Aumentano le vittime della strada, rallenta il calo di incidenti e feriti

E’ quanto emerso dal *workshop* “*Incidentalità stradale: strumenti innovativi nella misurazione e valorizzazione di nuove fonti per l’analisi del fenomeno*” tenuto oggi a Roma da *Istat e ACI*, nelcorso del quale sono stati resi noti i dati definitivi degli incidenti stradali, dopo quelli provvisori anticipati nel luglio scorso. Nel 2015, *per la prima volta dal 2001, è tornato a crescere (+1.4%) il numero delle vittime*, a fronte di una *flessione dell’1,4% degli incidenti e dell’1,7% dei feriti

*In aumento anche i feriti gravi*: quasi 16mila contro i 15mila del 2014 (*+6,4%*). In totale nel 2015 in Italia si sono verificati *174.539 incidenti* con lesioni a persone (478 in media ogni giorno), che hanno provocato *3.428 decessi* (9,3/g.) e *246.920 feriti* (478/g.).

*Rilevante l’aumento della mortalità nei grandi Comuni: *+8,6%, nel complesso, il numero delle vittime nell’abitato.

*Motociclisti* (773, +9,8%) e pedoni (602, +4,1%) le categorie con il *maggior numero di vittime*; in calo, invece, le vittime tra *automobilisti* (1.468, -1,5%), *ciclomotoristi* (105, -6,3%) e *ciclisti* (251, -8,1%).

*Guida distratta*, *velocità elevata* e *mancato rispetto della distanza di sicurezza* (nel complesso il 38,9% dei casi), i comportamenti errati più
frequenti.

*Eccesso di velocità*, *mancato utilizzo di dispositivi di sicurezza* e *uso di telefono cellulare alla guida*, le violazioni al Codice della Strada più
sanzionate.

Ottime performace per i veicoli industriali a settembre!

ll Centro Studi e Statistiche dell’UNRAE, sulla base dei dati di immatricolazione forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per il mese di settembre 2016 ha stimato una crescita del mercato italiano dei veicoli industriali con massa totale a terra superiore alle 3,5 t pari al 57,9% rispetto allo stesso mese del 2015 (1.620 unità contro 1.026).
Il cumulato dei primi nove mesi dell’anno in corso evidenzia una crescita del 40,6% sullo stesso periodo del 2015, dovuta alle 15.904 unità del 2016, che si confrontano con le 11.311 del 2015.
Per i veicoli pesanti con massa totale a terra superiore alle 16 t, l’incremento registrato a settembre 2016 è stato del 47,3% (1.245 unità immatricolate, contro le 845 del settembre 2015).
Nei primi nove mesi dell’anno le 12.353 unità immatricolate sopra le 16 t indicano un incremento del 40,7% rispetto alle 8.779 unità immatricolate nel gennaio-settembre 2015.
“La costanza dell’incremento del mercato, consolidatasi anche a settembre, ci conferma l’effettiva inversione dell’andamento delle immatricolazioni di veicoli industriali in Italia, dopo il lungo periodo di sofferenza iniziato nel 2008”, commenta il Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE, Franco Fenoglio, che aggiunge: “abbiamo sempre ritenuto e riteniamo che – in mancanza di interventi strutturali di sostegno del rinnovo del parco – le misure finanziarie e fiscali adottate lo scorso anno, e in particolare il cosiddetto super-ammortamento del 140%,  abbiano dato un valido impulso agli investimenti per l’acquisto di nuovi mezzi da parte delle imprese di autotrasporto”.
In merito, pur apprezzando le intenzioni del Piano Nazionale Industria 4.0 presentato dal Ministro Calenda, UNRAE in tutte le sedi istituzionali competenti e verso la Stampa ha manifestato preoccupazione per la riduzione della misura incentivante, prevista al 120%, chiedendo che ne venga ripristinato il valore originario.
“L’UNRAE – sottolinea Fenoglio – esprime un forte apprezzamento per l’attenzione che il Governo sta dedicando al tema e accoglie favorevolmente le ultime notizie sulla Manovra 2017 che sembrano confermare il mantenimento della misura così come previsto già nel 2016”.
L’attuale andamento del mercato non meriterebbe un tale provvedimento punitivo, perché conferma la sensibilità dell’autotrasporto nazionale ai problemi della sostenibilità e della competitività, tanto più gravi in presenza di un parco circolante di età media avanzata e non in grado di garantire adeguati livelli di sicurezza e rispetto ambientale.
Inoltre, la prevista riduzione del super-ammortamento porterebbe ad una anticipazione della domanda di veicoli industriali nei prossimi mesi, con prevedibile successivo calo agli inizi del 2017 e relative conseguenze sul mercato”.
Questi argomenti, unitamente alle dinamiche nazionali ed internazionali del trasporto merci e al tema dell’occupazione, con particolare riferimento alla formazione di giovani autisti, saranno oggetto della Conferenza Stampa che la Sezione Veicoli Industriali di UNRAE terrà a Roma il prossimo 8 novembre.
“Siamo convinti – conclude Fenoglio – che i trasporti siano una componente essenziale di ogni politica di sviluppo industriale e, quindi, riteniamo realistico e corretto che il comparto venga ascoltato e sostenuto con decisioni politiche e misure concrete che indirizzino tale sviluppo”.

