Actie in Transport!

Riceviamo e volentieri diamo spazio a questo articolo di un nostro affezionato lettore Gaudenzio Babolin, che è anche da sempre una delle voci indipendenti  più note ed efficaci dell’autotrasporto italiano. Non crediamo ci sia bisogno di un nostro commento. Ma sottoscriviamo ogni singola parola dell’accorato appello fatto da Gaudenzio.

Il fatto che il lavoro di camionista sia esso dipendente o piccolo padroncino fosse alla frutta era chiaro dalla maggioranza di chi vive di questo  lavoro. Sono oramai piu di 5 anni che siamo con l’acqua alla gola , lo scorso gennaio non abbiamo ottenuto nulla dai vari sindacati, in primis trasporto unito, che ci hanno spalleggiato ma senza risultati validi e utili. Dunque il nostro collasso imminente e l’agonia continua ha spinto alcuni “ anziani del mestiere “ ad  entrare davvero in contatto,scoprendo così che nella  sostanza la situazione è la stessa in ogni stato membro della UE, qualcuno meglio altri peggio.
Queste considerazioni sono partite in sordina, con qualche sms, qualche mail, qualche scambio di battute via FB . Finchè una sera di circa 30 giorni fa è nata in Olanda una pagina di FB, simile a quella creata da alcuni di noi In Italia qualche tempo fa ( Megaconsorzio per la sopravivenza del trasporto italiano  )e  questa volta abbiamo deciso di provare a superare le barriere nazionali…Questa in breve è la genesi di  ACTIE  de trasport ( azione nel trasporto ).Oltre l’Olanda ad oggi  siamo presenti in belgio , Francia, Italia , Svezia, Finlandia , Danimarca . E non intendiamo fermarci stiamo lavorando per coinvolgere  anche  Spagna , Portogallo, Romania , Bulgaria e Ungheria.

Questa protesta non vuole essere l’ennesima di tante , ma una seria presa di posizione di una categoria di lavoratori a livello europeo. La politica di Bruxelles si è dimostrata incapace di legiferare a tutela della classe operaia europea .

Si è cosi innescata una lotta fratricida:   i costi alti del lavoro in alcune nazioni , hanno infatti portato le aziende a delocalizzare , per mantenere i propri profitti a un livello di margine che consentisse loro di sopravvivere , e cosi chi ha potuto ha portato la sua azienda in paesi dell’est europeo , zone in cui tasse , costo mano opera, costo del lavoro in generale sono ancora decisamente inferiori a quelli di nazioni come l’Italia.

Ci si è poi messa la crisi che ha generato livelli di disoccupazione tanto alti  che molte aziende manodopera non hannoa vuto altra scelta che rivolgersi alla manod’opera a basso costo dell’Est europo dando vita ad un effetto domino che ha lasciato a piedi  migliaia di autisti con esperienza e professionalità dei paesi dell’Ovest europeo. Il fenomeno ha a sua volta generato una lotta di classe operaia , malevolenza tra gli uni e gli altri …che venivano visti come usurpatori del lavoro e non come disperati uguali in tutto escluso il  passaporto. Fermandoci a riflettere. Usando un po’ la testa,  siamo giunti alla conclusione che questa lotta era inutile e dannosa per tutti. Ognuno ha diritto al lavoro e ognuno con la propria esperienza o professionalità deve lavorare , in una concorrenza leale e fatta sul servizio sulla qualità a non solo sul risparmio dei costi del lavoro stesso.
Da queste riflessioni condivise tra vecchi protagonisti del trasporto a livello europeo è nata  questa iniziativa. la pagina italiano l’ho creata in poche ore grazie all’aiuto di alcuni colleghi olandesi e in pochissimo tempo  abbiamo raccolto 800 colleghi .
Al momento attuale in Europa le varie realtà hannoa derito con questi numeri ;
Paesi Bassi 12 217
Finlandia 1605
Germania 3216
Svezia 1915
Danimarca1120
Belgio 2746
Francia 755
Italiia 829

Total 24,403

Attraverso il confronto abbiamo scoperto che ogni stato ha un quadro di emergenze più o meno simile : lavoro non considerato usurante ( alcuni stati ), cabotaggio selvaggio , costi e inquadramenti sindacali per lo piu in consorzi o cooperative , non riconoscimento del lavoro straordinario , tariffe al ribasso , aziende con nazionali che decentrano sedi in paesi dell’est cosi che si trova sempre piu per esempio  ditta italiana, camion targato polacco e autisti francesi .
Gli scopi ?

Ci siamo prefissati e ci stiamo  organizzando per cercare di diventare uan realtà riconosciuta legalmente a livello europeo, visto ilr isultato deludente di quanto fatto dalle sigle sindacali in ciascuna realtà nazionale fino ad ora. la nostra intenzione è di dare ad ogni stato un suo direttivo che farà capo al direttivo europeo,il quale si preparerà e andrà a dialogare direttamente nelle sedi di Bruxelles .
A questo scopo è in programma e in corso di definizione una prima manifestazione ufficiale a Bruxelles il 14 maggio prossimo.

Al momento non c’è ancora una vera e propria piattaforma programmatica,  stiamo ancora pianificando e cecando di individuare  i temi principali per tutti gli stati membri dell’Actie de Trasport I temi centrali  comunque sono:
Salario uniforme in ogni stato membro della UE .
Sconti ai pedaggi autostradali di ogni nazione per chi lavora nel trasporto ( una ottima iniziativa sarebbe fare come in Francia direttamente al casello o/e in fattura )
Unica legislazione stradale ( multe regole infrazioni )
Uniformare pesi e misure e dotazioni dei mezzi di trasporto europei ( portate dimensioni )
Adeguamento tariffe assicurative RCA uguali in tutta europa .
Riconoscimento lavoro usurante
Tariffe gasolio con scarti minimi tra nazioni per chi esegue trasporti .
STOP ai cabotaggi .
Aziende con autisti residenti nella nazione in cui vengono assunti ( oggi un autista viene assunto da una ditta italiana con sede in Romania prende lo stipendio romeno paga le tasse in Romania e non ha pensione in Italia )

Queste in sintesi sono alcuni punti chiave del movimento spontaneo nato in internet , siamo ancora in incubazione , ma speriamo e siamo certi che sia la chiave di volta per frenare il declino e rendere una professione, cosi indispensabile alla economia europea, migliore .
NON vogliamo piu una guerra di popoli , una faida di razze , battaglie dei poveri . Dobbiamo renderci conto che oggi perfino gli autisti dei paesi orientali sono sfruttati ( considerando che da loro il costo la vita è inferiore a noi ).
Chiudo questo mio sfogo con la speranza che l’ottusità che pervade il mondo del trasporto italiano venga meno , e che compatti e coesi si inizi un dialogo costruttivo con chi legifera per un Europa migliore e unita ( non solo come moneta )

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