Iberia ordina venti aerei A-320neo

Il presidente ed amministratore delegato di Iberia, Luis Gallego, ha reso noto oggi che la compagnia spagnola ha deciso di acquistare 20 nuovi aerei A-320neo per modernizzare la propria flotta di mezzi a medio ed a corto raggio. I velivoli saranno consegnati a partire dalla prima metà del 2018 e fino al 2021.
L’annuncio è stato fatto in occasione di un evento ospitato congiuntamente dalla federazione delle organizzazioni aziendali Ceoe e dal Cepyme, in rappresentanza delle piccole e medie imprese (Pmi) del Paese; lo stesso evento si è tenuto nell’ambito del 90esimo anniversario del vettore iberico.
Il valore contabile della commessa è pari a 1,84 miliardi di dollari, ma la capogruppo di Iberia -Iag- ha negoziato una significativa riduzione del prezzo.
L’ordine segue l’ammodernamento del parco-macchine a lungo raggio di Iberia, iniziato nel 2013, nel corso del quale 39 nuovi velivoli entreranno a far parte della flotta entro il 2021, tra cui 16 A-350/900 di nuova generazione, i primi dei quali saranno consegnati l’anno prossimo.
Il nuovo A-320neo rappresenta un importante passo avanti in termini di economia del carburante, di emissioni ridotte e minore rumore. I più grandi modelli A-350/900 combinano comfort aggiuntivi per il passeggero con la massima efficienza operativa.
Gallego ha inoltre annunciato che il servizio di navetta aeroportuale Madrid-Barcellona, ​​conosciuto come “Puente Aéreo (“air birdge”), sarà lanciato il 19 luglio

Incendio in Portogallo fa oltre sessanta vittime, tra cui anche bambini. Oltre 1500 vigili del fuoco al lavoro, inviati anche aerei Canadair

Sessantadue morti -di cui quattro bambini- e cinquanta feriti di cui 5 in gravi condizioni è il bilancio provvisorio dell’incendio di vaste dimensioni che a partire da sabato ha devastato la regione intorno a Pedrógão Grande, una cittadina del Portogallo a circa 150 km a nord-est di Lisbona. Sei aerei antincendio sono stati inviati da Francia e Spagna ed altri due Canadair dall’Italia per supportare gli oltre millecinquecento vigili del fuoco impegnati nelle operazioni di spegnimento delle fiamme che si stanno diffondendo anche in altre regioni. L’area interessata dall’incendio è ricoperta di foreste. A causa delle alte temperature che toccavano i 40 gradi e del forte vento le fiamme -probabilmente originate dalla caduta di fulmini sulla vegetazione secca per la carenza di pioggia- si sono propagate molto rapidamente, rendendo la fuga impossibile alle vittime: molte sono trovate intrappolate nelle loro auto, altre mentre cercavano di fuggire a piedi. Tra i feriti gravi ci sono un bambino e quattro vigili del fuoco.
Per il primo ministro del Portogallo Antonio Costa si tratta della maggior tragedia con vittime umane degli ultimi tempi e la speranza è che la conta dei morti non salga ulteriormente. Il presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella ha inviato un messaggio di solidarietà al presidente del Portogallo Marcelo Rebelo de Sousa, rinnovando la piena ed immediata disponibilità dell’Italia ad offrire ogni forma di aiuto e sostegno ritenuti necessari. Il meccanismo di protezione civile dell’Unione Europea è stato invece attivato dal presidente della Commissione europea Jean Claude Junker.

Boeing consegna alla marina americana i primi P-8A Poseidon trainer schierabili

Boeing consegnerà alla marina americana i primi addestratori schierabili P-8A Poseidon, consentendo così agli equipaggi ed agli operatori di incrementare la loro prontezza anche in missioni lontane.
In base al contratto siglato di recente, l’industria fornirà sette Deployable Mission Readiness Trainer (Dmrt) alla marina, a partire dal 2019.
Il design proposto dei Dmrt è esportabile con requisiti low-power e comprende il sistema Weapons Tactics Trainer di Boeing, che incorpora sonobuoy e modelli ocean-acoustic.
La marina americana addestra gli equipaggi nelle naval air station a Jacksonville, florida e a Whidbey Island, Washington. Il 70% dell’addestramento degli equipaggi dell’aereo P-8A si svolge in simulatori ed altri addestratori; il restante 30% usa gli aerei attuali.
L’industria inoltre ha un contratto per consegnare un sistema di addestramento P-8A completo all’aeronautica australiana, a partire dal 2018.