Il Freight Leaders Council presenta il Quaderno #25

Imporre per legge il calcolo delle emissioni prodotte attraverso il trasporto delle merci. Lanciare un piano nazionale per sostituire progressivamente i combustibili fossili con fonti a ridotto impatto ambientale: LNG e bio carburanti. Accelerare il rilancio dell’intermodalità ferroviaria e lo sviluppo della smart mobility, incidendo anche sulla cultura manageriale dei committenti fino a prevedere un sistema premiale per i trasporti più lenti e rendere visibile lo sforzo delle aziende verso una migliore sostenibilità dei servizi di trasporto delle merci.

Sono questi i sei passi che il Freight Leaders Council, ha individuato nel Quaderno #25 sulla sostenibilità ambientale del trasporto e della logistica, curato dal Presidente, Antonio Malvestio, con i contributi di rappresentanti delle istituzioni, delle aziende e degli esperti del settore, pubblicato in occasione del 25° anniversario della fondazione dell’associazione che riunisce i maggiori operatori della logistica italiana.

Il testo, presentato oggi nell’ambito del convegno “Trasporto CO₂: i carburanti alternativi rendono profittevole l’azienda”, organizzato a Roma da Tforma in collaborazione con Scania,  Federmetano, Federchimica/Assogasliquidi, VDO e ZF si pone come un “manuale al servizio del lettore per illustrare come è possibile ridurre l’impronta ambientale nei trasporti” dando indicazioni alle aziende e alle istituzioni su come agire nell’immediato per far fronte all’emergenza emissioni prodotte dal trasporto merci e raggiungere gli standard imposti dall’Ue.

“I cambiamenti climatici sempre più rapidi stanno richiamando l’attenzione di tutti – spiega Antonio Malvestio, Presidente del FLC – La coscienza ecologica si sta velocemente diffondendo. Come spesso accade, siamo di fronte ad una accelerazione: la sostenibilità ambientale sta diventando una priorità, ma l’impreparazione media rischia di far compiere errori. Chi si occupa di trasporti e logistica sarà presto nell’occhio del ciclone. Mentre tutte le filiere hanno lavorato per il miglioramento dell’impronta ambientale riducendo la produzione di gas serra, i trasporti sono rimasti indietro. Con il trend attuale, saranno presto (tra il 2020 ed il 2030) responsabili per il 50% della produzione mondiale di CO₂. Di questa, il 60% per il trasporto delle persone ed il 40% per il trasporto delle merci. Migliorare drasticamente l’impronta ambientale del trasporto e delle aree adiacenti alla logistica è possibile ed è a portata di mano. Costituisce anche un risparmio, in quanto diminuire la produzione di CO₂ elimina gli sprechi. Occorre, però, decidere di non improvvisare e di seguire una pianificazione rigorosa”.

Ecco i sei passi da fare subito

1 – Imporre il calcolo della CO₂ prodotta attraverso il trasporto. Occorre prevedere, con un accordo tra vettori e committenti, una legge che imponga il calcolo delle emissioni prodotte nei servizi di trasporto, anche attraverso meccanismi premianti i comportamenti virtuosi. La misurazione delle performance renderà più facile avviare processi di riduzione delle emissioni.

