Scania presenta al mondo il primo autobus bi-articolato Euro 6 a gas

Questo autobus è appositamente creato per ottimizzare la mobilità del sistema di autobus a trasporto rapido. Calcolando una media di 2 passeggeri per macchina, può arrivare a sostituire 125 autovetture contribuendo così in maniera concreta a decongestionare il traffico urbano”, ha evidenziato Rutger Hörndahl, Product manager Bus rapid transit (BRT) di Scania Buses and Coaches. “Il motore alimentato a gas garantirà un’importante diminuzione del consumo di energia e una riduzione dell’inquinamento urbano”.

L’autobus bi-articolato F340 HA 8×2 è stato sviluppato in collaborazione con l’allestitore colombiano Busscar de Colombia. Scania vanta già una flotta di autobus Euro 6 a gas nella città colombiana di Cartagena. Test indipendenti hanno dimostrato la loro capacità di svolgere tragitti ad alta quota senza perdita di potenza e coppia.

Il funzionamento del veicolo a gas consente di ridurre notevolmente le emissioni di particolato. Inoltre, grazie all’utilizzo di biogas, le emissioni di carbonio possono essere ridotte fino al 90% rispetto all’utilizzo di diesel tradizionale. Le emissioni di carbonio, inoltre, sono ulteriormente ridotte nel momento in cui si utilizza gas naturale. Un altro vantaggio correlato all’utilizzo di gas naturale è relativo alla riduzione del livello di rumore.

Scania è convinta del fatto che l’innovativo autobus bi-articolato otterrà un crescente interesse da parte di numerose città in tutto il mondo, sempre maggiormente sensibili al problema dell’inquinamento e impegnate nel ridurre le emissioni di anidride carbonica.

Inaugurato in Normandia il primo “chilometro solare”

Il primo chilometro di strada solare è stato inaugurato in Francia il 22 dicembre scorso. Si tratta di un tratto della strada provinciale che attraversa il comune di Tourouvre-au-Perche, in Normandia.

All’inaugurazione ha presenziato il ministro dell’Ambiente Ségolène Royal, secondo la quale si tratta di “un esempio concreto di transizione energetica”, capace di garantire “crescita verde, creazione di posti di lavoro e innovazione tecnologica”.

Promotori del progetto sono stati l’impresa Colas (gruppo Bouygues) e l’Istituto nazionale per l’energia solare, assieme all’Università della Savoia. L’Infrastruttura è composta da 2.800 metri quadrati di pannelli fotovoltaici sotto forma di “piastrelle” incollate al suolo, rivestite con una speciale resina che consente loro di sopportare anche il peso dei Tir più grandi, garantendo al contempo la stessa aderenza dell’asfalto. L’energia elettrica prodotta è quindi immessa direttamente nella rete di distribuzione locale: un solo chilometro di strada solare permette di coprire l’illuminazione pubblica di un paese di cinquemila abitanti.

Nuova generazione Scania: S 500 campione di test!

l test ha coinvolto veicoli nella gamma di potenza da 500 CV equipaggiati con le  cabine più spaziose del settore. L’autocarro Scania S 500 è risultato il vincitore nella comparazione con i veicoli DAF XF510, Mercedes Actros 1848 e Volvo FH500 al seguito di un’analisi meticolosa di numerosi elementi, funzionalità e caratteristiche. “Le prestazioni elevate con basso consumo di carburante, le migliori caratteristiche di guida, l’elevato livello di comfort ed il migliore ambiente di lavoro sono solo alcuni degli elementi che hanno reso vincente la nuova serie S”, ha evidenziato Lastauto Omnibus, la più importante testata di settore tedesca.

I test sono stati effettuati lungo un percorso di 180 chilometri nel sud-ovest della Germania, in una parte collinare della valle della Mosella. Il test dei 1.000 punti è organizzato dalla casa editrice tedesca ETM, tra le cui pubblicazioni vanta le riviste Lastauto Omnibus e Fernfahrer, in collaborazione con numerose tra le più importanti testate di settore d’Europa.

