I veicoli commerciali archiviano il 1° trimestre a +8,6%. A fine 2017 stimate 216.000 immatricolazioni (+8%)

Con l’ulteriore accelerazione di marzo, il mercato dei veicoli commerciali (autocarri con ptt fino a 3,5 t) nel I trimestre dell’anno archivia una crescita dell’8,6% con 43.130 immatricolazioni, circa 3.500 in più rispetto alle 39.700 del gennaio-marzo 2016. Secondo quanto elaborato e diffuso questa mattina dal Centro Studi e Statistiche dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere, il solo mese di marzo, con la 38esima crescita consecutiva, ha contribuito ai risultati del trimestre con un incremento del 13,5% e 17.400 veicoli venduti, rispetto ai 15.329 dello stesso periodo 2016, che aveva già archiviato ottimi risultati (+33%). “Negli anni di crisi – afferma Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE – è andata ulteriormente rallentando la velocità di rinnovo del nostro parco circolante, che a fine anno 2016 – secondo le nostre stime – su un totale di 3.650.000 veicoli commerciali, contava ancora un 35,2% di mezzi anteriori all’Euro 3”. “Le azioni di sostegno – conclude il Presidente – quali il rinnovo della Legge Sabatini e del Superammortamento, in uno scenario di migliorata fiducia delle imprese e dei consumatori, stanno incidendo positivamente sullo svecchiamento del parco e, secondo le nostre previsioni, a fine anno potremo archiviare un incremento del mercato dei veicoli commerciali intorno all’8%, a circa 216.000 immatricolazioni complessive”.

Cresce del 19,8% il mercato del primo bimestre 2017. Febbraio a +11,9%

Il Centro Studi e Statistiche dell’UNRAE, basandosi sui dati di immatricolazione forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha stimato per il mese di febbraio 2017 un incremento delle immatricolazioni di veicoli industriali con massa totale a terra superiore alle 3,5 t, pari a +11,9% rispetto al febbraio 2016 (1.800 unità immatricolate contro 1.608).

Nel primo bimestre dell’anno in corso l’incremento è stato di +19,8% rispetto all’anno precedente, con 3.750 unità immatricolate contro 3.131.

Per quanto riguarda i veicoli industriali pesanti, con massa totale a terra uguale o superiore alle 16 t, i dati stimati per febbraio 2017 hanno fatto registrare un incremento di +11,2% (1.425 unità contro 1.281) rispetto allo stesso mese del 2016, mentre nel bimestre gennaio-febbraio l’aumento è stato di +18,6% sullo stesso periodo del 2016 (3.025 unità contro 2.550).

Tale andamento positivo è sostenuto dalle misure di finanziamento per l’acquisto di nuovi mezzi emanate alla fine del 2016 dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per le quali la percentuale di esiti positivi delle domande presentate è andata aumentando dal 2013 ad oggi.

“In attesa della nuova spinta che potrà arrivare dal rinnovo delle misure di incentivazione agli investimenti nel settore dell’autotrasporto – ha commentato Franco Fenoglio, Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE – il mercato comunque tende sostanzialmente a crescere, denunciando una necessità fisiologica di rinnovo del parco, in presenza di mezzi ormai ampiamente obsoleti, la cui gestione si fa complicata ed economicamente poco conveniente, oltre a non rispondere alle prescrizioni per lo sviluppo della mobilità sostenibile”.

“L’UNRAE sta collaborando con i competenti uffici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per rendere sempre più concretamente efficace la destinazione degli incentivi, in termini di minori emissioni inquinanti nell’atmosfera – ha dichiarato Franco Fenoglio – promuovendo tutte le soluzioni tecnologiche innovative, capaci di dare una spinta sostanziale all’incremento della  mobilità sostenibile, soprattutto nelle nostre città, dove gli autoveicoli svolgono un ruolo fondamentale nella distribuzione delle merci”.

“Queste misure – conclude il Presidente Fenoglio – dovrebbero pertanto essere rivolte, in applicazione del principio di neutralità tecnologica al quale UNRAE si ispira, a tutte le tipologie di alimentazione – nessuna esclusa – che garantiscano il raggiungimento di obiettivi ecologici e di tutela della qualità dell’aria, assicurando un tempestivo e reale rinnovo del parco circolante”.

