Alla ricerca della riforma dei porti perduta

L’avevamo sognata. Ci credevamo, anche se in cuor nostro sapevamo che sarebbe finita in questo modo. E si perchè la tanto strombazzata riforma dei porti inserita dal governo nel decreto “Sblocca Italia” è già finita in soffitta. Non se ne fa nulla e il motivo principale sembra proprio la volontà del premier Matteo Renzi di cancellare definitivamente la struttura portante delle Autorità Portuali. Diciamolo. Il sogno nel cassetto dell’ex sindaco di Firenze è la privatizzazione totale del sistema portuale italiano in nome della “rottamazione” e della competitività dei mercati

Dall’altro il tandem Lupi-Serracchiani portavoce di un tentativo di “riformicchia” imperniato sull’accorpamento delle attuali 24 Authority in 15 enti (Genova-Savona, Palermo-Trapani, Napoli- Salerno e così via…) nel sacro vincolo della spending review non se la passa mica bene in mezzo ala sollevazione dei territori, all’annuncio di alcune amministrazioni portuali di ostruzionismo e sabotaggi. E come per magia se ne parlerà un altro giorno. In mezzo però c’è uno dei settori strategici più importanti del nostro paese allo sbando totale. Rotterdam e Anversa se la ridono. Anche questa è l’Europa.

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