Lastauto Omnibus ha evidenziato che la nuova serie S mostra diversi miglioramenti rispetto all’attuale serie R. Tra questi, il letto molto più profondo e confortevole e il pavimento piatto della cabina. Con una coppia del motore leggermente superiore, il veicolo Scania ha dimostrato la sua abilità nel dominare i contesti collinari raggiungendo per primo la vetta.

In termini generali, lo Scania S 500 ha trionfato per l’attenzione rivolta all’autista. In particolare per l’accesso in cabina, il comfort, la capacità di frenata, la visibilità e lo sterzo. Inoltre, sia la catena cinematica che le prestazioni del veicolo della nuova generazione Scania hanno primeggiato sugli altri. “Scania eccelle in stabilità laterale grazie alla precisione dello sterzo e grazie ad una generale sensazione di controllo”, ha evidenziato la rivista tedesca.

Al termine della valutazione dei 1.000 punti, Scania ha totalizzato un punteggio di 943 superando Volvo con un margine di 8 punti e, a seguire, Mercedes e DAF.


L’autobus del futuro? E’ ibrido-elettrico e si ricarica in wireless in pochi minuti

In Scandinavia prende il via il test del primo servizio di ricarica rapida wireless
(induttiva) alla fermata dell’autobus. Il veicolo? Un innovativo autobus
ibrido-elettrico sviluppato da Scania e pronto ad affrontare il traffico urbano di
Södertälje, in Svezia. Un segnale concreto che riconferma il costante impegno di
Scania nell’offrire sempre nuove soluzioni di trasporto sostenibili anche nel
contesto urbano.

Ricarica rapida wireless (induttiva) alla fermata dell’autobus: si tratta di una
tecnologia che viene testata per la prima volta in Scandinavia. Sia la tecnologia
per la ricarica wireless che l’autobus ibrido-elettrico fanno parte di un progetto
di ricerca che ha l’obiettivo di dare vita ad un sistema di trasporto pubblico
silenzioso e sostenibile e vede l’impegno di Scania, l’operatore per il trasporto
pubblico nella regione di Stoccolma SL (Storstockholms Lokaltrafik), Vattenfall, la
municipalità di Södertälje e il Royal Institute of Technology (KTH). Il progetto è
in parte finanziato dall’Agenzia Svedese dell’Energia.

Sette minuti di ricarica wireless per 10 chilometri di autonomia
Per la prima volta in assoluto questa tecnologia viene testata in Paesi con
condizioni climatiche maggiormente estreme. Un test importante per far sì che
acquisisca rilevanza anche in aree settentrionali del mondo. La fermata dell’autobus
con ricarica wireless prevede che il processo di ricarica avvenga in maniera
automatica nel momento in cui l’autobus arriva alla fermata e si posiziona al di
sopra di una piattaforma di ricarica che si trova sotto il manto stradale. Il design
della tecnologia induttiva è praticamente invisibile, è stato appositamente
progettato per non impattare in alcun modo sull’ambiente urbano. Sette minuti di
ricarica wireless sono sufficienti per coprire un percorso di 10 chilometri che i
bus effettueranno nella città di Södertälje.

“L’autobus ibrido-elettrico parte di questo progetto è un importante passo avanti
nel dare vita a soluzioni di trasporto maggiormente sostenibili. La tecnologia per
la ricarica induttiva è silenziosa e al tempo stesso invisibile. Il test sul campo
effettuato a Södertälje è estremamente importante per agire in maniera concreta sia
sulla società che sull’industria dell’automotive al fine di eliminare le emissioni e
ridurre il rumore del traffico in aree urbane sensibili”, ha evidenziato Hedvig
Paradis, Project manager di Scania e responsabile della partecipazione di Scania a
questo progetto di ricerca.

“Questo è soltanto uno dei tanti progetti che Scania sta portando avanti con
l’obiettivo di dare vita a future soluzioni di trasporto sostenibili per il
trasporto urbano”, ha evidenziato Anders Grundströmer di Scania. “Stiamo lavorando
per identificare i bisogni delle città e per creare tecnologie che diano vita a
soluzioni di trasporto eco-compatibili, veloci, sicure e sostenibili in grado di
sfruttare i carburanti alternativi prodotti localmente e l’elettrificazione”.

