Terrorismo: Minniti;minaccia imprevedibile,controllati porti

Gli attentati di Berlino e Istanbul hanno riproposto un quadro della minaccia terroristica che non solo non è cessata, ma si è rilanciata trasmettendo un elemento di fortissima pericolosità e notevole imprevedibilità che pone il problema di come rafforzare le frontiere esterne dell’Unione Europea e le frontiere del nostro Paese”. Lo ha detto al question time il ministro dell’Interno, Marco Minniti, sottolineando che tra i “punti strategici” da monitorare ci sono le frontiere aeree, marittime e terrestri. “Presso gli scali portuali della costa adriatica e altre località – ha spiegato Minniti – sono stati avviati mirati servizi di sicurezza, con verifiche approfondite su passeggeri per impedire l’ingresso di soggetti pericolosi nell’area Schengen”. Inoltre, ha aggiunto, “è stato rafforzato il rapporto con l’intelligence e con le forze di polizia degli altri Paesi per avere una maggiore copertura informativa sulle dinamiche migratorie che interessano i nostri confini”. Il ministro ha poi definito “falsa” l’indicazione che i centri di accoglienza sono utilizzati come rifugi per compiere attentati ed ha ricordato che “dal 2015 sono state fatte verifiche sui passeggeri di 450 navi e sono state controllate 26mila persone

Livorno, nel 2016 cresce il traffico dell’Interporto Vespucci

L’Interporto Toscano Vespucci di Livorno chiude l’anno con numeri in crescita: 605 mila transiti totali e 239 treni nel 2016, con un boom nell’automotive: +174% rispetto al 2015. Aumenti importanti registrati anche sul traffico ferroviario che con 239 treni fa segnare un +69% rispetto all’anno precedente.

Un anno più che positivo, con segnali di crescita sia in termini di risultati che di volumi di affari. I numeri relativi ai traffici relativi all’anno che si è appena concluso confermano la buona salute dell’Interporto Vespucci: nel 2016 il numero di transiti totali presso i varchi interportuali è stato di 605.000 autotreni rispetto ai 448.000 del 2015, con un incremento pari a circa il 35% del flusso logistico. Con riferimento alle categorie merceologiche trattate, le merci varie confermano di essere il core business principale della struttura, importanti anche i numeri fatti registrare nel settore dell’automotive (62 mila camion, +174 % rispetto al 2015). Per quanto riguarda il traffico ferroviario, sono arrivati e partiti dal Vespucci 239 treni, di cui 63 specializzati nel trasporto dei container e tutti diretti o provenienti da Verona. Nel 2015 i treni sono stati 141: quindi l’aumento generale è stato del 69%.

“I dati statistici del 2016 – ha detto l’ad dell’Interporto Bino Fulcieri – confermano l’elevato livello dei servizi logistici offerti alle circa 40 aziende che operano nella nostra struttura. L’Interporto sta progressivamente abbandonando la vocazione prettamente immobiliarista per diventare un polo integrato capace di combinare innovazione tecnologica, intermodalità e servizi logistici a valore aggiunto crescente.

Vogliamo continuare a crescere. Con la realizzazione dello scavalco ferroviario tra porto e interporto, il Vespucci potrà a diventare un nodo logistico fondamentale per lo sviluppo dello scalo labronico e per il decongestionamento delle sue banchine”

Mancato dragaggio porto Mazara: sindaco, è una vergogna

Come si può tollerare quello che si sta verificando intorno alla mancata escavazione del Fiume Mazaro?”. Lo chiede il sindaco di Mazara del Vallo, Nicola Cristaldi commentando gli oltre 5 anni che non sono bastati alla Regione siciliana per procedere al dragaggio e alla messa in sicurezza del Porto Canale.

“Dal 2011 – dice Cristaldi – la Regione deve procedere all’individuazione della ditta esecutrice dei lavori e dopo diverse peripezie a nulla è valsa l’aggiudicazione della gara, stante che dopo aver individuato la ditta vincitrice la stessa gara è stata praticamente annullata, fatto che determina il deterioramento ulteriore della situazione nonché il pericolo igienico-sanitario e di sicurezza pubblica”. “Di fatto – aggiunge il sindaco – il Porto Canale di Mazara del Vallo è praticamente ‘inagibile’ a causa della mancata escavazione. Tutta la vicenda – conclude il già Presidente dell’Ars – è una vergogna che dimostra l’incapacità degli apparati regionali di spendere i soldi provenienti in Sicilia dall’Europa e da Roma”.

