Renault si associa all’evento “Driving Europe Forward: The Future of Mobility”, organizzato dal Parlamento Europeo.

Driving Europe Forward” si propone di coinvolgere decisori politici e cittadini nel dibattito sulla mobilità del futuro, in particolare sul tema del veicolo elettrico e autonomo. L’innovazione e la ricerca in questi due settori sono già una realtà e i parlamentari hanno avviato una riflessione sui necessari adattamenti per l’Europa. È, quindi, indispensabile coinvolgere fin d’ora i cittadini.

Pioniere e leader del veicolo elettrico in Europa, sulle strade ma anche sui circuiti, Renault condivide ovviamente questa volontà di associare il grande pubblico a questa discussione fondamentale. Presentando la sua Formula E, Renault illustra il modo in cui l’industria si adatta all’evoluzione della mobilità.

HAVI e Scania: insieme per ridurre le emissioni di CO2 nella filiera di McDonald’s

L’obiettivo è quello di diminuire in modo sostanziale i veicoli diesel, trasformando circa il 70% della flotta di veicoli di HAVI in mezzi con motorizzazioni a carburanti alternativi, per esempio veicoli a gas e ibridi. Un obiettivo da raggiungere entro il 2021 in diversi Paesi Europei.

Le emissioni di CO2 nelle consegne di HAVI ai ristoranti di McDonald’s tramite i veicoli Scania di nuova generazione e le soluzioni operative verranno monitorate in tempo reale, portando la connettività della flotta attualmente in attività ad uno step successivo. Grazie a questa significante trasformazione della flotta, ci si attende una riduzione della CO2 in un range che va dal 15% al 40% per ogni chilometro effettuato, a seconda del percorso, del combustibile utilizzato e delle condizioni del traffico.“L’innovazione è un elemento cruciale nel nostro percorso verso la sostenibilità e, grazie alle dimensioni della nostra realtà, ci consente di dare un contributo al benessere generale della società. La nostra collaborazione con aziende quali HAVI e Scania nasce dalla volontà di mettere in atto un approccio proattivo nel ricercare ed implementare soluzioni di supply chain maggiormente sostenibili. Queste partnership sono inoltre un contributo importante alla nostra strategia globale in ambito supply chain e sostenibilità”, ha sottolineato Chris Yong, Global Logistics Director di McDonald’s.“Le aziende leader di mercato hanno la responsabilità di guidare il cambiamento. Grazie a questa partnership abbiamo fissato un nuovo standard nell’ambito delle consegne urbane. Non stiamo solo parlando di progetti ma mettendo in atto delle misure concrete proprio qui e ora, con importanti benefici per le comunità nelle quali ci troviamo ad operare”, ha evidenziato Haluk Ilkdemirci, President, Logistics, HAVI. “E’ innegabile il fatto che stia crescendo la domanda di soluzioni di trasporto sostenibili. Questa collaborazione dimostra chiaramente come, grazie a partnership strategiche, possiamo essere maggiormente innovativi e, insieme, accelerare il processo di cambiamento verso un sistema di trasporto sostenibile”, ha dichiarato Henrik Henriksson, President e CEO di Scania. I veicoli a gas e ibridi sono progettati per generare un inquinamento atmosferico pari quasi allo zero e per ridurre in maniera significativa le emissioni di anidride carbonica nelle città. Questi veicoli sono decisamente più silenziosi e, grazie a impianti frigoriferi con bassi livelli di rumorosità, contribuiranno a minimizzare l’impatto delle consegne effettuate nei centri urbani e in altre aree.  Inoltre, HAVI e Scania stanno sviluppando un veicolo con un allestimento particolare per la raccolta di rifiuti destinati al riciclo nei diversi ristoranti, per esempio olio da cucina esausto, materiali plastici e cartoni. Questo contribuirà ad incrementare i materiali riciclati e, al tempo stesso, consentirà di minimizzare il trasporto di altri rifiuti, diminuendo il numero di trasporti richiesti con un ulteriore impatto positivo sulla CO2.Grazie a questa partnership, HAVI e Scania fanno importanti passi avanti nel guidare il cambiamento verso un futuro sostenibile. Ma non solo, le due aziende stanno mettendo in atto azioni basate su soluzioni e tecnologie già disponibili e già pronte per essere implementate presso i propri clienti, come nel caso di McDonald’s.

