CS Mare,integrare strategie industriali-politiche

E’ necessaria una “forte integrazione” tra le strategie industriali, le politiche europee e le realtà nazionali perché la cantieristica europea resti leader nel mondo. E’ il messaggio del Centro Servizi per il Mare alla conferenza organizzata in occasione della Shipping Week Ue dall’associazione europea Sea Europe sul tema “European maritime technology: a future for Europe”, dove al cuore della discussione ci sono stati sostenibilità e innovazione, competitività dell’industria navale europea e formazione. “Le Pmi che rappresentano l’anima del CS Mare insieme al mondo accademico sono protagoniste determinanti nel mantenimento dei vantaggi competitivi che consentono all’industria cantieristica europea e nazionale di essere leader nei comparti tecnologicamente più complessi e avanzati del settore”, ha dichiarato la direttrice generale del CS Mare Evelin Zubin. Però, ha avvertito, “il mantenimento di questa leadership richiede una forte integrazione tra le strategie industriali e le politiche comunitarie e un efficace raccordo fra queste e le realtà nazionali”. E questo, ha ricordato Zubin, “è il ruolo che CS Mare sta svolgendo al servizio delle Pmi di cui è espressione”.

Tra i contributi attivi che il Centro servizi sta dando in questa direzione e in piena sintonia con le priorità evidenziate durante il dibattito a Bruxelles, ci sono per esempio i progetti europei in ambito TEN-T rivolti all’impiego dell’Lng nel trasporto marittimo (anche attraverso la realizzazione di apposite infrastrutture), alla digitalizzazione del settore e alla creazione delle competenze necessarie per garantire la sicurezza a bordo e a terra.

Cons. Stato, riforma Autorità innovativa ma non basta

La riforma delle Autorità portuali ha “un approccio innovativo”, delinea la “riorganizzazione e semplificazione di un sistema portuale ultra ventennale, considerato troppo complesso e frammentato” e individua “procedure più snelle e meritocratiche per la scelta dei futuri vertici delle Autorità”. Ma “da sola” non è “sufficiente a ridare slancio economico al ‘Sistema Mare’ dell’Italia, con il rischio, quindi, che si indebolisca o resti incompiuta”. E’ quanto afferma il Consiglio di Stato, che ha stilato un parere sullo schema di decreto in materia. Governance e semplificazione di organi e poteri: sono questi due aspetti della riforma delle Autorità portuali su cui il Consiglio di Stato manifesta “preoccupazione” nel parere redatto dalla Commissione speciale sul provvedimento. Per quanto riguarda la governance, in particolare, i giudici amministrativi raccomandano di “assicurare l’effettiva separazione tra attività di gestione del porto e attività economiche di interesse portuale” e chiedono quindi che venga reso più chiaro ed esplicito nel testo normativo “il divieto per le Autorità di governo di svolgere operazioni economiche in ambito portuale, anche indirettamente per il tramite di società partecipate”. Un ulteriore richiamo riguarda poi la semplificazione di organi e poteri intermedi: “sul fronte della riorganizzazione potrebbero, infatti, verificarsi – segnala il parere – duplicazioni dei centri decisionali, con il rischio di aumentarne la frammentazione ed i costi”. “La riforma – spiega in una nota – si sentiva certamente come necessaria e le linee generali del parere restano condivise in particolar modo sulla riorganizzazione e semplificazione di un sistema portuale ultra ventennale, considerato troppo complesso e frammentato. Ne sono un esempio la riduzione delle attuali 24 ‘Autorità portuali’ e il passaggio a 15 nuove ‘Autorità di sistema portuale’, cui vengono conferite anche le funzioni di raccordo nei confronti di tutte le amministrazioni aventi competenza sulle attività in ambito portuale. Così come apprezzata è l’individuazione di procedure più snelle e meritocratiche per la scelta dei futuri vertici delle Autorità. Il Consiglio di Stato invita, quindi, a mantenere coerente l’impianto di riforma, senza cedere a deroghe e dilazioni, su spinta delle istanze regionali e locali, non sostenute da forti motivazioni oggettive. L’approccio è certamente innovativo, non solo dal punto di vista giuridico, ma anche socio-economico”. “Tuttavia il Consiglio di Stato è convinto che la riforma, da sola, non sia sufficiente a ridare slancio economico al ‘Sistema Mare’ dell’Italia, con il rischio, quindi, che si indebolisca o resti incompiuta. Ciò che occorre è una più strutturata consultazione degli stakeolders, una pianificazione più strategica nazionale, ed una maggiore apertura al mondo della logistica e dell’intermodalità, in cui vengano portate avanti anche altre riforme in itinere strettamente collegate, come ad esempio quella degli interporti. Al tempo stesso il Consiglio di Stato si dice preoccupato su due aspetti: quello della governance, in cui si raccomanda di assicurare l’effettiva separazione tra attività di gestione del porto e attività economiche di interesse portuale, rendendo, quindi, più chiaro il divieto per le Autorità di governo di svolgere operazioni economiche in ambito portuale, anche indirettamente per il tramite di società partecipate. E quello della semplificazione di organi e poteri intermedi: sul fronte della riorganizzazione potrebbero, infatti, verificarsi duplicazioni dei centri decisionali, con il rischio di aumentarne la frammentazione ed i costi. Difetti che andrebbero corretti e monitorati, onde pregiudicare la portata innovatrice dell’intervento e l’effettivo raggiungimento degli obiettivi prefissati”.