Domani mattina intanto arriverà Mazara del Vallo Giuseppe Micali titolare della ditta Ecol2000 di Messina vincitrice della gara di appalto per il primo stralcio dei lavori di escavazione del porto canale.

La Spezia, il Tar respinge il ricorso degli ambientalisti

Il Tar della Liguria ha respinto il ricorso presentato dall’associazione ambientalista Vas (Verdi Ambiente e Società) riguardante interventi di riqualificazione e sviluppo nel porto della Spezia. Il Tribunale amministrativo ha ritenuto “infondata” la richiesta di Vas che aveva impugnato atti di via libera del Ministero dell’Ambiente ai progetti previsti nell’ambito 5 (Marina della Spezia) e ambito 6 (porto mercantile), con contestazioni sull’esclusione della procedura di VIA (valutazione impatto ambientale). Nel 2014 l’Autorità Portuale della Spezia, visto l’aumento della domanda di traffico crocieristico, aveva approvato un progetto di adeguamento tecnico-funzionale che interessa gli ambiti 5 e 6. Sono previste queste opere: raddrizzamento e ampliamento del Molo Italia, realizzazione del nuovo Molo Crociere a servizio della Stazione Marittima, ampliamento a mare del Molo Garibaldi, realizzazione Terzo Molo in zona Fossamastra, ampliamento a mare della Marina del Canaletto e del Terminal del Golfo. “L’associazione Vas lamenta che l’intervento comporterebbe la concentrazione del traffico terminalistico in prossimità dell’area urbana, l’alterazione delle visuali da e verso il porto e la compromissione della bellezza del Golfo dei Poeti – spiega il Tar nella sentenza – Gli aspetti paesaggistici e ambientali, però, sono stati debitamente valutati nell’ambito del procedimento di screening e il parere della Commissione di Via. Il progetto è stato anche valutato dalla competente Soprintendenza che si è pronunciata favorevolmente in ordine alla sua compatibilità paesaggistica”.

Porto Napoli: comitato gestione,Messineo segretario generale

E’ Francesco Messineo il segretario generale della neonata Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno centrale. La nomina di Messineo è stata ratificata oggi nel corso della prima seduta del Comitato di Gestione nella sede del porto di Napoli. Il comitato si è insediato e ha deliberato all’unanimità la nomina proposta dal presidente Pietro Spirito. Oltre alla nomina di Messineo, il Comitato ha approvato il bilancio di previsione 2017 e l’avvio della discussione sul Piano Operativo dell’Autorità di Sistema del Mar Tirreno Centrale. Il bilancio di previsione, approvato all’unanimità, prevede per l’anno appena iniziato di effettuare investimenti per 18 milioni di euro, con un leggero avanzo economico di 73.323 euro. E’ stata anche avviata la discussione sul piano operativo che proseguirà nella prossima riunione del 25 gennaio.
Il comitato di gestione che si è insediato oggi, e resterà in carica fino al 2020, è composto da Luigi Iavarone (designato dalla Regione Campania), Umberto Masucci (Città Metropolitana), Arturo Faraone (Direzione Marittima della Campania). Assente per motivi personali Gaetano Criscuolo, membro designato dal Comine di Salerno). Sulla nomina di Messineo, che era egli stesso candidato alla presidenza dell’autorità di sistema, Pietro Spirito ha spiegato: “Messineo presenta una competenza non solo della macchina amministrativa ma anche della complessa attività che contraddistingue il governo di un porto. Le sue competenze di carattere tecnico costituiscono un valore aggiunto per la realizzazione degli investimenti necessari allo sviluppo dei porti di Napoli, Castellammare di Stabia e Salerno”. Messineo, ingegnere, è stato per otto anni segretario generale dell’Autorità Portuale di Salerno, dirigente dell’Area Presidente dell’Autorità Portuale di Gioia Tauro e infine presidente per quattro anni dell’Autorità Portuale di Massa Carrara.

Napoli, in aumento traffico container e passeggeri

Dopo quasi tre anni di Commissariamento e scioperi il traffico container nel Porto di Napoli ha fatto registrare una crescita: +10,3 per cento rispetto al 2015 con un’impennata dai 438.280 teu del 2015 ai 483.481 dello scorso anno.

L’attività, nello scalo partenopeo, va avanti ancora con gli stessi spazi, inalterati da 20 anni, in attesa della nuova banchina, in fase di costruzione, che potrà ospitare anche navi oltre le diecimila teu, con un tonnellaggio doppio rispetto alle attuali navi che approdano nel capoluogo partenopeo. La nuova struttura, inoltre, dovrebbe portare anche all’assunzione di 600 nuovi addetti, escluso l’indotto.

