Tutti Nati Imparati!

Da un po’ di tempo a questa parte, sulla rete si è scatenata un caccia all’incidente e al
danno, nei confronti dell’azienda di autotrasporti ungherese Waberer’s. L’ex azienda
Statale fallita, rigenerata a privata, e che conta più di tremila automezzi, è oggetto di
una campagna denigratoria senza precedenti.
Ma faccio un breve passo indietro… Quando guardo foto e video che raccontano le
malefatte dei camionisti, ammetto divertimento per alcuni fatti, rammarico e
dispiacere per altri, disappunto per altri ancora. Ma dico, come diceva qualcuno
duemila anni fa: chi è innocente scagli la prima pietra! O il primo cerchione, il primo
pistone! Dai, a tutti è successo di combinar qualcosa. Far cadere della merce, rompere
un fanalino, uno specchietto. Chiudersi a libro, uscire di strada. Tamponare, sbagliare
strada e incasinarsi. E potrei continuare. Almeno una delle tante cose che possono
accadere, è accaduta a chiunque. Ok, subito qualcuno/a dirà: a me in tot anni non è
mai successo niente! Beh, è anche culo e sei comunque una mosca bianca che non fa
testo.
Quindi provo anche della solidarietà verso gli incauti autisti che hanno la sfortuna di
essere catapultati sul web per i loro sbagli.
Allora tutte le opinioni offensive e sarcastiche che leggevo sugli sprovveduti al
volante dei camion Waberer’s, inizialmente mi lasciavano anche un po’ perplesso.
Tutti nati imparati! Tutti maestri e immacolati come vergini! Ma dai! E poi
bisognerebbe concentrarsi anche su altre grandi flotte e vedere il loro tasso
d’incidente interno, per essere davvero obiettivi sull’incapacità degli autisti
dell’azienda ungherese. Cioè, che ci siano degli imbranati, pazzi scriteriati, è certo.
Ma dieci o venti scemi su tremila e più, se non altro per la logica dei grandi numeri,
ci stanno. E’ purtroppo fisiologico.
Però sta di fatto che di problemi questi, ne hanno molti e molto gravi sono le
sciocchezze che talvolta combinano. Veri e propri incoscienti tentativi di strage, come
andare contromano in autostrada o fare inversione a U in un tunnel a doppio senso di
marcia. Questi sono esempi estremi di mentecatti senza speranza. Gli altri che si
fracassano sotto ai ponti bassi, si infilano in strade strette e senza uscita di montagna,
etc., rientrano in quella fisiologicità di cui prima. Non so se questi pseudo autisti,
frequentano corsi dell’autoscuola validi quanto quelli occidentali, non so se devono
avere o meno la CQC. Se vengono insomma, preparati e seguiti a dovere almeno in
teoria.
Tanti attribuiscono la mancanza di professionalità di tali conducenti o presunti, al
basso costo della mano d’opera. Ma il basso costo è rapportato a noi, non per loro.
Anch’io al confronto di un autista svizzero o lussemburghese, sono uno dal basso
costo, ma sarà problema mio all’interno del mio paese. Ognuno ha paghe più o meno
correlate al costo della vita del proprio paese. Non è il bulgaro a 1.200€ in Italia su
camion italiano. E’ un ungherese o rumeno, o cingalese, su camion ungherese che
segue retribuzioni ungheresi.
Credo si torni sempre là: c’è sì, una responsabilità diretta dell’interessato che è ovvia.
Se mi dicono “vai e guida e manovra quella gru al porto”, io rifiuto perché
responsabilmente so che non ne sono capace e capisco che posso solo fare disastri, se
nessuno mi accompagna e mi insegna prima. Esiste anche una responsabilità che non
è solo oggettiva ma è anche attiva e diretta, da parte di quelle teste (di cazzo?) a capo
di aziende senza scrupolo, di un comparto professionale, di ministeri, di un
continente, che eludono sistematicamente per convenienza (economica e politica),
l’applicazione di controlli e legislazioni adeguate, atte a garantire una certa sicurezza
sulle strade. Fatto salvo che certi azzardi stradali vanno condannati eccome,
dobbiamo imparare a insultarci meno fra di noi e, guardando un po’ più in alto e più
avanti, indirizzare le proprie proteste a chi permette che queste cose accadono. E non
solo queste…
Buona strada.

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