Venghino, siori venghino…

Venerdì 15 novembre a Milano. Giornata uggiosa. In corso Venezia 48 si dovrebbe celebrare la rinascita del Salone dell’Auto in Italia; moltitudine di giornalisti, si muovono i direttori delle testate e i capiredattori.

A pochi passi di distanza, corso Venezia 47, si celebra un convegno, uno dei tanti che le città di business celebrano ogni giorno: “Acquisti&Sostenibilità”. Una organizzazione no-profit che si occupa della diffusione della sotenibilità lungo la Supply-chain end-to-end delle aziende .

Uno dei temi è la mobilità. Importanti aziende: BMW, Arval, Car2go, ma anche chisi occupa di bike sharing dimostrano come l’automobile non sia più elemento centrale della mobilità ma che oggi si lavori ad un sistema integrato e intelligente tra pubblico e privato.

Bastava spostarsi di 100 passi e si avrebbe avuto il senso di inadeguatezza che voler fare da zero il “Salone Internazionale dell’auto più bello del mondo” porta con se.

Se tutti si aspettavano lo scoop, la notiziona, l’attesa è andata delusa. Nella conferenza stampa di corso Venezia 48 non si è raccontato nulla, zero notizie. O meglio la notizia a ben guardare c’era, perché al tavolo vi erano solo gli organizzatori e nessuna associazione di categoria ne Anfia (per quel che conta) ne UNRAE. Insomma “vai avanti tu che a me mi vien da ridere” e su questo refrain il botto è arrivato. In ritardo ma si è fatto sentire. Alle 19 un sintetico comunicato di Fiat commenta la conferenza stampa di lancio del Salone milanese dicendo che 2 eventi fieristici in Europa, con questo mercato, sono già troppo.

Il fatto è che per bocca di Fiat stanno parlando tutti i costruttori; il che dovrebbe mettere a tacere tutta la querelle tra Bologna, Milano, Torino ecc. ecc.

Forse conviene tornare in corso Venezia 47 e scoprire che vi è una possibilità di parlare di automobili in una maniera diversa dalle paillettes e dalle signorine scosciate (che peraltro ci piacciono), o dagli scimmiottamenti del “Fuori Salone”; basta guardare al futuro, parlare il linguaggio della modernità concettuale fatta di ambiente, smart city, digitale, auto elettriche o ibride, in una parola innovazione.

La mobilità del XXI secolo è tutta da reinventare ed è un fantastico file da riempiere di idee, avvicinandosi alle gente e non restando nelle torri eburnee delle Fiere, che sono il paradigma dell’economia pre-internet.

E’ tempo di idee. Stay tuned.

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