In Italferr il Convegno Nazionale dell’AICQ settore costruzioni

Un’ occasione per approfondire tematiche relative alla applicazione dei sistemi di gestione per la qualità, l’ambiente e la sicurezza nel settore dell’ingegneria e delle costruzioni. Questi gli argomenti trattati nel convegno che si è tenuto il 23 giugno nella sala Traini della sede di Italferr, la società di ingegneria del Gruppo FS Italiane.

Il Convegno ha evidenziato le opportunità correlate alle novità introdotte dalle nuove norme ISO 9001 (Qualità) e ISO 14001 (Ambiente) ed il ruolo strategico delle certificazioni e dei criteri ambientali.

Nell’ambito dei vari interventi sono state presentare le attività svolte da Italferr in tema di innovazione e sostenibilità ambientale, con interventi specifici sull’uso della metodologia di progettazione BIM (Building Information Modeling) e sull’adozione di protocolli di sostenibilità riconosciuti a livello internazionale quali LEED ed Envision, nonché le prescrizioni contrattuali in tema di ambiente e sicurezza applicate agli appalti nei lavori.

“Queste occasioni – ha dichiarato nel suo intervento l’AD Carlo Carganico – sono parte di un processo utile a consolidare il know how e le competenze della società in vista delle sfide che ci attendono in futuro. L’innovazione, la qualità e l’ambiente sono infatti elementi caratterizzanti della società che viaggiano in parallelo e che ci consentiranno di raggiungere gli ambiziosi obiettivi che come azienda ci siamo dati, in linea con il piano industriale del Gruppo 2017 – 2026 e in un’ottica di sempre maggiore competitività internazionale”.

Hanno coordinato le attività le Unità Organizzative Sistemi, Qualità Ambiente e Sicurezza e la UO Architettura Ambiente e Territori.

Scali Milano: firmato l’accordo di programma per riqualificare le aree dismesse

Oltre 675mila m² di verde, pari al 65% della superficie territoriale, 97 milioni di euro per interventi sulla Circle Line, almeno il 32% delle volumetrie complessive destinate a funzioni non residenziali, almeno il 30% delle volumetrie complessive destinate a residenza sociale e convenzionata, ridistribuzione delle volumetrie verso gli scali di maggior dimensione.

Sono i punti chiave dell’Accordo di Programma sottoscritto oggi presso lo Scalo Farini da Comune di Milano, Regione LombardiaFerrovie dello Stato Italiane con Rete Ferroviaria Italiana e FS Sistemi Urbani, e Savills Investment Management Sgr (proprietaria di una porzione di area all’interno dello scalo Farini) per la riqualificazione dei 7 scali ferroviari dismessi, che insieme occupano una superficie di 1.250mila m², di cui circa 200mila rimarranno a funzione ferroviaria. Si tratta del più grande piano di rigenerazione urbana che riguarderà Milano nei prossimi 20 anni, uno dei più grandi progetti di ricucitura e valorizzazione territoriale in Italia e in Europa. L’Accordo recepisce le richieste indicate lo scorso novembre dal Consiglio Comunale e le istanze emerse durante il lungo percorso di partecipazione e dibattito pubblico che ha visto il coinvolgimento di oltre 60mila persone.

Verde e spazio pubblico
L’Accordo prevede di destinare almeno il 65% della superficie territoriale totale, pari a oltre 675mila m², ad aree verdi e spazi pubblici. Si tratta di un incremento di circa 130mila m² rispetto alla precedente ipotesi di accordo. Oltre ai 675mila m² saranno realizzati circa 200mila m² di connessioni ecologiche lungo i binari ferroviari, compreso il progetto Rotaie Verdi sulla cintura sud della città e il percorso ciclopedonale lungo i binari in direzione Chiaravalle. Tutti gli scali dovranno avere almeno il 50% delle aree a verde. In particolare, verranno realizzati un grande parco unitario di oltre 300mila m² allo Scalo Farini, che diventerà così il terzo più esteso della città insieme a Parco Montestella dopo Lambro e Sempione, un parco di 90mila m² a Porta Romana e un’oasi naturalistica di 140mila m² (pari al 100% della superficie totale dello scalo) a San Cristoforo.

