Maestri, maestrini e pallonari…

Italia! Italia! Italia! Come… come dite? Già dal primo turno, siamo fuori dal campionato mondiale di calcio brasiliano? E per chi tifiamo allora? E come facciamo senza pallone? Si dice pur, che gli italiani diventano nazionalisti solo quando c’è di mezzo il pallone. Leghisti a parte. Mannaggia oh, per una volta che ci si può unire tutti sotto lao stesso vessillo tricolore, guarda come va a finire… mah!
Trottando più o meno allegramente per l’Europa con l’instancabile e fidato camion, non mi sembra che gli altri siano messi tanto meglio. Ci siamo fatti, e abbiamo lasciato radicare, in noi, l’idea poco lusinghiera di essere un popolo avaro di nazionalismo e di senso civico. E che gli altri Stati siano più avanti e collaborativi di noi. Su certe cose è vero, soprattutto per quanto riguarda la tutela del bene pubbico e l’educazione che ne consegue per mantenere questo bene pubblico, in ordine. E indubbiamente le burocrazie oltre confine sono più agili e agevoli, dando un senso di funzionalità alle cose, che a noi oggettivamente manca. Per il resto però? Anche dal punto di vista politico, ad esempio, noi quasi ci scandalizziamo per il fatto che da un po’ di tempo vada a votare poco più della metà degli aventi al diritto. Ma negli USA e nel nord eurpoa, è normale. Sono normali, una certa freddezza e un certo disincanto. Mi è balzata alla mente questa riflessione, ispirato dal modo compassato con cui tedeschi, inglesi, francesi, olandesi e belgi, supportano le loro rispettive squadre nazionali di calcio in questo periodo, anch’esse impegnate in Brasile. Ovviamente il “modo compassato” è totalmente ironico. Palazzi addobbati con bandieroni da curva, bandiere a misura famiglia esposte dai balconi, bandierine affisse ai vetri laterali delle auto che, ancora troppo spoglie, sono state ulteriormente arricchite con pacchiani copri retrovisori elastici, dipinti coi colori di casa. Devo dire che gli inglesi, mesti sconfitti al pari nostro, hanno iniziato subito dopo la loro debacle, quantomeno lo spoglio delle auto, riportandole a uno stile più sobrio e consono. Gli altri invece, più vincono e più scatenano i loro orrendi gusti estetici. Non sarà un caso se la moda che conta, è italiana… E il bonton dei cugini mangiarane? E l’algida compostezza dei nordeuropei? Seee, addio! E’ il pallone gente, è il giuoco del calcio. E me li vedo, tutti questi benpensanti d’oltralpe, che stavano buoni buoni solo perché le loro nazionali combinavano poco o niente e ora, che li fanno un po’ sognare, sbrodolano e rilasciano i loro istinti più tribali, davanti alla TV dopo un goal. Goooooolllll! Tiè! Tiè! Tiè! Alla faccia delle passioni, poco onorevoli, sudeuropee e mediterranee. Beh insomma, mi sembra che alla fine sia sempre una questione di occasioni. E l’italiano che odia l’Italia, se ne vada altrove. Chi piange e non fa niente, se ne stia zitto. E chi ci crede, tenga la schiena dritta, che in Europa, nessuno può fare davvero il maestrino a nessuno. O no?
Buona strada.

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