La Co.Na.Te.Co. da solo ha registrato un aumento, rispetto a due anni fa, del 13,36 per cento.

Buone notizie anche per il traffico crocieristico, che segna un lieve aumento del 2,8 per cento, passando da 1.269.571 passeggeri nel 2015 al 1.306.151. Una crescita dovuta, in massima parte, dalla decisione presa da molte società crocieristiche, di evitare per ragioni di sicurezza in alcuni paesi del Nord Africa.

Livorno si candida a essere polo nazionale formazione

Livorno si candida a diventare un polo nazionale di formazione con un lavoro di squadra tra soggetti pubblici, sindacati e associazioni imprenditoriali. Due progetti, List e Best, sono stati appena approvati dall’Ue e ammessi al finanziamento di 650 milioni di euro provenienti dal bando del Fondo Sociale Europeo 2014-2020, che destinava 1,3 milioni di euro alla formazione strategica per arrivare all’obiettivo di far diventare la costa toscana un polo di riferimento per intercettare le esigenze formative su scala nazionale e mediterranea in ambito portuale, logistico, industriale, con particolare riguardo al Gnl. Sono le linee guida del processo di engineriing formativo che presto potrebbe portare sul territorio nuova occupazione con l’inserimento di operatori della nautica da diporto, tecnici della cantieristica, piccoli imprenditori dei settori navale e portuale. Le persone coinvolte nella formazione nell’arco dei prossimi 18 mesi saranno 400, secondo un programma preciso e definito con le imprese coinvolte grazie a un protocollo d’intesa tra soggetti pubblici (Autorità Portuali di Livorno e di Piombino e Provincia di Livorno), sindacati (Cgil, Cisl e Uil) e rappresentanze imprenditoriali (Confindustria, Cna, Asamar, Spedimar, Spedizionieri Doganali) e voluto dalla Port Autohority di Livorno per definire un programma di offerta formativa tarato sulle esigenze reali del territorio. I due progetti ammessi al finanziamento si rivolgono rispettivamente alla logistica e alla nautica da diporto. Il primo vede il coinvolgimento di numerose imprese industriali e logistiche che gravitano attorno alle infrastrutture chiave del “nodo logistico complesso della costa nord tirrenica”: dal porto di Livorno a quello di Piombino, dall’Interporto Vespucci alla Darsena Pisana, sino all’interporto di Prato e all’area fiorentina. Il secondo è un esempio concreto di cooperazione tra l’Autorità Portuale di Livorno e Navigo, consorzio che raggruppa le imprese del settore nautico e guarda alla nautica e alla “blue economy” come settori in grado di consolidare e rafforzare l’economia territoriale e regionale. “A partire dai nodi portuali, interportuali e logistici della costa – ha detto il commissario dell’Authority livornese, Giuliano Gallanti – è possibile lanciare un’iniziativa per una formazione strategica non solo di livello regionale ma anche nazionale. Attraverso la sinergia tra soggetti pubblici e privati possiamo creare una realtà strutturata per la formazione e attivare procedure di monitoraggio delle ricadute occupazionali in porto”

Fagioli e Rina alleati per piattaforma Hebron

Collaborazione tra Fagioli e Rina per la piattaforma petrolifera Hebron al largo delle coste canadesi dell’isola di Terranova e del Labrador, a 350 chilometri da Saint John. Fagioli, azienda emiliana specializzata in trasporti eccezionali, si è occupata del sollevamento e dell’installazione delle gigantesche strutture della piattaforma petrolifera. Rina Services, società del gruppo genovese Rina, ha effettuato la verifica tecnica del progetto, necessaria per la sicurezza dell’operazione, complicata dalle dimensioni dei ‘pezzi’ da assemblare e dal vento. La piattaforma comincerà le estrazioni a fine 2017. Costruita utilizzando una struttura di cemento che si ‘auto-supporta’ grazie alla sola forza di gravità, sarà in grado di sopportare l’impatto con gli iceberg e le difficili condizioni meteo-marine della zona. La sfida più complessa per Fagioli e Rina è stata l’integrazione del modulo da 45 tonnellate (Utility process module, Upm) con il modulo alloggi, da 4 mila tonnellate, effettuato con un pontone di appoggio. “Vista l’altezza della struttura, ogni minimo movimento della chiatta risulta amplificato sulla sommità del modulo – spiega Dino Cervetto, direttore servizi tecnici di Rina Services -. L’analisi della stabilità, in particolare, oltre a quella della capacità di sostenere le difficili condizioni ambientali e dell’integrità strutturale, è stata indispensabile per la buona riuscita”

