Elettro Odissee

Venerdì sera. Milano. Piena di entusiasmo mi accingo a vivere  alcune  settimane come un cittadino modello dotato di coscienza ecologica a 5 stelle e di conseguente veicolo  full ellectric di ultima generazione con cui muoversi  nel perimetro urbano: nello specifico una peugeot ION.

I veicoli elettrici  attualmente in comercio hanno generalmente (quando sono omologati come auto) due modalità possibili di ricarica: una presa 220 normalissima per la cosidetta ricarica lunga (7/8) che  richiede il possesso di un garage, condizione non così comune come sembra tra gli strati della popolazione cittadina realmente dotati di coscienza ecologica, oppure il possesso di un cavo 380 per la ricarica veloce del non trascurabile valore di circa 400 euro che va  collegato alle colonnine elettriche di ricarica disponibili sul territorio urbano. E qui inizia l’odissea.

Venerdì mattina, constatato che il veicolo ha un’autonomia residua di poco più di 10 km, inizio a verificare le informazioni da me reperite circa la presenza di colonnine di ricarica sul territorio  della città di  Milano. Il sito www.colonninelettriche.it è estremamente efficace e da una mappatura ricca di oltre 50 punti di ricarica. Peccato che quando  si procede nella verifica di questi punti con maggiore profondità si scopre che la maggior parte sono dell’A2A e non sono disponibili e utilizzabili dai cittadini che non abbiano  sottoscrittto un abbonamento con il suddetto gestore.

Non mi pare possibile  che nella città che tra poco più di un anno ospiterà Expo 2015  , che ha un sistema di TPL efficace ed efficente con un bilancio persino in attivo ,  per cui la parola smart ha un significato pratico  evidente nella quotidiana mobilità della popolazione, si possa scivolare su questa buccia di banana elettrica.

E infatti scopro l’esistenza di un’oasi per il privato cittadino dotato di  coscienza ecologica top e relativo veicolo  full-eco: le isole digitali ( www.isoledigitali.it ), secondo quanto recita testuale il sito delle stesse : esistono in ogni isola digitale dei punti di ricarica per i veicoli elettrici dei privati cittadini liberi e a disposizione degli stessi perchè possano effettuare la ricarica veloce gratuita ( 20/30 minuti) del loro veicolo.

Piena di comprensibile entusiasmo  verifico che l’isola digitale a me più vicina è in piazza argentina , ma ve n’è comunque un’altra in porta venezia e  se proprio nessuna delle due funzionasse anche una in stazione centrale. Pronta per il venerdì da movida milanese con 2 gradi di temperatura media esterna  , vado con la mia ION alla colonnina dell’isola digitale più vicina : piazza argentina.

Consulto il totem informativo dell’isola che riporta  informazioni identiche a quelle del sito. Rinfrancata e in ritardo  sulla mia tabella di marcia  cerco  nella decina di prese disponibili per la ricarica dei quadricicli elettrici del car-shearing del Comune , quelle a dispozizione dei privati cittadini. Me ne basterebbe una. Non la trovo. Nel dubbio di non aver capito le informazioni fornite  mi sposto alla  successiva isola digitale in Porta Venezia e  il mio stupore per l’assenza del tanto pubblicizzato punto libero di ricarica aumenta. Non paga faccio un’ulteriore verifica come un San Tomaso  dall’ecodestino in stazione centrale. Ulteriore esponenziale aumento dello stupore. A questo punto  sono ormai le 20.

Chiamo il servizio informazioni delle isole digitali il quale è totalente all’oscuro dell’esistenza di punti di ricarica  liberi e mi comunica allegramente  che per quella sera mi toccherà rimanere a piedi ma che sabato mattina potrò recarmi a ritirare una tessera gratuita ( solo fino al 30 novembre) presso il temporary store Elletrocity  di  via la foppa 49 con il quale potrò sbloccare le colonnine delle isole digitali.  L’informazione anche in questo caso è incompleta infatti  scopro dopo una serie ulteriore di ricerche che è necessario registrarsi piuttosto macchinosamente sul sito del servizio  di shearing fornito dal Comune per accedere alla tessera.

Mi registro,  fornisco dati di ogni tipo dal codice fiscale alla patente alla carta di credito e ottengo la mail di conferma per la sospirata tessera. Mi porto così con il mio veicolo in riserva il più vicino possibile a largo la foppa  e riesco prima che il veicolo mi abbandoni del tutto, sono ormai le 21.30 e il mio appuntamento da movida è andato a farsi benedire,  solo ad arrivare  a Sant’agostino dove posteggio il veicolo pur sapendo che molto probabilmente verrà rimosso per via del mercato che il sabato mattina invade quegli spazi. Ma non ho scelta.

Sabato mattina trovo conferma alla mie più fondate paure, il veicolo è stato rimosso. Si trova in un deposito in via verona dell’atm e ovviamente è possibile ritirarlo dietro congruo esborso di una cifra assolutamente sovradimensionata rispetto al danno che la città ne può aver ricevuto.

In buona sostanza evitate  se abitanti a Milano di avere coscienza ecologica  perchè potrebbe costarvi molto molto caro!

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