Air Europa e Ryanair si alleano per potenziare il lungo raggio

Air Europa e Ryanair annunciano la loro partnership: da oggi i clienti della compagnia irlandese potranno prenotare i voli a lungo raggio del vettore aereo iberico, così come la sua rotta su Tel Aviv.
I direttori esecutivi delle due aviolinee, Javier Hidalgo per Globalia e Michael O’Leary per Ryanair, hanno espresso grande soddisfazione per l’alleanza sottolineando che grazie a questa, i passeggeri della low-cost irlandese potranno ora prenotare i voli operati da quella spagnola verso Tel Aviv e 19 destinazioni in America.
L’alleanza tra le due continuerà ad espandersi per tutto l’anno includendo poco a poco la commercializzazione di nuove destinazioni, sia nazionali che europee, e culminerà alla fine del 2017 con i voli del vettore irlandese che permetteranno la connessione attraverso l’hub di Madrid, degli operativi a lungo raggio di quella spagnola.
Un altro punto che Javier Hidalgo ha voluto precisare è l’importanza ed il grande vantaggio dell’aeroporto di Madrid.

Procedura “anti-dumping” degli Stati Uniti contro Bombardier per gli aerei Cs100 e Cs300. Il Canada minaccia di rivedere l’acquisto dei Super Hornet

Il dipartimento del commercio degli Stati Uniti ha avviato una procedura contro Bombardier per verificare le accuse segnalate lo scorso aprile da Boeing, secondo cui il costruttore canadese avrebbe immesso sul mercato i suoi aerei Cs100 e Cs300 ad un prezzo più basso di quello di costruzione beneficiando di sovvenzioni pubbliche. Le indagini sono affidate alla commissione Usa per il commercio estero (Usitc, Us International Trade Commission), che ha effettuato ieri la prima udienza con le parti coinvolte e dovrebbe esprimersi in merito il 12 giugno. Qualora la commissione ritenesse fondate le accuse, il dipartimento del commercio dovrà decidere il da farsi entro il mese di ottobre. Boeing sostiene che i velivoli della serie Cs sarebbero stati venduti a circa 19,6 milioni di dollari l’uno, prezzo inferiore a quello necessario per la fabbricazione, indicato in 33,2 milioni di dollari. La pratica -il cosiddetto “dumping”- avrebbe favorito Bombardier nell’appalto per 75 aeromobili siglato con il vettore Delta Air Lines -anch’esso di conseguenza parte in causa- lo scorso anno penalizzando i B-737/700. Tale abbattimento di prezzo sarebbe stato possibile grazie ai finanziamenti pubblici ricevuti in particolare dal governo del Canada e dal Quebec che hanno sostenuto l’industria e la serie Cs con circa 2,5 miliardi di dollari
Il ministro degli esteri canadese Chrystia Freeland ha espresso ieri il disappunto del governo del suo Paese per la procedura avviata dagli Usa e promossa da Boeing che avrebbe l’intento di bloccare l’ingresso nel mercato statunitense della nuova serie Cs. Freeland ha affermato che il Canada potrebbe rivedere gli acquisti militari che riguardano Boeing, dichiarazione che la stampa canadese considera un’allusione neppure troppo velata alla pianificata commessa per 18 aerei caccia F/A-18 Super Hornet che il governo intenderebbe affidare direttamente al costruttore Usa in attesa di avviare una gara pubblica per rinnovare la sua ormai invecchiata flotta di CF-18.
Lo scorso dicembre analoga procedura contro gli aiuti di Stato che avrebbero favorito Bombardier nei confronti di Embraer era stata presentata dalla Camera del commercio estero del Brasile al Wto (World Trade Organization), l’Organizzazione mondiale del commercio

