CO2 da benzina e gasolio: ad ottobre calo del 4,5%

Le emissioni di CO2, derivate dall’uso di benzina e gasolio per autotrazione, a ottobre sono diminuite di 377.645 tonnellate rispetto allo stesso mese del 2015. In termini percentuali il calo è stato del 4,5%. Nel primi dieci mesi del 2016 il bilancio delle emissioni di CO2 derivate da benzina e gasolio vede un saldo negativo, con una diminuzione di quasi 700.000 tonnellate (680.228, per la precisione), che corrispondono allo 0,8% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Questi dati provengo da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati del Ministero dello Sviluppo Economico.
Secondo i dati diffusi dal Centro Ricerche Continental Autocarro sia le emissioni di CO2 provenienti da benzina sia quelle da gasolio sono diminuite da gennaio ad ottobre. Le prime, però, sono calate molto di più (-542.640 tonnellate) rispetto alle seconde (-137.588 tonnellate).

Mezzi pesanti: -25% di CO2 con i Sistemi di trasporto intelligenti

I Sistemi di trasporto intelligenti, detti anche ITS (o Intelligent Transportation Systems), sono tecnologie applicate ai veicoli e alle infrastrutture stradali in grado di consentire, attraverso la raccolta e l’elaborazione di dati, una più efficace gestione dei flussi di traffico e della mobilità. Lo studio di Ertico ed Acea ha dunque dimostrato come queste tecnologie determinano, come beneficio secondario ma non meno importante, anche una diminuzione delle emissioni di CO2. In particolare, nello studio vengono analizzate le applicazioni ITS che hanno le maggiori potenzialità per ridurre l’impatto ambientale del settore dei trasporti, specificando, ovviamente, che il loro contributo alla causa ambientale può essere più o meno significativo a seconda di fattori esterni come, ad esempio, il tipo di veicolo, il tipo di strada (urbana, extraurbana), il tipo di viaggio (a breve o lunga durata) o lo stile di guida.
Lo studio è stato quindi condotto su un campione rappresentativo di mezzi pesanti con PTT (peso totale a terra) superiore a 3,5 tonnellate, come veicoli industriali e autobus, che per loro conformazione consumano di più e sono potenzialmente più inquinanti.
Tra i principali Sistemi di Trasporto Intelligenti applicati ai veicoli vengono i citati i cosiddetti dispositivi di eco-routing (navigatori satellitari intelligenti che suggeriscono il percorso migliore per ottimizzare i consumi di carburante) e i sistemi di supporto alla guida ecologica (Eco-driving Support Service), i quali complessivamente garantiscono una riduzione media del 13% delle emissioni di CO2. Un’altra tecnologia come il Predictive Powertrain Control, sistema che rivela le caratteristiche del tracciato stradale che il veicolo deve affrontare intervenendo su regolazione della velocità, frenata e gestione del cambio, è in grado di ridurre i consumi di carburante e quindi le emissioni di CO2 del 5%.
Per quanto riguarda invece gli ITS applicati alle infrastrutture stradali, tra le soluzioni al momento più promettenti per limitare l’impatto sull’ambiente vi sono, sempre secondo lo studio, gli strumenti di gestione del traffico che regolano l’immissione dei veicoli in autostrada (-5% di CO2) e i sistemi di assistenza per la ricerca del parcheggio collegati in tempo reale ai navigatori dei veicoli (-2% di CO2). La somma delle percentuali di riduzione delle emissioni di CO2 per l’insieme delle applicazioni ITS citate dà, come si è detto in apertura, un totale del 25%.
Questi risultati positivi attestano dunque i vantaggi che gli ITS possono apportare all’ambiente in un’ottica di sviluppo sostenibile del settore dei trasporti. Inoltre, lo studio ha rilevato che gli ITS hanno un impatto molto positivo anche sulla sicurezza e in particolare sulla diminuzione di incidenti stradali, proprio perché tali tecnologie hanno una grande influenza sulla velocità di guida del veicolo, sui tempi di reazione, accelerazione e decelerazione.
Le tecnologie per l’Intelligent Transportation System, sottolinea l’Osservatorio Autopromotec, sono in continua evoluzione e rappresenteranno in futuro uno strumento sempre più indispensabile per rendere maggiormente sostenibile, efficiente e sicura la gestione della mobilità veicolare. In questo contesto, risulta fondamentale far comprendere l’importanza dei benefici e dei vantaggi di questi dispositivi. A questo scopo, un ruolo chiave può essere giocato dal settore dell’autoriparazione e dell’aftermarket automobilistico, con il suo costante sforzo di specializzazione tecnica e di aggiornamento sugli sviluppi tecnologici che stanno profondamente rivoluzionando il mondo dei trasporti e della mobilità nel suo complesso. Sono proprio questi i temi su cui, tra gli altri, si incentrerà la prossima edizione di Autopromotec, in programma a Bologna dal 24 al 28 maggio 2017.

