Porti: Corsini presidente dell’Autorità Alto Tirreno

Stefano Corsini è il primo presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Alto Tirreno, che comprende i porti di Livorno e Piombino, quelli elbani (Porto Ferraio, Rio Marina e Cavo) e Capraia. È stato infatti firmato il decreto di nomina che permette all’ingegnere romano di insediarsi ufficialmente. “Ringrazio il ministro Delrio e il governatore Rossi per la fiducia accordatami – ha dichiarato Corsini – come ho avuto modo di dire nei giorni scorsi, c’è tanto su cui lavorare: dobbiamo costruire la nuova Autorità di Sistema e delineare una vision in grado di coniugare i punti di forza dei due principali scali portuali dell’Adsp. La prima cosa che farò sarà quella di chiedere alle Istituzioni e alle associazioni nazionali di categoria le designazioni per la costituzione del Comitato di Gestione e dell’Organismo di Partenariato della Risorsa Mare”.

Pino Musolino presidente Autorità Venezia-Chioggia

Pino Musolino è il nuovo presidente dell’Autorità di Sistema portuale del’Adriatico Settentrionale, che, nel nuovo piano nazionale, ricomprende e sostituisce le Autorità portuali di Venezia e Chioggia. “La vera grande novità – ha detto – è il nuovo ente, che va letto alla luce del piano strategico nazionale su porti e logistica, che considera anche la valenza strategica sovranazionale dei porti. Qui dobbiamo fare un’unificazione amministrativa tra due porti, Venezia e Chioggia, con caratteristiche diverse: è l’inizio di una nuova era, un’occasione unica per far partire bene una nuova macchina che faccia sì che quello che è a tutti gli effetti il porto del Veneto risponda alle necessità delle economie della nostra regione. Ed è questa l’unica via alternativa alla monocultura turistica di Venezia. Vorrei quindi che la mia presidenza fosse caratterizzata da meno polemiche e più risultati reali”. I primi atti firmati da Musolino sono le lettere a Regione, Autorità marittima e Città metropolitana per l’indicazione dei nominativi della nuova autorità di gestione. “Vorremmo avere – ha detto Musolino – l’intero sistema di governance in piedi entro fine aprile, per poter procedere alla nomina del nuovo segretario generale. Nei prossimi dieci giorni mi incontrerò comunque con tutte le istituzioni territoriali per presentarmi, entrare nel merito e discutere, perché c’è necessità di costruire una rete di rapporti istituzionali”. Riguardo a quelli che ha chiamato “convitati di pietra”, e cioè crociere, porto offshore, ma anche escavo dei canali e conca di navigazione, il nuovo presidente ha illustrato la sua metodologia: “Credo che non ci siano uomini soli al comando o portatori di verità assolute, ma sia necessario un percorso di ascolto, solo alla fine del quale il nostro può diventare decisore. E attenzione a non confondere la valutazione Via con le valutazioni di merito. Sulle crociere ho un paio di idee concrete, fattibili e, per certi versi, immediatamente cantierabili, ma cercheremo rapidamente di trovare una soluzione condivisa, che avrebbe più peso a Roma. Quanto al Voops, sottolineo che si tratta di un progetto modulare, nel quale il dato insindacabile è il grande terminal container in area Montesyndial, ottima iniziativa del mio predecessore che va portata a termine”. “Si tratta comunque – ha concluso Musolino – di emergenze, ma la vera sfida è quella di fare un piano regolatore del sistema portuale che ci consenta di costruire una pianificazione strategica dell’area fino al 2050 e oltre: è su questo che vorrei venisse valutato il mio mandato”.

