Grandi Navi: referendum popolare a Venezia,è plebiscito di no

Un successo senza precedenti”: è entusiasta Marta Canino nel raccontare la risposta di Venezia al referendum popolare contro le grandi navi in laguna indetto  in città. Il quesito della scheda riportava: “vuoi che le navi da crociera restino fuori dalla Laguna di Venezia e che non vengano effettuati nuovi scavi all’interno della Laguna stessa?”. La risposta dei veneziani è stata plebiscitaria: i gazebi allestiti dalle 9 alle 18 sono stati letteralmente presi d’assalto, con code sin dal primo mattino. In questo momento, a seggi virtualmente chiusi, vi sono ancora file di persone ai banchetti e le 25 mila schede stampate per il referendum sono andate esaurite. Per consentire l’effettuazione del sondaggio popolare si sono alternati oltre 200 volontari. Alle 15 al gazebo di Santa Maria Elisabetta, al Lido, avevano votato quasi 900 persone, altre 300 agli Alberoni, oltre 500 ai Santi Apostoli. “Una cosa mostruosa – racconta Marta – abbiamo visto in fila per votare anziani in carrozzella, mamme con le carrozzine e tante famiglie”. Molti i bimbi che, al passaggio dei ‘giganti del mare’ davanti a San Marco hanno cantato come una filastrocca, “fuori le navi dalla laguna”. Andati esauriti anche tutti i gadget in vendita nei gazebo: dalle magliette alle borse, sino agli zaini che riportano gli slogan contro le navi in laguna.

PORTO DI VENEZIA E GRIMALDI AL TRANSPORT LOGISTIC MONACO – NUOVI SERVIZI INTERMODALI PER MEDITERRANEO, CENTRO EU E BALTICO

Il porto di Venezia è protagonista a Monaco di Baviera alla fiera internazionale “Transport Logistic”, il principale evento del settore a livello mondiale.

Massiccia la presenza degli operatori veneziani che da sempre considerano Monaco un appuntamento immancabile perché raccoglie tutti i player del settore, totalizzando oltre 2.000 espositori e 55.500 visitatori in media.

In occasione della fiera, il Porto di Venezia e il Gruppo Grimaldi, l’operatore multinazionale leader nella logistica integrata e specializzato nel trasporto marittimo di merci rotabili (auto, van, camion, ecc.), hanno presentato i servizi intermodali mare/ferro offerti da e per Venezia con origine e destinazione il Mediterraneo Orientale, il Centro Europa e l’area del Baltico

I servizi Ro-Ro e Ro-Pax  da e per Venezia hanno mostrato un forte incremento nel 2016 e vanno ad aggiungersi al recente ritorno della linea container diretta con il Far East e al consolidamento dei servizi Intra-Med che fanno di Venezia il primo porto italiano in Adriatico per la movimentazione dei container (610mila TEU nel 2016). Ma Venezia è anche riconosciuto come il gateway perfetto per gli operatori del settore break bulk (in particolare per import/export siderurgico a servizio delle industrie della Pianura Padana) e per i colli eccezionali, che oggi da Venezia vengono esportati in più di 50 paesi nel mondo.

“Oggi come ieri, il porto di Venezia è crocevia di rilevanza internazionale per diverse tipologie di merci grazie alle rotte marittime percorse dalle 39 compagnie che scalano il nostro porto, e ai servizi intermodali con i mercati più dinamici d’Europa supportati dalle 6 imprese ferroviarie che operano nel nostro scalo. Un insieme di operatori e infrastrutture che fanno di Porto Marghera il cuore pulsante dell’import/export del Veneto e del Nord Est da/per tutto il mondo. L’attivazione dei nuovi servizi si va ad aggiungere a quelli, interamente intermodali, che già oggi collegano la Grecia (via mare) con i mercati del Nord Europa (via ferrovia), potremo così continuare ad incrementare la nostra leadership nel settore delle Autostrade del Mare che nel corso del 2016 ha fatto segnare un +30% e prospetta una crescita a doppia cifra anche per il 2017”, ha dichiarato Pino Musolino, Presidente dell’Autorità di sistema Portuale dell’Adriatico Settentrionale.

