Serracchiani, l’unione Trieste-Monfalcone crea sviluppo

“Nell’ottica del prossimo decreto per l’unione dei porti di Trieste e Monfalcone trovo logico e legittimo che un sindaco aspiri ad un ruolo adeguato per la sua città all’interno della nuova Autorità portuale di sistema. Allo stesso tempo, però, non limitiamo il futuro al numero di poltrone, perché le priorità devono essere quelle dello sviluppo e dell’occupazione”. Lo ha detto la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, nel corso dell’incontro organizzato dall’International Propeller Club “Trieste e Monfalcone, due porti una sola guida: gli scenari attesi dall’unione dei due scali”. Serracchiani – riferisce la Giunta regionale – ha ribadito l’obiettivo che ha ispirato l’azione della Regione: mettere in rete i tre porti del Friuli Venezia Giulia i quali presentano diversi assetti giuridici che li rendono complementari e non fra loro concorrenti. Serve dialogare per aumentare i traffici e far collaborare le aree retroportuali, ha sottolineato Serracchiani, mettendo in evidenza per Monfalcone la priorità della semplificazione di procedure e governance. Attraverso la sinergia fra Regione, Azienda Porto e Consorzio industriale, ha ricordato Serracchiani, si è arrivati al progetto esecutivo dell’escavo del canale di accesso dello scalo grazie al fatto che la stessa Regione è diventata il soggetto competente in materia.

Serracchiani ha poi parlato dell’imminenza (“alcune settimane”) del decreto attuativo per il Porto Franco internazionale di Trieste che stabilirà l’organizzazione amministrativa della gestione dei punti franchi a seguito del loro spostamento conseguente alla sdemanializzazione del Porto Vecchio.

Serracchiani ha rimarcato le ottime performance del porto di Trieste, anche in termini occupazionali, con la creazione in questi ultimi anni di 250 nuovi posti di lavoro.

Il clima di grande collaborazione con la Regione sul tema è stato evidenziato dal sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, il quale ha dichiarato di guardare con positività alla nuova architettura della governance dell’Autorità portuale di Sistema che presenta un board più snello rispetto al passato.

Enrico Samer, operatore portuale e presidente della Samer&Co Shipping, ha sottolineato che l’Authority espressa dalla riforma non rappresenta solo un cambio di nome, ma una concreta opportunità di sviluppo per il territorio che vede nei collegamenti ferroviari e nella valorizzazione dei retroporti i suoi assi strategici.

Un riconoscimento all’operato della Regione è stato manifestato da Raffaele Bortolussi, amministratore delegato di Mar-Ter Spedizioni Spa di Monfalcone, il quale ha testimoniato come molti problemi tecnici dello scalo della città dei cantieri in questi ultimi anni siano stati superati, fra i quali quelli relativi alle aree in concessione e agli interventi sul raccordo ferroviario che da molto tempo attendevano una soluzione.

Il presidente del Propeller Club Trieste, Fabrizio Zerbini, ha ringraziato Serracchiani per la capacità di essere riuscita, nell’ambito della riforma che ha interessato il sistema portuale italiano, a garantire agli scali regionali un proprio ruolo e un’identità operativa autonoma nel Nord Adriatico.

Sottoscritto oggi l’accordo volontario “Venice Blue Flag” 2017″

Comune di Venezia, l’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico e 41 compagnie di navigazione hanno sottoscritto questa mattina a Ca’ Farsetti l’accordo volontario “Venice Blue Flag 2017”, a cui si è arrivati grazie anche alla collaborazione della Capitaneria di Porto. Alla firma, a cui è seguita la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa, erano presenti, oltre all’assessore comunale all’Ambiente, Massimiliano De Martin, al presidente Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico, Pino Musolino, e ai rappresentanti delle compagnie crocieristiche – ai quali è andata una targa nominativa che riporta la dicitura “Venice Blue Flag, Safeguarding the City’s Environment”-, il presidente di Venice Terminal Passeggeri, Sandro Trevisanato, e il direttore di Clia (Cruise Lines International Association) Italia, Francesco Galietti.