Con riguardo agli aspetti operativi dell’erogazione degli incentivi all’acquisto di veicoli nuovi, l’UNRAE sottolinea l’importanza del rispetto scrupoloso delle disposizioni ministeriali soprattutto con riferimento ai termini stabiliti per la dimostrazione dell’avvenuto pagamento (indispensabile trattandosi di aiuti di Stato), al fine di evitare complicazioni nelle relative istruttorie e conseguenti ritardi nella concessione dei fondi, se non addirittura esiti negativi, in modo da dare concreta ed efficace attuazione al piano di sostegno al rinnovo del parco già in parte adottato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Freight Leaders Council, al via i lavori per il Quaderno #26 sulla logistica dell’eCommerce

“L’avanzata del commercio elettronico sta avendo un effetto dirompente sull’organizzazione del trasporto, delle consegne in città e dei magazzini. Un processo che sta sfuggendo ai maggiori stackholders del settore proprio per la rapidità con cui avviene e per le tante dinamiche che partecipano a questa grande innovazione.

Per questo motivo, il Freight Leaders Council, che da 25 anni si occupa di logistica e raggruppa i maggiori esponenti di questo mondo, ha deciso di studiare il fenomeno nel Quaderno #26, aprendo il più possibile il dibattito a una vasta platea di interlocutori”.

Con queste parole, Antonio Malvestio, presidente del FLC, ha avviato ieri i lavori per il Quaderno #26 sulla logistica dell’eCommerce nell’ambito della prima riunione del comitato di redazione che si è svolta nella sede dell’Eur dell’associazione (palazzo di Confindustria). All’incontro erano presenti esponenti del mondo industriale, trasportortistico, accademico e istituzionale, riuniti per mettere a fuoco il peso dell’impatto delle vendite online sulla logistica, sul trasporto e sulle consegne in città. L’obiettivo è quello di fotografare il fenomeno e indicare soluzioni in linea con una maggiore sostenibilità per vettori, logistici e consumatori finali. Il Quaderno indicherà anche una serie di casi e best practices selezionati per indicare progetti percorribili e sostenibili.

Un’altra riunione del Comitato di redazione è prevista per il mese di febbraio, mentre l’uscita del volume è attesa per la prossima primavera.

I veicoli commerciali si apprestano a chiudere l’anno 2016 sfiorando le 190.000 unità

Secondo le elaborazioni del Centro Studi e Statistiche dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere, infatti, le immatricolazioni in novembre di veicoli commerciali (autocarri con ptt fino a 3,5t) sono state 21.850, in crescita del 63,6% rispetto alle 13.357 dello stesso periodo 2015.

“Nel ribadire la nostra soddisfazione per la conferma della proroga, per questa categoria di veicoli, del superammortamento anche il prossimo anno – afferma Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE – avvenuta lo scorso 7 dicembre con l’approvazione dellaLegge di Bilancio 2017, riteniamo che ciò influirà positivamente anche nel 2017 sugli investimenti in beni strumentali e, quindi, anche sul rinnovo del parco dei veicoli da lavoro”.

“Se, infatti – conclude Nordio – secondo le nostre stime quest’anno si appresta a chiudere con un mercato dei commerciali che sfiorerà le 190.000 unità, ed una crescita superiore al 40%, anche per il prossimo anno, con la presenza del superammortamento al 140% e della Legge Sabatini, è prevedibile un ulteriore incremento delle vendite del 5%”.

Sul mercato del 2016, che negli 11 mesi ha raggiunto le 171.117 unità, in crescita del 43,7% rispetto alle 119.090 del gennaio-novembre 2015, hanno influito positivamente i due provvedimenti fiscali sopra citati e, molto, anche l’importante fornitura di veicoli del Costruttore nazionale ad un’Azienda a partecipazione statale.

Fita-Cna: Delrio venga confermato ministro nel nuovo Governo

Nel prendere atto dell’incarico di formare un nuovo
governo affidato a Gentiloni dal Presidente della Repubblica Mattarella mi auguro
che nella scelta della squadra di Governo si riconfermi al Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti il ministro Graziano Delrio evitando così inutili
stravolgimenti che sarebbero dannosi rispetto all’importante lavoro messo in atto
dal ministro e dai suoi più stretti collaboratori". Così la presidente nazionale CNA
Fita, Cinzia Franchini. "Se nascerà un Governo Gentiloni con l’obiettivo di
traghettare il Paese ad elezioni anticipate con una nuova legge elettorale auspico
che si scelga la conferma dei titolari dei ministeri cruciali premiando la stabilità
e la continuità e fornendo in questo modo un punto di riferimento in un momento
particolarmente delicato per il Paese intero. Del resto - chiude Cinzia Franchini -
cinque ministri dei Trasporti  in cinque anni sarebbero davvero troppi".

