Spediporto esprime amarezza per le nomine al ministero delle Infrastrutture

Vi erano grande attesa e speranza sulle nomine riguardanti il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, a partire dal
suo vertice apicale per scendere su Vice-Ministri e Sottosegretari, legate al fatto che finalmente, assunta l’importanza
strategica del settore marittimo e della logistica per il futuro del Paese, il Governo Letta mostrasse la volontà di un forte
cambio di direzione, orientando le proprie decisioni sulla base delle competenze specifiche in un settore complesso e
difficile come quello dei trasporti.
Le nomine hanno però deluso le aspettative, non per una questione legata alla scelta di una persona anziché di un’altra,
ma piuttosto per le specifiche competenze, background e curriculum individuali. “Amarezza e delusione sono i sentimenti
che caratterizzano l’umore degli spedizionieri genovesi, ma forse più in generale quelli dell’utenza portuale. Sarebbe
interessante capire e sapere cosa ne pensano i miei colleghi delle altre Associazioni e lo stesso Presidente Merlo nella
sua veste di presidente di Assoporti.” Queste le prime parole che Maurizio Fasce – neo presidente di Spediporto – sente
di rivolgere ai rappresentanti dell’economia marittima, dei trasporti e della logistica italiani.
La nomina di Enrico Letta a Presidente del Consiglio aveva fatto sperare gli operatori del settore, in forza delle
affermazioni che lo stesso Letta aveva fatto con riferimento ai trasporti ed alla logistica in sede di campagna elettorale. In
quel contesto il suo giudizio era parso orientato alla necessità di dare forza al settore, con scelte votate a premiare
competenze e a rilanciare l’Economia del Mare attraverso un forte sostegno da parte del Governo. Attese che al
momento paiono tradite dalla scelta operata per comporre il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Una scelta
caduta su personalità certamente validissime, ma con poca cultura legata al settore dei trasporti e della logistica. Cosa
che invece sarebbe servita molto.
Il Presidente di Spediporto tiene inoltre a precisare come il suo non sia un giudizio sulle persone, certamente capaci e
competenti negli ambiti in cui hanno maturato le rispettive esperienze, ma sul fatto che ancora una volta in Italia si sia
dato più ascolto a logiche di tipo politico che non alle competenze ed esperienze specifiche. Alcuni esempi, meglio di
tante parole spiegano il punto di vista del Presidente Spediporto.
Cita Maurizio Fasce: “In Germania la Federal Ministry of Transport è condotta da Peter Ramsauer, classe 1954, dal 2009
Ministro dei Trasporti dopo una esperienza nell’amministrazione statale e nel Bundestag. Suo braccio destro e
sottosegretario ai trasporti è Andreas Scheuer, classe 1974 !, dal 2005 (ad appena 31 anni) membro della commissione
trasporti del Bundestag e dal 2009 Segretario di Stato al ministero dei trasporti. Dal 2010 ricopre anche la carica di
coordinatore, all’interno del ministero, della commissione trasporti, logistica e spedizioni. In Olanda, abbiamo un Ministro
donna, Melani Schult Von Hoege-Moas Geesternaus che prima di diventare Ministro dei Trasporti è stato per dieci anni
Segretario di Stato del medesimo ministero.” Questi elementi dovrebbero farci riflettere su come l’importanza di certe
scelte in altri Paesi venga affrontata guardando prima alle competenze ed all’esperienza maturata in un settore piuttosto
che agli equilibri politico-partitici. Il gap economico ed infrastrutturale dell’Italia rispetto a paesi come Germania, Francia
ed Olanda nasce anche da qui.
“Come categoria – tiene ad evidenziare Maurizio Fasce – non faremo comunque mancare proposte ed iniziative, anzi ci
proponiamo di sviluppare all’interno di Spediporto una Commissioni che si ponga l’obiettivo di stimolare attivamente il
Governo ed il Parlamento ad entrare sui temi della logistica, con il senso critico di un operatore, per comprenderne
appieno potenzialità e criticità. La speranza è anche quella che i nostri parlamentari liguri vorranno sostenere questa
nostra attività, dandoci spazio e modo di spiegare le nostre iniziative all’interno delle commissioni parlamentari”

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