Circle Line
La realizzazione della Circle Line è un elemento centrale per lo sviluppo sostenibile della Città Metropolitana. Nel prossimo decennio Ferrovie dello Stato Italiane investirà circa 1 miliardo di euro sul sistema ferroviario del nodo milanese. Legati all’Accordo di Programma vi sono 97 milioni di euro di investimenti finalizzati alla costruzione e all’ammodernamento delle stazioni lungo la Circle Line. Oltre ai 50 milioni generati dalle plusvalenze che si avranno a seguito dell’alienazione delle aree, infatti, 22 milioni andranno a finanziare le nuove stazioni di Tibaldi e Romana, 5 milioni integreranno gli investimenti per migliorare l’accessibilità della stazione di Greco Pirelli, 20 milioni saranno destinati alla nuova stazione di Dergano (previo studio di fattibilità) o in alternativa ad un altro intervento sulla linea.

AD FS Renato Mazzoncini al convegno “Connettere l’Italia”

Si è svolto  presso l’Aula Magna dell’Università “Sapienza” di Roma il convegno “Connettere l’Italia. Strategie e risultati di una nuova stagione della mobilità”. Presente il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio.

Tra i temi dell’incontro le politiche e le scelte a supporto della crescita economica del Paese che passa anche attraverso il miglioramento del sistema infrastrutturale nazionale e dei suoi collegamenti con l’Europa e con il Mediterraneo.

L’INTERVENTO DI RENATO MAZZONCINI, AD E DG DEL GRUPPO FS ITALIANE

“La certezza di risorse e la sintonia con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti consentirà alle FS spa di mettere in campo investimenti per 5-6 miliardi l’anno nei prossimi anni, dopo che nel 2016 è stata raggiunta quota 4,2 miliardi.” È quanto affermato dall’AD e DG del Gruppo FS Renato Mazzoncini da fonte AdnKronos.

“Questa certezza – aggiunge Mazzoncini - ci ha dato la possibilità di fare un piano da 57 miliardi spostando il baricentro sulle linee regionali sulla base di una strategia condivisa.”

L’inaugurazione della stazione di Napoli Afragola

Si inaugura oggi “La Porta del Sud” alla presenza del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, arrivato nella nuova stazione a bordo di un Frecciarossa 1000 insieme al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, al Presidente e all’AD FS, Gioia Ghezzi e Renato Mazzoncini e all’AD di Trenitalia Barbara Morgante.

Ad accoglierlo nel nuovo scalo il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, il Sindaco di Afragola Domenico Tuccillo, con Claudia Cattani e Maurizio Gentile, Presidente e AD di RFI, Riccardo Maria Monti e Carlo Carganico, Presidente e AD di Italferr.

IL PROGETTO
Un progetto ambizioso quello firmato dall’archistar di fama mondiale Zaha Hadid, vincitrice nel 2003 di un concorso internazionale indetto da FS Italiane.

Si sviluppa su una superficie di oltre 30 mila metri quadrati su 4 livelli:

  • il primo livello è dedicato alla circolazione ferroviaria
  • il secondo livello ospiterà biglietterie e servizi per i viaggiatori
  • il terzo e il quarto livello ospiteranno i servizi commeciali, che saranno aperti progressivamente.

La CNN l’ha inserita tra le opere più belle e attese del 2017, “destinata a ridefinire i viaggi in treno, almeno stilisticamente, con la sua facciata bianca scultorea che somiglia a un serpente”.

NUMERI E COSTI

  • 60 milioni di euro è l’investimento economico per l’appalto relativo a questa prima fase;
  • 18 le coppie di treni AV che collegheranno la stazione con le principali città della Torino – Salerno, oltre che con Venezia e Reggio Calabria - CONSULTA IL DETTAGLIO DEI TRENI
  • 55 i minuti per raggiungere Roma Termini.