Container da Salerno a New York,top player scelgono Gallozzi

Container da Salerno a New York in quindici giorni: i “Top Player” dello shipping mondiale scelgono il Terminal del Gruppo Gallozzi (SCT). Sono stati, infatti, firmati gli accordi commerciali tra Salerno Container Terminal SpA e le due nuove mega aggregazioni dello shipping mondiale – “Ocean Alliance” e “The Alliance” – che hanno scelto il Terminal del Gruppo Gallozzi nel porto di Salerno quale approdo di riferimento nel Sud Italia. La prima comunicazione ufficiale al mercato è stata data dalla compagnia francese CMA-CGM che, insieme con le cinesi COSCO SHIPPING e OOCL e con la taiwanese EVERGREEN, dal prossimo mese di aprile renderà operativo il collegamento settimanale full container di “Ocean Alliance” con gli Stati Uniti (New York, Norfolk, Savannah, Miami). “In una fase di grande fermento del mercato americano – commenta Agostino Gallozzi, Presidente di Gruppo Gallozzi SpA – il collegamento marittimo tramite Salerno Container Terminal assicurerà ulteriori opportunità competitive alle aziende esportatrici della Campania e del Centro/Sud Italia, particolarmente nel comparto del food, ma non solo. Ad un anno di distanza dal lancio su Salerno del servizio di collegamento settimanale – in partnership con la tedesca Hapag Lloyd – con Australia, Cina (via Singapore), Sud Est Asiatico (via Port Kelang), India e Nord Europa, la CMA-CGM ha deciso di raddoppiare gli scali nel nostro porto premiando un’esperienza che si è rivelata positiva ed in sintonia con la domanda di approdi diretti nel Sud Italia”. A breve anche l’altro grande consorzio mondiale – “The Alliance” – annuncerà i nuovi servizi offerti dal porto di Salerno. “The Alliance” – specifica Gallozzi – vede aggregate insieme le linee della tedesca Hapag Lloyd, con quelle delle giapponesi K Line, NYK, MOL e della taiwanese Yang Ming. Hapag Lloyd ha eletto Salerno quale proprio main regional port al servizio dei mercati del Meridione d’Italia, garantendo ben cinque approdi alla settimana (import ed export per tutti i continenti ed ogni area del Mediterraneo)”. “In questo momento – sottolinea ancora Gallozzi – desidero anche fare riferimento alla capacità che abbiamo dimostrato di formare una straordinaria squadra composta da tante donne e uomini della nostra terra ed alla indispensabile scelta di condivisione degli obiettivi con tutto il cluster portuale. Sono questi gli elementi alla base del successo del nostro scalo che intende contribuire in questo modo al decollo della nuova piattaforma portuale di sistema del Tirreno Centrale, che la nuova Autorità guidata dal presidente Spirito si accinge a realizzare”

Genova-Savona al Fruit Logistic di Berlino

Il nuovo sistema portuale del Mar Ligure Occidentale si presenta al Fruit Logistica di Berlino, la più grande vetrina internazionale specializzata nel settore ortofrutticolo (2.800 espositori provenienti da tutto il mondo e un’affluenza di 70 mila visitatori professionali provenienti da 130 diversi Paesi), con il primato tra gli scali del Mediterraneo per tonnellate di frutta movimentate (99 mila teu refrigerati). Della delegazione dell’Autorità di Sistema fanno parte diversi operatori tra cui il Terminal Sech e Voltri Terminal Europa di Genova, il Reefer Terminal di Vado del Gruppo Apm Terminals-Maersk. Refeer Terminal di APM Vado ha mantenuto sostanzialmente stabile nel 2016, rispetto agli anni passati, il suo traffico dedicato all’ortofrutta, attestando una movimentazione pari a 454.463 tonnellate e circa 18 mila TEU refrigerati. VTE con 37.992 contenitori refrigerati ha fatto un balzo in avanti del 20% sul dato 2015, con le movimentazioni in export che arrivano a coprire il 70%. Si è attestato sui 5.000 TEU reefer il traffico del Terminal SECH che completa così un’offerta sempre più specializzata per il settore perishable nell’area del nord ovest

Allarme Federagenti, ‘La riforma portuale è al palo’

Troppi ritardi stanno frenando l’attuazione della riforma della portualità. “Ci sono voluti dieci anni per farla, ora speriamo che non ne siano necessari altrettanti per renderla esecutiva e applicarla compiutamente” lancia l’allarme Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti, la federazione nazionale degli agenti raccomandatari marittimi e mediatori marittimi. Varata sei mesi fa, la riforma resta ancora “in mezzo al guado” sottolinea Duci: con ancora sei/sette porti alla ricerca di un presidente “sembrano riemergere logiche di carattere puramente politico per posizioni che richiederebbero oggi soggetti dotati, come la riforma prevede, di professionalità ed esperienza incontestabili”.