L’Europa in movimento: iniziativa della Commissione per una mobilità pulita, competitiva e interconnessa

“L’Europa in movimento” racchiude varie iniziative ad ampio raggio che consentiranno di: rendere il traffico più sicuro; incoraggiare l’adozione di sistemi di pedaggio più equi; ridurre le emissioni di CO2, l’inquinamento atmosferico e la congestione del traffico; ridurre gli oneri burocratici per le imprese; combattere il fenomeno del lavoro nero e garantire ai lavoratori condizioni e tempi di riposo adeguati. I benefici a lungo termine si estenderanno ben oltre il settore dei trasporti, in quanto tali misure promuoveranno l’occupazione, la crescita e gli investimenti, rafforzeranno l’equità sociale, amplieranno le possibilità di scelta dei consumatori e porranno con decisione l’Europa sul binario della diminuzione delle emissioni.

Maroš Šefčovič, Vicepresidente per l’Unione dell’energia, ha dichiarato: “Il mondo dei trasporti si sta trasformando in modo radicale. L’Europa deve cogliere questa opportunità e plasmare il futuro della mobilità. Per noi è un’occasione unica per “reinventare la ruota”. Vorrei che la nostra industria non fosse soltanto coinvolta dal cambiamento globale, ma che ne fosse protagonista.”

Jyrki Katainen, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha affermato: “La nostra impostazione riguardo al tema della mobilità va ben al di là del settore dei trasporti. Oggi assistiamo a un’evoluzione del settore dei trasporti che si inscrive nel quadro di tendenze economiche emergenti come l’economia collaborativa o l’economia circolare. Di conseguenza, è un’opportunità per modernizzare l’economia europea nel suo complesso e spingerla verso una maggiore sostenibilità.”

Violeta Bulc, Commissaria per i Trasporti, ha aggiunto: “L’UE ha l’opportunità unica di modernizzare il trasporto su strada non soltanto in casa propria, ma anche a livello globale. Con le nostre riforme porremo le fondamenta per soluzioni stradali digitali standardizzate, condizioni sociali più eque e regole di mercato applicabili. Le riforme contribuiranno a ridurre i costi socio-economici dei trasporti, come il tempo perduto a causa del traffico, gli incidenti stradali mortali o con feriti gravi e i rischi per la salute derivanti dall’inquinamento e dal rumore, e andranno incontro alle esigenze dei cittadini, delle imprese e della natura. Con norme comuni e servizi transnazionali, inoltre, i viaggi multimodali potranno diventare realtà in tutta Europa.”

La mobilità ha un influsso importante sulla vita quotidiana dei cittadini europei e dà lavoro direttamente a oltre 11 milioni di persone. Si tratta tuttavia di un settore che sta attraversando una serie di trasformazioni tecnologiche, economiche e sociali, il cui ritmo sta accelerando. Sfruttare tali trasformazioni è essenziale per realizzare un’Europa che protegge, dà forza e difende, obiettivo che costituisce una priorità politica della Commissione Juncker. A tale fine, la Commissione ha adottato oggi una strategia a lungo termine per trasformare queste sfide in opportunità e giungere entro il 2025 ad una mobilità intelligente, socialmente equa e competitiva. L’UE guiderà questa transizione con una legislazione mirata e misure di sostegno comprendenti investimenti nelle infrastrutture, nella ricerca e nell’innovazione. In questo modo, in Europa potranno essere sviluppati, offerti e prodotti i migliori veicoli, le migliori attrezzature per i trasporti e le migliori soluzioni per una mobilità pulita, interconnessa e automatizzata.

“L’Europa in movimento” prevede una prima serie di 8 iniziative legislative riguardanti in modo specifico il trasporto su strada. Si tratta di un settore di particolare importanza, sia perché impiega direttamente 5 milioni di europei, sia perché è all’origine di circa un quinto delle emissioni di gas serra dell’UE. Le proposte miglioreranno il funzionamento del mercato del trasporto delle merci su strada e le condizioni sociali e occupazionali dei lavoratori. Tale miglioramento sarà il frutto di una maggiore attenzione al rispetto delle normative, della lotta alle pratiche occupazionali illecite, del taglio degli oneri amministrativi per le aziende e della precisazione delle norme esistenti, ad esempio per quanto riguarda l’applicazione delle leggi nazionali relative al salario minimo.

