LETTERA APERTA DI UNA CAMIONISTA

di Pappadia Tiziana, autista di Autoarticolati

Questo post e’ dedicato a tutte quelle PERSONE, autisti e autotrasportatori, che hanno lasciato le loro famiglie nella disperazione perche sono morti su strade e autostrade italiane e non, soli, nello svolgimento del loro importante ed essenziale lavoro, o stroncati da infarti per il troppo stress, accumulato nel tempo che comporta questo mestiere,  svolto per anni e anni…

…perche’ siamo esseri umani, come tutti, perche’ anche noi abbiamo famiglie, figli, mogli/mariti che ci aspettano e che stanno in ansia per noi finchè non torniamo… perche’ e’ un mestiere difficile, USURANTE e pericoloso, oggi piu’ stressante che mai…. perche’ non riusciamo a riposare per paura di furti e aggressioni,perche’ viviamo in mezzo alle strade e con sacrifici enormi, svolgiamo il nostro lavoro…non rispettati, non considerati, perseguitati e poi.. dimenticati !! Tra il 2015 e quest’anno, sono tanti , un numero impressionante di circa tre al giorno, i nostri morti e feriti gravi, in aumento gli incidenti per malori e infarti. Questo anche perche’ se ci sentiamo male con i nostri “bestioni” non possiamo arrivare in un punto medico, spesso situati in centro citta’ o paesi.. perche’ il nostro lavoro di responsabilita’ non ci permette spesso di andare a fare una serie di accertamenti che richiedono tempo e permessi che non possiamo permetterci ne’ noi ne’ le aziende che sono gia’ in difficolta’ per pagare gli autisti date l’enorme mole di tasse e spese che gravano sull’autotrasporto… aiuterebbero molto punti medici negli Autogrill ma li’ gia’ non funziona nulla, figuriamoci mettere dei medici… Leggi il resto di questo articolo »

DEDICATO

Ai camionisti appassionati. Agli irriducibili come Te. A chi non siete mai piaciuti. A chi non vi ha capito…chissà poi perché!

A chi guarda negli specchi, una strada che non riconosce più. A chi non ha più specchi e nonostante questo resiste anche di più!

A chi ha lavorato. A chi è stato lasciato solo. Ma si è tirato su!

A chi ha cercato la maniera e non gliel’hanno lasciata trovare mai.

Alle vostre facce nella notte, calore che non si spegne mai

Dedicato a chi ha paura e a chi ci prova ma non riesce a non fare guai

Dedicato a quelli brutti, sporchi e cattivi

A quei bisonti che poi così cattivi non sono mai

Per chi vi vuole quella volta sola e poi non vi cerca più

Dedicato a chi  ha capito che il gioco è finito

E margine non intendete lasciarne più

Ai vostri pensieri

A come era essere camionari ieri

E anche per chi ancora c’è

E questa piccola narrazione non può mica finire qui

Manca giusto un’altra  emozione

Dedicato all’amore

Quello che ancora vi inchioda lì

Ai vostri pensieri

A come era essere camionari ieri

E anche per chi ancora una volta c’è

BUON NATALE !

Elettro Odissee

Venerdì sera. Milano. Piena di entusiasmo mi accingo a vivere  alcune  settimane come un cittadino modello dotato di coscienza ecologica a 5 stelle e di conseguente veicolo  full ellectric di ultima generazione con cui muoversi  nel perimetro urbano: nello specifico una peugeot ION.

I veicoli elettrici  attualmente in comercio hanno generalmente (quando sono omologati come auto) due modalità possibili di ricarica: una presa 220 normalissima per la cosidetta ricarica lunga (7/8) che  richiede il possesso di un garage, condizione non così comune come sembra tra gli strati della popolazione cittadina realmente dotati di coscienza ecologica, oppure il possesso di un cavo 380 per la ricarica veloce del non trascurabile valore di circa 400 euro che va  collegato alle colonnine elettriche di ricarica disponibili sul territorio urbano. E qui inizia l’odissea.