L’elettrificazione nel settore dei trasporti richiederà diverse tecnologie e
soluzioni, sia per quando riguarda il luogo che le modalità di ricarica dei veicoli.
La ricarica può avvenire sia quando i veicoli sono fermi presso i depositi o le
fermate degli autobus o mentre sono in circolazione. La ricarica durante la
circolazione può avvenire in modo conduttivo via pantografo o tramite ricarica
induttiva – o una combinazione delle tue tecnologie.

La scelta della soluzione dipende da quale tipo di trasporto viene effettuato. Le
dimensioni e il peso delle batterie, che possono essere trasportate a bordo del
veicolo, per esempio, determina quanta ricarica deve essere effettuata durante il
tragitto. L’autobus Scania utilizzato per il test è ibrido, questo significa che la
batteria si ricarica anche mentre il veicolo è in funzione sfruttando la forza
frenante. La ricarica può inoltre avvenire utilizzando il motore a combustione
dell’autobus, che funziona con carburante non fossile.

NUOVO KANGOO Z.E.: UN INCREMENTO DI AUTONOMIA DEL 50%

Il  13 gennaio 2017, Renault Pro+ presenterà al Salone di Bruxelles (Belgio) la sua ultima novità elettrica: Nuovo Kangoo Z.E

Renault Pro+ dota Kangoo Z.E. di un nuovo motore ed una nuova batteria che offrono un’autonomia aumentata di oltre il 50%, pari a 270km NEDC(2) al posto dei 170km attuali.

Con 200km di autonomia in condizioni di utilizzo reali, Nuovo Kangoo Z.E. offre la maggiore autonomia disponibile sul mercato dei veicoli commerciali leggeri.

Kangoo Z.E. regala piena soddisfazione alla sua clientela professionale, rispettosa dell’ambiente e amante del suo piacere di guida, delle sue capacità di carico e del suo costo di utilizzo molto competitivo.

Mezzi pesanti: -25% di CO2 con i Sistemi di trasporto intelligenti

I Sistemi di trasporto intelligenti, detti anche ITS (o Intelligent Transportation Systems), sono tecnologie applicate ai veicoli e alle infrastrutture stradali in grado di consentire, attraverso la raccolta e l’elaborazione di dati, una più efficace gestione dei flussi di traffico e della mobilità. Lo studio di Ertico ed Acea ha dunque dimostrato come queste tecnologie determinano, come beneficio secondario ma non meno importante, anche una diminuzione delle emissioni di CO2. In particolare, nello studio vengono analizzate le applicazioni ITS che hanno le maggiori potenzialità per ridurre l’impatto ambientale del settore dei trasporti, specificando, ovviamente, che il loro contributo alla causa ambientale può essere più o meno significativo a seconda di fattori esterni come, ad esempio, il tipo di veicolo, il tipo di strada (urbana, extraurbana), il tipo di viaggio (a breve o lunga durata) o lo stile di guida.
Lo studio è stato quindi condotto su un campione rappresentativo di mezzi pesanti con PTT (peso totale a terra) superiore a 3,5 tonnellate, come veicoli industriali e autobus, che per loro conformazione consumano di più e sono potenzialmente più inquinanti.
Tra i principali Sistemi di Trasporto Intelligenti applicati ai veicoli vengono i citati i cosiddetti dispositivi di eco-routing (navigatori satellitari intelligenti che suggeriscono il percorso migliore per ottimizzare i consumi di carburante) e i sistemi di supporto alla guida ecologica (Eco-driving Support Service), i quali complessivamente garantiscono una riduzione media del 13% delle emissioni di CO2. Un’altra tecnologia come il Predictive Powertrain Control, sistema che rivela le caratteristiche del tracciato stradale che il veicolo deve affrontare intervenendo su regolazione della velocità, frenata e gestione del cambio, è in grado di ridurre i consumi di carburante e quindi le emissioni di CO2 del 5%.
Per quanto riguarda invece gli ITS applicati alle infrastrutture stradali, tra le soluzioni al momento più promettenti per limitare l’impatto sull’ambiente vi sono, sempre secondo lo studio, gli strumenti di gestione del traffico che regolano l’immissione dei veicoli in autostrada (-5% di CO2) e i sistemi di assistenza per la ricerca del parcheggio collegati in tempo reale ai navigatori dei veicoli (-2% di CO2). La somma delle percentuali di riduzione delle emissioni di CO2 per l’insieme delle applicazioni ITS citate dà, come si è detto in apertura, un totale del 25%.
Questi risultati positivi attestano dunque i vantaggi che gli ITS possono apportare all’ambiente in un’ottica di sviluppo sostenibile del settore dei trasporti. Inoltre, lo studio ha rilevato che gli ITS hanno un impatto molto positivo anche sulla sicurezza e in particolare sulla diminuzione di incidenti stradali, proprio perché tali tecnologie hanno una grande influenza sulla velocità di guida del veicolo, sui tempi di reazione, accelerazione e decelerazione.
Le tecnologie per l’Intelligent Transportation System, sottolinea l’Osservatorio Autopromotec, sono in continua evoluzione e rappresenteranno in futuro uno strumento sempre più indispensabile per rendere maggiormente sostenibile, efficiente e sicura la gestione della mobilità veicolare. In questo contesto, risulta fondamentale far comprendere l’importanza dei benefici e dei vantaggi di questi dispositivi. A questo scopo, un ruolo chiave può essere giocato dal settore dell’autoriparazione e dell’aftermarket automobilistico, con il suo costante sforzo di specializzazione tecnica e di aggiornamento sugli sviluppi tecnologici che stanno profondamente rivoluzionando il mondo dei trasporti e della mobilità nel suo complesso. Sono proprio questi i temi su cui, tra gli altri, si incentrerà la prossima edizione di Autopromotec, in programma a Bologna dal 24 al 28 maggio 2017.