La Commissione promuove inoltre le soluzioni di mobilità senza interruzioni che permettono ai cittadini e alle imprese di spostarsi più facilmente in tutta Europa. Va in questa direzione la proposta di migliorare l’interoperabilità tra i sistemi di telepedaggio, che consentirà agli utenti della strada di viaggiare nell’intera UE senza doversi preoccupare delle diverse formalità amministrative. Specifiche comuni per i dati relativi al trasporto pubblico, inoltre, permetteranno di pianificare meglio il viaggio e di seguire l’itinerario migliore anche quando questo comporta l’attraversamento di una frontiera.

Questa prima serie di 8 proposte sarà integrata nel corso dei prossimi 12 mesi da altre proposte, fra cui quelle relative alle norme sulle emissioni successive al 2020 per autovetture e furgoni, oltre alle prime norme in assoluto riguardanti le emissioni dei veicoli pesanti, che fanno seguito alla proposta odierna concernente il monitoraggio e la trasmissione di informazioni in tema di emissioni di CO2 e consumo di carburante dei veicoli pesanti. Tali proposte stimoleranno ulteriormente l’innovazione, oltre a contribuire ad aumentare la competitività, ridurre le emissioni di CO2 e migliorare la qualità dell’aria, la salute pubblica e la sicurezza dei trasporti.

Contesto

I trasporti e la mobilità sono fondamentali per l’economia e la competitività dell’Europa. Tale importanza è riflessa dall’ampia gamma di altri quadri politici dell’UE con un’influenza determinante sul settore. La Commissione Juncker si è data delle priorità, quali l’Unione dell’energia, il mercato unico digitale e l’agenda per l’occupazione, la crescita e gli investimenti, che si riverbereranno tutte positivamente sui trasporti e sulla mobilità. La strategia dell’Unione dell’energia del febbraio 2015 individuava uno dei suoi settori di intervento fondamentali nella transizione verso un settore dei trasporti efficiente dal punto di vista energetico e decarbonizzato. Saranno ora attuate le misure già delineate nella strategia per una mobilità a basse emissioni adottata nel luglio 2016. Gli investimenti nelle infrastrutture previsti dal piano di investimenti per l’Europa costituiscono un forte stimolo per lo sviluppo in Europa della mobilità pulita, competitiva e interconnessa del futuro.

MAN sviluppa il bus ibrido del futuro

Nell’ambito del progetto di ricerca dell’Unione Europea “Horizon 2020″, il consorzio EcoChamps (complesso acronimo di European COmpetitiveness in Commercial Hybrid and AutoMotive PowertrainS) si propone di sviluppare una tecnologia ibrida per veicoli commerciali e passeggeri. L’obiettivo di questo consorzio, costituito da un totale di 26 partner, è quello di sviluppare una trasmissione ibrida efficiente, compatta, robusta e conveniente per i vari scopi previsti. Tra i partner coinvolti, MAN sta realizzando un autobus ibrido che si propone di essere fino al 20% più efficiente nella driveline. “Nel segmento dei bus urbani ci sono enormi potenzialità per l’utilizzo di applicazioni eMobility, ma il Total Cost of Ownership riveste un ruolo particolarmente significativo per gli operatori”, spiega Götz von Esebeck, responsabile eMobile di MAN Truck & Bus. “Per questo stiamo lavorando senza sosta per trovare miglioramenti tecnici ed economici per le nostre soluzioni”. Per esempio, MAN sta promuovendo la standardizzazione dei componenti e lo studio su come gli sviluppi possano essere utilizzabili anche sui veicoli commerciali. Ciò permetterà che le soluzioni tecnologiche siano disponibili sia per i truck sia per gli autobus.

MAN vede in questo momento l’ibrido come un’implementazione significativa alla sua offerta di prodotto. I bus ibridi possono portare un prezioso contributo al traffico a basse emissioni, ma anche essere la tecnologia ponte fino a quando i bus saranno solo elettrici. Inoltre, possono essere introdotti sul mercato come aggiunta ai veicoli attualmente utilizzati, per esempio nei trasporti dalle aree extraurbane ai centri cittadini.