“Per l’Amministrazione comunale – ha dichiarato l’assessore De Martin, evidenziando i tanti nuovi traguardi cui si è giunti quest’anno, in cui ricorre la decima ratifica del documento – è stato importante innanzi tutto estendere la valenza dell’accordo a 12 mesi. Pur consapevoli del fatto che l’attività crocieristica cala nei mesi invernali, vogliamo che l’attenzione all’ambiente sia garantita sempre”. Con questo documento, infatti, le compagnie di crociera si impegnano a far funzionare i motori principali e ausiliari delle loro navi con combustibile per uso marittimo con tenore di zolfo non superiore allo 0,1 % in massa, e questo non solo all’ormeggio, ma anche durante la navigazione e le fasi di manovra all’interno dell’area portuale di Venezia. Inoltre, le macchine di bordo saranno gestite in modo da ridurre il più possibile le emissioni nocive dei gas di scarico.

“Inoltre – ha continuato a spiegare De Martin – si è voluto puntare sulla trasparenza, tanto è vero che i dati dei controlli effettuati dalla Capitaneria di Porto verranno pubblicati sia sul sito web del Comune di Venezia, che su quello dell’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico”.

L’altro grosso risultato raggiunto è che hanno accettato di firmare tutte le 40 compagnie che faranno scalo a Venezia quest’anno, più una che quest’anno non toccherà la Laguna. “Questo dimostra – ha commentato in merito De Martin – che Venezia può davvero diventare volano, a livello internazionale, delle politiche ambientali perseguite in città. Come Comune consideriamo la firma di oggi l’inizio di un percorso, che gradiremmo affrontare con le compagnie crocieristiche, per arrivare all’obiettivo di spiegare ai passeggeri cos’è Venezia e come va vissuta e trattata avvenga già a bordo”.

De Martin ha infine ricordato che l’Amministrazione considera quello che è il porto della Regione Veneto un punto di riferimento fondamentale per lo sviluppo infrastrutturale del territorio, su cui convergono anche l’aeroporto, la ferrovia e la tangenziale: “La pianificazione della viabilità va di pari passo con lo sviluppo e la pianificazione urbanistica”.

“La firma dell’accordo Blue Flag – ha commentato Musolino – è un impegno volontario e doveroso per rispetto alla nostra città e alla sua storia millenaria; detto questo non ci dobbiamo accontentare. L’Autorità di sistema portuale certamente continuerà a lavorare assieme alle altre istituzioni e alle compagnie per rendere sempre più compatibile questo importante traffico con la città. Già da tempo stiamo infatti lavorando perché Venezia diventi il primo hub in Adriatico per la fornitura e lo stoccaggio del Gas Natuale Liquefatto (GNL/LNG), un carburante green che offrirà alle navi di nuova generazione – già oggi in costruzione – la possibilità di utilizzare un carburante capace di abbattere le emissioni di particolato e di zolfo. Parallelamente continua il dialogo con i Ministeri per trovare una soluzione congiunta per ottemperare, finalmente, al decreto Clini-Passera”.

“Si prende atto, con viva soddisfazione, dell’accordo volontario rinnovato anche per quest’anno, che ha anche visto un ampliamento dei soggetti firmatari” ha dichiarato invece il direttore marittimo del Veneto e Comandante del porto di Venezia, Capitano di Vascello (CP) Goffredo Bon. “Questa Autorità marittima, in ossequio agli indirizzi del superiore Comando Generale, assicurerà il consueto impegno nell’attività di controllo e monitoraggio sul rispetto dei limiti inerenti al contenuto di zolfo dei combustibili ad uso marittimo previsti dalla normativa comunitaria e nazionale vigente in materia, oltre che dall’accordo Venice Blue Flag”.

“Accogliamo con soddisfazione il risultato ottenuto – ha aggiunto il presidente Trevisanato -: questo protocollo, in essere sin dal 2007 e che da allora è stato reso via via più stringente ed efficace nella riduzione delle emissioni, dimostra ancora una volta l’avanguardia del Porto di Venezia in tema ambientale. Un impegno nella salvaguardia della Laguna, condiviso anche da compagnie che non saranno presenti quest’anno nel nostro scalo, ma che hanno chiesto ugualmente di firmare in forma simbolica”.

“L’industria crocieristica – ha affermato infine il direttore di Clia Italia Galietti – rappresenta una piccolissima percentuale del totale del traffico marittimo, ma è l’avanguardia nella compliance con la normativa ambientale nel rispetto dei requisiti italiani ed internazionali. Il Venice Blue Flag rappresenta per noi l’occasione concreta di applicazione del nostro continuo impegno a tutela dell’ambiente”.