Appena due anni fa in questa occasione abbiamo annunciato l’ingresso del Porto di Venezia nella rete di Autostrade del Mare del Gruppo Grimaldi con il lancio della linea per Patrasso. Il bilancio di questo biennio è più che positivo, tant’è che il Gruppo ha incrementato la propria presenza estendendo ed arricchendo i propri servizi. Sono lieto di annunciare in quest’occasione che è allo studio un servizio shuttle per collegare il terminal ferroviario di Verona al Terminal Ro-Port di Venezia dando la possibilità agli operatori del settore di utilizzare i diversi collegamenti con la Germania e con l’Europa orientale e creando un vero e proprio ponte con la Grecia e i Balcani. Tutte le attività da noi sviluppate a Venezia hanno un chiaro obiettivo: l’integrazione dei trasporti marittimi con quelli ferroviari al fine di espandere i percorsi intermodali alla nostra clientela”, ha dichiarato Guido Grimaldi, Corporate Short Sea Shipping Commercial Director, Grimaldi Group.

Duci, riforma ok, ma dipende troppo da Delrio

“Gli effetti di una regia nazionale del sistema portuale si iniziano a vedere ma il limite è che il settore oggi è ancora troppo dipendente dalla ‘stampella’ Delrio”. Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti, la Federazione degli agenti marittimi italiani, promuove la riforma della portualità, ma chiede di accelerare la costituzione del tavolo nazionale di coordinamento delle Autorità di sistema portuale, dei tavoli di partenariato della risorsa mare, e dotazioni finanziarie mirate per la direzione del ministero delle Infrastrutture e Trasporti che si occupa del settore marittimo. Il timore è che la nuova “macchina” non sia ancora in grado di andare avanti in modo autonomo. “Dopo anni abbiamo un ottimo ministro: Graziano Delrio è fra i pochi ad avere avuto questa attenzione al settore – spiega Duci – però oggi il sistema dipende troppo dalla sua presenza. Da una parte perché non si è dispiegata del tutto la riforma e dall’altra perché le risorse date all’unica direzione dei trasporti che si occupa del mare non sono adeguata alla mole di lavoro. Oggi sfrutta le dotazioni del gabinetto di Delrio, mentre servono risorse dirette e stabili, che restino anche se cambia ministro”.

Il sistema portuale italiano sta dando segnali positivi. “La nuova organizzazione delle grandi alleanze ha reso, ad esempio, Trieste più competitiva dei porti del Nord Europa nei servizi per il Centro Europa” ricorda Duci, che accanto a Genova e Trieste, i due porti sui quali puntare per i traffici internazionali, ritiene debbano avere spazio anche gli altri scali in cui sta aumentando l’offerta delle linee ro-ro, al servizio delle economie regionali. Il Pireo in mano ai cinesi? “Non deve preoccuparci se ci mettiamo in condizioni di servire i traffici che i cinesi concentreranno al Pireo attraverso i nostri porti che sono comunque più vicini ai mercati di sbocco del Centro Europa. Dal Pireo sarà più facile che arrivino feeder su Vado ligure piuttosto che treni in Lombardia” conclude.

Serracchiani, l’unione Trieste-Monfalcone crea sviluppo

“Nell’ottica del prossimo decreto per l’unione dei porti di Trieste e Monfalcone trovo logico e legittimo che un sindaco aspiri ad un ruolo adeguato per la sua città all’interno della nuova Autorità portuale di sistema. Allo stesso tempo, però, non limitiamo il futuro al numero di poltrone, perché le priorità devono essere quelle dello sviluppo e dell’occupazione”. Lo ha detto la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, nel corso dell’incontro organizzato dall’International Propeller Club “Trieste e Monfalcone, due porti una sola guida: gli scenari attesi dall’unione dei due scali”. Serracchiani – riferisce la Giunta regionale – ha ribadito l’obiettivo che ha ispirato l’azione della Regione: mettere in rete i tre porti del Friuli Venezia Giulia i quali presentano diversi assetti giuridici che li rendono complementari e non fra loro concorrenti. Serve dialogare per aumentare i traffici e far collaborare le aree retroportuali, ha sottolineato Serracchiani, mettendo in evidenza per Monfalcone la priorità della semplificazione di procedure e governance. Attraverso la sinergia fra Regione, Azienda Porto e Consorzio industriale, ha ricordato Serracchiani, si è arrivati al progetto esecutivo dell’escavo del canale di accesso dello scalo grazie al fatto che la stessa Regione è diventata il soggetto competente in materia.