VENEZIA DA 20 ANNI PORTO DELL’IRAN

Lascia gli ormeggi dal terminal Multiservice di Porto Marghera la “BSLE Genova” della compagnia marittima BSLE ITALIA che prosegue il servizio che dal 1992 collega Venezia con i principali porti Iraniani e del Golfo Persico.

Nei giorni dell’importante Missione del Premier Renzi, Venezia si conferma uno dei porti privilegiati con Medio Oriente e l’Iran in particolare. Il servizio di BSLE Italia, rappresentato a Venezia dall’agente G.Radonicich &C., è infatti rimasto attivo e con cadenza regolare anche durante l’embargo esportando merci varie, colli eccezionali e impiantistica se non anche container.
Da Venezia è sempre stato attivo, anche negli anni più difficili, un flusso costante di merci che hanno portato valore aggiunto all’industria italiana da un lato e, dall’altro, ha garantito la fornitura di materiali necessari per la costruzione e l’infrastrutturazione dell’Iran tramite i porti di Bandar Abbas, Bandar Imam Khomeini e Assaluyeh Port.
(…)
Il Presidente dell’Autorità Portuale di Venezia, Prof. Paolo Costa commenta cosi la storica relazione tra Venezia e l’Iran: “Oltre al valore economico molto rilevante del comparto dell’impiantistica (basti pensare che i colli eccezionali movimentati a Venezia hanno un valore medio di 1 milione di euro l’uno) e oltre al valore in termini di incidenza del traffico di break bulk tra Venezia e il Golfo Persico (oggi gestiamo circa il 10% delle break bulk movimentate dall’intero sistema portuale italiano), la partenza odierna della “BSLE Genova” è un’importante conferma della relazione storica che ha fatto del Porto di Venezia il riferimento per questo Paese anche negli anni più difficili. Un traffico importante che lo scalo lagunare vuole continuare ad incrementare grazie alla fine dell’embargo e a vantaggio delle imprese italiane e del Nord Est.”

PAOLO COSTA: “UN GIOCO DI SQUADRA CHE RIBADISCE LE PECULIARITA’ DEL PORTO DI VENEZIA”

Paolo Costa, Presidente dell’Autorità Portuale di Venezia ha commentato: “Siamo soddisfatti del gioco di squadra fatto dalla Regione che, nell’esprimere l’intesa delle regioni sul Piano Strategico Nazionale della portualità e della logistica, ha ribadito con forza le peculiarità del porto di Venezia e sta portando avanti l’idea di un porto esteso sull’intero arco costiero veneto.

