Wind Jet messa in liquidazione

Wind Jet ha comunicato ai propri dipendenti, nei giorni scorsi, l’apertura della procedura di licenziamento collettivo e di messa in mobilità. Una decisione che ha sorpreso i sindacati e che cambia il percorso del processo di acquisizione da parte di Alitalia annunciato dalle due aziende il passato 19 aprile. La compagnia low cost siciliana, in una lettera indirizzata ai 540 dipendenti (442 assunti con contratto a tempo indeterminato) tra naviganti e personale di terra, sottolinea come «si trovi oggi in gravi condizioni, ormai incapace di proseguire l’attività con l’unica prospettiva di essere messa in liquidazione». Le difficoltà economiche, scrive Wind Jet, derivano «dal forte disagio che sta interessando l’intero settore del trasporto aereo», capace di determinare «perdite economiche pesantissime dal 2009 al 2011», bilancio quest’ultimo che la compagnia annuncia di prevedere con perdite superiori «ai 10 milioni di euro». Ad incidere sui conti principalmente «l’enorme aumento dei costi del carburante e dei servizi accessori ed incidenti ed eventi eccezionali che hanno significato costi importanti alla lunga insostenibili per la compagnia». In particolare Wind Jet cita l’incidente aereo del 24 settembre 2010 a Palermo, circa 2 milioni di euro di danni e una perdita d’immagine «cui è seguita una drastica riduzione del numero dei passeggeri»e dunque un calo nella vendita dei biglietti per un costo complessivo quotato da Wind Jet a 20 milioni di euro. Cifre non recuperabili neanche in virtù del finanziamento dei soci, al 31 dicembre 2011, per oltre 15 milioni di euro. Una situazione che ha portato alla comunicazione di licenziamento collettivo quale «conseguenza della programmata cessazione di ogni attività della società». Un quadro decisamente diverso da quello annunciato il 13 aprile scorso da Alitalia e Wind Jet, quando nell’annunciare la firma del contratto per l’acquisizione, da parte del gruppo Alitalia, l’operazione veniva segnalata come «coerente con quelle recentemente annunciate da altri importanti gruppi del trasporto aereo europeo, finalizzate a rafforzare le attività nel segmento dei voli a basso costo». Siamo invece su una via diversa da quella dell’acquisizione “tout court”: in sostanza si torna allo schema già attuato per il passaggio dalla vecchia alla nuova Alitalia, con licenziamento collettivo già avviato, liquidazione, commissariamento e possibile riassunzione di parte della forza lavoro dopo concertazione con i sindacati, che non nascondono la loro sorpresa rispetto all’evolversi della vicenda.

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