Serracchiani ha poi parlato dell’imminenza (“alcune settimane”) del decreto attuativo per il Porto Franco internazionale di Trieste che stabilirà l’organizzazione amministrativa della gestione dei punti franchi a seguito del loro spostamento conseguente alla sdemanializzazione del Porto Vecchio.

Serracchiani ha rimarcato le ottime performance del porto di Trieste, anche in termini occupazionali, con la creazione in questi ultimi anni di 250 nuovi posti di lavoro.

Il clima di grande collaborazione con la Regione sul tema è stato evidenziato dal sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, il quale ha dichiarato di guardare con positività alla nuova architettura della governance dell’Autorità portuale di Sistema che presenta un board più snello rispetto al passato.

Enrico Samer, operatore portuale e presidente della Samer&Co Shipping, ha sottolineato che l’Authority espressa dalla riforma non rappresenta solo un cambio di nome, ma una concreta opportunità di sviluppo per il territorio che vede nei collegamenti ferroviari e nella valorizzazione dei retroporti i suoi assi strategici.

Un riconoscimento all’operato della Regione è stato manifestato da Raffaele Bortolussi, amministratore delegato di Mar-Ter Spedizioni Spa di Monfalcone, il quale ha testimoniato come molti problemi tecnici dello scalo della città dei cantieri in questi ultimi anni siano stati superati, fra i quali quelli relativi alle aree in concessione e agli interventi sul raccordo ferroviario che da molto tempo attendevano una soluzione.

Il presidente del Propeller Club Trieste, Fabrizio Zerbini, ha ringraziato Serracchiani per la capacità di essere riuscita, nell’ambito della riforma che ha interessato il sistema portuale italiano, a garantire agli scali regionali un proprio ruolo e un’identità operativa autonoma nel Nord Adriatico.

Sottoscritto oggi l’accordo volontario “Venice Blue Flag” 2017″

Comune di Venezia, l’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico e 41 compagnie di navigazione hanno sottoscritto questa mattina a Ca’ Farsetti l’accordo volontario “Venice Blue Flag 2017”, a cui si è arrivati grazie anche alla collaborazione della Capitaneria di Porto. Alla firma, a cui è seguita la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa, erano presenti, oltre all’assessore comunale all’Ambiente, Massimiliano De Martin, al presidente Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico, Pino Musolino, e ai rappresentanti delle compagnie crocieristiche – ai quali è andata una targa nominativa che riporta la dicitura “Venice Blue Flag, Safeguarding the City’s Environment”-, il presidente di Venice Terminal Passeggeri, Sandro Trevisanato, e il direttore di Clia (Cruise Lines International Association) Italia, Francesco Galietti.

“Per l’Amministrazione comunale – ha dichiarato l’assessore De Martin, evidenziando i tanti nuovi traguardi cui si è giunti quest’anno, in cui ricorre la decima ratifica del documento – è stato importante innanzi tutto estendere la valenza dell’accordo a 12 mesi. Pur consapevoli del fatto che l’attività crocieristica cala nei mesi invernali, vogliamo che l’attenzione all’ambiente sia garantita sempre”. Con questo documento, infatti, le compagnie di crociera si impegnano a far funzionare i motori principali e ausiliari delle loro navi con combustibile per uso marittimo con tenore di zolfo non superiore allo 0,1 % in massa, e questo non solo all’ormeggio, ma anche durante la navigazione e le fasi di manovra all’interno dell’area portuale di Venezia. Inoltre, le macchine di bordo saranno gestite in modo da ridurre il più possibile le emissioni nocive dei gas di scarico.

“Inoltre – ha continuato a spiegare De Martin – si è voluto puntare sulla trasparenza, tanto è vero che i dati dei controlli effettuati dalla Capitaneria di Porto verranno pubblicati sia sul sito web del Comune di Venezia, che su quello dell’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico”.

L’altro grosso risultato raggiunto è che hanno accettato di firmare tutte le 40 compagnie che faranno scalo a Venezia quest’anno, più una che quest’anno non toccherà la Laguna. “Questo dimostra – ha commentato in merito De Martin – che Venezia può davvero diventare volano, a livello internazionale, delle politiche ambientali perseguite in città. Come Comune consideriamo la firma di oggi l’inizio di un percorso, che gradiremmo affrontare con le compagnie crocieristiche, per arrivare all’obiettivo di spiegare ai passeggeri cos’è Venezia e come va vissuta e trattata avvenga già a bordo”.