I NEV (veicoli elettrici di prossimità), la nuova mobilità urbana di persone e merci

I NEV sono sinonimo di praticità, robustezza, zero emissioni ed economicità di gestione e manutenzione. Sono adattati a districarsi con agilità e sicurezza nei centri urbani (su strade strette e trafficate) o in aree private (complessi industriali, alberghi, università, parchi divertimento, resort etc); grazie alla loro flessibilità e personalizzazione sono ideali per i servizi di igiene urbana (dallo spazzamento manuale, allo svuotamento dei cestini, la raccolta rifiuti, la manutenzione del verde e i servizi cimiteriali), ma anche per i servizi di consegna merci e logistica dell’ultimo miglio o semplicemente per spostarsi in città  (come con il nuovo GEM e2, il veicolo elettrico con il più elevato comfort nella gamma). Hanno un’autonomia che arriva fino a 200 km (è il caso del Goupil G5 Lithium – il veicolo elettrico commerciale versatile), una capacità di carico fino a 1.226 kg (come il Goupil G4, l’innovativo veicolo elettrico da lavoro ora disponibile anche con batterie al litio), una capacità di traino fino a 3.000 kg (è il caso del Goupil G1, il veicolo ideale per l’industria e lo stoccaggio delle merci) e una velocità massima di 50 km/h.

Exelentia (società leader nazionale per la mobilità di prossimità a zero emissioni e i servizi ai Comuni, alle municipalizzate e alle aziende, già membro dell’Associazione europea NEV MOBILITY EUROPE – www.nevmobility.eu -, vanta un’esperienza quasi decennale proprio nel settore dei NEV – Neighborhood Electric Vehicles), ha presentato in anteprima italiana assoluta a Ecomondo il nuovo Goupil G4, il veicolo elettrico per i servizi di igiene urbana, oltre che i modelli 2017 dei marchi Goupil e GEM (Goupil G5 Lithium, Goupil G1 e GEM e2).

Il nuovo GOUPIL G4 è l’innovativo veicolo a zero emissioni disponibile anche con batterie al litio. Fino a 135 km di autonomia, una capacità di carico fino a 1.226 kg (unica nel settore) e una velocità massima di 50 Km/h. Ideale per i servizi di igiene urbana (dallo spazzamento manuale, allo svuotamento dei cestini, la raccolta rifiuti, la manutenzione del verde e i servizi cimiteriali), per la manutenzione degli edifici e i servizi di consegna, è disponibile con diversi allestimenti, tra i quali il cassone fisso o ribaltabile (che può ospitare fino a 2 euro-pallet); la vasca per la raccolta rifiuti, che può anche essere abbinata ad un’idropulitrice ad alta pressione oppure ad un armadio di rassettamento. Le vasche, inoltre, sono dotabili di alza e volta bidoni.

Ad Ecomondo è stato esposto anche il GOUPIL G5 Lithium, il veicolo commerciale versatile, disponibile con batterie al piombo o al litio, un’autonomia fino a 200 km, una velocità massima di 50 km/h, una larghezza massima di 150 cm e una capacità di carico fino a 1.000 kg.Il GOUPIL G5 al litio, omologato come autocarro, è realizzato per gli impieghi più esigenti. La versione con il pianale ribaltabile e i rialzi grigliati amovibili per il carico in altezza offre un’impareggiabile versatilità e modularità di carico. È ideale per la raccolta e il trasporto dei bidoni, la consegna di materiali da costruzione e il trasporto di attrezzature. E’ anche possibile equipaggiare il GOUPIL G5 con il kit di irrigazione/idropulitrice con serbatoio da 500 litri oppure con una serie di kit specifici (acqua calda ad alta pressione, vaporizzatori per prodotti diserbanti, …). Anche in questo caso (come nel G4) le vasche sono dotabili di alza e volta bidoni.