UN HUB INTERMODALE
Con l’attivazione della seconda fase prevista nel 2022, il nuovo scalo diventerà il nodo di interscambio tra l’Alta Velocità Torino – Salerno, la nuova linea Napoli – Bari, la Circumvesuviana e i treni regionali da e per Caserta, Benevento e Napoli Nord. Afragola. Avrà a disposizione anche 1.400 posti auto, di cui 500 già attivi dall’11 giugno.

A regime, lo scaloservirà un bacino urbano di circa 3 milioni di abitanti.

Italferr: delegazione indiana in visita ai maggiori ponti italiani ed europei

Il viaggio studi europeo organizzato per i rappresentanti della società indiane Northern Railway of India e Ircon è stato per Carlo Carganico, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Italferr, l’occasione per “instaurare un rapporto di fiducia e reciproca soddisfazione con i nostri clienti”. Le visite ai ponti strallati europei sono avvenute un anno dopo l’aggiudicazione da parte della società d’ingegneria del Gruppo FS Italiane di progettazione e supervisione lavori dell’Anji Khad Bridge, ponte strallato sulla linea ferroviaria che attraverserà la regione nord-occidentale dell’India lungo le pendici del Kashmir fino ai confini con il Pakistan.

L’opera, 750 metri di lunghezza con una campata centrale sospesa su una gola di oltre 260 metri, ha un valore complessivo di 40 milioni di euro ed è il più grande ponte ferroviario mai progettato da Italferr. Il viaggio studi ha avuto anche l’obiettivo di mostrare alla delegazione la sicurezza e affidabilità delle opere italiane. Proprio per questo le visite hanno avuto inizio il 2 maggio alla stazione Reggio Emilia AV Mediopadana e a 3 ponti stradali progettati dell’archistar Santiago Calatrava. Successivamente al ponte strallato sul Po della linea AV Milano – Bologna, progettato da Mario Petrangeli con la supervisione di Italferr. “Adesso che ho potuto verificare di persona come si comporta un ponte strallato sotto carico mi sento molto più convinto della scelta per l’Anji Khad”, ha commentato Mr. Sachan, capo della delegazione.

Il giorno successivo la delegazione ha visitato il Centro di ricerca Elsa di Ispra (Varese), finanziato dall’Unione Europea, dove ha visionato le prove che si eseguono sulle infrastrutture per studiare l’effetto di eventi sismici e pressioni idrauliche. Mr. Sachan ha confermato che i test sui tiranti d’acciaio del ponte Anji Khad saranno eseguite nel laboratorio Elsa, sotto il coordinamento di Italferr. Il 5 maggio la delegazione è volata in Danimarca a studiare il Ponte Oresund che la collega alla Svezia e ha visionato delle prove nella galleria del vento Svend Ole Hansen ApS di Copenhagen. Infine l’8 maggio è stata la volta del viadotto di Millau in Francia: 2,5 km di lunghezza, 7 campate ciascuna di circa 350 m (più alte della Torre Eiffel), da anni patrimonio dell’Unesco. “Questo viaggio studi rappresenta, visti anche i risultati, una best practices e modello efficace che Italferr farà suo anche per il futuro per mostrare le eccellenze tecnologiche italiane ai clienti, in un’ottica di piena e condivisa customer satisfaction”, ha concluso Carlo Carganico.

Corridoio merci Mediterraneo: firmata una lettera di intenti per rafforzare la cooperazione tra reti

Rafforzare la cooperazione tra i membri del Gruppo Europeo di Interesse Economico (GEIE) per il Corridoio merci Mediterraneo a seguito dell’ingresso della Croazia.

È questo il principale obiettivo della lettera di intenti firmata a Zagabria da Maurizio Gentile, Ad e Dg di Rete Ferroviaria Italiana, insieme ai CEO dei Gestori delle infrastrutture ferroviarie interessate dal Corridoio, finalizzata alla crescita del trasporto ferroviario merci sul Corridoio Mediterraneo nei prossimi anni.