De Martin ha infine ricordato che l’Amministrazione considera quello che è il porto della Regione Veneto un punto di riferimento fondamentale per lo sviluppo infrastrutturale del territorio, su cui convergono anche l’aeroporto, la ferrovia e la tangenziale: “La pianificazione della viabilità va di pari passo con lo sviluppo e la pianificazione urbanistica”.

“La firma dell’accordo Blue Flag – ha commentato Musolino – è un impegno volontario e doveroso per rispetto alla nostra città e alla sua storia millenaria; detto questo non ci dobbiamo accontentare. L’Autorità di sistema portuale certamente continuerà a lavorare assieme alle altre istituzioni e alle compagnie per rendere sempre più compatibile questo importante traffico con la città. Già da tempo stiamo infatti lavorando perché Venezia diventi il primo hub in Adriatico per la fornitura e lo stoccaggio del Gas Natuale Liquefatto (GNL/LNG), un carburante green che offrirà alle navi di nuova generazione – già oggi in costruzione – la possibilità di utilizzare un carburante capace di abbattere le emissioni di particolato e di zolfo. Parallelamente continua il dialogo con i Ministeri per trovare una soluzione congiunta per ottemperare, finalmente, al decreto Clini-Passera”.

“Si prende atto, con viva soddisfazione, dell’accordo volontario rinnovato anche per quest’anno, che ha anche visto un ampliamento dei soggetti firmatari” ha dichiarato invece il direttore marittimo del Veneto e Comandante del porto di Venezia, Capitano di Vascello (CP) Goffredo Bon. “Questa Autorità marittima, in ossequio agli indirizzi del superiore Comando Generale, assicurerà il consueto impegno nell’attività di controllo e monitoraggio sul rispetto dei limiti inerenti al contenuto di zolfo dei combustibili ad uso marittimo previsti dalla normativa comunitaria e nazionale vigente in materia, oltre che dall’accordo Venice Blue Flag”.

“Accogliamo con soddisfazione il risultato ottenuto – ha aggiunto il presidente Trevisanato -: questo protocollo, in essere sin dal 2007 e che da allora è stato reso via via più stringente ed efficace nella riduzione delle emissioni, dimostra ancora una volta l’avanguardia del Porto di Venezia in tema ambientale. Un impegno nella salvaguardia della Laguna, condiviso anche da compagnie che non saranno presenti quest’anno nel nostro scalo, ma che hanno chiesto ugualmente di firmare in forma simbolica”.

“L’industria crocieristica – ha affermato infine il direttore di Clia Italia Galietti – rappresenta una piccolissima percentuale del totale del traffico marittimo, ma è l’avanguardia nella compliance con la normativa ambientale nel rispetto dei requisiti italiani ed internazionali. Il Venice Blue Flag rappresenta per noi l’occasione concreta di applicazione del nostro continuo impegno a tutela dell’ambiente”.

Federagenti: ‘Per l’industria la logistica è fattore-chiave’

L’Industria italiana deve capire che la competitività del futuro la si gioca anche sul piano della logistica. Questo il messaggio che il presidente di Federagenti, Gian Enzo Duci, ha portato al convegno in Assolombarda Shipping, Forwardin&Logistics meet Industry, organizzato da International Propeller Clubs, Federazione del Mare, Alsea, Assologistica e Assolombarda proprio per consentire un incontro approfondito tra mondo dello shipping e della logistica e mondo dell’industria.

“La logistica – ha detto Duci – non è un elemento precedente o successivo alla fase di produzione industriale, ma un elemento diventato nel mercato globale di oggi, parte integrante del processo di produzione stesso”. L’economia moderna dimostra che il valore aggiunto estratto dalle grandi industrie internazionali è proprio quello dei servizi collegati al prodotto, di cui la logistica è la componente fondamentale, basti pensare all’e-commerce. “Occorre far capire all’Industria Italiana, storicamente legata alla produzione in fabbrica, che oggi occuparsi di ciò che accade al di fuori delle mura della propria fabbrica è strettamente collegato a ciò che avviene all’interno. Se il sistema Italia non allarga gli orizzonti – ha concluso -, agevola l’ingresso e l’invasione di prodotti stranieri”.