Star Alliance: presentato il nuovo focus strategico

Star Alliance (SA) è tornata a Francoforte, il suo luogo di nascita, per celebrare 20 anni di “Connecting People and Cultures”. Per il prossimo decennio l’alleanza ha annunciato una strategia incentrata sull’utilizzo della tecnologia digitale per migliorare ulteriormente l’esperienza di viaggio dei clienti dell’alleanza.
Ieri si è tenuto nella città tedesca il board meeting di metà anno del Chief Executive Board di Star Alliance, composto dagli ad di tutti i 28 vettori aerei membri, durante il quale si è fatto il punto sugli sviluppi dell’attuale business plan dell’alleanza e sulla strategia futura. Il board meeting si è tenuto proprio 20 anni dopo, nella stessa data in cui i membri fondatori -Air Canada, Lufthansa, Scandinavian Airlines, Thai ed United- hanno sbalordito l’industria aeronautica con l’annuncio che si sarebbero uniti per formare la prima alleanza nel settore dell’aviazione a livello globale.
SA entra nel suo terzo decennio con un network forte e completo, che serve oltre 1300 destinazioni in 191 Paesi.
Per sostenere l’attuazione della nuova strategia, Star Alliance ha ristrutturato la sua sede centrale di Francoforte e riorganizzato il team di gestione dell’alleanza, che è ora composto da:
Janice Antonson è il nuovo Vice-President Commercial and Communications. Con una grande esperienza nella gestione d’aeroporto a livello senior, durante la sua carriera ha ricoperto ruoli dirigenziali in cinque Paesi, recentemente a Northern Queensland Airports Inc., di proprietà privata, in Australia.
Christian Draeger, Vice-President Customer Experience. È entrato a far parte di SA in qualità di Director Customer Experience, avendo lavorato prima per Swissport International. In qualità di Managing Director è stato responsabile delle unità di business in vari parti del mondo. Vanta 25 anni di esperienza nel settore dell’aviazione.
Martin Mueller, ora Director Finance and Strategy, è entrato a far parte di SA nel 2009 come Director Alliance Development, avendo lavorato in precedenza per società come Lsg Sky Chefs, Thomas Cook e Lufthansa eCommerce.
Alska Scherer, oggi General Counsel & Director Human Resources, è entrata a far parte di SA nel 2005 come legal manager.

I vettori membri dell’alleanza sono: Adria Airways, Aegean Airlines, Air Canada, Air China, Air India, Air New Zealand, Ana, Asiana Airlines, Austrian, Avianca, Avianca Brasil, Brussels Airlines, Copa Airlines, Croatia Airlines, Egyptair, Ethiopian Airlines, Eva Air, Lot Polish Airlines, Lufthansa, Scandinavian Airlines, Shenzhen Airlines, Singapore Airlines, South African Airways, Swiss, Tap Portugal, Turkish Airlines, Thai ed United.

Aerei ibridi: torna a solcare i cieli l’Airlander 10, il più grande velivolo al mondo

