraneo immersi nell’aria di mare, percorrendo colline calcaree. Guardando divertito i turisti
fare il bagnetto nelle acque appunto, azzurre. Scaricando a Nizza. O a Cannes. Oppure a St.
Tropez. O su a Manosque, tra torrenti e colori vivaci di verde viola e giallo delle piante e dei fiori.
Così, anche una gomma gemella di destra da cambiare con l’aiuto di un macedone che mi vende
pure due pacchetti di sigarette a soli 5euro, farsi la barba mettendo un po’ d’acqua in un piatto di
plastica, e usarne il resto della bottiglia per lavarsi la testa, sorridendo pensando di esser un pseudo
Rambo per questo fare spartano, non pesano per nulla e nemmeno mi lamento, ma mi rafforzano
perché come diceva non so chi, vada come vada sarà un successo.
Buona strada.








C’era una persona molto saggia secoli fa che disse (riassunto in poche parole, perchè le sue erano molte di più!!!) che l’origine della sofferenza è il desiderio… quello che ti fa bramare di possedere le cose o le persone. Assenza di desiderio, assenza di dolore… mi sa che l’ho scritta troppo semplice… però è vero, a pensarci bene. E cerco sempre di metterla in pratica.
Vivere alla giornata, assaporando quello che la vita ci può dare, senza aspettarsi troppo di più… anche se non è sempre facile.
Forse facendo questo lavoro e avendo la possibilità di vivere una vita un pò particolare, cercando di coglierne soprattutto i lati positivi… come quelli che racconti in questo post.
Sempre bello leggerti, sempre belle le tue riflessioni!
Buona strada, ovunque tu stia andando ora!
Ciao bbye!