Infine, rispetto ai veicoli con motorizzazioni convenzionali, la tecnologia ibrida può contribuire in modo significativo sia alla protezione ambientale sia all’economia: per esempio, recuperando l’energia in frenata, risparmiandola e utilizzandola per servizi ausiliari.

Come parte attiva di questo progetto, MAN sta sviluppando un concept per un veicolo di base con driveline elettrica. A seconda delle esigenze del cliente, possono essere integrate diverse fonti di energia, per esempio un generatore Diesel o fuel cell. Ciò renderà inoltre più semplice installare un modulo di energia propulsiva aggiuntiva a un veicolo solo elettrico quando è in carica in deposito.

MAN presenterà ufficialmente questo bus ibrido, sviluppato nell’ambito del progetto EcoChamps, nel quarto trimestre del 2017.

Renault Kangoo Z.E.: verso la ricarica wireless dei veicoli elettrici?

Renault presenta oggi un sistema di ricarica dinamica dei veicoli elettrici che permette di ricaricare le batterie in movimento. Con i partner Qualcomm Technologies e Vedecom, Renault ha partecipato alla progettazione di un sistema in grado di ricaricare 20 kW ad una velocità di guida fino a 100 km/h. Nel circuito di prova, i due Renault Kangoo Z.E. possono ricaricarsi simultaneamente mentre sono in marcia, in entrambe le direzioni.

La dimostrazione di ricarica dinamica è avvenuta su una corsia di prova di 100 metri, costruita da Vedecom a Satory, Versailles, vicino a Parigi, nell’ambito del progetto FABRIC. Qualcomm Technologies e Vedecom hanno installato la prima parte del sistema di ricarica dinamica dei veicoli elettrici sulla pista di prova, mentre Vedecom e Renault sono intervenuti nella seconda parte su due Renault Kangoo Z.E. Vedecom lancerà a breve una nuova fase di test per valutare il funzionamento e l’efficacia del trasferimento di energia ai veicoli in una serie di scenari pratici, come l’identificazione e l’autorizzazione di accesso, la coerenza del livello di potenza tra la superficie stradale e il veicolo, la velocità e l’allineamento del veicolo rispetto alla corsia di marcia.

FABRIC* è un progetto che vale 9 milioni di euro, finanziato in parte dall’Unione europea, focalizzato sulla fattibilità tecnologica ed economica e sulla sostenibilità socio-ambientale della ricarica dinamica wireless dei veicoli elettrici. FABRIC è stato lanciato a gennaio 2014 e proseguirà fino a dicembre 2017. È organizzato da un consorzio di 25 partner provenienti da 9 Paesi europei e annovera Case automobilistiche, produttori di ricambi, fornitori di servizi e organismi di ricerca nei settori delle infrastrutture automobilistiche, stradali ed energetiche. L’obiettivo principale di FABRIC è effettuare un’analisi di fattibilità della ricarica dinamica in modalità wireless dei veicoli elettrici per estendere la gamma dei veicoli elettrici.

«Contribuire a questo appassionante progetto ci ha permesso di testare e proseguire la ricerca sulla ricarica dinamica sui nostri Kangoo Z.E.», afferma Eric Feunteun, Direttore del Programma Veicoli Elettrici del Gruppo Renault. «I nostri ingegneri specializzati nella ricerca hanno lavorato in stretta collaborazione con i team di Qualcomm Technologies e Vedecom per dimostrare l’integrazione del sistema di ricarica dinamica dei veicoli elettrici nell’ambito di FABRIC. Per noi la ricarica dinamica è un aspetto che consente di migliorare ulteriormente la fruibilità e l’accessibilità dei veicoli elettrici

«Siamo inventori. Ricarichiamo veicoli elettrici in modalità wireless. Questa dimostrazione di ricarica dinamica è la concretizzazione della nostra idea», spiega Steve Pazol, Vicepresidente e Direttore Generale di Wireless Charging, Qualcomm Incorporated. «Sono molto orgoglioso di quello che abbiamo realizzato. L’associazione di un team di ingegneri esperti provenienti da tutto il mondo e della tecnologia Qualcomm Halo, che copre tutti gli aspetti dei sistemi WEVC, indipendentemente dal magnetismo utilizzato, ci ha permesso di scavalcare i limiti e tracciare la nostra visione del futuro della mobilità urbana.»

