Alitalia: Anpac, merger Air France-KLM non fa paura. E’ opportunità per crescere

“L’italianità è un valore se produce posti di lavoro in Italia, così va bene. Se è solo una bandierina o una coccarda e poi i passeggeri vengono trasportati con la rumena Carpatair allora non siamo d’accordo”. Per Giovanni Galiotto, presidente dell’Anpac, l’organizzazione sindacale riunificata dei piloti italiani, un’Alitalia sempre più targata Air France-KLM non sarebbe un problema nazionale, anzi un’opportunità. Lo ha detto oggi a Roma nel corso della cerimonia per la firma, con le rappresentanze dei piloti di Air France, KLM e Delta, del protocollo di collaborazione derivante dalla Transatlantic Joint Venture, accordo sulle rotte atlantiche già siglato dai rispettivi vettori a partire dal primo agreement tra KLM e Northwest Airlines del 1997. Oggi quell’accordo, Alitalia inclusa, vale il 26% della capacità totale transatlantica europea, 17 milioni di passeggeri nel 2011, un fatturato di 11 miliardi di dollari l’anno. Essere tra i firmatari per la componente piloti AZ rappresenta dunque una tappa determinante per l’Anpac, che ancora “vive l’ostracismo” da parte di Alitalia” nonostante una recente sentenza del tribunale di Civitavecchia che di fatto l’ha riconosciuta soggetto rappresentativo delle istanze sindacali dei piloti della compagnia italiana (e di un totale di 1800 piloti italiani in servizio attivo, più gli oltre 550 finiti in mobilità ex Alitalia Linee Aeree Italiane). L’accordo infatti, proprio guardando agli scenari connessi all’ormai prossima (12 gennaio) scadenza del lock up per gli attuali azionisti della cordata tricolore che fece nascere CAI nel 2008, vede i forti sindacati piloti di KLM ed Air France riconoscere proprio l’Anpac come unico alter ego in campo italiano. Se Air France-KLM alla fine sarà, insomma, l’Anpac si vede garantito il sostegno alle proprie rivendicazioni da parte delle “unions” dei comandanti degli altri vettori partner del merger. Su queste basi ai piloti Anpac l’ipotesi Air France non fa paura, anzi rappresenterebbe un nuovo percorso di crescita “dopo quattro anni senza aver raggiunto i risultati promessi”. “Se le prospettive sono il rafforzamento della compagnia ” aggiunge Galiotto ” con sinergie importanti a tutto tondo ed accettando anche meccanismi di asciugatura connessi con la difficoltà generale del momento mi sento ottimista”. Il leit motiv dei rappresentanti dei sindacati dei piloti riuniti a Roma è lo stesso per tutti, “il management passa, i lavoratori restano”, ma sul tema specifico del possibile merger Air France-KLM con Alitalia interviene anche il presidente della rappresentanza dei piloti del vettore olandese, Evert Van Zwol: “Dieci anni fa eravamo in condizioni simili ” ammette ” e senza Air France KLM non ci sarebbe più stata. Queste sono opportunità per crescere, il mercato italiano ha un forte potenziale per il gruppo. Certo Alitalia si deve adattare all’attuale situazione economica, anche attraverso processi di dimagrimento però sempre volti a garantire una prospettiva di crescita. Passando dal confronto con le rappresentanze dei propri dipendenti. In

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