Truck and the City

Il sole si intrufola fra le fitte trame delle tende e, anche se decisamente filtrato, colpisce i miei occhi stanchi, appena schiusi. L’apprensione è più stanca di me così posso mettermi all’opera senza troppi patemi. Un’ennesima occhiata alla cartina stradale già consumata alla sera, prima di coricarmi e via. Da una piccola zona produttiva di Wembley, mi dirigo verso Buckingham Palace. “Oh Betty dai! Vieni a far aperitivo in piazza!” Questo pensiero mi fa ridere. Immagino Betty, e cioè la Regina Elisabetta, confezionata in uno dei suoi abiti rosa confetto e armata di cappellino con piume e retina, scendere, guadagnare l’entrata e appoggiare il gomito al bancone di un bar. Sono le sei del mattino e il traffico è scarso, tanto che raggiungo il palazzo difronte alla residenza regale, con facilità. La giornata può dirsi iniziata bene e la cosa mi trasmette calma e fiducia per affrontare le ore successive. Sì, perchè da qui, mi sposto in Honeywell road e poi torno indietro, in Balcon Mews e in un’altra viuzza secondaria che non ricordo. Londra centro insomma, ma centro per davvero. Buckingham palace, New Scotland Yard, la ruota panoramica (Eye of London), Tamigi, King’s road, Stamford Bridge e via di questo passo. Impiegati a piedi o in biciletta, col caffè del McDonald in mano, fattorini silenziosi, operatori ecologici che lavano le strade. Auto sempre più numerose, i classici autobus a due piani che spuntano da ogni dove. La guida a sinistra non è un problema, che tanto, tutti vanno a sinistra! Non ci si può sbagliare! Passo la zone delle ambasciate e scorgo fuori dai palazzi scritte e bandiere a rappresentanza di un sacco di paesi. Mi piace. Anche la bandiera del Regno mi piace e vederla sventolare pigramente, complice un brezza leggera, in formato maxi beh, ha il suo fascino. Come tutta la città. D’altronde le metropoli, hanno uno storico e una personalità che per forza di cose le contraddistinguono. Esserci e farsi vincere dall’atmosfera, mi fa pensare sempre la stessa cosa: fare il camionista, vale la pena. Quando mai avrei visto tante città, tanti luoghi, altrimenti? Non è ancora mezzogiorno e già sono a venti chilometri dal centro, verso “the north” come scrivono nei cartelli. Uno scarico, un carico e camion puntato nuovamente verso casa. Nel tragitto che mi porta a Folkstone e all’Eurotunnel, quindi un’ottantina di miglia in tutto, conto sette camion del nuovo mostro dell’autotrasporto cioè Waberer’s. Sette, in un giorno solo, tutti qua. Però. Ma non ho voglia di pensarci, mi metto comodo sul sedile del vagone, mi rivedo le foto e i video che ho fatto nella City e mi dico bravo, alla faccia! Anche questa volta, tutto in ordine e a posto.
Buona strada.

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