Freight Leader Council, Ricozzi: “Con Sipotra per studiare il mercato del trasporto merci su strada”

Al via la collaborazione tra il Freight Leaders Council e SIPOTRA per la regolazione e semplificazione del mercato del trasporto merci su strada. Anche l’autotrasporto – su indicazione di Clara Ricozzi, membro di SIPOTRA e vicepresidente del FLC – entrerà tra gli argomenti trattati dal gruppo di lavoro per la regolazione dei trasporti istituito da SIPOTRA, la Società Italiana di Politica dei Trasporti (S.i. Po.Tra) composta da professori universitari, dirigenti pubblici, professionisti e manager, accomunati dalla convinzione della centralità del sistema dei trasporti per una crescita sostenibile.

“Ho proposto che il gruppo di lavoro – ha spiegato Clara Ricozzi – intervenga anche nel settore del trasporto stradale delle merci, allo scopo di pervenire ad una maggiore efficienza complessiva delle regole vigenti, attraverso una robusta semplificazione normativa, in grado di consentire agli attori di questo mercato il pieno dispiegarsi della loro professionalità e rendere maggiormente profittevole la loro attività”.

SIPOTRA, guidata da Mario Sebastiani, ha dato vita ad un gruppo di lavoro per la regolazione dei trasporti, con l’obiettivo di affrontare tutte le principali tematiche relative ai diversi mercati di trasporto, anche con riferimento alle esperienze di altri paesi, nel quadro delle  politiche industriali, ambientali e sociali, e formulare proposte su oggetto, modalità della regolazione e organi competenti in materia.

Presentato lo studio CNR sugli autisti internazionali al Parlamento europeo. ANITA soddisfatta, guarda al pacchetto stradale UE

Il Comitato nazionale stradale francese (CNR) ha presentato
al Parlamento europeo lo studio sulla comparazione delle condizioni di occupazione e
retribuzione degli autisti internazionali in Europa, che qualche mese fa era stato
illustrato in Italia in un convegno organizzato da ANITA.

L’Associazione pertanto esprime la propria soddisfazione per l’iniziativa del CNR
che, da un lato conferma la sensibilità di ANITA sul problema dei costi e che,
dall’altro lato, allarga la platea degli interlocutori ai codecisori legislativi
europei, fornendo loro gli strumenti adatti per esprimersi con una conoscenza più
approfondita e una maggiore consapevolezza su uno degli aspetti tra i più dibattuti.

“ANITA ha fortemente creduto nella presentazione dello studio e non può che
esprimere il proprio plauso al CNR per aver portato all’attenzione del Parlamento
europeo i risultati dell’indagine” ha commentato Thomas Baumgartner, Presidente di
ANITA. “Il costo del lavoro è un aspetto nevralgico nel settore dell’autotrasporto
che, stando ai dati relativi al 2015, in Italia ha registrato un’ulteriore battuta
d’arresto specialmente nei traffici internazionali”.

“L’auspicio è che nella stesura del pacchetto stradale, il quale dovrà essere varato
ufficialmente dalla Commissione europea entro il 31 maggio prossimo, si tenga conto
dell’ampio divario tra i diversi Paesi, messo in evidenza dallo studio e, in tal
senso, che sia dato impulso all’armonizzazione legislativa” ha concluso Baumgartner.

ANITA è impegnata a seguire gli sviluppi delle proposte legislative con la consueta
tenacia.

Il Freight Leader Council, Malvestio: “Passi da giganti per i mezzi a Gnl, ma il sud rimane scoperto. La logistica ha urgenza di soluzioni green”

“L’uso del Gnl per i veicoli pesanti è uno dei punti fondamentali di una complessa strategia per invertire il trend delle emissioni nocive nei trasporti. Si sta diffondendo rapidamente in Europa e nel Nord Italia: in meno di tre anni sono state già realizzate 10 stazioni di servizio e altre 5/6 sono in costruzione, ma il Sud rimane ancora scoperto, mentre la logistica ha un  bisogno immediato di migliorare la propria impronta ecologica su tutto il territorio nazionale”. E’ quanto sostenuto da Antonio Malvestio, Presidente del Freight Leaders Council durante la ConferenzaGnl in svolgimento oggi e domani a Napoli (Fiera d’Oltremare).

