L’erba del vicino è sempre piú verde

Gli USA, hanno una loro personale black list di Stati canaglia ovvero una lista di Stati nemici giurati. Eh beh, anch’io ne ho una mia personale, fatta di persone, cose e Stati, cosiddetti appunto, canaglia. Con buona pace di uno dei miei fratelli che vi nacque nell’ormai lontano 1966, la Svizzera è al primo posto (ex equo con un altro paese) della mia graduatoria. Dai dai: nel cuore dell’Europa e ancora con le gabelle doganali e di tre lingue parlate non ne fanno una. Suvvia! Se non fosse per i soldi che da tutto il mondo hanno confluito e continuano a confluire, hai voglia te, di campare bene a suon di cioccolata e orologi! Questa bonaria antipatia di cui non faccio mistero però, non mi impedisce di vedere e captare ciò che funziona. Eh qua, non c’è che dire, funzionano tante cose.
Oltre alla passeggiata sulla neve col pensiero rivolto alle amiche delle LadyTruck, mentre mi sposto da una consegna all’altra, ascolto radio rete uno che almeno, seppur abbia una quotidiana scelta musicale orribile, è in lingua italiana. Nel giro di quattro giorni, il Governo confederato ha emanato un paio di leggi discusse in quindici ore, ha aumentato (di molto) le quote di soldi da versare ai comuni, e hanno fatto piazza pulita di un paio di problemi inerenti a nomine di dirigenti pubblici.
E’ che cos’è, ho pensato, il paese del bengodi? Soldi ai comuni? Rimpiazzo di gente non perfettamente in linea col costume elvetico? Decisioni importanti quali il nucleare e il ministro degli esteri, prese in quindici ore di discussioni? Ma allora, volendo, si può far funzionare uno Stato? A quanto pare sì, si può farlo funzionare. E pure bene.
Alla morte di Mandela, si susseguono servizi radiofonici vari e fra questi, l’attenzione mia è catturata da un’analisi del Sud Africa oggi. Dice che, nonostante il lavoro del compianto ex presidente, il paese versa ancora in una situazione razziale preoccupante, che la piccola classe benestante è ancora troppo lontana dai meno abbienti e che la corruzione rimane ad alti livelli. Sconsolato, non posso altro che pensare all’Italia, molto più simile al Sud Africa che alla Svizzera.
Insomma è proprio vero, l’erba del vicino è sempre più verde. Buona strada.

Un Commento a “L’erba del vicino è sempre piú verde”

  • b.idelson scrive:

    salve , mi sono appena iscritta.

    molto interessante tutto .

    finalmente un modo di guardare e di parlare da un’ “altezza” di prospettiva che vede l’essenziale .

    non lavoro sul camion ma mi piace tutto.

    buon anno !

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