Il veicolo perfetto per l’industria, i siti di stoccaggio delle merci, le strutture ricettive, i resort, parchi, zoo, università e agriturismi è, invece, il GOUPIL G1. Fino a 1.100 kg di carico utile (e con una capacità di traino di 3.000 kg), è il mezzo adatto per chi ha necessità di lavorare con carichi pesanti e movimentare con i carrelli roulotte, imbarcazioni o qualsiasi attrezzatura specifica. Convertibile facilmente da 2 a 4 posti, è compatto, manovrabile (con raggio di sterzata di 3,20 mt), efficiente e silenzioso. Apprezzato per la potenza e l’affidabilità, è in grado di muoversi con agilità negli spazi ridotti di industrie e magazzini di stoccaggio merci.

Infine il veicolo elettrico con il più elevato comfort nella gamma è rappresentato dal GEM e2: spazioso, comodo e omologato anche per la circolazione stradale, ha contenuti costi di funzionamento (2€ per 100 km). Grazie agli sportelli rigidi permette di viaggiare in sicurezza e protetti dalle intemperie. L’accesso all’abitacolo è molto confortevole e spazioso grazie all’ergonomicità della cabina e la regolazione dei sedili migliora la sicurezza e la comodità dei passeggeri. Il look moderno e sfizioso ne fa un mezzo versatile e adatto anche per gli spostamenti quotidiani nelle smart cities.

Le nuove tecnologie per la gestione del traffico vanno in scena a Verona

Si è tenuto oggi a Verona il convegno “Dalla sbarra al flusso libero: tecnologie e sistemi free flow per la rilevazione del transito”. L’incontro è stato organizzato in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri di Verona da A4 Mobility S.r.l. e Kapsch TrafficCom S.r.l., due società leader nel campo degli ITS (Intelligent Transport Systems), ovvero le tecnologie per la gestione intelligente del traffico, che in un futuro prossimo diverranno di comune utilizzo. L’obiettivo era presentare le caratteristiche e i vantaggi dei sistemi di rilevazione a flusso libero, che si prestano ad applicazioni d’avanguardia in diversi contesti stradali, tra cui la riscossione del pedaggio senza la necessità di dover fermare i veicoli al tradizionale casello autostradale, o la gestione automatizzata degli accessi alle zone a traffico limitato nei centri urbani.

Sono intervenuti Olga Landolfi, Segretario Generale di TTS Italia, l’associazione di categoria di riferimento per le nuove tecnologie del traffico; Paolo Rondo-Brovetto, Professore Ordinario dell’Università di Klagenfurt; Paolo Balan, Direttore Tecnico di A4 Mobility; Andreas Hummer, Direttore Generale di Kapsch TrafficCom Italia; Andrea Renso, Dirigente responsabile della direzione Trasporti di Technital S.p.A.; Bruno Pezzuto, Mobility Manager del Comune di Verona e un portavoce di Abertis. Il Prof. Federico Rupi, Professore associato confermato del dipartimento di ingegneria civile, chimica, ambientale e dei materiali dell’Università di Bologna, ha moderato gli interventi che si sono concentrati sugli ITS e i Sistemi Free Flow nel contesto tecnologico e normativo italiano e nelle linee guida della Comunità Europea, sui suoi molteplici ambiti di applicazione in contesti urbani e interurbani.

Un sistema free flow in ambito interurbano è tipicamente composto da portali posti lungo la carreggiata a diversi km di distanza su cui sono montate delle telecamere, che leggono le targhe, e delle antenne DSRC, che comunicano con i dispositivi di bordo posti sul cruscotto dei veicoli. I dati raccolti vengono inviati a un sistema informatico centrale che calcola i pedaggi in base ai km effettivamente percorsi e gestisce la fatturazione addebitando il passaggio. Questo tipo di sistema è già utilizzato con successo in Australia, Austria, Cile, Polonia, Repubblica Ceca e Stati Uniti.

“È infatti in ambito internazionale che A4 Mobility ha testato in primis questi sistemi” ha commentato il Direttore Tecnico Paolo Balan “Soprattutto nel corso di quest’anno siamo stati impegnati in studi a favore dei mercati turco e statunitense dove il free flow è oggetto di particolare attenzione oltre che utilizzo. Le prospettive di evoluzione a livello mondiale sono molto allettanti e sapranno offrire agli operatori e ai viaggiatori innumerevoli vantaggi.”