Il Freight Leaders Council, associazione che raggruppa i maggiori operatori della logistica italiana, ha pubblicato lo scorso anno il Quaderno #25 sulla sostenibilità ambientale del trasporto e della logistica (scaricabile gratuitamente su freightleaders.org) con l’obiettivo di individuare azioni concrete per la riduzione delle emissioni rivolte ad aziende di autotrasporto e logistica. Tra le 6 proposte presentate al Governo e alle istituzioni, anche quella di sostenere la diffusione del Gnl attraverso un piano che congeli il livello di tassazione su un periodo di 5 anni per consentire la pianificazione degli investimenti.

“Chi si occupa di trasporti e logistica sarà presto nell’occhio del ciclone – ha spiegato Malvestio – Mentre tutte le filiere hanno lavorato per il miglioramento dell’impronta ambientale riducendo la produzione di gas serra, i trasporti sono rimasti indietro. Con il trend attuale, saranno presto (tra il 2020 ed il 2030) responsabili per il 50% della produzione mondiale di CO₂. Di questa, il 60% per il trasporto delle persone ed il 40% per il trasporto delle merci. Migliorare drasticamente l’impronta ambientale del trasporto e delle aree adiacenti alla logistica è possibile ed è a portata di mano. Costituisce anche un risparmio  per i bilanci aziendali, in quanto diminuire la produzione di CO₂ elimina gli sprechi. Occorre, però, decidere di non improvvisare e di seguire una pianificazione rigorosa”.

Il miglioramento delle performance ambientali delle aziende di autotrasporto può incidere favorevolmente anche nei rapporti con la committenza, sempre più attenta ai servizi green. Infine, il Freight Leaders Council gestisce dal 2012 gestisce in esclusiva l’edizione italiana del premio Lean&Green assegnato alle imprese che si impegnano a ridurre del 20% le emissioni inquinanti: un bollino che certifica lo sforzo e attesta procedure in linea con la sostenibilità ambientale.

Nissan e-NV200 Electrip: il tour di 10.000 km a zero emissioni tra i paesaggi più suggestivi d’Europa

Nissan e-NV200 è protagonista di un tour elettrico di 35 giorni nel cuore dell’Europa per dimostrare come la mobilità 100% elettrica contribuisca ad una maggiore sostenibilità.

Considerato il sempre maggiore interesse verso i veicoli elettrici, Lionel Suissa e il team Electrip attraversano l’Europa continentale in un viaggio di 35 giorni a partire da maggio.

Lionel fa parte di un gruppo di artisti con sede in Francia ed è impegnato nella promozione della mobilità 100% elettrica, per trasmettere ai più giovani il piacere di guidare i veicoli a zero emissioni.

L’avventura del team prende il via a Barcellona e percorre l’intero “corridoio elettrico” europeo fino a Capo Nord, in Norvegia. Nel tratto francese, l’Electrip attraversa anche Wattway, la famosa strada fotovoltaica nei pressi di Le Mans.

Con un’autonomia fino a 170 km con una sola carica*, Nissan e-NV200 rappresenta una soluzione di trasporto efficiente e silenziosa.

Gareth Dunsmore, Direttore Veicoli Elettrici di Nissan Europe, ha dichiarato: “Le vendite di veicoli elettrici Nissan sono in continuo aumento così come le infrastrutture di ricarica. Con oltre 4.000 colonnine pubbliche in tutta Europa, gli automobilisti possono finalmente spostarsi senza doversi preoccupare dell’autonomia”.

Lionel Suissa, membro del team Electrip, ha commentato: “In qualità di sostenitore dei veicoli elettrici per migliorare la qualità dell’aria, credo sia fondamentale che le nuove generazioni capiscano com’è facile e divertente optare per un’auto di questo tipo. L’iniziativa Electrip è pensata espressamente per dimostrare le reali potenzialità della rete di ricarica europea e dei veicoli elettrici e Nissan e-NV200 è il mezzo ideale per portarla a termine”.