All’Assessore Elisa De Berti va il nostro ringraziamento per aver fatto propria anche la rilevanza strategica della piattaforma d’altura che consentirà l’ormeggio delle navi di maggiori dimensioni (oltre i 20.000 TEU) contribuendo alla salvaguardia della laguna di Venezia e diventando il fulcro per la connessione efficiente di più basi portuali nel Veneto.

Un gioco di squadra che, come riportato nel Parere della Regione Veneto, consentirà di creare un assetto logistico portuale virtuoso che punti a individuare due sistemi marittimi adriatici facenti capo ai porti di Venezia e di Trieste, che massimizzino le rispettive peculiarità e potenzialità e che consentiranno a Venezia di crescere, di servire le industrie venete che oggi ci stanno facendo crescere del  25% anno e di non perdere nei prossimi anni quanto finora costruito con tenacia”.

FRESH FOOD CORRIDORS SBARCA AL FRUIT LOGISTICA DI BERLINO

Dal 3 al 5 febbraio si svolgerà a Berlino “Fruit Logistica”, la fiera europea per eccellenza del comparto “fresh fruit and vegetable” che annualmente richiama quasi 3.000 espositori ed oltre 65.000 visitatori. In questa meravigliosa cornice prenderà luce e visibilità l’iniziativa FRESH FOOD CORRIDORS, il progetto approvato nell’ambito del bando “Connecting Europe Facility – Transport 2014” volto a favorire lo sviluppo di un corridoio logistico integrato ed innovativo per i prodotti agri-food provenienti dal Medio Oriente per via marittima che, attraverso gli scali di Capodistria, Venezia e Marsiglia, sono diretti “su ferro” verso i mercati del Nord Europa.

Tanti e rilevanti gli elementi di innovazione del progetto, finalizzati a facilitare i flussi di traffico nel segmento agri-food, tra i quali il coinvolgimento a 360° degli operatori logistici, provenienti prevalentemente da Paesi terzi non-UE del Mediterraneo, e la sperimentazione di una nuova tecnologia per la refrigerazione dei container incentrata su un innovativo sistema di autoalimentazione elettrica prodotta dal movimento del treno.

Il progetto, inoltre, si presenta in linea con la politica europea in materia di supporto e sviluppo delle “Autostrade del Mare”, favorendo la fruibilità, l’interoperabilità e l’integrazione della catena logistica oltre che un controllo in tempo reale del processo di trasporto door-to-door (garantendo trasparenza, visibilità e sicurezza).

I partners italiani del progetto sono, oltre a Rete Autostrade Mediterranee S.p.A., l’Autorità Portuale di Venezia, l’Autorità Portuale di La Spezia, VLS – Veneta Lombarda Srl e l’operatore ferroviario Rail Cargo Logistics-Italy Srl,

Porti: Genova; parte svincolo telematico delle merci

Si scrive smaterializzazione dei buoni di consegna, ma si legge transito più veloce delle merci in arrivo nel porto di Genova. Dopo tre anni si è conclusa la fase di test e diventa operativa la nuova procedura che consentirà in futuro di eliminare 600 mila documenti cartacei, oltre a velocizzare il lavoro degli agenti marittimi e degli spedizionieri genovesi nello scalo del capoluogo ligure che sarà il primo in Italia ad adottare il sistema dello svincolo telematico. Si parte con due agenzie marittime, China Shipping e Cma Cgm, che rappresentano già una buona fetta del traffico import dello scalo, poi progressivamente la procedura si allargherà. Finora il fattorino dello spedizioniere doveva recarsi negli uffici dell’agenzia marittima, mettersi in coda al bancone degli svincoli, aspettare la verifica dei documenti per il rilascio del buono di consegna e pagare il servizio.