I vantaggi del sistema free flow in ambito interurbano sono stati ben descritti durante l’incontro. L’eliminazione dei caselli determina una riduzione delle emissioni perché non ci sono più code e rallentamenti, oltre a un grande risparmio in termini di suolo occupato e di costi di manutenzione. È inoltre più facile costruire entrate ed uscite, promuovendo un utilizzo efficiente dell’infrastruttura. In un sistema free flow si possono infine facilmente integrare le funzioni di sicurezza, infomobilità e pianificazione del traffico, poiché i sensori che registrano il passaggio dei veicoli sono anche in grado di raccogliere informazioni sulle caratteristiche della circolazione, tra cui velocità e tipologia di veicoli o densità del traffico.

Paolo Rondo-Brovetto ha presentato gli aspetti regolatori diretti e indiretti collegati all’introduzione dei sistemi free flow. Si è soffermato in particolare sull’evoluzione delle normative europea ed italiana che regolano sia gli aspetti tecnici, sia quelli amministrativi ed economici dei servizi di tele pedaggio in un mercato libero. “Con l’apertura ai sistemi free flow, che anche l’Italia ha avviato in questi ultimi anni, l’opportunità è duplice sia per stimolare il rinnovamento tecnologico in ambito autostradale sia per adottare soluzioni innovative in linea con gli standard internazionali anche al di fuori dell’ambito autostradale, poiché questi sistemi possono essere facilmente estesi per monitorare il traffico ai fini della sicurezza, gestire l’infomobilità e trovare applicazione anche in ambito urbano.  L’introduzione di sistemi free flow in Italia avrebbe infine come potenziale effetto la riduzione dei costi di ownership dei sistemi di pedaggiamento e l’aumento della competitività del sistema paese”, ha concluso Rondo-Brovetto.

Queste nuove tecnologie portano molti vantaggi, inoltre, anche nella gestione del traffico cittadino. Andreas Hummer, Direttore Generale di Kapsch TrafficCom Italia, la società che per prima ha inventato un sistema per la gestione automatizzata degli accessi alle ZTL nel centro di Bologna, ha ricordato: “Benché il free flow sia tecnicamente possibile da molti anni, è solo recentemente, con il concetto di smart city e smart mobility, che si sta iniziando a sfruttare a pieno e integrare tutte le sue possibili applicazioni. In futuro, i dispositivi di bordo per il pagamento dell’autostrada potranno essere gli stessi per pagare le congestion charge, accedere al parcheggio dell’ufficio o a quello di casa. Inoltre, questa tecnologia è anche alla base della guida autonoma, di cui oggi tanto si parla, quindi un passo necessario per portarci alla gestione del traffico del futuro, che sarà totalmente automatizzato e sicuro”.

PROGETTO INBLUE, I TIR DEL FUTURO DIVENTANO ECOSOSTENIBILI

Il trasporto merci del futuro sarà all’insegna della sensibilità ambientale. Una flotta di 156 veicoli, il 26% dei quali alimentati a metano liquido (GNL) che diventeranno il 70% (oltre due terzi del totale) entro il 2018, quando in tutto saranno quasi 200. Una riduzione, nel solo 2016, di circa il 10% in termini di emissioni di CO2, pari a quasi 1 milione di kg di biossido di carbonio, che diventeranno 10 milioni nell’arco di due anni con l’adozione dei nuovi veicoli a biometano liquido, e in parallelo una diminuzione nell’esalazione di polveri sottili (PM) da 31 milioni di mg a circa 103 milioni in due anni.

Sono solo alcuni numeri del programma INBLUE, l’esperienza che sta mettendo in atto l’azienda umbra LC3 Trasporti, prima realtà in Italia che, grazie all’utilizzo di veicoli a metano liquido e all’adozione di una serie di pratiche virtuose, si pone oggi come prima azienda sostenibile di trasporto merci su gomma nel nostro paese.

Il progetto è stato presentato venerdì 18 novembre, a Gubbio, in occasione del Convegno dal Titolo “L’utilizzo del Metano e Biometano nel Trasporto Merci su Gomma”, alla presenza di Riccardo Nencini, Viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti e di Giuseppe Chianella, Assessore Infrastrutture, trasporti e Mobilità Urbana della Regione Umbria.

LC3 (acronimo di Logicompany3) ha sede a Gubbio, in Umbria, e nasce ufficialmente nel 2009 su impulso dell’attuale general manager Mario Ambrogi, operando nel settore dell’autotrasporto (anche a temperatura controllata) e nel trasporto container.

