Genova disegna il porto del futuro, opere per 2 miliardi

– Il porto di Genova progetta il suo futuro con opere per 2 miliardi di euro. E’ quanto prevede il nuovo piano regolatore portuale, presentato al Comitato che dovrebbe approvarlo a fine marzo. Il piano prevede la costruzione di una nuova diga foranea spostata di 500 metri verso il mare rispetto a quella attuale, diga (costo un miliardo in otto anni) che avrà due ingressi, oltre a quello di Levante ce ne sarà uno a Ponente, davanti a Sampierdarena (250 mln per 3 anni di lavori). Questo aspetta eviterà i problemi di evoluzione in bacino delle navi: nel maggio del 2013, durante una di queste manovre, il cargo Jolly Nero abbattè la torre piloti (nove morti). Il terminal Vte (dove è ormeggiata Concordia per la prima fase di demolizione) viene trasformato in un’isola, con il prolungamento del canale di calma di Prà che allontana il terminal dalla terraferma, a cui rimane collegato da strada e ferrovia. Il progetto prevede anche il nuovo waterfront ideato da Renzo Piano che prevede nuovi spazi per le riparazioni navali e una nuova torre piloti. Lo schema del piano regolatore portuale sarà sottoposto alla Valutazione ambientale strategica Il presidente dell’ Autorità portuale, Luigi Merlo, con il nuovo prp, vuol disegnare un porto pronto ad accogliere navi sempre più grandi. “L’obiettivo generale del piano – spiega Merlo – è quello di consentire al porto di Genova di vincere la scommessa con il gigantismo navale e di garantire allo scalo un altro secolo di sviluppo al passo con le esigenze del mercato e nel rispetto della sostenibilità”. Attuando il piano, il porto di Genova potrà lavorare tra i 5 e i 6 milioni di teu l’anno, accogliendo navi fino a 24 mila teu, unità che al momento non esistono, ma che potrebbero essere costruite.

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