I NEV (veicoli elettrici di prossimità), la nuova mobilità urbana di persone e merci

I NEV sono sinonimo di praticità, robustezza, zero emissioni ed economicità di gestione e manutenzione. Sono adattati a districarsi con agilità e sicurezza nei centri urbani (su strade strette e trafficate) o in aree private (complessi industriali, alberghi, università, parchi divertimento, resort etc); grazie alla loro flessibilità e personalizzazione sono ideali per i servizi di igiene urbana (dallo spazzamento manuale, allo svuotamento dei cestini, la raccolta rifiuti, la manutenzione del verde e i servizi cimiteriali), ma anche per i servizi di consegna merci e logistica dell’ultimo miglio o semplicemente per spostarsi in città  (come con il nuovo GEM e2, il veicolo elettrico con il più elevato comfort nella gamma). Hanno un’autonomia che arriva fino a 200 km (è il caso del Goupil G5 Lithium – il veicolo elettrico commerciale versatile), una capacità di carico fino a 1.226 kg (come il Goupil G4, l’innovativo veicolo elettrico da lavoro ora disponibile anche con batterie al litio), una capacità di traino fino a 3.000 kg (è il caso del Goupil G1, il veicolo ideale per l’industria e lo stoccaggio delle merci) e una velocità massima di 50 km/h.

Exelentia (società leader nazionale per la mobilità di prossimità a zero emissioni e i servizi ai Comuni, alle municipalizzate e alle aziende, già membro dell’Associazione europea NEV MOBILITY EUROPE – www.nevmobility.eu -, vanta un’esperienza quasi decennale proprio nel settore dei NEV – Neighborhood Electric Vehicles), ha presentato in anteprima italiana assoluta a Ecomondo il nuovo Goupil G4, il veicolo elettrico per i servizi di igiene urbana, oltre che i modelli 2017 dei marchi Goupil e GEM (Goupil G5 Lithium, Goupil G1 e GEM e2).

Il nuovo GOUPIL G4 è l’innovativo veicolo a zero emissioni disponibile anche con batterie al litio. Fino a 135 km di autonomia, una capacità di carico fino a 1.226 kg (unica nel settore) e una velocità massima di 50 Km/h. Ideale per i servizi di igiene urbana (dallo spazzamento manuale, allo svuotamento dei cestini, la raccolta rifiuti, la manutenzione del verde e i servizi cimiteriali), per la manutenzione degli edifici e i servizi di consegna, è disponibile con diversi allestimenti, tra i quali il cassone fisso o ribaltabile (che può ospitare fino a 2 euro-pallet); la vasca per la raccolta rifiuti, che può anche essere abbinata ad un’idropulitrice ad alta pressione oppure ad un armadio di rassettamento. Le vasche, inoltre, sono dotabili di alza e volta bidoni.