Venerdì mattina, constatato che il veicolo ha un’autonomia residua di poco più di 10 km, inizio a verificare le informazioni da me reperite circa la presenza di colonnine di ricarica sul territorio  della città di  Milano. Il sito www.colonninelettriche.it è estremamente efficace e da una mappatura ricca di oltre 50 punti di ricarica. Peccato che quando  si procede nella verifica di questi punti con maggiore profondità si scopre che la maggior parte sono dell’A2A e non sono disponibili e utilizzabili dai cittadini che non abbiano  sottoscrittto un abbonamento con il suddetto gestore. Leggi il resto di questo articolo »

Riceviamo e Pubblichiamo

Riceviamo da Gaudenzio Babolin e pubblichiamo volentieri perché crediamo nella libertà di espressione e siamo soliti dare spazio alle opinioni di tutti :

Cari amici, leggo ora con dispiacere quanto scritto dal SIG; JOOP il quale non è+ il presidente di AZIONE NEL TRASPORTO ITALIANO ; bensì di ACTIE DE TRASPORT , i due gruppi non hanno nulla in comune ne noi Italiani abbiamo mai firmato nulla col gruppo Olandese , il scudetto sig. JOOP mi accusa a suo dire di personali scopi ?? Bene lunedì mattino mi recherò’ al più vicino posto di polizia postale e denuncerò’ tale accusa, non comprovata da nessun elemento valido a supporto , ma si tratta di mera diffamazione, non voglio dilungarmi in una polemica sterile e innutile che non ha scopo alcuno e non serve al trasporto Tuttavia sono amareggiato di tale comportamento subdolo e senza preavviso alcuno ne dialogo con me stesso , entro pochi attimi denuncio anche al Social Networks FACEBOOK l’appropriazione indebita di una pagina ITALIANA e ribadisco ITALIANA da me creata con lo scopo ultimo di aiutare il trasporto a tale scopo la denuncia verrà estesa anche al sig Srdjan_Sergio Grujic il quale ora gestisce la pagina italiana senza nessun diritto a farlo. Leggi il resto di questo articolo »

Il grande cuore dei camionisti

Ieri ho avuto ancora una volta la dimostrazione di una cosa che penso da sempre e per la quale in oltre 15 anni di lavoro nel settore dell’editoria dedicata al trasporto merci ho sempre cercato di lottare: i camionisti sono il lato migliore di questo settore!

Sono generalmente persone vere , generose , innamorate fino alla follia del loro lavoro. Persone appassionate e appassionanti. Persone generose.

Ieri alcune di queste persone, menbri di un gruppo su Fb che più volte abbiamo citato coem esempio positivo per la categoria Megaconsorzio per la sopravvivenza dell’autotrasporto, sono riuscite letteralmente con il loro straordinario e tempestivo contributo a salvare una vita.

Quella di un imprenditore del trasporto siciliano che ieri aveva postato sulla sua pagina FB un disperato addio , non solo all’attività ma anche alla vita. Almeno questo avevano fatto pensare anche a me , che le avevo lette in un post  nel gruppo Megaconsorzio, le sue scarne e disperate righe. Leggi il resto di questo articolo »

TrasporTiamo, Guidati dalla passione

Il 7 Febbraio a Roma, presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si è tenuta la conferenza stampa per la presentazione della nuova campagna per la sicurezza stradale, promossa dal Comitato Centrale dell’Albo degli autotrasportatori*: TrasporTiamo.

Questa è la quarta campagna di sensibilizzazione per la sicurezza stradale promossa dall’Albo dei trasportatori dopo le precedenti campagne, “Siamo tutti sulla stessa strada” del 2001, “TIRispetto” del 2006 e “La sicurezza per gemellare l’Europa” del 2009. Il lavoro svolto fino ad oggi, sicuramente, agevolato da una maggior presa di coscienza degli operatori, dall’evoluzione dei sistemi di sicurezza dei veicoli e “last but not least” dal nuovo codice della strada (con l’introduzione dalla patente a punti e di regolamentazioni più severe) ha fatto si che il coinvolgimento dei veicoli da trasporto negli incidenti mortali sia diminuito, dal 1991 ad oggi, di circa il 50%.

All’evento hanno partecipato: il Presidente del Comitato Centrale Albo Autotrasportatori, Bruno Amoroso;  il Coordinatore scientifico Comitato Centrale Albo Autotrasportatori, Rocco Giordano; il Presidente di TCommunication, Giorgio Rametto; Francesco Del Boca, rappresentante delle associazioni di categoria; Bartolomeo Giachino, Presidente della Consulta Generale per l’Autotrasporto e la Logistica.

La campagna di quest’anno è mirata al grande pubblico, quindi non solamente  agli operatori del settore, per sottolineare come le strade diventino più sicure, non solo con maggiori controlli, ma anche con la collaborazione di tutti gli utenti. E’ solo col reciproco rispetto, ponendosi alla guida in stato di perfetta salute e coscienza, rispettando leggi e regolamenti, avendo l’assoluta padronanza del mezzo, che si possono raggiungere livelli di sicurezza maggiori.