Assologistica “Necessario introdurre il rating di legalità”

È necessaria l’introduzione di un rating per le imprese che prestano servizi logistici e che la committenza deve rispettare, venendo coinvolta in solido in caso di inosservanza. Troppe le situazioni in cui si registra una manipolazione del sistema di applicazione dei costi del personale, cui si ricorre adottando stratagemmi di varia natura, che vanno dalla stipula di contratti non attinenti la reale attività fino al mascheramento sistematico di tributi previdenziali e fiscali, stravolgendo di fatto il mercato a danneggiando le imprese che invece operano correttamente, imputando i reali costi di personale e gestione.”

E’ quanto sostenuto stamane da Carlo Mearelli durante il suo intervento al Politecnico di Milano, in occasione della presentazione della ricerca 2016 dell’Osservatorio Contract Logistics. Il presidente di Assologistica si scaglia inoltre contro i troppo scarsi controlli da parte degli organi preposti ed è in parte critico nei confronti della committenza.

“Chiederemo al legislatore di introdurre il rating di legalità ai contratti tra le parti, quale clausola di responsabilità primaria per una corretta e sana competitività”, ha ancora sottolineato Mearelli.

Aumentano le vittime della strada, rallenta il calo di incidenti e feriti

E’ quanto emerso dal *workshop* “*Incidentalità stradale: strumenti innovativi nella misurazione e valorizzazione di nuove fonti per l’analisi del fenomeno*” tenuto oggi a Roma da *Istat e ACI*, nelcorso del quale sono stati resi noti i dati definitivi degli incidenti stradali, dopo quelli provvisori anticipati nel luglio scorso. Nel 2015, *per la prima volta dal 2001, è tornato a crescere (+1.4%) il numero delle vittime*, a fronte di una *flessione dell’1,4% degli incidenti e dell’1,7% dei feriti

*In aumento anche i feriti gravi*: quasi 16mila contro i 15mila del 2014 (*+6,4%*). In totale nel 2015 in Italia si sono verificati *174.539 incidenti* con lesioni a persone (478 in media ogni giorno), che hanno provocato *3.428 decessi* (9,3/g.) e *246.920 feriti* (478/g.).

*Rilevante l’aumento della mortalità nei grandi Comuni: *+8,6%, nel complesso, il numero delle vittime nell’abitato.

*Motociclisti* (773, +9,8%) e pedoni (602, +4,1%) le categorie con il *maggior numero di vittime*; in calo, invece, le vittime tra *automobilisti* (1.468, -1,5%), *ciclomotoristi* (105, -6,3%) e *ciclisti* (251, -8,1%).

*Guida distratta*, *velocità elevata* e *mancato rispetto della distanza di sicurezza* (nel complesso il 38,9% dei casi), i comportamenti errati più
frequenti.

*Eccesso di velocità*, *mancato utilizzo di dispositivi di sicurezza* e *uso di telefono cellulare alla guida*, le violazioni al Codice della Strada più
sanzionate.

Ottime performace per i veicoli industriali a settembre!