Ad Ecomondo è stato esposto anche il GOUPIL G5 Lithium, il veicolo commerciale versatile, disponibile con batterie al piombo o al litio, un’autonomia fino a 200 km, una velocità massima di 50 km/h, una larghezza massima di 150 cm e una capacità di carico fino a 1.000 kg.Il GOUPIL G5 al litio, omologato come autocarro, è realizzato per gli impieghi più esigenti. La versione con il pianale ribaltabile e i rialzi grigliati amovibili per il carico in altezza offre un’impareggiabile versatilità e modularità di carico. È ideale per la raccolta e il trasporto dei bidoni, la consegna di materiali da costruzione e il trasporto di attrezzature. E’ anche possibile equipaggiare il GOUPIL G5 con il kit di irrigazione/idropulitrice con serbatoio da 500 litri oppure con una serie di kit specifici (acqua calda ad alta pressione, vaporizzatori per prodotti diserbanti, …). Anche in questo caso (come nel G4) le vasche sono dotabili di alza e volta bidoni.

Il veicolo perfetto per l’industria, i siti di stoccaggio delle merci, le strutture ricettive, i resort, parchi, zoo, università e agriturismi è, invece, il GOUPIL G1. Fino a 1.100 kg di carico utile (e con una capacità di traino di 3.000 kg), è il mezzo adatto per chi ha necessità di lavorare con carichi pesanti e movimentare con i carrelli roulotte, imbarcazioni o qualsiasi attrezzatura specifica. Convertibile facilmente da 2 a 4 posti, è compatto, manovrabile (con raggio di sterzata di 3,20 mt), efficiente e silenzioso. Apprezzato per la potenza e l’affidabilità, è in grado di muoversi con agilità negli spazi ridotti di industrie e magazzini di stoccaggio merci.

Infine il veicolo elettrico con il più elevato comfort nella gamma è rappresentato dal GEM e2: spazioso, comodo e omologato anche per la circolazione stradale, ha contenuti costi di funzionamento (2€ per 100 km). Grazie agli sportelli rigidi permette di viaggiare in sicurezza e protetti dalle intemperie. L’accesso all’abitacolo è molto confortevole e spazioso grazie all’ergonomicità della cabina e la regolazione dei sedili migliora la sicurezza e la comodità dei passeggeri. Il look moderno e sfizioso ne fa un mezzo versatile e adatto anche per gli spostamenti quotidiani nelle smart cities.

PROGETTO INBLUE, I TIR DEL FUTURO DIVENTANO ECOSOSTENIBILI

Il trasporto merci del futuro sarà all’insegna della sensibilità ambientale. Una flotta di 156 veicoli, il 26% dei quali alimentati a metano liquido (GNL) che diventeranno il 70% (oltre due terzi del totale) entro il 2018, quando in tutto saranno quasi 200. Una riduzione, nel solo 2016, di circa il 10% in termini di emissioni di CO2, pari a quasi 1 milione di kg di biossido di carbonio, che diventeranno 10 milioni nell’arco di due anni con l’adozione dei nuovi veicoli a biometano liquido, e in parallelo una diminuzione nell’esalazione di polveri sottili (PM) da 31 milioni di mg a circa 103 milioni in due anni.

Sono solo alcuni numeri del programma INBLUE, l’esperienza che sta mettendo in atto l’azienda umbra LC3 Trasporti, prima realtà in Italia che, grazie all’utilizzo di veicoli a metano liquido e all’adozione di una serie di pratiche virtuose, si pone oggi come prima azienda sostenibile di trasporto merci su gomma nel nostro paese.

Il progetto è stato presentato venerdì 18 novembre, a Gubbio, in occasione del Convegno dal Titolo “L’utilizzo del Metano e Biometano nel Trasporto Merci su Gomma”, alla presenza di Riccardo Nencini, Viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti e di Giuseppe Chianella, Assessore Infrastrutture, trasporti e Mobilità Urbana della Regione Umbria.

