Pino Musolino presidente Autorità Venezia-Chioggia

Pino Musolino è il nuovo presidente dell’Autorità di Sistema portuale del’Adriatico Settentrionale, che, nel nuovo piano nazionale, ricomprende e sostituisce le Autorità portuali di Venezia e Chioggia. “La vera grande novità – ha detto – è il nuovo ente, che va letto alla luce del piano strategico nazionale su porti e logistica, che considera anche la valenza strategica sovranazionale dei porti. Qui dobbiamo fare un’unificazione amministrativa tra due porti, Venezia e Chioggia, con caratteristiche diverse: è l’inizio di una nuova era, un’occasione unica per far partire bene una nuova macchina che faccia sì che quello che è a tutti gli effetti il porto del Veneto risponda alle necessità delle economie della nostra regione. Ed è questa l’unica via alternativa alla monocultura turistica di Venezia. Vorrei quindi che la mia presidenza fosse caratterizzata da meno polemiche e più risultati reali”. I primi atti firmati da Musolino sono le lettere a Regione, Autorità marittima e Città metropolitana per l’indicazione dei nominativi della nuova autorità di gestione. “Vorremmo avere – ha detto Musolino – l’intero sistema di governance in piedi entro fine aprile, per poter procedere alla nomina del nuovo segretario generale. Nei prossimi dieci giorni mi incontrerò comunque con tutte le istituzioni territoriali per presentarmi, entrare nel merito e discutere, perché c’è necessità di costruire una rete di rapporti istituzionali”. Riguardo a quelli che ha chiamato “convitati di pietra”, e cioè crociere, porto offshore, ma anche escavo dei canali e conca di navigazione, il nuovo presidente ha illustrato la sua metodologia: “Credo che non ci siano uomini soli al comando o portatori di verità assolute, ma sia necessario un percorso di ascolto, solo alla fine del quale il nostro può diventare decisore. E attenzione a non confondere la valutazione Via con le valutazioni di merito. Sulle crociere ho un paio di idee concrete, fattibili e, per certi versi, immediatamente cantierabili, ma cercheremo rapidamente di trovare una soluzione condivisa, che avrebbe più peso a Roma. Quanto al Voops, sottolineo che si tratta di un progetto modulare, nel quale il dato insindacabile è il grande terminal container in area Montesyndial, ottima iniziativa del mio predecessore che va portata a termine”. “Si tratta comunque – ha concluso Musolino – di emergenze, ma la vera sfida è quella di fare un piano regolatore del sistema portuale che ci consenta di costruire una pianificazione strategica dell’area fino al 2050 e oltre: è su questo che vorrei venisse valutato il mio mandato”.

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