Fin dall’inizio l’azienda ha prestato grande attenzione alle problematiche ambientali connesse all’attività dell’autotrasporto, spiega Mario Ambrogi fondatore di LC3, un settore il cui impatto ambientale è ancora oggi altissimo. Si pensi che solo in Italia lo spostamento di merci su gomma è riconosciuto come il massimo responsabile per ciò che concerne le emissioni inquinanti. Dati alla mano, nel 2013 le emissioni complessive del trasporto su strada sono state di quasi 100 Milioni di tonnellate di CO2: di queste il 35% sono attribuibili al trasporto merci stradale, di cui circa la metà al trasporto pesante”.

È evidente quindi, prosegue Michele Ambrogi presidente di LC3, come in questi ultimi anni sia cresciuta la consapevolezza di quanto questo settore possa rappresentare un driver decisivo nelle politiche europee di riduzione delle emissioni di gas serra e degli inquinanti atmosferici”.

La crescita di sensibilità delle aziende committenti verso i cosiddetti business sostenibili, capaci di garantire alti livelli qualitativi di servizio rispettosi dell’ambiente, ha trovato in LC3 l’interlocutore perfetto. L’azienda infatti, tra il 2009 e il 2012, riesce a sviluppare un grande know-how sui temi del green e sviluppa un percorso che pone le basi al progetto B.E.S.T. (Better Environment & Sustainable Transport) che prende corpo agendo su due fronti principali.

Quello della formazione, avviando un percorso di eccellenza dedicato agli autisti su guida sicura e risparmio energetico, a cura di tecnici qualificati e certificati, anche attraverso l’utilizzo del simulatore di guida e agli operatori al traffico per la riduzione dei chilometraggi a vuoto e conseguente efficientamento energetico.

Quello dell’innovazione: qui si rivela decisivo l’incontro con Iveco, grazie al quale il progetto metano liquido inizia a prendere forma; nel 2011 LC3 ottiene il sostegno per la disponibilità di motorizzazioni a LNG che metterà su strada a partire dal 2014: in meno di 2 anni sono oltre 40 i trattori stradali IVECO Stralis 330 CV di proprietà di LC3, con emissioni di CO2 e polveri sottili molto più basse dei trattori dotati di motori diesel Euro VI.

In questa maniera l’azienda, dal 2015, è in grado di fornire ai clienti che hanno condiviso il progetto B.E.S.T., i dati relativi alla riduzione delle emissioni e degli inquinanti relativamente ai km percorsi per loro conto con i veicoli a metano liquido. E non è tutto: nel 2012 l’azienda aveva presentato alla Regione Lombardia il progetto per la realizzazione del primo distributore a metano liquido in Italia. Un progetto che diventerà realtà due anni dopo a Piacenza grazie a ENI.

Dal 2015 LC3 è partner di Corridoio Blu, un progetto che fa capo alla Comunità Europea e che intende promuovere la realizzazione di ricerche, progetti e infrastrutture che favoriscano il ricorso all’uso del gas naturale liquido nel trasporto pesante. Nel 2016 l’azienda umbra è invitata a Parigi a rappresentare l’Italia in qualità di prima azienda di trasporto su gomma con veicoli a metano liquido.

A dicembre 2015 LC3 ha sottoscritto l’appello delle imprese italiane della Green Economy, redatto ed elaborato nell’ambito degli Stati Generali della Green Economy, per un efficace accordo internazionale sul clima alla Conferenza di Parigi 2015 (COP21). Inoltre, negli ultimi dodici mesi, l’azienda ha partecipato in qualità di relatrice a una serie di convegni e seminari in Italia e all’Estero.

Da quest’anno LC3 ha avviato assieme a Michelin Solutions – con la quale è in essere una collaborazione di lunga data – un progetto per testare i pneumatici specifici in base alla tipologia di trasporto. Questi test permettono di rilevare pressione e temperatura di ogni singolo pneumatico in tempo reale. A questo si aggiunge un percorso formativo dedicato agli autisti finalizzato a migliorare lo stile di guida e, conseguentemente, la sicurezza su strada. E sempre da quest’anno i primi veicoli a metano liquido di LC3 hanno cominciato a uscire dai confini nazionali.

Oggi la flotta LC3 è composta di 156 truck, di cui 40 a metano liquido, ai quali si aggiungono i nuovi 30 veicoli a metano liquido 400 CV e può contare su una rete di 8 filiali distribuite lungo tutto il centro-nord Italia in grado di presidiare l’intera rete autostradale del Paese e su un centro logistico all’avanguardia con sede a Piacenza, dotato di terminal container e un deposito a temperatura controllata.