LC3 (acronimo di Logicompany3) ha sede a Gubbio, in Umbria, e nasce ufficialmente nel 2009 su impulso dell’attuale general manager Mario Ambrogi, operando nel settore dell’autotrasporto (anche a temperatura controllata) e nel trasporto container.

Fin dall’inizio l’azienda ha prestato grande attenzione alle problematiche ambientali connesse all’attività dell’autotrasporto, spiega Mario Ambrogi fondatore di LC3, un settore il cui impatto ambientale è ancora oggi altissimo. Si pensi che solo in Italia lo spostamento di merci su gomma è riconosciuto come il massimo responsabile per ciò che concerne le emissioni inquinanti. Dati alla mano, nel 2013 le emissioni complessive del trasporto su strada sono state di quasi 100 Milioni di tonnellate di CO2: di queste il 35% sono attribuibili al trasporto merci stradale, di cui circa la metà al trasporto pesante”.

È evidente quindi, prosegue Michele Ambrogi presidente di LC3, come in questi ultimi anni sia cresciuta la consapevolezza di quanto questo settore possa rappresentare un driver decisivo nelle politiche europee di riduzione delle emissioni di gas serra e degli inquinanti atmosferici”.

La crescita di sensibilità delle aziende committenti verso i cosiddetti business sostenibili, capaci di garantire alti livelli qualitativi di servizio rispettosi dell’ambiente, ha trovato in LC3 l’interlocutore perfetto. L’azienda infatti, tra il 2009 e il 2012, riesce a sviluppare un grande know-how sui temi del green e sviluppa un percorso che pone le basi al progetto B.E.S.T. (Better Environment & Sustainable Transport) che prende corpo agendo su due fronti principali.

Quello della formazione, avviando un percorso di eccellenza dedicato agli autisti su guida sicura e risparmio energetico, a cura di tecnici qualificati e certificati, anche attraverso l’utilizzo del simulatore di guida e agli operatori al traffico per la riduzione dei chilometraggi a vuoto e conseguente efficientamento energetico.

Quello dell’innovazione: qui si rivela decisivo l’incontro con Iveco, grazie al quale il progetto metano liquido inizia a prendere forma; nel 2011 LC3 ottiene il sostegno per la disponibilità di motorizzazioni a LNG che metterà su strada a partire dal 2014: in meno di 2 anni sono oltre 40 i trattori stradali IVECO Stralis 330 CV di proprietà di LC3, con emissioni di CO2 e polveri sottili molto più basse dei trattori dotati di motori diesel Euro VI.

In questa maniera l’azienda, dal 2015, è in grado di fornire ai clienti che hanno condiviso il progetto B.E.S.T., i dati relativi alla riduzione delle emissioni e degli inquinanti relativamente ai km percorsi per loro conto con i veicoli a metano liquido. E non è tutto: nel 2012 l’azienda aveva presentato alla Regione Lombardia il progetto per la realizzazione del primo distributore a metano liquido in Italia. Un progetto che diventerà realtà due anni dopo a Piacenza grazie a ENI.

Dal 2015 LC3 è partner di Corridoio Blu, un progetto che fa capo alla Comunità Europea e che intende promuovere la realizzazione di ricerche, progetti e infrastrutture che favoriscano il ricorso all’uso del gas naturale liquido nel trasporto pesante. Nel 2016 l’azienda umbra è invitata a Parigi a rappresentare l’Italia in qualità di prima azienda di trasporto su gomma con veicoli a metano liquido.

A dicembre 2015 LC3 ha sottoscritto l’appello delle imprese italiane della Green Economy, redatto ed elaborato nell’ambito degli Stati Generali della Green Economy, per un efficace accordo internazionale sul clima alla Conferenza di Parigi 2015 (COP21). Inoltre, negli ultimi dodici mesi, l’azienda ha partecipato in qualità di relatrice a una serie di convegni e seminari in Italia e all’Estero.

Da quest’anno LC3 ha avviato assieme a Michelin Solutions – con la quale è in essere una collaborazione di lunga data – un progetto per testare i pneumatici specifici in base alla tipologia di trasporto. Questi test permettono di rilevare pressione e temperatura di ogni singolo pneumatico in tempo reale. A questo si aggiunge un percorso formativo dedicato agli autisti finalizzato a migliorare lo stile di guida e, conseguentemente, la sicurezza su strada. E sempre da quest’anno i primi veicoli a metano liquido di LC3 hanno cominciato a uscire dai confini nazionali.

