Smart mobility e new generation

La ricerca è pubblicata su “Lancet”, la più prestigiosa rivista scientifica e certifica come il PM10 sia un agente patogeno per la salute. Se pensiamo che città come Torino, Milano, Roma sforano per molti giorni anno le soglia prevista dalla legge europea e che spesso questi giorni sono di seguito risulta chiaro ed evidente che il tema investe un ambito primario per chi gestisce l’amministrazione di grandi città: la salute pubblica.

Quello che evidenzia la ricerca era già piuttosto noto e anche da me ripreso tempo addietro con un riferimento ad uno studio della OMS, ma che adesso appare in tutta la sua drammaticità e la sua richiesta di intervento che impatta inevitabilmente con la gestione della mobilità pubblica e privata in città che divengono sempre più grandi.

urbanizzazione Pianura Padana 1965 - Arch. Casiroli Politecnico Milano

Oggi in Europa si contano 18 città con più di 1 milione di abitanti ed 1 con più di 10 milioni.

In Italia sono due le città che appaiono in questa classifica: Roma e Milano; Napoli e Torino oggi contano meno di 1 milione di abitanti ma la città piemontese, complice la sua posizione geografica detiene il triste record del maggior numero di giorni oltre la soglia di PM 10 consentita e secondo l’”Economist” è l’ottava città del pianeta per le polveri sottili.

Le motivazioni alla spinta della mobilità elettrica in ambito urbano sono tutte in questi referti scientifici, nei dati di rilevazioni delle centraline che abitualmente non mentono, non fanno politica, non si piegano ad azioni di lobby.

La mobilità elettrica è l’unica a zero emissioni del veicolo in movimento. Ed è quello che serve se si vuole abbattere in maniera significativa l’emissione di PM10 legato al trasporto. Vi sono altri ambiti responsabili di queste emissioni ma se iniziassimo ad incidere sulla mobilità potremmo tendere ad una salute migliore per tutti.

Urbanizzazione Pianura Padana 2025 - arch. Fabio Casiroli Politecnico Milano

Che l’impegno delle istituzioni sia fondamentale lo dimostrano i casi di alcuni Paesi europei in cui la sferzata data dalla legislazione aiuta la diffusione di questo genere di mobilità. Sarebbe facile prendere ad esempio paesi lontani da noi per tradizioni, storia, cultura, numero di abitanti come Norvegia, Svezia, Olanda, ma basta affacciarsi alle Alpi per vedere cosa accade in Francia. Nel 2012 sono state immatricolate circa 6.000 autovetture elettriche numero raddoppiato in soli 5 mesi nel 2013.

Numeri piccoli certo ma che indicano un fermento, un tendere che ritroviamo anche in Germania passata da 3000 a 6000 veicoli.

A questo aggiungiamo una ricerca di mercato fatta da NTT DATA a Milano su un campione (piccolo  dire il vero) di giovani under 24 anni e scopriamo che la mobilità elettrica, insieme a connettività diffusa e trasporti integrati sono ciò che desiderano.

Attendiamo istituzioni coraggiose e aziende automobilistiche capaci di progettare per il futuro non solo in termini di prodotto ma di accessibilità all’acquisto. Il mercato della mobilità urbana dei prossimi 10 anni sarà molto diverso da quello che oggi conosciamo.

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