Federagenti: ‘Per l’industria la logistica è fattore-chiave’

L’Industria italiana deve capire che la competitività del futuro la si gioca anche sul piano della logistica. Questo il messaggio che il presidente di Federagenti, Gian Enzo Duci, ha portato al convegno in Assolombarda Shipping, Forwardin&Logistics meet Industry, organizzato da International Propeller Clubs, Federazione del Mare, Alsea, Assologistica e Assolombarda proprio per consentire un incontro approfondito tra mondo dello shipping e della logistica e mondo dell’industria.

“La logistica – ha detto Duci – non è un elemento precedente o successivo alla fase di produzione industriale, ma un elemento diventato nel mercato globale di oggi, parte integrante del processo di produzione stesso”. L’economia moderna dimostra che il valore aggiunto estratto dalle grandi industrie internazionali è proprio quello dei servizi collegati al prodotto, di cui la logistica è la componente fondamentale, basti pensare all’e-commerce. “Occorre far capire all’Industria Italiana, storicamente legata alla produzione in fabbrica, che oggi occuparsi di ciò che accade al di fuori delle mura della propria fabbrica è strettamente collegato a ciò che avviene all’interno. Se il sistema Italia non allarga gli orizzonti – ha concluso -, agevola l’ingresso e l’invasione di prodotti stranieri”.

Confitarma, bene l’approvazione Ue di Marebonus

Gli armatori hanno accolto con soddisfazione l’approvazione da parte della Commissione europea dei due provvedimenti di sostegno pubblico, Ferrobonus e Marebonus, volti a promuovere lo spostamento del trasporto merci dalla strada alla ferrovia e al mare. In particolare Confitarma si è soffermata su Marebonus, che mira a premiare l’utilizzo della via marittima rispetto a quella di terra, attraverso un incentivo parametrato alla strada evitata in territorio nazionale. “Ancora una volta grazie agli studi di Confitarma – ha commentato il presidente Emanuele Grimaldi – è stata impostata una misura per promuovere il comparto cabotiero che è la modalità di trasporto più sostenibile, le cui positive performance ambientali vanno a beneficio della collettività. La conclusione della procedura con l’approvazione di Bruxelles, consentirà agli operatori marittimi italiani di rafforzare e migliorare i servizi esistenti e di avviarne anche di nuovi”. Per Grimaldi “armamento ed autotrasporto condividono gli stessi obiettivi di riequilibrio e miglioramento del trasporto merci in Italia”

Port of Venice Fumi e grandi navi tecnici, legali e operatori a confronto

“Inquinamento atmosferico prodotto dal traffico navale” è il tema del meeting organizzato dall’International Propeller Club Port of Venice che si terrà il prossimo 22 novembre presso l’hotel Bologna (West Bestern) di Mestre  con inizio alle 17.30 “. “il tema di questo meeting , organizzato in  stretta collaborazione con Atena e l’Ordine degli Ingegneri, è di stretta attualità ma soprattutto determinante per dare corrette  risposte ai tanti interrogativi o , peggio, a posizioni  spesso contrastanti,  per risolvere il problema dell’inquinamento dai fumi delle navi   anche in rapporto allo sviluppo del traffico crocieristico e mercantile del  porto di Venezia  ( n.d.r. con alcune compagnie crocieristiche è stato sottoscritto l’accordo Blu Flag ) – spiega Massimo Bernardo  presidente del Port of Venice  -  nonché dei servizi urbani acquei di linea nella laguna e nei canali cittadini “. Dopo gli interventi introduttivi dei presidenti del Propeller Massimo Bernardo e  di Atena ing. Walter Prendin ,  a relazionare saranno    l’Ing. Roberto Formentini, membro dell’Associazione Italiana di Tecnica Navale, l’avv. Marco Seppi di Mestre (VE) e l’Ing. Andrea Galuppo di Ship Tecnical dello studio di ingegneria di S.T.S di Marghera (VE).