Oggi la flotta LC3 è composta di 156 truck, di cui 40 a metano liquido, ai quali si aggiungono i nuovi 30 veicoli a metano liquido 400 CV e può contare su una rete di 8 filiali distribuite lungo tutto il centro-nord Italia in grado di presidiare l’intera rete autostradale del Paese e su un centro logistico all’avanguardia con sede a Piacenza, dotato di terminal container e un deposito a temperatura controllata.

Negli ultimi 5 anni il fatturato è raddoppiato tanto da superare nel 2016 i 40 milioni di euro. Un risultato che si deve agli investimenti che l’azienda ha realizzato tanto sui veicoli quanto sul capitale umano. Si pensi solo al fatto che grazie al progetto LNG i dipendenti sono cresciuti del 25% arrivando a 211 unità (e si prevede un ulteriore aumento del 20% entro due anni).

Il cambio automatizzato Scania Opticruise debutta sui veicoli a metano

L’interesse nei veicoli alimentati a metano sta rapidamente crescendo e Scania continua a rafforzare la sua posizione d’avanguardia introducendo soluzioni di trasporto sostenibile per differenti applicazioni. L’ultima di queste consiste nella possibilità di combinare il potente motore a metano 9 litri con lo Scania Opticruise. Questo permette a Scania di ampliare la sua offerta di soluzioni basate su CNG o LNG, ad esempio nel trasporto a lungo raggio.

“Prima non era possibile combinare i motori a metano con lo Scania Opticruise e i clienti dovevano necessariamente scegliere o il cambio manuale o quello totalmente automatico” ha sottolineato Magnus Höglund, Director Sustainable Solution. “Entrambe queste alternative sono tutt’ora disponibili, ma con l’ulteriore attrattiva dello Scania Opticruise per il trasporto a lungo raggio e la distribuzione regionale”.

Sia i clienti che i media di settore hanno elogiato il motore a metano Scania 9 litri a 5 cilindri. Esso è disponibile in due potenze, che combinano la guidabilità con bassi livelli di rumore e riducono notevolmente l’impatto ambientale. La coppia massima erogata di 1.600 Nm per la variante da 340 CV viene raggiunta già a 1.050 giri/min, evidenziando ancora una volta il carattere distintivo dei propulsori Scania.

“Stiamo sperimentando un aumento significativo nella domanda di veicoli alimentati a metano, sia negli stati con gli standard di emissioni Euro6 che in quelli con un abbondante fornitura di gas naturale” ha affermato Magnus Höglund. “La domanda europea è guidata principalmente da considerazioni ambientali: sia le istituzioni che i principali acquirenti hanno l’ambizione di migliorare la qualità dell’aria e ridurre l’inquinamento. Noi siamo in costante dialogo con i decisori più autorevoli sia a livello municipale che regionale, così come con i rappresentanti di importanti catene di distribuzione alimentare con lo scopo di ridurre l’impatto ambientale”.

Scania attualmente offre i motori a metano con la sua cabina P, G e Low Entry della gamma attuale. La migliore combinazione di motori, cambi e cabine per le varie applicazioni e operazioni è determinata grazie al dialogo diretto fra Scania con ogni singolo cliente sulla base delle sue esigenze. I motori alimentati a metano di Scania offrono prestazioni impareggiabili sia con il CNG (metano naturale compresso), che con l’LNG (metano naturale liquefatto) che anche con il biometano rinnovabile. In più, possono essere selezionate diverse capacità di serbatoio, arrivando a garantire la percorrenza di distanze fino a 1.100 km per ogni pieno con l’opzione LNG.

“Il nostro motore a metano 340 CV è in tutto e per tutto comparabile in performance con il nostro diesel della stessa potenza e sprigiona attualmente una coppia leggermente più alta” ha evidenziato Höglund. “Il fatto che adesso possiamo combinare il nostro motore 9 litri con lo Scania Opticruise, permette agli autisti del lungo raggio di avvantaggiarsi di un’ottima guidabilità con livelli di rumore decisamente bassi. Inoltre, i benefici ambientali che si ottengono grazie alla riduzione dei livelli di particolato e delle emissioni di CO2 sono estremamente rilevanti”.