Il Corridoio merci Mediterraneo, uno dei quattro che attraversa l’Italia insieme a Reno-Alpi, Scandinavia-Mediterraneo e Baltico-Adriatico, è un asse di trasporto fondamentale per il traffico merci europeo est-ovest. Il Corridoio ha sede operativa e gestionale in Italia, a Milano e collega Spagna, Francia, Italia, Slovenia, Croazia e Ungheria (Almería – Valencia/Madrid – Saragozza/Barcellona – Marsiglia – Lione – Torino – Milano – Verona – Padova/Venezia – Trieste/Capodistria – Lubiana – Budapest – Zahony).

Per la parte italiana, che attraversa l’intero nord Italia da Modane a Villa Opicina sulla direttrice Torino – Trieste, Rete Ferroviaria Italiana ha pianificato interventi di potenziamento infrastrutturale e di upgrading tecnologico che consentiranno un significativo miglioramento della performance del trasporto merci nel breve-medio periodo.

Accordo di cooperazione tra Ferrovie italiane e uruguaiane

Memorandum of Understanding (MoU) firmato a Montevideo da FS Italiane e Administración de Ferrocarriles del Estado (AFE) che prevede consulenza, sviluppo di sistemi ferroviari integrati, fornitura di materiale rotabile e assistenza tecnica.

Le relazioni tra il Gruppo FS Italiane e Administración de Ferrocarriles del Estado (AFE), gestore sia della rete uruguaiana sia dei servizi di trasporto, sono iniziate nel 2005 con un precedente MoU e la vendita da parte di Trenitalia di 300 carri.

AFE, nel suo piano strategico di sviluppo 20172022, prevede importanti investimenti per interventi infrastrutturali e acquisto di rotabili con l’obiettivo di modernizzare il sistema ferroviario nel suo complesso.

La firma di questo nuovo MoU è la manifestazione della reciproca volontà di collaborazione che le due aziende ferroviarie stanno sviluppando nelle aree identificate come prioritarie. La fornitura di materiale rotabile, lo sviluppo della rete ferroviaria nazionale e la formazione del personale delle Ferrovie uruguaiane.

La rete ferroviaria uruguayana si estende per circa 2.900 km, con linea a singolo binario e a trazione diesel. Oggi sono in servizio circa 1.600 km, dedicati prevalentemente al traffico merci. Il traffico passeggeri è operativo nell’area di Montevideo.

Il Gruppo FS Italiane ha ricevuto, nelle scorse settimane, una richiesta di AFE per la fornitura di oltre 200 carri (tramogge, pianali, carri a cassettone), che saranno adibiti al trasporto di cellulosa, cereali e ballast. Il Polo Mercitalia ha già inviato una offerta di vendita, attualmente in valutazione da parte di AFE.

AFE ha inoltre individuato la linea Paso Los Toros – Montevideo per i primi interventi di potenziamento tecnologico e infrastrutturale che permetteranno di alzare gli standard della linea e incrementare la velocità commerciale fino a 80 km/h. Il progetto di potenziamento ha un valore economico di circa 500 milioni di dollari. La linea (270 km) è prioritaria per il trasporto di cellulosa, circa 2 milioni di tonnellate/anno.

Cemat: operativo un nuovo “Fast corridor” ferroviario doganale merci

Operativo da oggi il Fast corridor doganale ferroviario merci fra il porto di La Spezia e l’Interporto di Padova attivato da Cemat, società del Polo Mercitalia,

Consentirà trasferimenti più veloci dei container in arrivo nel porto ligure dal Far East e diretti a Padova con un servizio di trazione effettuato da Mercitalia Rail (Polo Mercitalia) garantendo cinque treni a settimana. I controlli doganali infatti saranno svolti a destinazione, annullando così i tempi di sosta dei container nel porto di La Spezia.