Vale per i vertici delle Autorità portuali di sistema ma anche per i comitati di gestione “che salvo rare eccezioni propongono scelte qualitativamente discutibili”. Le categorie produttive con la riforma non fanno più parte del comitato, l’organo decisionale del porto, bensì del tavolo di partenariato, consultivo, che però secondo Duci potrebbe giocare un ruolo forse ancora più di peso per gli imprenditori. “Ma non si è partiti con il piede giusto e lo stesso vale per il tanto enfatizzato tavolo nazionale di coordinamento delle scelte” sottolinea Duci che denuncia: “Questo tavolo, finora inesistente, del quale non si conoscono neppure i nomi dei componenti ministeriali, sta già diventando il terreno per una rissa fra categorie alla ricerca di poltrone e ruoli”.

Delrio, 2016 anno record per scali italiani

“I porti italiani hanno fatto un 2016 record”. Lo ha detto ad Ancona il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Graziano Delrio che ha partecipato all’inaugurazione dei lavori di potenziamento della Banchina 22 che ospitava anche i silos dell’ex Bunge. Gli scali “hanno superato gli 11 milioni di passeggeri, che è un record storico, e 10,5 milioni di teu (unità di misura dei container; ndr). Sono dati provvisori ma penso verranno confermati tra poco. Quindi – ha rimarcato Delrio – è stato un anno di crescita e consolidamento, dobbiamo continuare così. Ancona per noi è un punto insostituibile, una delle porte dell’Oriente, quindi – ha concluso – mi raccomando di continuare così, sono sicuro che lo farete

Porto Ancona, nel 2016 più traffico merci e crocieristi

Traffico merci e crocieristi in aumento nel 2016 nel porto di Ancona, che conferma l’andamento positivo degli ultimi anni. Sono 8,9 le tonnellate di merci complessive movimentate, +4% sul 2015. Positive le performance delle merci liquide (oltre 5 milioni, +6%, quelle rinfuse movimentate dalla Raffineria Api) e di quelle solide (3,9 milioni di tonnellate, +1%). Numero di tir trailer e container in aumento. Unica diminuzione (-13%) le merci solide rinfuse a causa del calo del carbone come fonte energetica. Positiva però la movimentazione sulle tratte albanese e croata. Per il traffico passeggeri, anche nel 2016 i transiti hanno superato il milione. E anche se è lievemente in calo il traffico traghetti, c’è una crescita significativa del traffico crocieristico con 54.901 passeggeri (+40%). Per la prima volta vengono presentati i dati degli altri scali dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico centrale: quello di Pesaro ha registrato 7.213 passeggeri sulla direttrice croata; lo scalo di Pescara ha visto transitare 3.930 passeggeri da/per la Croazia e ha movimentato 126.558 tonnellate di rinfuse liquide (benzina super e gasolio); lo scalo di Ortona nel 2016 ha movimentato complessivamente otre un milione di tonnellate di merci, di cui 430.337 tonnellate di rinfuse liquide e 438.014 di merci solide. I passeggeri in imbarco/sbarco per la Croazia sono stati 653.

Genova, nel 2016 record per container e crociere

Per il terzo anno consecutivo, nel 2016 il porto di Genova ha segnato un record nel traffico contenitori che è aumentato del 2,5% rispetto al 2015, arrivando a quota 2.297.917. Nonostante il calo degli olii minerali (-7,6%) e delle rinfuse solide (-38%) la somma di merce containerizzata, convenzionale e rotabili sale del 2,7% a 31.595.637 tonnellate, anche se il totale complessivo del porto registra un calo dell’1%. Bene il traffico passeggeri che segna l’altro record del porto di Genova che nel 2016 ha superato il milione di crocieristi (1.017.368 per la precisione), con un incremento del 19,9% rispetto al 2015. In crescita anche i passeggeri dei traghetti che hanno totalizzato un +4,4% salendo oltre i due milioni (2.093.064). In totale, sommando crociere e traghetti, i passeggeri sono arrivati a 3.110.432 segnando un incremento del 9%. Tornando al traffico container, a trainare la crescita è stato il terminal Psa-Vte che macina la quota di gran lunga più consistente dei traffici del porto di Genova e nel 2016 ha registrato un incremento dell’11,2% che lo ha portato a 1.375.853 teu sui 2.297.917 totali dello scalo. I container sono aumentati anche al Terminal Messina (+2,5%) a 203.942 teu, mentre ha registrato una contrazione del 23,7% il Terminal Sech che è sceso a 294.252. Ed è rimasto pressoché stazionario il Terminal Spinelli a 317.302 teu (-0,7%). Le navi che hanno scalato il porto nel 2016 sono state in tutto 6.629.