Da questo punto di vista l’autotrasportatore deve rappresentare un esempio da imitare, da professionista del volante, attraverso la diffusione della cultura della strada e del valore del rispetto per la propria vita e quella altrui. Leggi il resto di questo articolo »

Nel segno di Anatra di Gomma

Un convoglio. No, niente Fermo. Niente sigle sindacali. Niente politica. niente  esistazioni o ripensamenti. Una protesta civile . tanto per cambiare. Una protesta nel segno del rispetto della legalità e per il ripristino della stessa in un mercato coem quello del trasporto merci che è sempre più simile ad uan giungla, in cui l’unica legge è quella del più forte. Nella fattispecie la committenza.

Un convoglio autogestito. Nato dal desiderio di contare qualcosa.  Il desideriod i poter alzare la voce per gridare la fame e al disperazione che ormai attanaglai molti imprenditori del settore. Le sigle sindacali inatnto continuano nel loro teatrino ridicolo e inefficace : fermo annunciato , sigla convocata , fermo ritirato. l’importante è sedersi a quel tavolo. Dire: politicamente ci siamo anche noi. dateci al nostra fetta di torta. Se poi questo produca anche qualche risultato per la categoria è un effetto collaterale non disprezzabile ma comunque non certamente voluto.

E loro , i soliti noti , almeno a noi che ci interessiamo da sempre di questo mondo: Quirino Giannelli , Tiziana Pappadia e Gaudenzio Babolin loro ci stanno provando di nuovo.

Un tentativo  civile e molto molto interessante. Un tentativo che merita tutta la nostra solidarietà e il nostro profondo rispetto. Partiranno da diversi punti d’Italia; dal sud , dal nord , dal centro  e dalle Isole e arriveranno a  Roma ,senza nemmeno un’infrazione una del Cds. Semplicemente coi loro camion griffatti per poter dire nella capitale al Ministro Passera, cosa pensano , di cosa davvero hanno bisogno. Senza filtri e senza mediazioni.

L’Operazione Convoy è l’ennesima dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno , che i cittadini italiani sono stanchi , che si aspettano un cambiamento che NON sia solo di facciata, che vogliono vedere i risultati dei loro continui sacrifici e li vogliono vedere ORA perchè se no sperare non farà più  rima con sognare ma con tremare. Di paura!

Insieme

Un’Autority che favorisca la liberalizzazione in tema di infrastrutture e soprattutto di trasporti. Un segnale. Forse ancora ambiguo comunque un segnale di una volonta’ , quella di mettere ordine e di fissare alcuni capisaldi chiari nel far west che e’ l’attuale situazione del comparto sia sul fronte del trasporto merci che su quello del trasporto passeggeri. La liberalizzazione come ha ben detto il Ministro Passera nel suo intervento nella conferenza stampa fiume di ieri sera non può essere efficace se non e’ garantita da regole certe e chiare. Ecco fino ad ora i governi di ogni colore che si sono succeduti nel nostro paese sono stati bravissimi nel deregolare molto meno bravi nel normare. Vedremo. A mio parere comunque questo Governo un’ apertura di credito minima se l’e’ senz’altro guadagnata, non fosse altro per la sobrieta’ , il rigore e l’umanità semplice che ha fino a qui dimostrato. Le lacrime del ministro Fornero sui sacrifici ai pensionati mi sono piaciute, il rigore non austero di Passera , le correzioni di un ministro sull’esposizione dell’altro prive di acrimonia. Finalmente uno spettacolo degno del popolo italiano.
Mi e’ piaciuta la scelta del premier di rinunciare ad emolumenti vari, tutti quelli per i quali era in suo potere rinunciare.
Segnali di un different stile, magari non risolutivo, ma comunque confortante. La medicina sara’ e deve essere amara e dobbiamo ricordare che e’ il nostro modo di essere anzi di non essere un popolo e di non sentirci cittadini di uno stato che ci ha portato fin qui. Siamo una nazione priva di coscienza civica , in grado di esprimere grandissime individualità, ma incapace di vedere il senso dei sacrifici se non al di fuori delle mura del nostro piccolo orticello. Quello che piu’ mi e’ piaciuto dell’intervento di Monti ieri e’ stato il continuo ricorso alla parola insieme. Gia’ insieme dobbiamo fare sacrifici , insieme dobbiamo recuperare competitività , insieme dobbiamo tornare ad avere un giusto ruolo in Europa , e insieme dobbiamo portare l’Italia a tornare ad essere una nazione , animata da un popolo che esprime un Governo che lo rappresenta. Davvero!

Siate affamati. Siate folli!