I Fast Corridor del Polo Mercitalia nascono con l’obiettivo di favorire, velocizzare e migliorare il trasporto su ferro dei container, grazie alla possibilità di sdoganare la merce quando è ancora in viaggio verso il terminal interno, con conseguente risparmio di tempo e costi. La completa tracciabilità delle merci in arrivo permetterà alle aziende italiane importatrici di integrare gli adempimenti doganali con le proprie procedure logistiche.

Nel corso del 2017 saranno implementati ulteriori Fast Corridor tra La Spezia e Bologna Interporto.

Cemat organizza e commercializza servizi di trasporto combinato ferro/gomma, sia in ambito nazionale sia internazionale. Con circa 100 dipendenti gestisce una rete di treni che collega oltre 150 terminal intermodali dislocati su tutto il territorio europeo.
Il giro d’affari nel 2016 è stato di oltre 200 milioni di euro.

Terzo Valico: al via i lavori del quarto lotto

Il quarto dei sei lotti dell’opera è stato consegnato da Rete Ferroviaria Italiana al Consorzio Cociv, General Contractor incaricato della progettazione e realizzazione, e prevede principalmente la prosecuzione dello scavo della Galleria di Valico, lunga 27 km, considerata l’opera principale della nuova linea.

Il valore del quarto lotto è pari a 1,6 miliardi di euro.

Sottoscritto anche l’Atto modificativo fra Rete Ferroviaria Italiana e Cociv che modifica i rapporti fra il committente dell’opera e il General Contractor, rafforzando le funzioni di controllo di RFI nell’esecuzione dell’opera.

Nello specifico, Italferr, società di ingegneria del Gruppo FS Italiane, assumerà il ruolo di direzione lavori e RFI sarà presente nelle commissioni di gara per l’affidamento dei lavori.

In questo modo, le due società del Gruppo FS Italiane continueranno in maniera diretta il monitoraggio e il controllo di tutte le attività e le fasi realizzative dell’opera, secondo quanto previsto dal nuovo Codice degli Appalti che garantisce maggiore legalità e trasparenza e una netta distinzione tra controllore e controllato.

Maurizio Gentile
Maurizio Gentile, AD e DG di Rete Ferroviaria Italiana, ha dichiarato: “La consegna del quarto lotto e la firma dell’atto modificativo permettono di portare avanti a pieno ritmo la realizzazione del Terzo Valico. RFI, insieme ad Italferr, continuerà a dare il proprio contributo verso il completamento di un’opera strategica, parte della rete dei Corridoi europei TEN-T, lavorando di concerto con il Commissario governativo, Iolanda Romano, e con l’Amministratore straordinario di Cociv, Marco Rettighieri. Il lavoro del Commissario ha prodotto un deciso miglioramento nei rapporti con gli Enti locali e con i cittadini mentre l’elevata esperienza e professionalità acquisita da Marco Rettighieri nella gestione di situazioni complesse si stanno dimostrando fondamentali per far tornare a pieno regime tutta la macchina realizzativa dell’opera”.

Iolanda Romano
“Con questo atto si completa un percorso che ha visto collaborare il governo, Rete Ferroviaria Italiana e l’Anac al fine di proseguire con i lavori per il Terzo Valico, mettendo al primo posto la sicurezza, la trasparenza e il rapporto con il territorio” ha dichiarato Iolanda Romano, Commissario straordinario di governo per il Terzo Valico. “A cinque mesi dall’indagini sul Cociv, oggi ci muoviamo in un panorama completamente diverso, grazie ad una serie di azioni in linea con la nuova stagione politica che vuole opere ‘snelle’, ‘utili’ e ‘condivise’: a partire dal passaggio della direzione dei lavori da Cociv a RFI, al commissariamento della prefettura di Roma su richiesta Anac, che ha trovato espressione finale nella nomina dell’amministratore straordinario di Cociv Marco Rettighieri, fino allo spostamento dell’Osservatorio Ambientale da Roma ad Alessandria e il suo allargamento alle Arpa piemontese e ligure e all’Istituto superiore della sanità, la cui delibera è stata pubblicata pochi giorni fa in Gazzetta Ufficiale. Stiamo lavorando con un governo consapevole della strategicità dell’opera e aperto ad azioni orientate alla massima trasparenza, grazie alle quali oggi possiamo proseguire con vigore e consegnare questo quarto lotto”.