Dopo l’incidente dell’agosto dell’anno scorso che lo ha visto precipitare rovinosamente al suo secondo volo di prova, il più grande velivolo ibrido al mondo, l’Airlander 10 mercoledì sera è tornato a solcare i cieli, dall’ex-base della Royal Air Force a Cardington, Regno Unito, che sfrutta ancora il vecchio hangar per dirigibili della forza armata. Uno schianto al suolo dal quale si salvarono gli occupanti del mezzo, ma che causò la distruzione della parte anteriore della cabina di guida. L’incidente non ha evidentemente fermato il costruttore Hybrid Air Vehicles, che in passato aveva annunciato di voler costruire 12 “navi” di questo tipo nel 2018.
L’azienda ha reso noto ieri il successo del test di mercoledì 10 maggio: il mezzo è decollato alle 17:30 circa e dopo un volo durato 180 minuti è atterrato alle 20:15. Ai comandi il capo test-pilot David Burns, che si è detto entusiasta di come il dirigibile ha risposto.
Con questa prova dunque è ufficialmente ripreso il programma dei test in volo iniziato il 17 agosto dell’anno scorso, ed articolato in tre fasi che lo condurranno ad allontanarsi sempre più dalla sua base di Cardington per eseguire prove sempre più approfondite. Un colpo di spugna sul passato insuccesso, spiega la società, ed un nuovo entusiasmo che ha portato al ritorno nei cieli del più grande velivolo ibrido del mondo.
Se si esclude il volo effettuato nel 2012 dall’esemplare HAV-304 nell’ambito del programma “Multi-Intelligence Long Endurance Vehicle” dell’esercito americano il dirigibile ha volato in tutto tre volte. Dall’incidente dello scorso agosto il costruttore ha apportato diverse modifiche tra cui un più potente e più manovrabile sistema di ancoraggio e migliorie all’Als, il sistema di atterraggio ausiliario, due grandi airbag che vengono gonfiati in soli quindici secondi e su cui il velivolo si appoggia durante la fase di atterraggio.
Durante il test sono stati raccolti dati sui sistemi di volo e sull’aerodinamica del mezzo per la loro successiva analisi.
La struttura dell’Airlander 10 è realizzata impiegando fibre di carbonio per contenere il peso ed ottimizzare l’aerodinamica; la cabina di guida è posta al di sotto del veicolo ed il gas utilizzato è l’elio.
Uno schianto al suolo dal quale si salvarono gli occupanti del mezzo, ma che causò la distruzione della parte anteriore della cabina di guida. L’incidente non ha evidentemente fermato il costruttore Hybrid Air Vehicles, che in passato aveva annunciato di voler costruire 12 “navi” di questo tipo nel 2018.
L’azienda ha reso noto ieri il successo del test di mercoledì 10 maggio: il mezzo è decollato alle 17:30 circa e dopo un volo durato 180 minuti è atterrato alle 20:15. Ai comandi il capo test-pilot David Burns, che si è detto entusiasta di come il dirigibile ha risposto.
Con questa prova dunque è ufficialmente ripreso il programma dei test in volo iniziato il 17 agosto dell’anno scorso, ed articolato in tre fasi che lo condurranno ad allontanarsi sempre più dalla sua base di Cardington per eseguire prove sempre più approfondite. Un colpo di spugna sul passato insuccesso, spiega la società, ed un nuovo entusiasmo che ha portato al ritorno nei cieli del più grande velivolo ibrido del mondo.
Se si esclude il volo effettuato nel 2012 dall’esemplare HAV-304 nell’ambito del programma “Multi-Intelligence Long Endurance Vehicle” dell’esercito americano il dirigibile ha volato in tutto tre volte. Dall’incidente dello scorso agosto il costruttore ha apportato diverse modifiche tra cui un più potente e più manovrabile sistema di ancoraggio e migliorie all’Als, il sistema di atterraggio ausiliario, due grandi airbag che vengono gonfiati in soli quindici secondi e su cui il velivolo si appoggia durante la fase di atterraggio.
Durante il test sono stati raccolti dati sui sistemi di volo e sull’aerodinamica del mezzo per la loro successiva analisi.
La struttura dell’Airlander 10 è realizzata impiegando fibre di carbonio per contenere il peso ed ottimizzare l’aerodinamica; la cabina di guida è posta al di sotto del veicolo ed il gas utilizzato è l’elio.

Delta ordina 30 ulteriori aerei A-321

Delta Air Lines, compagnia con sede ad Atlanta, in Georgia (Usa) ha siglato un nuovo ordine fermo per 30 ulteriori aerei A-321ceo. Questo ordine va ad aggiungersi ai tre precedenti effettuati dal vettore aereo per la versione “Ceo” dell’aeromobile di maggiore capacità della famiglia A-320. L’aviolinea ha ricevuto il suo primo A-321 nel mese di marzo dello scorso anno; ad oggi ha ordinato un totale di 112 A-321, tutti dotati di motori CFM56 di Cfm International.
L’insieme dei velivoli destinati all’aviolinea saranno dotati di “Sharklet”, i dispositivi aerodinamici in materiali compositi leggeri situati alle estremità alari in grado di garantire un risparmio di carburante. Questo vantaggio di tipo ambientale offre ai vettori la possibilità di estendere la loro autonomia di circa 185km/100 mn o di aumentare il carico di circa 450 kg.
Molti degli A-321 di Delta vengono consegnati dalla Airbus Us Manufacturing Facility di Mobile, in Alabama. L’aviolinea ha ricevuto il suo primo modello prodotto negli Stati Uniti lo scorso anno. Si prevede che da oggi ed entro la fine del 2017 la struttura produca quattro aeromobili al mese, la maggior parte dei quali destinati ai clienti di Airbus basati negli Usa.
A fine aprile la compagnia contava una flotta di 187 aeromobili Airbus operativi, di cui 145 appartenenti alla famiglia A-320 e 42 widebody della famiglia A-330

Enac: i certificati di navigabilità rilasciati nel mese di aprile 2017

Enac, Ente nazionale aviazione civile, comunica che ad aprile 2017 sono stati rilasciati un totale di nove CN.
Inoltre l’Autorità aggiunge anche che nel periodo dei primi quattro mesi sono stati rilasciati un totale di 45 CN, tutti nella categoria certificati standard /standard speciali, così suddivisi: 8 (gennaio), 16 (febbraio), 12 (marzo) e 9 (aprile).