2 – Lanciare un piano nazionale per i combustibili a ridotto impatto ambientale: GNL e combustibili bio. Il GNL va sostenuto attraverso un piano che congeli il livello di tassazione su un periodo di 5 anni per consentire la pianificazione degli investimenti. Parallelamente si dovrebbe avviare lo sviluppo dei biocarburanti, una tecnologia che già esiste e che non richiede quasi mai la sostituzione dei motori in circolazione.

3 – Un piano nazionale per l’intermodalità ferroviaria

Occorre un’offerta di trasporto intermodale utilizzabile a domanda: le lunghe dorsali peninsulari devono avere servizi regolari nelle due direzioni, anche con fermate intermedie per trasporto container a casse mobili con terminali efficienti. E non bisogna dimenticare che le linee AV (alta velocità) sono in realtà state costruite per essere AC (alta capacità).

4 – Premiare i trasporti più lenti per migliorare la sostenibilità del sistema

L’aumento della sostenibilità dei trasporti deve obbligatoriamente passare attraverso un rallentamento pur minimo dei flussi. I committenti devono fare un salto culturale accettando un “ritardo” nelle consegne per fare spazio all’intermodalità ferroviaria e marittima. E’ indispensabile identificare un sistema premiante per chi allunga, anche minimamente, le rese.

5 – Occorre dare visibilità allo sforzo per una migliore sostenibilità del trasporto merci

L’Istat dovrebbe aggiungere una serie di statistiche sul trasporto merci ed in particolare sulla produzione di CO² nel trasporto. L’Albo degli Autotrasportatori dovrebbe dare visibilità alle certificazioni ambientali dei trasportatori seppure non obbligatorie. Il sito del ministero delle Infrastrutture e Trasporti dovrebbe indicare i dati di produzione di CO² per il trasporto merci ed il relativo trend nazionale, confrontato a quello di altre nazioni ove disponibile.

6- Accelerare lo sviluppo della smart mobility

L’Italia deve accelerare l’attuazione del Piano d’Azione ITS che prevede “la creazione di piattaforme logistiche integrate e/o interoperabili con la Piattaforma Logistica Nazionale (PLN)” allo scopo di interconnettere il più possibile i vari attori della Supply Chain, cercando un ritorno positivo sulla limitazione dei tempi di attesa, i viaggi a vuoto e sulla sicurezza generale dell’intero sistema.

Assemblea ANITA 2016: “Diamo respiro al trasporto sostenibile”

In un mondo sempre più affollato con obiettivi
sempre più ambiziosi, le prestazioni energetiche del trasporto migliorano
anche grazie agli investimenti nel rinnovo del parco circolante effettuati
al fine di rispettare l'ambiente e la sicurezza.
Ma quanto inquinano i trasporti? E quanto veramente il trasporto merci su
strada? Il settore, troppo spesso accusato di inquinare e congestionare le
strade, oggi è divenuto un settore attento alla sostenibilità, il quale non
si sottrae ai sempre maggiori sforzi che gli sono richiesti per rispondere
alle esigenze ambientali.
Occorre un approccio integrato ai trasporti sostenibili che includa anche
l'autotrasporto, per realizzare una crescita sostenibile che sia allo stesso
tempo efficiente.
È questo il fil rouge che ha indirizzato i lavori assembleari di ANITA,
durante i quali ha reso noti i dati dello studio condotto tra i propri
associati, per i quali gli investimenti in beni e servizi volti alla
modernizzazione tecnologica ed ecologica e alla formazione in materia di
sicurezza ed efficienza, sono indispensabili per rimanere competitivi.
Dall’indagine è emerso che più del 97% degli intervistati ha sostenuto
investimenti apprezzabili in categorie attinenti alla sostenibilità e alla
sicurezza. Oltre il 90% ha acquistato nuovi veicoli più efficienti e meno
inquinanti. Circa il 33% ha previsto attività formative per il personale
finalizzate al risparmio energetico; quasi il 30% ha migliorato le strutture
aziendali in termini di efficienza energetica ed il 27% ha realizzato un
aumento di trasporti intermodali.