Dopodiché il buono di consegna doveva essere portato al varco portuale prima di essere consegnato all’autotrasportatore che materialmente doveva ritirare il contenitore. Adesso questi passaggi potranno avvenire senza spostamenti fisici e senza carta. “Il processo di svincolo telematico – spiega l’ammiraglio Giovanni Pettorino, commissario dell’Autorità portuale di Genova – rappresenta l’estensione del più vasto sistema telematico portuale a livello nazionale e ne completa le finalità: smaterializzazione della documentazione cartacea e velocizzazione dei tempi di transito delle merci all’interno dell’area portuale”. “E’ l’inizio di un cambio epocale”, commentano i segretari di Assagenti e Spediporto, Massimo Moscatelli e Gianpiero Botta, amministratori delegati di Hub telematica – la società partecipata dalle due associazioni che ha sviluppato il sistema per l’invio telematico dei buoni di consegna – al lavoro dal primo giorno su tutto l’assetto organizzativo. La rivoluzione per ora è limitata alle prime due agenzie che sono partite, ma il processo è iniziato. “Il bancone per la consegna dei documenti è sempre stato un punto nevralgico nel rapporto fra agenti e spedizionieri. Questa nuova procedura ci aiuterà ad ottimizzare il ciclo documentale di rilascio delle merci e a diminuire le situazioni di attrito”, spiega Gianfranco Gazzolo, managing director di China shipping Italy agency. Soddisfatto l’ammiraglio Giovanni Pettorino, commissario dell’Autorità portuale di Genova: “Il processo di svincolo telematico rappresenta l’estensione del più vasto sistema telematico portuale a livello nazionale e ne completa le finalità: smaterializzazione della documentazione cartacea e velocizzazione dei tempi di transito delle merci all’interno dell’area portuale”. “Per adesso ci sarà una fase di interregno, un sistema misto, ma diverse altre agenzie stanno ultimando i test e nel giro di poco tempo contiamo di farle entrare in produzione”, riprende Moscatelli che sottolinea anche l’aspetto della sicurezza, perché con il sistema telematico si eviterà la contraffazione dei buoni di consegna e degli ordini di trasporto. “E’ anche un cambiamento culturale – sottolinea Botta -: l’utilizzo dei fattorini per le procedure è radicato, ma ora potranno essere impiegati in altre mansioni”.

Serracchiani: la riforma dei porti è un evento di grande portata

Dopo decenni l’Italia si dota di un piano della portualita’ e della logistica, e cio’ va considerato un evento di grande portata in un settore strategico segnato dall’immobilismo”. Lo afferma la vicesegretaria del Pd Debora Serracchiani, commentando il ddl sulla portualita’ approvato oggi dal Consiglio dei Ministri.
Sottolineando che “il piano tiene conto di molte suggestioni, analisi ed esigenze gia’ fatte proprie dal Pd nel corso di un lavoro di mesi” Serracchiani ha osservato che “il documento ha le caratteristiche giuste per aiutare il sistema Italia a rafforzare i legami con le reti di trasporto dell’Unione Europea”.
“Con le novita’ che saranno introdotte in materia di servizi nautici, di snellimento doganale e di controlli unici – ha aggiunto – i sistemi logistico-portuali potranno meglio attrezzarsi per competere con i grandi porti del Nord Europa e del Sud Mediterraneo”.
“Adesso attorno a questo piano si apre adesso l’iter della discussione che – conclude Serracchiani – confido sara’ utile e approfondita”.