Negli ultimi 5 anni il fatturato è raddoppiato tanto da superare nel 2016 i 40 milioni di euro. Un risultato che si deve agli investimenti che l’azienda ha realizzato tanto sui veicoli quanto sul capitale umano. Si pensi solo al fatto che grazie al progetto LNG i dipendenti sono cresciuti del 25% arrivando a 211 unità (e si prevede un ulteriore aumento del 20% entro due anni).

Il cambio automatizzato Scania Opticruise debutta sui veicoli a metano

L’interesse nei veicoli alimentati a metano sta rapidamente crescendo e Scania continua a rafforzare la sua posizione d’avanguardia introducendo soluzioni di trasporto sostenibile per differenti applicazioni. L’ultima di queste consiste nella possibilità di combinare il potente motore a metano 9 litri con lo Scania Opticruise. Questo permette a Scania di ampliare la sua offerta di soluzioni basate su CNG o LNG, ad esempio nel trasporto a lungo raggio.

“Prima non era possibile combinare i motori a metano con lo Scania Opticruise e i clienti dovevano necessariamente scegliere o il cambio manuale o quello totalmente automatico” ha sottolineato Magnus Höglund, Director Sustainable Solution. “Entrambe queste alternative sono tutt’ora disponibili, ma con l’ulteriore attrattiva dello Scania Opticruise per il trasporto a lungo raggio e la distribuzione regionale”.

Sia i clienti che i media di settore hanno elogiato il motore a metano Scania 9 litri a 5 cilindri. Esso è disponibile in due potenze, che combinano la guidabilità con bassi livelli di rumore e riducono notevolmente l’impatto ambientale. La coppia massima erogata di 1.600 Nm per la variante da 340 CV viene raggiunta già a 1.050 giri/min, evidenziando ancora una volta il carattere distintivo dei propulsori Scania.

“Stiamo sperimentando un aumento significativo nella domanda di veicoli alimentati a metano, sia negli stati con gli standard di emissioni Euro6 che in quelli con un abbondante fornitura di gas naturale” ha affermato Magnus Höglund. “La domanda europea è guidata principalmente da considerazioni ambientali: sia le istituzioni che i principali acquirenti hanno l’ambizione di migliorare la qualità dell’aria e ridurre l’inquinamento. Noi siamo in costante dialogo con i decisori più autorevoli sia a livello municipale che regionale, così come con i rappresentanti di importanti catene di distribuzione alimentare con lo scopo di ridurre l’impatto ambientale”.

Scania attualmente offre i motori a metano con la sua cabina P, G e Low Entry della gamma attuale. La migliore combinazione di motori, cambi e cabine per le varie applicazioni e operazioni è determinata grazie al dialogo diretto fra Scania con ogni singolo cliente sulla base delle sue esigenze. I motori alimentati a metano di Scania offrono prestazioni impareggiabili sia con il CNG (metano naturale compresso), che con l’LNG (metano naturale liquefatto) che anche con il biometano rinnovabile. In più, possono essere selezionate diverse capacità di serbatoio, arrivando a garantire la percorrenza di distanze fino a 1.100 km per ogni pieno con l’opzione LNG.

“Il nostro motore a metano 340 CV è in tutto e per tutto comparabile in performance con il nostro diesel della stessa potenza e sprigiona attualmente una coppia leggermente più alta” ha evidenziato Höglund. “Il fatto che adesso possiamo combinare il nostro motore 9 litri con lo Scania Opticruise, permette agli autisti del lungo raggio di avvantaggiarsi di un’ottima guidabilità con livelli di rumore decisamente bassi. Inoltre, i benefici ambientali che si ottengono grazie alla riduzione dei livelli di particolato e delle emissioni di CO2 sono estremamente rilevanti”.

Calendario divieti mezzi pesanti: ANITA e UNATRAS disapprovano le scelte del MIT

ANITA e UNATRAS criticano duramente le proposte del MIT sul
calendario 2017 dei divieti di circolazione dei veicoli pesanti adibiti al trasporto
di merci che ricalcano una impostazione basata su vecchie logiche, frenano la
produttività, minano la timida ripresa economica in atto e sono in controtendenza
rispetto alle mutate esigenze del mondo dell’industria e del commercio. Tutto il
comparto produttivo necessita di un efficiente sistema logistico per la
distribuzione delle merci che non può essere interrotto ogni qualvolta si riversano
sulle strade i "vacanzieri".