ll Centro Studi e Statistiche dell’UNRAE, sulla base dei dati di immatricolazione forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per il mese di settembre 2016 ha stimato una crescita del mercato italiano dei veicoli industriali con massa totale a terra superiore alle 3,5 t pari al 57,9% rispetto allo stesso mese del 2015 (1.620 unità contro 1.026).
Il cumulato dei primi nove mesi dell’anno in corso evidenzia una crescita del 40,6% sullo stesso periodo del 2015, dovuta alle 15.904 unità del 2016, che si confrontano con le 11.311 del 2015.
Per i veicoli pesanti con massa totale a terra superiore alle 16 t, l’incremento registrato a settembre 2016 è stato del 47,3% (1.245 unità immatricolate, contro le 845 del settembre 2015).
Nei primi nove mesi dell’anno le 12.353 unità immatricolate sopra le 16 t indicano un incremento del 40,7% rispetto alle 8.779 unità immatricolate nel gennaio-settembre 2015.
“La costanza dell’incremento del mercato, consolidatasi anche a settembre, ci conferma l’effettiva inversione dell’andamento delle immatricolazioni di veicoli industriali in Italia, dopo il lungo periodo di sofferenza iniziato nel 2008”, commenta il Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE, Franco Fenoglio, che aggiunge: “abbiamo sempre ritenuto e riteniamo che – in mancanza di interventi strutturali di sostegno del rinnovo del parco – le misure finanziarie e fiscali adottate lo scorso anno, e in particolare il cosiddetto super-ammortamento del 140%,  abbiano dato un valido impulso agli investimenti per l’acquisto di nuovi mezzi da parte delle imprese di autotrasporto”.
In merito, pur apprezzando le intenzioni del Piano Nazionale Industria 4.0 presentato dal Ministro Calenda, UNRAE in tutte le sedi istituzionali competenti e verso la Stampa ha manifestato preoccupazione per la riduzione della misura incentivante, prevista al 120%, chiedendo che ne venga ripristinato il valore originario.
“L’UNRAE – sottolinea Fenoglio – esprime un forte apprezzamento per l’attenzione che il Governo sta dedicando al tema e accoglie favorevolmente le ultime notizie sulla Manovra 2017 che sembrano confermare il mantenimento della misura così come previsto già nel 2016”.
L’attuale andamento del mercato non meriterebbe un tale provvedimento punitivo, perché conferma la sensibilità dell’autotrasporto nazionale ai problemi della sostenibilità e della competitività, tanto più gravi in presenza di un parco circolante di età media avanzata e non in grado di garantire adeguati livelli di sicurezza e rispetto ambientale.
Inoltre, la prevista riduzione del super-ammortamento porterebbe ad una anticipazione della domanda di veicoli industriali nei prossimi mesi, con prevedibile successivo calo agli inizi del 2017 e relative conseguenze sul mercato”.
Questi argomenti, unitamente alle dinamiche nazionali ed internazionali del trasporto merci e al tema dell’occupazione, con particolare riferimento alla formazione di giovani autisti, saranno oggetto della Conferenza Stampa che la Sezione Veicoli Industriali di UNRAE terrà a Roma il prossimo 8 novembre.
“Siamo convinti – conclude Fenoglio – che i trasporti siano una componente essenziale di ogni politica di sviluppo industriale e, quindi, riteniamo realistico e corretto che il comparto venga ascoltato e sostenuto con decisioni politiche e misure concrete che indirizzino tale sviluppo”.

Il Freight Leaders Council presenta il Quaderno #25

Imporre per legge il calcolo delle emissioni prodotte attraverso il trasporto delle merci. Lanciare un piano nazionale per sostituire progressivamente i combustibili fossili con fonti a ridotto impatto ambientale: LNG e bio carburanti. Accelerare il rilancio dell’intermodalità ferroviaria e lo sviluppo della smart mobility, incidendo anche sulla cultura manageriale dei committenti fino a prevedere un sistema premiale per i trasporti più lenti e rendere visibile lo sforzo delle aziende verso una migliore sostenibilità dei servizi di trasporto delle merci.

Sono questi i sei passi che il Freight Leaders Council, ha individuato nel Quaderno #25 sulla sostenibilità ambientale del trasporto e della logistica, curato dal Presidente, Antonio Malvestio, con i contributi di rappresentanti delle istituzioni, delle aziende e degli esperti del settore, pubblicato in occasione del 25° anniversario della fondazione dell’associazione che riunisce i maggiori operatori della logistica italiana.

Il testo, presentato oggi nell’ambito del convegno “Trasporto CO₂: i carburanti alternativi rendono profittevole l’azienda”, organizzato a Roma da Tforma in collaborazione con Scania,  Federmetano, Federchimica/Assogasliquidi, VDO e ZF si pone come un “manuale al servizio del lettore per illustrare come è possibile ridurre l’impronta ambientale nei trasporti” dando indicazioni alle aziende e alle istituzioni su come agire nell’immediato per far fronte all’emergenza emissioni prodotte dal trasporto merci e raggiungere gli standard imposti dall’Ue.

“I cambiamenti climatici sempre più rapidi stanno richiamando l’attenzione di tutti – spiega Antonio Malvestio, Presidente del FLC – La coscienza ecologica si sta velocemente diffondendo. Come spesso accade, siamo di fronte ad una accelerazione: la sostenibilità ambientale sta diventando una priorità, ma l’impreparazione media rischia di far compiere errori. Chi si occupa di trasporti e logistica sarà presto nell’occhio del ciclone. Mentre tutte le filiere hanno lavorato per il miglioramento dell’impronta ambientale riducendo la produzione di gas serra, i trasporti sono rimasti indietro. Con il trend attuale, saranno presto (tra il 2020 ed il 2030) responsabili per il 50% della produzione mondiale di CO₂. Di questa, il 60% per il trasporto delle persone ed il 40% per il trasporto delle merci. Migliorare drasticamente l’impronta ambientale del trasporto e delle aree adiacenti alla logistica è possibile ed è a portata di mano. Costituisce anche un risparmio, in quanto diminuire la produzione di CO₂ elimina gli sprechi. Occorre, però, decidere di non improvvisare e di seguire una pianificazione rigorosa”.