LA “CURA DEL FERRO” PARTE DA PORTO MARGHERA

Rail Cargo Carrier Italy, la società del gruppo austriaco RCA che opera come impresa ferroviaria nell’area tra Triveneto, Lombardia ed Emilia Romagna ha spostato a Porto Marghera – al Vega – la sede operativa. La scelta di trasferire la sede operativa a Porto Marghera da Novi Ligure (Alessandria) risponde all’esigenza di collocarsi al centro della zona d’azione dei treni trainati dall’impresa che segue lo spostamento a Nord Est della manifattura italiana esportatrice.

Venezia diventa così il centro nevralgico della rete ferroviaria usata da Rail Cargo Austria per l’Italia e potrà così continuare a contribuire a quella “cura del ferro” fortemente voluta dal Governo.

L’attività di Rai Cargo Austria si viene, peraltro, ad aggiungere a quella di altri operatori che hanno anch’essi aumentato i loro servizi ferroviari da e per il porto di Venezia. E’ così che nel 2016 le nuove linee attivate e l’impegno degli operatori hanno fatto segnare il migliore risultato ferroviario di sempre: dal Porto di Venezia sono infatti stati movimentati circa 90.000 carri segnando un +25% rispetto al 2015, dato raddoppiato rispetto alla media annua del precedente quinquennio. Numeri che si traducono in 2.25 milioni di tonnellate di merce imbarcata su treno, rispetto agli 1,8 milioni del 2015. Le nuove linee, totalmente intermodali, che coniugano ro-ro in arrivo a Fusina e trasporto ferroviario, sfruttano la direttrice che passa per il Brennero collegando la Grecia e il Mediterraneo al Nord Europa in pochi giorni.

Catania sede dell’Autorità di Sistema Portuale di Sicilia Orientale

Il ministro dei Trasporti Graziano Delrio ha firmato il decreto con cui si stabilisce che il capoluogo etneo sarà il punto nevralgico del ‘Sistema portuale del Mare di Sicilia Orientale’. Il sindaco Enzo Bianco ha espresso la sua “soddisfazione”. “Catania – ha detto – sarà per i prossimi due anni la sede dell’Autorità di Sistema Portuale, un ulteriore, importante riconoscimento per la nostra città grazie alla credibilità che in questi anni ha conquistato a livello nazionale e internazionale. Il porto di Catania cresce, una crescita che punta anche sulla piena sinergia con quello di Augusta, entrambi punti strategici per lo sviluppo economico del Distretto del Sud Est, il più produttivo e attivo dell’intera Sicilia”.

“Il Porto di Augusta – ha aggiunto Bianco – è una delle strutture più importanti del Sud Italia e la sua unione con quello di Catania, ognuno con e le sue competenze e specialità, può far nascere un grande sistema portuale. La posizione strategica lo consente, l’impegno e la professionalità lo rendono possibile e adesso, finalmente, ci sono anche le condizioni amministrative e organizzative”. “Un ruolo importante – ha continuato il sindaco di Catania – lo hanno svolto il Governo Regionale guidato dal presidente Rosario Crocetta e, in particolare, ha dato un forte contributo l’assessore alle Infrastrutture Giovanni Pistorio. Insomma la nascita dell’Autorità di sistema permette di sviluppare ancora di più ed esaltare le potenzialità dei nostri porti”. Nei mesi scorsi il sindaco di Catania e quello di Augusta, Maria Concetta Di Pietro, si sono incontrati proprio per sviluppare una collaborazione sempre più concreta ed efficace

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