Marco Rettighieri
“Un intenso lavoro di squadra ha permesso di arrivare in breve tempo ad un importante traguardo per il Terzo Valico: la firma del Quarto lotto e dell’atto modificativo tra RFI e Cociv con cui Italferr assume la Direzione Lavori e si stabilisce che RFI sia presente nelle commissioni di gara” questa la dichiarazione Marco Rettighieri, Amministratore straordinario del Cociv, dopo la firma. “Con il quarto lotto, che prevede soprattutto le lavorazioni nella Galleria di Valico, la più lunga d’Italia con i suoi 27 chilometri, l’opera entra nel vivo delle attività”.

La nuova linea Genova – Milano è parte fondamentale del Core Corridor TEN-T Reno – Alpi, il più importante asse europeo di collegamento nord – sud su cui si muove il maggior volume di merci trasportate in Europa, attraversando i Paesi a maggior vocazione industriale (Paesi Bassi, Belgio, Germania, Svizzera e Italia) e connettendo il Mediterraneo con il Mare del Nord, i porti dell’Alto Tirreno con quelli del Nord Europa.

Il costo complessivo dell’opera è pari a 6,2 miliardi di euro, di cui ad oggi risultano finanziati 3,8 miliardi di euro (oltre il 60% del totale).

Sviluppo del traffico merci tra porto di Napoli e interporti campani grazie all’accordo RFI/AdSP

L’accordo è stato firmato dal Presidente dell’AdSP del Mar Tirreno Centrale, Pietro Spirito, e l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rete Ferroviaria Italiana, Maurizio Gentile.

Obiettivi dell’intesa sviluppare il traffico merci da e per il porto di Napoli sfruttando gli interporti campani, fondamentali per la mobilità delle merci dal Mar Mediterraneo al resto d’Italia, e stimolare la crescita dell’intermodalità terrestre e marittima.

L’accordo
L’accordo consentirà all’Autorità Portuale di definire, attraverso un bando di gara, l’impresa ferroviaria che gestirà i collegamenti dal porto di Napoli agli interporti di Nola e Marcianise, pianificando con RFI la capacità ferroviaria per le movimentazioni dal porto con le strutture retroportuali.
Rete Ferroviaria Italiana, Gestore dell’infrastruttura nazionale, si impegna, per il periodo 2017 – 2020, a soddisfare la richiesta di slot orari da e per il porto di Napoli che serviranno all’impresa ferroviaria per svolgere il servizio. Grazie a questi accordi, si potranno trasferire quote importanti del traffico merci, per le lunghe percorrenze, dalla gomma al ferro, secondo gli obiettivi stabiliti dal Libro Bianco dei Trasporti dell’Unione Europea. Cos’è il libro bianco dell’Unione Europea

Pietro Spirito
È il primo tassello - spiega il Presidente della Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, Pietro Spirito - di un percorso innovativo per lo sviluppo della intermodalità. Dobbiamo non solo evidenziare che esiste una adeguata capacità di tracce giornaliere tra porto di Napoli e gli Interporti Campani, ma anche consentire alle imprese ferroviarie di far crescere gradualmente l’offerta di servizi intermodali”.

Maurizio Gentile
L’accordo firmato oggi - ha sottolineato Maurizio Gentile, AD e DG RFI – è il primo esempio in Italia su come utilizzare gli interporti a servizio dell’intermodalità nave/treno. In questo modo, gli interporti campani diventeranno dei veri porti terrestri, con la realizzazione di collegamenti frequenti su ferro con lo scalo marittimo di Napoli. Per questo motivo, auspichiamo l’utilizzo dello stesso modello anche per tutti gli altri porti italiani che svolgono il ruolo di hub nel Mar Mediterraneo”.

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