Ecco i sei passi da fare subito

1 – Imporre il calcolo della CO₂ prodotta attraverso il trasporto. Occorre prevedere, con un accordo tra vettori e committenti, una legge che imponga il calcolo delle emissioni prodotte nei servizi di trasporto, anche attraverso meccanismi premianti i comportamenti virtuosi. La misurazione delle performance renderà più facile avviare processi di riduzione delle emissioni.

2 – Lanciare un piano nazionale per i combustibili a ridotto impatto ambientale: GNL e combustibili bio. Il GNL va sostenuto attraverso un piano che congeli il livello di tassazione su un periodo di 5 anni per consentire la pianificazione degli investimenti. Parallelamente si dovrebbe avviare lo sviluppo dei biocarburanti, una tecnologia che già esiste e che non richiede quasi mai la sostituzione dei motori in circolazione.

3 – Un piano nazionale per l’intermodalità ferroviaria

Occorre un’offerta di trasporto intermodale utilizzabile a domanda: le lunghe dorsali peninsulari devono avere servizi regolari nelle due direzioni, anche con fermate intermedie per trasporto container a casse mobili con terminali efficienti. E non bisogna dimenticare che le linee AV (alta velocità) sono in realtà state costruite per essere AC (alta capacità).

4 – Premiare i trasporti più lenti per migliorare la sostenibilità del sistema

L’aumento della sostenibilità dei trasporti deve obbligatoriamente passare attraverso un rallentamento pur minimo dei flussi. I committenti devono fare un salto culturale accettando un “ritardo” nelle consegne per fare spazio all’intermodalità ferroviaria e marittima. E’ indispensabile identificare un sistema premiante per chi allunga, anche minimamente, le rese.

5 – Occorre dare visibilità allo sforzo per una migliore sostenibilità del trasporto merci

L’Istat dovrebbe aggiungere una serie di statistiche sul trasporto merci ed in particolare sulla produzione di CO² nel trasporto. L’Albo degli Autotrasportatori dovrebbe dare visibilità alle certificazioni ambientali dei trasportatori seppure non obbligatorie. Il sito del ministero delle Infrastrutture e Trasporti dovrebbe indicare i dati di produzione di CO² per il trasporto merci ed il relativo trend nazionale, confrontato a quello di altre nazioni ove disponibile.

6- Accelerare lo sviluppo della smart mobility

L’Italia deve accelerare l’attuazione del Piano d’Azione ITS che prevede “la creazione di piattaforme logistiche integrate e/o interoperabili con la Piattaforma Logistica Nazionale (PLN)” allo scopo di interconnettere il più possibile i vari attori della Supply Chain, cercando un ritorno positivo sulla limitazione dei tempi di attesa, i viaggi a vuoto e sulla sicurezza generale dell’intero sistema.

Assemblea ANITA 2016: “Diamo respiro al trasporto sostenibile”

In un mondo sempre più affollato con obiettivi
sempre più ambiziosi, le prestazioni energetiche del trasporto migliorano
anche grazie agli investimenti nel rinnovo del parco circolante effettuati
al fine di rispettare l'ambiente e la sicurezza.
Ma quanto inquinano i trasporti? E quanto veramente il trasporto merci su
strada? Il settore, troppo spesso accusato di inquinare e congestionare le
strade, oggi è divenuto un settore attento alla sostenibilità, il quale non
si sottrae ai sempre maggiori sforzi che gli sono richiesti per rispondere
alle esigenze ambientali.
Occorre un approccio integrato ai trasporti sostenibili che includa anche
l'autotrasporto, per realizzare una crescita sostenibile che sia allo stesso
tempo efficiente.
È questo il fil rouge che ha indirizzato i lavori assembleari di ANITA,
durante i quali ha reso noti i dati dello studio condotto tra i propri
associati, per i quali gli investimenti in beni e servizi volti alla
modernizzazione tecnologica ed ecologica e alla formazione in materia di
sicurezza ed efficienza, sono indispensabili per rimanere competitivi.
Dall’indagine è emerso che più del 97% degli intervistati ha sostenuto
investimenti apprezzabili in categorie attinenti alla sostenibilità e alla
sicurezza. Oltre il 90% ha acquistato nuovi veicoli più efficienti e meno
inquinanti. Circa il 33% ha previsto attività formative per il personale
finalizzate al risparmio energetico; quasi il 30% ha migliorato le strutture
aziendali in termini di efficienza energetica ed il 27% ha realizzato un
aumento di trasporti intermodali.
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