INDUSTRIAMOCI 2016: OLTRE 200 STUDENTI ALLA SCOPERTA DELLA FILIERA LOGISTICA DEL PORTO DI VENEZIA

I giovani studenti della provincia di Venezia alla scoperta delle aziende e del loro valore per il territorio. Si è tenuta oggi venerdì 11 novembre 2016,  “Industriamoci”, iniziativa di Confindustria Venezia che vede ogni anno le piccole e medie imprese associate aprire le porte dei propri stabilimenti ai giovani per diffondere la conoscenza della realtà produttiva e l’impegno quotidiano a favore della crescita economica del paese, mediante un momento di esperienza diretta.
L’evento rientra nella Settima Giornata Nazionale delle Piccole e Medie Imprese di Confindustria  e fa parte del calendario di iniziative della Settimana Europea delle PMI e di quelli della Settimana della Cultura d’Impresa, giunta alla XV Edizione.
Confindustria Venezia area Metropolitana di Venezia e Rovigo, per l’edizione di quest’anno ha voluto  far conoscere ad oltre 200 studenti delle Scuole secondarie di primo grado della provincia di Venezia, il mondo della logistica delle merci, in particolare quello legato al Porto di Venezia. Una iniziativa realizzata grazie alla partnership con l’Autorità Portuale di Venezia e al sostegno della Camera di Commercio Venezia Rovigo delta Lagunare.
Coinvolti i seguenti istituti: Scuola secondaria di 1° grado “Giuseppe Mazzini” di Noventa di Piave, Scuola secondaria di 1° grado “Giovanni Pascoli” di Noale e la Scuola Media “Bruno Maderna” di Chioggia.
Sono stati organizzati ben sei itinerari diversi per le diverse classi che hanno dialogato dal vivo con coloro che ogni giorno permettono a navi e merci di arrivare e partire dal Porto. CFLI haideato un workshop per approfondire le professioni del mare e della logistica anche grazie alla visita a 2 agenzie marittime (Tositti e Bassani) situate proprio nel waterfront portuale;  per le classi in tour a Porto Marghera invece la visita all’Ufficio delle Dogane di Venezia – che per la prima volta accoglie una delegazione di studenti – mentre 3 i terminal che hanno aperto le loro porte: Vecon per i container, Multiservice quale terminal multipurpose, e Grandi Molini Italiani come esempio di terminal industriale. L’Autorità Portuale invece ha accolto  i ragazzi in “Sala Comitato Portuale”, per poi accompagnarli in un tour guidato in barca risalendo i canali del porto turistico e commerciale.
Per Agnese Lunardelli, Presidente Comitato della Piccola e Media Industria di Confindustria Venezia: “ Con questa iniziativa vogliamo aprire le porte delle aziende ai ragazzi che si preparano a scegliere l’indirizzo dei loro studi alle scuole superiori facendoli entrare nel cuore della logistica portuale di Venezia. Un comparto fondamentale per l’economia del territorio, costituito da vari tasselli, dove accanto alle aziende produttive vi sono società di servizi, mostrando il ruolo determinante delle istituzioni. Vogliamo far conoscere la realtà delle PMI, quanto è importante il contributo che esse danno in termini di ricchezza e occupazione alla società. I giovani hanno toccato con mano la complessità e il fascino dell’organizzazione aziendale, le competenze e le figure, da quelle più tecniche a quelle commerciali. La mattinata è stata dunque una importante occasione di orientamento professionale finalizzata ad agevolare le scelte lavorative più adeguate a uno sbocco professionale nell’ambito del sistema produttivo veneziano”.

Trasporti: Confcommercio, Italia spezzata in due

In termini di logistica e trasporti l’Italia è un Paese spezzato in due: al Nord si viaggia (su gomma, su ferro, via mare), al Sud si aspetta. Fermi, o quasi, mentre le regioni del Centro fanno da “cuscinetto” a queste due realtà. A questa conclusione è giunta una approfondita ricerca di Confcommercio, presentata  al Forum Internazionale di Conftrasporto a Cernobbio, secondo la quale l’Italia per colmare il gap con l’Europa avrebbe bisogno di investimenti in infrastrutture per 18 miliardi di euro.

La ricerca conclude sottolineando la necessità che venga messo a punto un piano strategico “che indichi le priorità della politica dei trasporti”. Serve una selezione delle opere su cui puntare, un “comune campo da gioco per le imprese di autotrasporto italiane ed europee”, un cluster marittimo rafforzato attuando “tempestivamente” la riforma, un trasporto ferroviario merci competitivo, e, in ultimo, misure specifiche per il trasporto marittimo a corto raggio. La ricerca passa in rassegna treni, rete stradale e porti.