Asfalti green, silenziosi e durevoli: A Rimini abbattimento di 5 decibel del rumore da traffico veicolare su un tratto di strada in asfalto con gomma riciclata da PFU

Un abbattimento della rumorosità da traffico veicolare di circa 5 decibel. E’ quanto registrato, previa misurazione scientifica, su un tratto di strada di 7000 mq a Rimini, realizzata con l’utilizzo di polverino di gomma derivante da PFU.

L’esperienza è stata al centro del convegno “Asfalti più green, silenziosi e durevoli: i risultati delle recenti esperienze italiane” organizzato da Ecopneus presso Ecomondo 2016. All’evento erano presenti Daniele Fornai, responsabile dello Sviluppo Impieghi e Normative Ecopneus, Andrea Succi, presidente Anthea, Gaetano Licitra, ARPAT – coordinatore Area Vasta Costa e Massimo Carassai, Steca S.p.A, coordinatore del progettoRebrife-Life.

Tra le varie esperienze oggetto del convegno, è di rilievo quella della pavimentazione stradale, realizzata nel 2016 in via Marecchiese a Rimini con asfalto in gomma riciclata da PFU, grazie alla quale sono stati recuperati 1200 pneumatici giunti a fine vita.

In questa via, dove il traffico è molto intenso, sono state effettuate indagini mirate a valutare le prestazioni acustiche della pavimentazione realizzata con il polverino di gomma. In collaborazione con Ecopneus e lo spin-off del CNR di Pisa iPOOL Srl, sono state realizzate due campagne di misurazione: la prima antecedentemente alla realizzazione della pavimentazione in polverino, allo scopo di caratterizzare lo stato ante-operam; la seconda invece, dopo circa tre mesi dalla stesa ed è stata utile per verificare le prestazioni acustiche. In questo modo è stato possibile quantificare sia la parte di beneficio acustico dovuta alla semplice riasfaltatura sia il reale contributo della pavimentazione a basso impatto acustico, misurato rispetto alla pavimentazione precedente e ad una realizzata contestualmente con asfalto normale. I risultati hanno confermato che, nei casi in cui il traffico è intenso e idealmente a velocità costante, si apprezzano particolarmente i benefici delle pavimentazioni a basso impatto acustico con polverino di gomma.

Le misurazioni infatti hanno confermato innanzitutto un abbattimento della rumorosità a bordo strada dei veicoli in transito a 50 km/h di circa 5 dB(A) tra lo stato anteoperam e la pavimentazione in polverino di gomma, riscontrato grazie almetodo SPB (Statistical Pass By, normato dalla ISO 11819-1) che verifica la rumorosità a bordo strada del transito dei veicoli a velocità costante.

Analogo beneficio acustico si verifica anche per i risultati con il metodo CPX (Close ProXimity index, normato dalla ISO 11819-2) che si basa sull’utilizzo di due microfoni posti in prossimità del punto di contatto tra la pavimentazione e un pneumatico standard del laboratorio mobile, per valutare direttamente e unicamente l’emissione acustica dovuta al rotolamento. Con questa misurazione si è registrato che per la pavimentazione in polverino di gomma c’è un’emissione da rotolamento a 50 km/h di circa 4 dB(A) inferiore allo stato anteoperam, contro la pavimentazione comune e coeva che riscontra un abbattimento di soli 2.5 dB(A).

Data la maggiore durabilità delle pavimentazioni in polverino, a fronte di un rapido degrado delle pavimentazioni comuni, i benefici di scegliere pavimentazioni in gomma riciclata da PFU sono davvero numerosi.

Nel corso del convegno sono state poi presentati anche i progetti Life Nereide e Rebrife-LIFE: il primo, nato dalla collaborazione tra ARPAT, Regione Toscana, Ecopneus, BRRC (Belgio) e Università d Pisa, che punta al reimpiego di PFU nelle pavimentazioni stradali insieme a materiale di riciclo e il secondo a un’applicazione su larga scala della fibra tessile proveniente dal recupero dei PFU, per la produzione di asfalti e compounds elastici.

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