Il settore del trasporto e della logistica chiede da anni una sostanziale revisione
del calendario dei divieti che risulta ormai datato e non rispondente alle esigenze
del mondo produttivo e distributivo, per un recupero di competitività delle imprese
attraverso la riduzione complessiva delle giornate di divieto, in particolare quelle
infrasettimanali non coincidenti con festività, pur nel rispetto della sicurezza
della circolazione che il calendario intende tutelare. L'Italia presenta il maggior
numero di giornate di divieto della circolazione rispetto a tutti gli altri paesi
UE, alcuni dei quali – come Olanda e Danimarca – addirittura non fissano nessun
divieto di circolazione durante l'anno.

Ancora una volta si è dovuto registrare non solo il mantenimento di tali giornate,
ma anche una qualche remora a ricercare soluzioni alternative, che pure potrebbero
essere adottate, come quella di prevedere che nelle giornate non festive incluse nel
calendario sia disposto un divieto di sorpasso sulle autostrade e sulle strade a due
corsie in alternativa al divieto di circolazione.

Anche sotto il profilo delle scelte di sistema del trasporto intermodale, le
Associazioni hanno dovuto registrare una ferma presa di posizione
dell’Amministrazione contraria ad una maggiore apertura della deroga per il
trasporto combinato terrestre e marittimo.
Se davvero il sistema logistico nazionale è uno degli asset strategici per il
rilancio economico del Paese, allora occorre eliminare ogni limitazione alla
circolazione delle merci e ci aspettiamo che il Ministro Delrio assuma scelte
coerenti che vadano in tale direzione.

Debutta ad Ecomondo il primo Ibrido Euro6 Scania

Stiamo assistendo ad un’accelerazione del processo di urbanizzazione: a livello globale, infatti, sono sempre di più le persone che preferiscono vivere nelle aree urbane, con un’espansione costante delle città ed una crescita della distribuzione delle merci e della raccolta rifiuti. Ciò significa che è proprio nei centri urbani che si concentrano le sfide per uno sviluppo sostenibile.

Al fine di soddisfare le sfide associate al trasporto in città e dare una risposta concreta ai volumi crescenti di merci e all’aumento costante del traffico nelle ore di punta, con conseguente congestione dei centri urbani, Scania ha pensato bene di creare una soluzione di trasporto che consenta di ampliare la finestra temporale in cui operare nei centri urbani, includendo le ore notturne. Una soluzione che prende forma nel veicolo ibrido, il primo autocarro in produzione seriale ad abbinare al motore diesel Euro6 l’energia elettrica, oltre alla possibilità di utilizzare 100% biodiesel o HVO.
Silenzioso ed ecologico
Silenzioso ed ecologico: sono questi i tratti distintivi del nuovo veicolo Euro6 a motore ibrido. La silenziosità permette di estendere la finestra temporale nella quale vengono svolti i servizi di distribuzione urbana o raccolta rifiuti. Un risparmio medio sui consumi del 18% e un potenziale abbattimento delle emissioni di CO2 fino al 92% (grazie all’utilizzo di HVO) garantiscono i massimi livelli di sostenibilità. Un ulteriore risparmio di carburante è garantito inoltre dalla funzione Stop-Start, che gestisce automaticamente lo spegnimento e la successiva riaccensione del motore diesel nelle situazioni di basso prelievo di potenza.
Funziona in modalità completamente elettrica
La guida in modalità completamente elettrica, anche grazie ad un servosterzo elettro-idraulico, consente un’autonomia media di 2 km: il giusto bilanciamento tra energia utilizzabile e vita operativa della batteria agli ioni di litio. Inoltre, l’autocarro ibrido Scania ha ottenuto la certificazione Piek Light che prevede un livello sonoro inferiore a 72 dB(A).
Il motore elettrico: il cuore del nuovo ibrido Euro6
Il motore elettrico sincrono è integrato nel cambio automatizzato a 12 marce E-GRS895 controllato dallo Scania Opticruise a 2 pedali. Assolve a tre funzioni: recupera l’energia in frenata, funge da propulsore in modalità completamente elettrica ed anche da rallentatore. Eroga una potenza di 176 CV ed una coppia di 1.050 Nm e coadiuva il motore diesel. Quest’ultimo è uno Scania a 5 cilindri da 9 litri e 320 CV alimentabile a diesel, a biodiesel o ad HVO.  L’abbinamento tra motore elettrico e diesel garantisce un’eccellente guidabilità e dei cambi marcia rapidi e fluidi.

Ecomondo 2016 : Circular & Green Economy Mood !

Questa la positiva fotografia del salone organizzato da Italian Exhibition Group SpA (la nuova società nata dall’integrazione tra Rimini Fiera e Fiera di Vicenza), e inaugurato dal Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.