PropellerClub: dura battaglia sulla riforma portuale

Gli imprenditori dell’economia marittima italiana debbono tornare al centro dei complessi programmi di cambiamento della portualità commerciale e turistica/crocieristica annunciati in questi giorni dal governo che, di fatto, ne mutano la governance portando a veri e propri scontri tra autorità portuali e operatori del comparto.
E’ questo il tema di fondo che, alla luce delle elezioni che hanno riconfermato per il prossimo triennio la presidenza dell’International Propeller Club Port of Venice al giornalista cav. Massimo Bernardo coadiuvato dal vicepresidente avv. Cristiano Alessandri, impegnerà l’Associazione nell’impegnativo e complesso dialogo con i neoeletti rappresentanti degli enti locali che emergeranno dalle amministrative del prossimo 31 maggio così come col presidente dell’Autorità Portuale di Venezia alla fine del suo mandato prof. Paolo Costa nonché con tutto quel mondo imprenditoriale dell’indotto che a Venezia gravita sul traffico crocieristico ancor oggi in attesa di certezze per l’accesso al porto ed in particolare alle banchine gestite dalla Venezia Terminal Passeggeri.
“ Per tutti i nostri associati , rappresentanti delle moltissime aziende che operano nel mondo del trasporto marittimo, aereo e terrestre – commenta Massimo Bernardo – sarà un triennio particolarmente difficile anche per la crisi dei traffici che ha investito il nostro porto con agenzie marittime che chiudono e imprese di spedizione che destinano la propria merce all’imbarco/sbarco su altri porti addirittura non sempre italiani ma certamente più competitivi. Un triennio nel quale l’imprenditoria di settore dovrebbe dare alla politica le linee guida per ridare competitività ai nostri porti e alla nostra bandiera e non viceversa quando è la politica a dettare norme non condivisibili che spesso non tengono conto del rapporto tra le singole realtà territoriali ed proprio hinterland”.
Sul tavolo della portualità alto adriatica restano non solo temi scottanti come l’accorpamento in un sistema vasto dei porti di Ancona,Ravenna, Chioggia, Venezia, Porto Nogaro, Monfalcone e Trieste proposti dal nuovo piano della portualità ma anche la piattaforma offshore di Paolo Costa , la rivalutazione del sistema idrovia rio Padano-Veneto e dei suoi porti interni, solo per citarne alcuni.
“Il “Port of Venice” auspica quindi una maggiore sinergia tra tutti i club dell’alto Adriatico nell’affermare un deciso cambio di rotta del governo – conclude il presidente del club veneziano – perché siano valorizzate le singole realtà portuali nelle loro rispettive specificità , obiettivo che si raggiunge non certo con un colpo di spugna sulle realtà esistenti ma con un più aperto confronto col mondo dell’impresa che, come abbiamo visto al recentissimo Logistic & Transport di Monaco di Baviera, le rappresenta sui marcati internazionali.

Assemblea generale SpediPorto 2015

Gli Spedizionieri Internazionali sono certi che lo strumento in grado di garantire equilibrio allo sviluppo della logistica in Italia passi attraverso la politica dei “corridoi logistici”, cosa diversa e distinta dai ben diversi “corridoi doganali”. Sui corridoi logistici gli operatori possono continuare ad offrire qualificati servizi, anche di natura doganale, adeguatamente sostenuti da una rete informativa trasversale (IPCS) che metta in condizione l’operatore ed i suoi clienti di scegliere le migliori opzioni, on demand, che l’intero SISTEMA PORTUALE LIGURE POSSA GARANTIRE

Come già evidenziato il bacino di potenziale mercato, quello che tecnicamente viene definito mercato contendibile, include in realtà valori molto più importanti di contenitori, circa 10 milioni di teu. Qui di seguito la proiezione su una scala di valori che partendo dall’ipotesi di riconquistare il c.d. mercato domestico, che attualmente utilizza scali del Nord Europa, e vale circa 900 mila teu, si possa programmare un strategia commerciale che miri anche a parte dei 10 milioni di teu che potrebbero scegliere l’Italia. Si evidenzia come oggi molte delle scelte di investimento portuale degli scali del Nord, assistite da una adeguata politica che valorizza la logistica come prima industria di quei paesi, ha portato a scelte strategiche finalizzate a difendere questa importante quota di mercato, che vale circa il 20% dell’interno mercato contenitori Nord Europeo. Questa importante fetta di business è a soli 400 Km dalla Liguria !