Confitarma, bene l’approvazione Ue di Marebonus

Gli armatori hanno accolto con soddisfazione l’approvazione da parte della Commissione europea dei due provvedimenti di sostegno pubblico, Ferrobonus e Marebonus, volti a promuovere lo spostamento del trasporto merci dalla strada alla ferrovia e al mare. In particolare Confitarma si è soffermata su Marebonus, che mira a premiare l’utilizzo della via marittima rispetto a quella di terra, attraverso un incentivo parametrato alla strada evitata in territorio nazionale. “Ancora una volta grazie agli studi di Confitarma – ha commentato il presidente Emanuele Grimaldi – è stata impostata una misura per promuovere il comparto cabotiero che è la modalità di trasporto più sostenibile, le cui positive performance ambientali vanno a beneficio della collettività. La conclusione della procedura con l’approvazione di Bruxelles, consentirà agli operatori marittimi italiani di rafforzare e migliorare i servizi esistenti e di avviarne anche di nuovi”. Per Grimaldi “armamento ed autotrasporto condividono gli stessi obiettivi di riequilibrio e miglioramento del trasporto merci in Italia”

Port of Venice Fumi e grandi navi tecnici, legali e operatori a confronto

“Inquinamento atmosferico prodotto dal traffico navale” è il tema del meeting organizzato dall’International Propeller Club Port of Venice che si terrà il prossimo 22 novembre presso l’hotel Bologna (West Bestern) di Mestre  con inizio alle 17.30 “. “il tema di questo meeting , organizzato in  stretta collaborazione con Atena e l’Ordine degli Ingegneri, è di stretta attualità ma soprattutto determinante per dare corrette  risposte ai tanti interrogativi o , peggio, a posizioni  spesso contrastanti,  per risolvere il problema dell’inquinamento dai fumi delle navi   anche in rapporto allo sviluppo del traffico crocieristico e mercantile del  porto di Venezia  ( n.d.r. con alcune compagnie crocieristiche è stato sottoscritto l’accordo Blu Flag ) – spiega Massimo Bernardo  presidente del Port of Venice  -  nonché dei servizi urbani acquei di linea nella laguna e nei canali cittadini “. Dopo gli interventi introduttivi dei presidenti del Propeller Massimo Bernardo e  di Atena ing. Walter Prendin ,  a relazionare saranno    l’Ing. Roberto Formentini, membro dell’Associazione Italiana di Tecnica Navale, l’avv. Marco Seppi di Mestre (VE) e l’Ing. Andrea Galuppo di Ship Tecnical dello studio di ingegneria di S.T.S di Marghera (VE).

INDUSTRIAMOCI 2016: OLTRE 200 STUDENTI ALLA SCOPERTA DELLA FILIERA LOGISTICA DEL PORTO DI VENEZIA

I giovani studenti della provincia di Venezia alla scoperta delle aziende e del loro valore per il territorio. Si è tenuta oggi venerdì 11 novembre 2016,  “Industriamoci”, iniziativa di Confindustria Venezia che vede ogni anno le piccole e medie imprese associate aprire le porte dei propri stabilimenti ai giovani per diffondere la conoscenza della realtà produttiva e l’impegno quotidiano a favore della crescita economica del paese, mediante un momento di esperienza diretta.
L’evento rientra nella Settima Giornata Nazionale delle Piccole e Medie Imprese di Confindustria  e fa parte del calendario di iniziative della Settimana Europea delle PMI e di quelli della Settimana della Cultura d’Impresa, giunta alla XV Edizione.
Confindustria Venezia area Metropolitana di Venezia e Rovigo, per l’edizione di quest’anno ha voluto  far conoscere ad oltre 200 studenti delle Scuole secondarie di primo grado della provincia di Venezia, il mondo della logistica delle merci, in particolare quello legato al Porto di Venezia. Una iniziativa realizzata grazie alla partnership con l’Autorità Portuale di Venezia e al sostegno della Camera di Commercio Venezia Rovigo delta Lagunare.
Coinvolti i seguenti istituti: Scuola secondaria di 1° grado “Giuseppe Mazzini” di Noventa di Piave, Scuola secondaria di 1° grado “Giovanni Pascoli” di Noale e la Scuola Media “Bruno Maderna” di Chioggia.
Sono stati organizzati ben sei itinerari diversi per le diverse classi che hanno dialogato dal vivo con coloro che ogni giorno permettono a navi e merci di arrivare e partire dal Porto. CFLI haideato un workshop per approfondire le professioni del mare e della logistica anche grazie alla visita a 2 agenzie marittime (Tositti e Bassani) situate proprio nel waterfront portuale;  per le classi in tour a Porto Marghera invece la visita all’Ufficio delle Dogane di Venezia – che per la prima volta accoglie una delegazione di studenti – mentre 3 i terminal che hanno aperto le loro porte: Vecon per i container, Multiservice quale terminal multipurpose, e Grandi Molini Italiani come esempio di terminal industriale. L’Autorità Portuale invece ha accolto  i ragazzi in “Sala Comitato Portuale”, per poi accompagnarli in un tour guidato in barca risalendo i canali del porto turistico e commerciale.
Per Agnese Lunardelli, Presidente Comitato della Piccola e Media Industria di Confindustria Venezia: “ Con questa iniziativa vogliamo aprire le porte delle aziende ai ragazzi che si preparano a scegliere l’indirizzo dei loro studi alle scuole superiori facendoli entrare nel cuore della logistica portuale di Venezia. Un comparto fondamentale per l’economia del territorio, costituito da vari tasselli, dove accanto alle aziende produttive vi sono società di servizi, mostrando il ruolo determinante delle istituzioni. Vogliamo far conoscere la realtà delle PMI, quanto è importante il contributo che esse danno in termini di ricchezza e occupazione alla società. I giovani hanno toccato con mano la complessità e il fascino dell’organizzazione aziendale, le competenze e le figure, da quelle più tecniche a quelle commerciali. La mattinata è stata dunque una importante occasione di orientamento professionale finalizzata ad agevolare le scelte lavorative più adeguate a uno sbocco professionale nell’ambito del sistema produttivo veneziano”.