105.574 (+2% rispetto al 2015) i visitatori alla Fiera di Rimini nelle quattro giornate, del salone oltre 11.000 stranieri. Numeri che raccontano di un succeso indiscutibile ma anche di un?italia protagonista sulla scena internazionale in uno  dei campi focali per il futuro mondiale : la green economy

Un salone in costante crescita

Qualità e internazionalità del business esaltano il giudizio diffuso fra espositori e visitatori. Continuano a crescere le sezioni innovative e si registra il segnale delle manifestazioni di successo: la prenotazione degli spazi per la prossima edizione.

“In questi venti anni – dichiara Lorenzo Cagnoni, Presidente di Italian Exhibition Group – abbiamo saputo accompagnare la straordinaria performance della green economy italiana. Le imprese sono state protagoniste di una vetrina di eccellenza affacciata sul mondo; un’opportunità di business, di relazioni e di conoscenza ad un livello elevatissimo testimoniato dalla presenza del Governo e dell’Unione Europea. Ora la sfida è diffondere questo protagonismo nel mondo: dopo quella brasiliana, Ecomondo nel 2017 organizzerà un’edizione in Cina”.

Numeri da record

Numeri da record per le iniziative in programma: oltre 1200 imprese su 113.000 mq della Fiera di Rimini; centinaia di seminari, aperti dagli Stati Generali della Green Economy, con mille relatori; 550 buyers protagonisti di 4.500 incontri d’affari; 520 i giornalisti accreditati in sala stampa e, ad oggi, 163 milioni di contatti media grazie alla grande attenzione delle testate generaliste e di settore; eco amplificata dai social.

“Ad Ecomondo sono stati dibattuti i qualificati contenuti della Commissione Europea – commenta il Prof. Fabio Fava, responsabile del Comitato Tecnico Scientifico – inoltre è stato definito un programma italiano per lo sviluppo della bioeconomia”.

“Il mondo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica che si è ritrovato a Key Energy – spiega Gianni Silvestrini, Presidente del Comitato scientifico – è in gran movimento. Le imprese dovranno offrire il loro contributo per avere la metà della produzione elettrica da fonti green e raggiungere nuovi traguardi”.

Due aziende leader negli indici Dow Jones sulla sostenibilità insieme per inaugurare una stazione LNG-CNG

Gli Stralis Iveco alimentati a Gas Naturale Liquefatto (LNG) hanno fatto da cornice alla cerimonia
inaugurale della sesta stazione italiana LNG, che si è svolta a Gera Lario (Como) alla presenza di
Pierre Lahutte, Iveco Brand President, Matteo Lorenzo De Campo, Amministratore Delegato del
Gruppo Maganetti e Stefano Agostini, Amministratore Delegato del Gruppo Sanpellegrino.
L’evento è stata l’occasione per presentare il progetto “LNG Valtellina Logistica Sostenibile”,
fortemente voluto dal Gruppo Maganetti, leader logistico in Provincia di Sondrio, ideato in
collaborazione con Levissima – Gruppo Sanpellegrino.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere un servizio di trasporto merci su gomma sostenibile
dal punto di vista ambientale che pone al centro l’utilizzo del gas naturale liquefatto (LNG) come
alternativa al Diesel e alla benzina e, quindi, i veicoli Iveco alimentati a LNG. Questa scelta si basa
sulla possibilità di generare un risparmio dal punto di vista ambientale ed economico, visto il minor
costo del gas naturale liquefatto, a parità di rendimento energetico, bilanciando quindi le spese di
investimento legate all’adeguamento tecnologico.
Nel corso della cerimonia sono stati messi in evidenza i vantaggi del gas naturale liquefatto,
carburante oggi concretamente disponibile anche per i mezzi pesanti, come testimoniato dall’Iveco
Nuovo Stralis NP AS440S40T/P LNG esposto alla cerimonia. Il Nuovo Stralis NP è il primo veicolo
a gas naturale progettato per missioni di lunga distanza, dotato di motore Iveco Cursor 9 da 400 Cv,
cambio Eurotronic e doppio serbatoio di LNG, con capacità di 540 litri ciascuno, in grado di garantire
fino a 1500 km di autonomia.

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Guidare senza patente di guida, da oggi non sarà più reato

Seguendo alcune trasmissioni televisive, in qui era presente il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, si è appreso che la cancellazione del reato di guida senza patente è ormai imminente. Da f[...]
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