TRENI – Per quanto riguarda il trasporto merci ferroviario “la frattura è nettissima” rileva lo studio. Poco meno del 75% del traffico interno nazionale avviene tra le regioni a nord dell’Emilia Romagna, perché il materiale rotabile (vagoni e locomotori) è nella disponibilità di questa parte del Paese. Ma il rapporto si rovescia guardando alla distribuzione della rete: poco meno del 70% della rete ferroviaria si trova nelle regioni centrali, meridionali e nelle isole, solo il 30% al settentrione.

GOMMA – Per quanto riguarda invece la rete stradale, la ricerca mette in luce che quella italiana è “vecchia” e i piani di ammodernamento sono “inconcludenti”: “31 anni per aprire i 40 km della Variante di Valico Barberino-Sasso Marconi,, autostrada Tirrenica ancora ridotta a due monconi, la nuova Romeo sempre un’ipotesi. Senza parlare della Tirreno-Brennero: 9 lustri per compiere 9 km, e ne mancano ancora 76″. Secondo Confcommercio, il completamento dei diversi interventi richiederebbe interventi per circa 18 miliardi, più altri 2 da destinare al trasporto merci su rotaia. “Si tratta – riconosce la ricerca – di una somma importante corrispondente al valore di un Legge di Stabilità di media portata”.

PORTI – Meno negativa la situazione per quanto riguarda i porti italiani. Confcommercio riconosce che la riforma varata dal Governo “è una grande opportunità di crescita”. Tra i porti che riescono a sfruttare le loro potenzialità, Genova, Ravenna, Trieste, La Spezia. Resta molto da fare per recuperare come sistema Paese il gap con il nord Europa, ma la riforma punta nella direzione giusta.

Porto di Salerno: buone notizie per la razionalizzazione della sosta

Buone notizie al Porto di Salerno, per la sicurezza e la razionalizzazione della
sosta dei veicoli industriali per quanto riguarda la viabilità interna ed esterna
allo scalo. Giovedì 20 ottobre si sono incontrati nella sede dell’Autorità portuale
i rappresentanti delle autorità competenti, dei terminalisti e degli
autotrasportatori. Dopo un serrato ma proficuo scambio di opinioni sui punti più
delicati della questione, la riunione si è conclusa con l’impegno di tutti a non
intralciare la viabilità interna al porto con la sosta, anche temporanea, dei
veicoli industriali, in particola modo lungo la viabilità di uso comune a tutti gli
utenti. Dall’altro lato l’Autorità portuale di Salerno si è assunta l’impegno di
fare applicare in maniera sistematica, cosa ora possibile grazie alla recente
apertura giornaliera del varco Trapezio, il regolamento che prevede la possibilità
di accumulare i mezzi industriali anche lungo la tangenziale esterna allo scalo.