Il settore aeroportuale globale sta lavorando per ridurre ed eliminare le emissioni di CO2

Con le emissioni internazionali dei vettori aerei che presto saranno soggette all’accordo Corsia (Carbon Offsetting and Reduction Scheme for International Aviation) concluso lo scorso anno presso l’Icao (International Civil Aviation Organization, Organizzazione internazionale aviazione civile), il settore aeroportuale mondiale ha pubblicato ieri un promemoria dei progressi che sta portando avanti in termini di emissioni di CO2, attraverso il programma globale indipendente e volontario denominato Airport Carbon Accreditation (Aca).

La ripartizione regionale in ordine alfabetico

Africa
I mesi recenti hanno visto un notevole interesse nel continente africano, dove sono arrivati ​​diversi aeroporti, quasi raddoppiando la partecipazione al piano. Gli scali internazionali di Città del Capo, di Durban (King Shaka), di Port Elizabeth e di Johannesburg (OR Tambo), tutti e 4 in Sudafrica entrati nel programma al livello 1 (Mapping). Questo porta il numero totale a 9.

Asia-Pacifico continua a salire
Nel frattempo nella regione, Sunshine Coast Airport e Bangalore International Airport (India) sono appena diventati il terzo ed il quarto aeroporto dell’area a raggiungere la neutralità del carbonio (livello 3+).
Altrove nella zona lo scalo di Bangkok-Suvarnabhumi; poi gli scali di Adelaide-Parafield e di Sydney entrambi integrati al livello 3 (Optimisation).
In Asia-Pacifico sono stati certificati 38 aeroporti, tra cui Gold Coast e Hobart International (ambedue in Australia) ed anche Muscat e Nadi (Figi), che hanno iniziato il loro viaggio alla gestione del carbonio attivo, accreditati al livello 1 (Mapping). L’accreditamento dello scalo internazionale di Nadi è significativo in quanto è il primo proveniente da una Nazione isolata sotto la minaccia del cambiamento climatico a partecipare al programma.

Europa
In questo continente dove “Aca” è iniziato nel 2009 finora sono presenti 117 aeroporti che partecipano al piano, 50 dei quali sono ai primi 2 livelli. I più recenti sono Düsseldorf e Napoli, ognuno dei quali svolge con successo il salto dal livello 2 (Reduction), fino al terzo (Optimisation). Madeira, Marsiglia e Porto Santo si sono spostati fino alla riduzione al livello 2, mentre Berna in Svizzera è diventato l’ultimo arrivato in Europa ed entra così a far parte del programma al livello 1 (Mapping).

Nord America
Sono passati due anni e mezzo dal lancio del progetto nella regione, ma in questo settore sono già stati certificati 21 aeroporti. Questi attualmente rappresentano il 32,4% del traffico-passeggeri nella zona.

America Latina
Il programma prevede 4 scali in questa area e nei Caraibi.

Con 4 diversi livelli di accreditamento che coprono tutte le fasi della gestione del carbonio (Mapping, Reduction, Optimisation e Neutrality), l’Airport Carbon Accreditation è indipendente, istituzionalmente approvato e ha il sostegno di Unfccc (United Nations Framework Convention on Climate Change), di Unep (United Nation Environment Programme), di Icao (International Civil Avaition Organization), della statunitense Faa (Federal Aviation Administration) ed infine della Commissione europea (Ce).

Come tradizione la riduzione del carbonio raggiunta in Europa durante l’ottavo anno (giugno 2016-maggio 2017) sarà annunciata durante l’assemblea (Congress and Exhibition) di quest’anno di Aci Europe che si svolgerà a Parigi dal 12 al 14 giugno 2017, mentre i risultati annuali globali verranno pubblicati nel settembre prossimo

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