Trasporti: Confcommercio, Italia spezzata in due

In termini di logistica e trasporti l’Italia è un Paese spezzato in due: al Nord si viaggia (su gomma, su ferro, via mare), al Sud si aspetta. Fermi, o quasi, mentre le regioni del Centro fanno da “cuscinetto” a queste due realtà. A questa conclusione è giunta una approfondita ricerca di Confcommercio, presentata  al Forum Internazionale di Conftrasporto a Cernobbio, secondo la quale l’Italia per colmare il gap con l’Europa avrebbe bisogno di investimenti in infrastrutture per 18 miliardi di euro.

La ricerca conclude sottolineando la necessità che venga messo a punto un piano strategico “che indichi le priorità della politica dei trasporti”. Serve una selezione delle opere su cui puntare, un “comune campo da gioco per le imprese di autotrasporto italiane ed europee”, un cluster marittimo rafforzato attuando “tempestivamente” la riforma, un trasporto ferroviario merci competitivo, e, in ultimo, misure specifiche per il trasporto marittimo a corto raggio. La ricerca passa in rassegna treni, rete stradale e porti.

TRENI – Per quanto riguarda il trasporto merci ferroviario “la frattura è nettissima” rileva lo studio. Poco meno del 75% del traffico interno nazionale avviene tra le regioni a nord dell’Emilia Romagna, perché il materiale rotabile (vagoni e locomotori) è nella disponibilità di questa parte del Paese. Ma il rapporto si rovescia guardando alla distribuzione della rete: poco meno del 70% della rete ferroviaria si trova nelle regioni centrali, meridionali e nelle isole, solo il 30% al settentrione.

GOMMA – Per quanto riguarda invece la rete stradale, la ricerca mette in luce che quella italiana è “vecchia” e i piani di ammodernamento sono “inconcludenti”: “31 anni per aprire i 40 km della Variante di Valico Barberino-Sasso Marconi,, autostrada Tirrenica ancora ridotta a due monconi, la nuova Romeo sempre un’ipotesi. Senza parlare della Tirreno-Brennero: 9 lustri per compiere 9 km, e ne mancano ancora 76″. Secondo Confcommercio, il completamento dei diversi interventi richiederebbe interventi per circa 18 miliardi, più altri 2 da destinare al trasporto merci su rotaia. “Si tratta – riconosce la ricerca – di una somma importante corrispondente al valore di un Legge di Stabilità di media portata”.

PORTI – Meno negativa la situazione per quanto riguarda i porti italiani. Confcommercio riconosce che la riforma varata dal Governo “è una grande opportunità di crescita”. Tra i porti che riescono a sfruttare le loro potenzialità, Genova, Ravenna, Trieste, La Spezia. Resta molto da fare per recuperare come sistema Paese il gap con il nord Europa, ma la riforma punta nella direzione giusta.

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