Legaambiente: Italia fanalino di coda sui pendolari

Taglio dei servizi, meno qualità, treni vecchi e, nonostante questo, aumento dei biglietti. L’Italia è indietro sui trasporti ferroviari regionali, tanto che Legambiente nel nuovo rapporto ‘Pendolaria’ 2013 – in cui viene descritto lo stato dell’arte dei viaggi quotidiani sui treni regionali – parla di “crisi”, di “situazione sempre più grave”, specie negli “ultimi tre anni” ritenuti “il periodo più nero per i trasporti ferroviari locali e per i pendolari”.

Eppure, l’associazione lancia un obiettivo per ripartire: aumentare di 2 milioni in 6 anni il numero dei viaggiatori, passando dai quasi 3 milioni attuali a 5 milioni di persone che nel 2020 scelgono ogni giorno le rotaie per muoversi.

Tra le proposte, ci sono gli incentivi per l’abbonamento, con la detrazione del 20%. Una misura che trova il favore del sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Erasmo D’Angelis: “C’è già un emendamento in Legge di Stabilità per far questo – osserva D’Angelis – Se non dovesse entrare nel testo finale sarà contenuta nel provvedimento di riforma” del trasporto pubblico locale, al quale si sta lavorando con Regioni, comuni, sindacati e associazioni. D’accordo sulla detrazione per gli abbonamenti anche il presidente della commissione Ambiente alla Camera Ermete Realacci che chiede “più risorse” e annuncia un’interrogazione sulla “drammatica situazione del trasporto pubblico locale”, concentrandosi su “risorse, treni per pendolari e disservizi”.

Secondo il report di Legambiente l’Italia del trasporto su rotaie è spaccata in due, “tra i successi dei Frecciarossa e la crisi dei treni regionali”: l’offerta è aumentata del 395% nei collegamenti tra Roma e Milano dal 2007 al 2013, mentre per i treni a lunga percorrenza (principalmente Intercity) tra il 2010 e il 2012 si sono ridotti di oltre il 24%.

E per via dei tagli si riducono i passeggeri ma aumentano le tariffe. Per i pendolari “il servizio non fa che peggiorare: dal 2009, mentre i passeggeri aumentavano del 17%, le risorse statali per il trasporto regionale si sono ridotte del 25%”. Nel 2013 “il numero totale dei passeggeri su queste linee, per la prima volta in 10 anni, è calato dell’1,4%”.

I fondi per i trasporti su gomma e su ferro sono diminuiti dal 2009 al 2013 del 25% (da 6,1 miliardi a poco più di 4,9). Le Regioni hanno “trascurato la qualità del servizio”, offrendo in media meno dello 0,4% del bilancio.

Le situazioni peggiori in Piemonte, Lazio e Campania. Per il vicepresidente di Legambiente, Edoardo Zanchini serve “investire sulle linee pendolari con nuove politiche; la prima scelta indispensabile è abolire la legge Obiettivo”. Tra le richieste al Governo “certezze per le risorse (almeno 5% del bilancio), la Carta dei servizi e dei diritti degli utenti, un’agenzia per la mobilità in ogni regione”. Senza contare che il valore della riorganizzazione del settore, in base a uno studio della Cassa depositi e prestiti, sarebbe pari a 17,5 miliardi e 465.000 nuovi posti di lavoro. “Credo che il 2014 debba essere l’anno del rilancio e della rimessa a sistema del trasporto ferroviario regionale”, osserva D’Angelis. Poi, rassicura sul fatto che il settore del trasporto pubblico locale “non sarà più oggetto di spending review, e la quota di 4,9 miliardi non sarà più toccata”. D’Angelis conclude chiedendo a Fs di compiere un “miracolo”, e come è successo per l’Alta velocità, “uscire dall’emergenza e riportare il servizio in serie ‘A’”.

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