Nautica: crisi passata. Ucina, Salone merita attenzione

La crisi è alle spalle, il mercato interno offre segnali di ripresa e il Salone nautico di Genova, sopravvissuto e presidiato con difficoltà dagli operatori negli anni bui, rivendica ora il ruolo di unica vetrina internazionale della nautica meritevole di attenzione da parte del governo. E’ questo lo spirito con cui si è aperta la 56ma edizione della rassegna che ospita, su 180.000 metri quadri di cui 100 mila in acqua, 800 espositori (con tanti ritorni di marchi storici italiani e stranieri, soprattutto statunitensi e inglesi) e mille imbarcazioni. Giusti i richiami del ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda all’unità all’interno del comparto, afferma la presidente di Ucina Carla Demaria (arrivata dagli Usa in ritardo per problemi con gli aerei) riferendosi ai contrasti che hanno portato un gruppo di grandi marchi, assenti a Genova, a confluire nell’associazione Nautica Italiana, “ma il salone di Genova merita il contributo del Governo a prescindere dalle divisioni, perchè è la vetrina internazionale della nautica, è l’unico che soddisfa i criteri dell’associazione mondiale dei saloni del settore”. Anche il past president di Ucina, Massimo Perotti, sollecita una maggiore attenzione da parte dell’amministrazione centrale e afferma che “il focus sulla nautica si è spento”. Perotti in particolare mette l’accento sui ritardi nell’attuazione della delega al governo per la riforma del codice della nautica da diporto, “ferma dal 2012″, e la realizzazione del registro telematico delle imbarcazioni. Risponde il ministro per gli Affari regionali Enrico Costa, presente all’inaugurazione: “Il settore della nautica si è trovato in difficoltà e ha saputo rialzarsi da solo. Ora lo Stato deve fare la sua parte cancellando le troppe leggi che lo appesantiscono, non reintroducendone di nuove. Il compito dello Stato nel momento in cui ci sono le idee, le capacità e il talento, è raccogliere i frutti, non essere un ostacolo, non deve più mettere i bastoni tra le ruote agli imprenditori”. L’atmosfera che si respira, tra le banchine e gli stand, è comunque di ottimismo. Riparte il mercato del settore e questo significa la ripresa del mercato interno. Fanno da sfondo i dati snocciolati dagli addetti ai lavori: i contratti in leasing per l’acquisto di imbarcazioni cresciuti del 44% nei primi cinque mesi del 2106 (+26% in valore assoluto), il fatturato della nautica salito nel 2015 a 2,9 miliardi nel 2015 (+17,1% sul 2014), il primato dell’Italia nell’export delle unità da diporto entrobordo con una quota del 23,7%, davanti a Paesi Bassi e Germania

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