Questa scelta evolutiva consoliderebbe il ruolo della portualità ligure ed italiana all’interno delle principali direttrici di traffico Ten-T con ciò garantendosi adeguato sostegno economico di matrice europea nonché l’attenzione anche di investitori privati (private Equity) certamente interessanti a margini di guadagni a due cifre. All’interno di questo quadro di valutazioni di colloca:

LA PROPOSTA DELLA LIGURIAN LOGISTIC SYSTEM Rispetto a questi importanti margini di crescita della Portualità Ligure, le Associazione degli Spedizionieri Liguri, dopo aver avviato il progetto Ligurian Logistic System, hanno intenzione di farsi promotrici, tra gli operatori, di un sistema di interoperabilità tra PCS portuali denominato IPCS InterPort Community System con la volontà di gestire, insieme agli altri attori della portualità Terminalisti, Agenti e Trasportatori, l’efficienza generata da una ottimizzazione dei cigli informativi ed operativi che sottende ad oltre 16 milioni di dati.

IL RUOLO DELLE AUTORITA’ PORTUALI DOMANDE AI PRESIDENTI: Il processo di avvicinamento commerciale degli scali liguri al “mercato contendibile” passa necessariamente attraverso il supporto progettuale e strategico delle Autorità Portuali. gli importanti interventi di adeguamento delle infrastrutture portuali al gigantismo navale, l’ottimizzazione del ciclo operativo attraverso avanzati PCS sono parti importanti di una proposta più ampia che deve passare anche attraverso una valorizzazione degli operatori e delle loro imprese. Questa valorizzazione come intende essere perseguita e sostenuta dalle autorità portuali ?

LA DOMANDA AI CANDIDATI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE LIGURIA I dati illustrati, la comparazione con le scelte di mercato delle regioni del Nord Europa mostrano tutte le potenzialità economiche ed occupazionali legate al settore dello shipping. Ciononostante questo è un settore spesso considerato, figlio di un Dio minore, rispetto all’industria ed al turismo. Eppure i numeri dicono il contrario. Qualora nominato Presidente della Regione Liguria quale pensa dovrà essere l’impegno della Regione per sostenere questo comparto ? dalla nostra relazione è emerso in modo chiaro la contrarietà ad ogni iniziativa pubblica finalizzata a sostituire la mano pubblica (esempio la gestione dei c.d. corridoi doganali) alle attività private, perché così si danneggerebbero centinia di imprese e si metterebbe a repentaglio l’esistenza di migliaia di posti di lavoro.

IL COMMISSARIO EUROPEO VIOLETA BULC HA INCONTRATO I RAPPRESENTANTI DEI PORTI DEL NAPA

Il Commissario Europeo dei Transporti Violeta Bulc, ha incontrato al Porto sloveno di Koper i rappresentanti dei Porti dell’Alto Adriatico, membri dell’Associazione NAPA, riuniti per l’Assemblea Generale: i porti italiani di Venezia e Trieste e il porto croato di Rijeka. All’incontro hanno partecipato anche i rappresentanti dei porti di Monfalcone e Chioggia, che hanno chiesto di diventare membri del NAPA.
Il Commissario Bulc ha sottolineato il suo interesse per i porti del Nord Adriatico che sono stati riconosciuti come “Porti Core” della rete TEN-T già nel 2011 e confermati nodi strategici anche dei due principali corridoi europei: il corridoio Baltico-Adriatico e il corridoio Mediterraneo. Per questa ragione, il Commissario si è dimostrato particolarmente interessato ai piani di sviluppo di ciascun porto.
Il potenziale della regione è ancora inutilizzato, ed è questo il motivo per cui i porti del NAPA hanno ambiziosi piani infrastrutturali.
Per questo i rappresentanti dei porti del NAPA hanno chiesto al Commissario Bulc di sostenere lo sviluppo infrastrutturale in ciascun porto membro e i relativi sistemi logistici che garantiranno il pieno sviluppo dei Corridoi della “Core Network” europea.
I rappresentanti del NAPA hanno infine sottolineato che il rafforzamento del ruolo delle porte d’accesso dei porti del Sud Europa (NAPA, Mediterraneo e Mar Nero) consentirà di ribilanciare i traffici tra il nord e il sud, incrementando l’efficienza dell’intero sistema.

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