L’unico modo di fare un ottimo lavoro è amare quello che fai. Se non hai ancora trovato ciò che fa per te, continua a cercare, non fermarti, come capita per le faccende di cuore, saprai di averlo trovato non appena ce l’avrai davanti. E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continua a cercare finché non lo troverai. Non accontentarti. Sii affamato. Sii folle. (Steve Jobs)

E’ morto. Stroncato da una malattia contro cui ha combattuto fino a quando ha ritenuto di avere ancora uan parte del sogno da perseguire. Poi ha deciso di prendere congedo. Il fondatore di Apple ci ha lasciato. C’è molto da imparare dalla sua parabola. Molto che ritorna per le vite di ciascuno di noi. La fame. la follia. Le abbiamo conosciute. Chiunque  sia cresciuto con il mito di Convoy , che abbia sognato un Peterblit lo sa di cosa Steve intendeva parlare. Non costruisci nulla se non sogni. Ecco  credo sia necessario fermarci. Fare un lungo respiro. Sederci e pensare. Sogniamo ancora? Abbiamo uan visone? Una direzione? Un progetto? O tiriamo a campare? Rimaniamo negli schemi , cerchiamo di rispettare le regole, senza uscire dai confini che altri hanno tracciato per noi?

Ma forse dovremmo  stopparci.

Ricominciamo a credere. A credere nel sogno. Il nostro e quello di anatra di gomma. Nel sogno di un comparto che rivesta davvero il ruolo  centrale che le compete nell’economia di un paese come l’Italia. In un sogno in cui le regole sono  fatte dal basso  e non cadono dall’alto. In un sogno in cui chi si chiama fuori lo fa per osservare con il giusto distacco le dinamiche di chi sta dentro e non per proteggere il suo “particulare” , ma per costruire una visione. Per alimentare la follia.

Rimettiamoci al centro delle nostre vite. Sono brevi diceva Steve ed è per questo che  abbiamo il dovere di non vivere quelle degli altri. Smettiamo di fare ciò che  è meglio, cio che è giusto, ciò che gli altri si aspettano. Facciamo ciò che è coerente con ciò che siamo. Realizziamo i nostri sogni.

Protestiamo. Blocchiamo le città. Lasciamo i negozi senza merci di prima necessità . Ma facciamolo perchè  abbiamo una  visione. Non perchè non sappiamo cosa altro fare. Leggi il resto di questo articolo »

La perdita di un sogno

Da ragazzo scalpitavo, sognavo il giorno che avrei preso la patente del camion per poter fare lo stesso lavoro che faceva mio padre, mi affascinava, nonostante fossi sacrificato tutti i sabati e le domeniche per fare la manutenzione al 684 Fiat bisarca di mio padre, padroncino presso la Zust Ambrosetti, era tale il mio entusiasmo che già a 13 anni guidavo l’autotreno andandolo a caricare di auto nei piazzali della Zust, da solo. La cosa che mi faceva imbestialire era che mio padre non voleva che in seguito facessi quel mestiere, non riuscivo a comprendere il perchè, ma ahimè, quando anche io e mio fratello decidemmo di fare lo stesso lavoro in società, ci rendemmo conto del perchè non avrebbe voluto seguissimo le sue orme. Sacrifici e ancora sacrifici, si lavorava e si incassavano i fatturati solo per pagare le spese: la rata artingiancassa,  il gasolio, l’autostrada, le officine, e le tasse, e inoltre contribuivi solo a fare arricchire le committenze, e alcuni mesi all’annopoi , come se non bastasse, dovevi tirare la cinghia.Questo accadeva negli anni 80 oggi la situazione è peggiorata, lavori solo per creare debiti!

Questa è una lettera che Roberto Grande , autotrasportatore da sempre per passione , ha diffuso su FB e che noi   dopo avergliene chiesto il permesso riportiamo qui perchè è importante riflettere su cosa non la crisi , non la recessione , non la congiuntura economica sfavorevole , ma l’igniavia di chi ci Governa a tutti i livelli , ci sta togliendo. Stiamo perdendo i nostri sogni . Di più stiamo  perdendo al voglia di sognare. Siamo privi di futuro. E il grave è che non lo siamo solo noi . Ma lo sono e lo saranno i nostri figli. Io credo davvero che dobbiamo riappropiarci di ciò che è nostro. Dobbiamo riprenderci la passione per ciò che facciamo , l’orgoglio per i sogni che ci portiamo dentro e che ci spingono un passo più avanti ogni giorno. Dobbiamo restiture il sorriso ai nostri figli e per farlo non abbiamo che una strada: smettere di avere paura. Rinunciare al quieto  vivere. Lottare perchè questa casta di igniavi  ci lasci campo libero e ci permetta di eleggere qualcuno dotato di senso dello stato , coraggio dell’impopolarità e onestà intellettuale. Ci sono e ci provano . Riconosciamoli, sosteniamoli e torniamo a sognare!

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