Incontro MIT-Autotrasporto: ANITA soddisfatta per il senso di responsabilità del Ministero

ANITA esprime soddisfazione per il senso di responsabilità e
disponibilità mostrati dal MIT nei confronti delle esigenze del settore
autotrasporto e logistica che, stabilizzando le risorse destinate al comparto per il
2018 e 2019 (rispettivamente 236 e 240 milioni), riconosce il ruolo fondamentale del
comparto per l'economia italiana e restituisce, allo stesso tempo, certezze alle
imprese.
Durante l’incontro avvenuto con il Sottosegretario Simona Vicari e il Capo di
gabinetto del Ministero, Mauro Bonaretti, sono state garantite importanti misure che
permetteranno alle imprese di recuperare competitività: l’aumento dell'altezza dei
veicoli a 4,30 metri e la circolazione solamente con la copia del libretto a bordo
del veicolo nei trasporti intermodali; l’avvio di Marebonus e Ferrobonus i cui
decreti attuativi sono pronti e dovrebbero essere pubblicati in GU entro la fine del
mese di maggio; la decontribuzione per gli autisti internazionali che, in caso di
mancato benestare da parte delle autorità comunitarie, sarà mantenuta entro il tetto
del "de minimis".

“È stato promesso che la misura sarà presentata a Bruxelles per avere una risposta
definitiva sulla fattibilità – fa rilevare Baumgartner, specificando che – ANITA
chiede con insistenza che la decontribuzione sia estesa anche alle imprese con
flotte consistenti di veicoli poiché potrebbe frenare il fenomeno della
delocalizzazione”.

Altro aspetto fondamentale per il funzionamento del settore sono le revisioni
annuali dei veicoli oltre le 3,5 ton per le quali ANITA ha chiesto il potenziamento
degli organici delle Motorizzazioni e la possibilità di effettuarle anche presso
officine private: "ANITA chiede da anni l’ingresso di operatori privati per questa
attività come, di fatto, avviene nel resto dell'Europa e in altri settori (trasporto
aereo). Purtroppo, si è arrivati al collasso del sistema e a tempi di prenotazioni
che arrivano, in taluni casi, anche a 9 mesi, per comprendere la bontà della nostra
proposta. Abbiamo dato disponibilità a supporto del MIT circa la volontà di avviare
uno studio che si concluderà prima dell'estate per identificare un modello
organizzativo che preveda anche l'apertura alle officine private. Ora, occorre che
venga messo in pratica quanto promesso" aggiunge Baumgartner.

Il MIT ha assicurato, inoltre, di voler continuare nell'azione di regolarizzazione
del settore. Infatti, dopo una prima esclusione dall'Albo dell’autotrasporto di
oltre 23 mila aziende non in regola e senza veicoli, è stato chiesto alla Presidente
di ampliare le verifiche al rapporto tra mezzi e autisti assunti e all’aspetto
fiscale, anche attraverso la verifica della capacità finanziaria per i soggetti che
non versano l'Iva. Altro tema concordato al tavolo riguarda la riorganizzazione in
tempi brevi delle procedure per il rilascio delle autorizzazioni per i trasporti
eccezionali, che sarà oggetto di specifiche “linee guida” emanate dal Ministro
Delrio. È stato anche firmato il decreto relativo al pagamento degli sconti sui
pedaggi autostradali per l’anno 2015.

All’incontro sono stati richiesti interventi normativi anche per allargare le regole
del distacco ai trasporti internazionali, per il pagamento dei noli di trasporto a
60 giorni e per i costi minimi: "ANITA, in proposito, ha ribadito che crede nella
libera concorrenza e nella capacità imprenditoriale di definire i prezzi e termini
di pagamento. Piuttosto, dovrebbe essere la Pubblica Amministrazione a dare esempio
di affidabilità nei tempi di pagamento e la committenza dovrebbe essere più convinta
che un settore dell'autotrasporto sano, competente e professionale è fondamentale
per il sistema produttivo italiano e per il made in Italy, mentre puntare al ribasso
dei costi logistici non porta da nessuna parte" conclude il Presidente di ANITA.
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