Nautica: crisi passata. Ucina, Salone merita attenzione

La crisi è alle spalle, il mercato interno offre segnali di ripresa e il Salone nautico di Genova, sopravvissuto e presidiato con difficoltà dagli operatori negli anni bui, rivendica ora il ruolo di unica vetrina internazionale della nautica meritevole di attenzione da parte del governo. E’ questo lo spirito con cui si è aperta la 56ma edizione della rassegna che ospita, su 180.000 metri quadri di cui 100 mila in acqua, 800 espositori (con tanti ritorni di marchi storici italiani e stranieri, soprattutto statunitensi e inglesi) e mille imbarcazioni. Giusti i richiami del ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda all’unità all’interno del comparto, afferma la presidente di Ucina Carla Demaria (arrivata dagli Usa in ritardo per problemi con gli aerei) riferendosi ai contrasti che hanno portato un gruppo di grandi marchi, assenti a Genova, a confluire nell’associazione Nautica Italiana, “ma il salone di Genova merita il contributo del Governo a prescindere dalle divisioni, perchè è la vetrina internazionale della nautica, è l’unico che soddisfa i criteri dell’associazione mondiale dei saloni del settore”. Anche il past president di Ucina, Massimo Perotti, sollecita una maggiore attenzione da parte dell’amministrazione centrale e afferma che “il focus sulla nautica si è spento”. Perotti in particolare mette l’accento sui ritardi nell’attuazione della delega al governo per la riforma del codice della nautica da diporto, “ferma dal 2012″, e la realizzazione del registro telematico delle imbarcazioni. Risponde il ministro per gli Affari regionali Enrico Costa, presente all’inaugurazione: “Il settore della nautica si è trovato in difficoltà e ha saputo rialzarsi da solo. Ora lo Stato deve fare la sua parte cancellando le troppe leggi che lo appesantiscono, non reintroducendone di nuove. Il compito dello Stato nel momento in cui ci sono le idee, le capacità e il talento, è raccogliere i frutti, non essere un ostacolo, non deve più mettere i bastoni tra le ruote agli imprenditori”. L’atmosfera che si respira, tra le banchine e gli stand, è comunque di ottimismo. Riparte il mercato del settore e questo significa la ripresa del mercato interno. Fanno da sfondo i dati snocciolati dagli addetti ai lavori: i contratti in leasing per l’acquisto di imbarcazioni cresciuti del 44% nei primi cinque mesi del 2106 (+26% in valore assoluto), il fatturato della nautica salito nel 2015 a 2,9 miliardi nel 2015 (+17,1% sul 2014), il primato dell’Italia nell’export delle unità da diporto entrobordo con una quota del 23,7%, davanti a Paesi Bassi e Germania

Nautica in ripresa, Salone al via con 800 espositori

Spinta da un mercato in ripresa, apre domani a Genova la 56ma edizione del salone nautico internazionale di Genova: 800 espositori, 1.000 imbarcazioni esposte su 180.000 mq di superficie di cui 100.000 in acqua, il più completo per varietà di tipologie merceologiche rappresentate. All’inaugurazione sarà presente Enrico Costa Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie in rappresentanza del governo, che prenderà parte al convegno convegno ‘Italia, Futuro. Il Salone che guarda al paese, il paese che vede il futuro’. “Ci meritiamo un grande salone nautico per averlo difeso e presidiato negli anni duri. Questa 56ma edizione sarà positiva perché il mercato ci accompagna – dice la presidente di Ucina Carla DeMaria -. Il fatturato globale della nautica è cresciuto del 17,1% nel 2015 rispetto al 2014 e i dati sul leasing nautico forniti da Assilea indicano per i primi cinque mesi del 2015 una crescita del 44% dei contratti e del 26% in valore assoluto rispetto ai primi cinque mesi del 2015″. Assenti i grandi marchi quali Azimut, Ferretti, Baglietto e Perini (“hanno commesso un errore”, dice Demaria), ma presenti tanti cantieri stranieri e italiani, alcuni di ritorno a Genova dopo anni di assenza, in particolare da Usa e Gb. Le nuove elaborazioni sui questionari della Nautica in Cifre, il compendio realizzato da Ucina Confindustria Nautica, quest’anno in collaborazione con la Fondazione Edison, confermano il primato dell’Italia in termini di export delle unità da diporto entrobordo per l’anno 2015 con una quota del 23,7%, prima di Paesi Bassi (19,6%) e Germania (15,9%). Prosegue quindi il percorso di rilancio, rinnovamento e internazionalizzazione della manifestazione con lo scopo di dare una spinta alla ripresa dell’export. L’Ice si presenta a Genova con 120 delegati, tra cui importatori e distributori di accessoristica, componentistica e imbarcazioni; responsabili di uffici tecnici, acquisti e progettazione di cantieri nautici internazionali, broker del settore e giornalisti esteri, tutti selezionati in accordo con Ucina, provenienti da 30 Paesi. Ma il salone è anche per gli appassionati un appuntamento annuale per vivere il mare a 360 gradi. Oltre alle prove in mare delle imbarcazioni si possono sperimentare in modo gratuito tutti gli sport dell’acqua. Quest’ anno sono previste anche due giornate interamente dedicate alla pesca con tutorial insieme ai più famosi pescasportivi italiani, incontri con gli atleti azzurri che hanno partecipato ai Giochi di Rio 2016 e per i velisti, la possibilità di provare l’ebbrezza di volare sull’acqua a bordo di catamarani che approdano a Genova per la prima volta con una tappa del circuito M32 Mediterranean Series.

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