Napoli,stretta su ingressi, si pagherà quasi 1000 euro

Stretta del porto di Napoli sui permessi di accesso alle strade interne dello scalo partenopeo.Il nuovo presidente Pietro Spirito in un’ordinanza ha deciso di innalzare le tariffe per ottenere il lasciapassare che attualmente costa 25 euro l’anno. La tariffa sale ora a 800 euro più iva, quindi quasi 1000 euro. L’accesso al porto di Napoli viene comunque garantito a chi lavora e risiede nello scalo partenopeo, ma la stretta sugli accesi riguarda migliaia di napoletani: attualmente sono circa 10.000 le persone che hanno un permesso di accesso alle vie interne dello scalo. Per snellire il traffico interno il nuovo presidente dell’autorità di Sistema Portuale del mar Tirreno Centrale (Napoli, Salerno e Castellammare) ha stabilito le nuove regole di circolazione delle vetture nel porto, valide a partire dal 1 gennaio. Nell’ordinanza su “disciplina dell’accesso, circolazione e sosta dei veicoli nel porto di Napoli”, la prima da quando Spirito si è insediato, si spiega che “con un percorso di graduale adeguamento che si completerà a marzo, l’accesso è consentito solo a chi lavora e risiede nello scalo partenopeo. In particolare vengono individuate tre categorie di soggetti: i lavoratori e i residenti stabili che mantengono la precedente disciplina; gli enti con saltuarie frequentazioni che pagheranno un corrispettivo pari a euro 145 più IVA; i frequentatori esterni che pagheranno un corrispettivo di euro 800 più IVA”.

“Le disposizione si rendono necessarie – ha precisato Pietro Spirito – per migliorare la viabilità interna al porto, per razionalizzare gli spazi che sono insufficienti e che devono essere destinati primariamente alle attività portuali. Le risorse derivanti dal pagamento dei corrispettivi degli accessi saranno destinati al miglioramento del sistema di informazioni alla clientela, passeggeri e merci”. Ogni giorno nel porto di Napoli circolano centinaia di tir destinati alle autostrade del mare o che trasportano i container dalle navi alle loro destinazioni in tutta Europa. (

Porto Torres, lavori nello scalo salvando Posidonia

Una soluzione per andare avanti con l’hub portuale di Porto Torres salvando anche la prateria di Posidonia. Lunedì scorso nella sede del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, presenti i vertici dell’Autorità portuale del nord Sardegna, è stato raggiunto un primo accordo su una strategia condivisa per superare il leggero rallentamento provocato dal rinvenimento di circa un ettaro di Posidonia nelle aree interessate dai lavori.

Il primo passo è quello di prevedere un vero e proprio spostamento della prateria di Posidonia rispetto all’attuale posizione. Tecnicamente si proporrà di attuare un trapianto delle piante interessate dall’impronta del molo in un sito limitrofo e con caratteristiche analoghe. La nuova posizione consentirà, quindi, la prosecuzione dell’ossigenazione dei fondali, dell’attività di contrasto del trasporto dei sedimenti marini, oltreché, la sussistenza di un’area di riparo e di riproduzione per la fauna ittica. Inoltre, a compensazione dell’intervento, previo accordo con l’Ente Parco nazionale dell’Asinara e sulla base di specifiche linee guida dell’Unione Europea e dell’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale, la proposta da avanzare è quella di posare di dissuasori antistrascico nell’omonima Area Marina Protetta.

Suggerimento, questo, avanzato dagli esperti del ministero dell’Ambiente, per salvaguardare le piante presenti e riequilibrarne gli effetti benefici per l’habitat marino.

“Quella di lunedì si è rivelata una riunione molto proficua e fondamentale per il proseguo delle attività di realizzazione dell’Hub portuale – spiega Pietro Preziosi, commissario straordinario della Port Authority del Nord Sardegna -.

L’impegno e la sensibilità dei funzionari del ministero dell’Ambiente ci porterà ad avanzare la formulazione di alcune proposte condivise che, sono sicuro, prenderà corpo entro qualche settimana”. Un’opera strategica, quella dell’Hub Portuale, aggiudicata definitivamente nel 2014, che una volta completata consentirà di rendere agevole l’ingresso e l’uscita delle navi riducendo l’agitazione ondosa nell’avamporto e nel porto interno.

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