Filosofia on the Road (dedicato a te)

Come diceva un vecchio amico francese” Mon ami, la route c’ette un implacable amie” (vedi carissimo, la strada è un amica indomabile).
Ed è vero.
Questa striscia d’asfalto, di terra, di ghiaia, mi ha preso.
Preso per il cuore, per l’anima, il cervello.
Per tutto.
Vedi, l’unico modo per capirlo veramente è solcarla giorno dopo giorno.
Ora dopo ora.
Metro dopo metro.

Con il sole a picco della bassa, nei pomeriggi d’agosto.
Quando sembra che il catrame sotto di te sia sul punto di liquefarsi, e dietro ogni curva potrebbe esserci benissimo il diavolo a fare l’autostop, e probabilmente gli daresti anche un passaggio, tanto sarebbe una cosa normale.

Con la pioggia che viene giù, mentre il nero lucido della corsia ti mangia la luce dei fari, e intanto preghi che le gomme tengano d’aderenza, mentre corri sollevando nuvole d’acqua dietro di te, con i tergicristalli impazziti, quasi ad ipnotizzarti.

Con la neve, fottuta e candida, che ti riduce a stare dentro una palla di cotone, con tutto ‘sto bianco che ti circonda. E intanto vai avanti, occhi aperti e marcia bassa, guidando quasi in punta di piedi, come se temessi di svegliare qualcuno.

E la nebbia puttana.
Che ti sparire il muso dell’auto, ti avvolge, ti agguanta e ti trascina dove vuole lei.
Poco importa se sia la via giusta, un muro o un disgraziato come te che arriva nel senso opposto.
Il trucco sta nel non fermarsi.

E la polvere.
Quel magico aroma misto di nafta, bitume, merda, che ti becca tutte le volte che ti fermi.
Ti segue come un cucciolo ammaestrato.
Ti guida.
Ti impregna i vestiti, quasi come se fosse una seconda pelle.

Oh, se solo potessi capire!
La regola fondamentale è rispettarla, la strada.
Tutto qua.
Non importa quanti cavalli tu abbia nel motore, quanta fretta tu abbia o dove stia andando.
Rispetto.
E nient’altro.
Lei è come una donna.
Va trattata bene.
Curata, coccolata.
Viziata, a volte.
Ma non prenderla in giro, non irriderla, altrimenti sono guai.
Ho visto dei duri, di quelli che incontri nei corridoi di scuola, e ti scansi per cedere loro il passo…. Beh, quegli stessi duri li ho visti piangere in corsia d’emergenza, di fronte all’ennesima gomma scoppiata.
Panne du papiere.
Il guasto quando il buio sopraggiunge.
Il pericolo.
Troppa gente si ammazza perché non conosce il proprio limite.
E’ molto semplice.
La strada non ha colpa.
Lei è li.
Ti attende.
Ti ascolta.
La percorri, la esplori, vi conoscete.
Un po’ come quando si fa l’amore per la prima volta con la ragazza che ami.
All’inizio si sonda il campo, alla scoperta del punto di piacere.
Poi, mano a mano, su e giù, sempre aumentando il ritmo, sempre più forte, finchè si può, finchè c’è né.

Ecco cosa vuol dire per me la strada.
Io non guido, io faccio l’amore con lei.
Dovunque andrò, so che lei ci sarà.
La mia certezza.
Il mio domani.

Buona strada a tutti.

Un Commento a “Filosofia on the Road (dedicato a te)”

  • ironduckmoni scrive:

    Vero quello che scrivi, perché chi ama veramente rispetta!
    E quando uno rispetta non si sente mai padrone.
    E in un rapporto alla pari non ci sono vincitori… e si arriva a destinazione felici!
    Ciao Edo, buona strada sempre! Bbye!!!

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