MPORTANTE CONVEGNO A MILANO SULLA LOGISTICA 4.0

La digitalizzazione sta rapidamente cambiando organizzazione e tempi di gestione delle supply chains e sta aprendo nuovi orizzonti al ciclo di vita dei prodotti con la personalizzazione, il ritiro e repackaging, la messa a nuovo (remanufacturing), il recupero dei materiali (demanufacturing). Accanto a questi elementi che caratterizzano l’affermazione dell’economia circolare, la digitalizzazione ha introdotto nella logistica modelli di sincronizzazione, strategici per la sostenibilità e la competitività dei prodotti. Intervenendo direttamente nei processi che contraddistinguono la 4° rivoluzione industriale, da cui la definizione 4.0 coniata in Germania, la logistica 4.0 è strategica per i modelli di produzione e di consumo che prevarranno nel prossimo futuro. Assologistica Cultura e Formazione per dare meritato spazio a questo tema di pubblico interesse ha organizzato il prossimo 9 giugno, ore 9,00 a Milano presso l’Hotel Enterprise, Corso Sempione 91,  il convegno gratuito SUPPLY CHAIN 4.0: SOGNO …E SON DESTO.

Stato dell’arte in Italia ed evoluzione degli scenari futuri della logistica 4.0 saranno affrontati da massimi esperti sotto diversi punti di vista nel corso della mattinata. I lavori del Convegno, introdotti e moderati da Pietro Pedone, Consulente Senior Expert di Assologistica Cultura e Formazione, avranno i seguenti Relatori: Alessandro Perego Direttore Osservatori Digital Innovation – School of Management del Politecnico di Milano Supply chain e digitalizzazione: lo stato dell’arte; Giuseppe Luscia – Project Manager GS1 Italy –  Standard Gs1 un linguaggio comune per la logistica 4.0; Teresa Alvaro – Direttore Centrale Tecnologie per l’Innovazione – Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Dogana 4.0: la sfida della trasformazione digitale; Angelo Aulicino – Sales and Operations Manager – Interporto Bologna – I nuovi scenari della supply chain tra logistica collaborativa e physical internet: il ruolo degli hub; Augusto Bandera – Head of Corporate Sales – Vodafone – Lo.L. (Internet of Logistics); Carlo Rosa – Group Logistic Director Luxottica Group – L’evoluzione della logistica in un contesto globale, multicanale e sincronizzato; Angelika Fisher – Finance Director – Deufol Italia – Tele-facturing: dal disegno alla materializzazione a distanza del prodotto; Marco Henry – Transport Director Italy – Ceva Logistics – Logistica 4.0: il trasporto di Ceva… a portata di Touch; Nicola Borghi – Operation Director – Due Torri – Soluzioni tecnologiche per la tua logistica: Just Do It!; Gianluca GodiSupply Chain Projects – La sfida della multicanalità: l’e-commerce in full service di eONE

Il sottosegretario Vicari definisce meritevole la campagna Guidare un Tir è Usurante

Nel documento spedito nella giornata di lunedì alla segreteria di Taranto il neosottosegretario con delega all’autotrasporto, Simona Vicari, precedentemente invitato al compimento di tutti i passaggi necessari affinché possa trovare accoglimento la richiesta, si rende disponibile ad un tavolo congiunto con il competente  Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali plaudendo all’iniziativa “GUIDARE IL TIR E’ USURANTE”, definita “meritevole d’attenzione per gli interessi che si prefigge di tutelare”.

Autotrasporto 4.0, Malvestio: “La scelta della sostenibilità non è più rimandabile. Il trasporto abbandoni i carburanti fossili”

La logistica non ha scelta: deve abbandonare i combustibili fossili. Occorre una rivoluzione urgente a favore dei carburanti bio”. E’ questo il messaggio lanciato da Antonio Malvestio, presidente del Freight Leaders Council, nell’ambito del convegno “Autotrasporto 4.0”, che si è svolto oggi presso l’Auditoriun Mercedes Benz di Milano, organizzato da Dekra Italia in collaborazione con la Liuc Università Cattaneo e il Freight Leaders Council (con il patrocinio dell’Albo degli Autotrasportatori, MIT).

Malvestio ha delineato l’aspetto più importante che il mondo della logistica e dell’autotrasporto si troverà ad affrontare in un futuro molto prossimo, anticipando un tema ampiamente trattato nel lavoro che il FLC sta ultimando: il Quaderno #25 sulla sostenibilità del trasporto che verrà presentato ufficialmente nelle prossime settimane.

“E’ necessario accelerare l’eliminazione dei combustibili fossili che utilizzano l’ossigeno producendo un eccesso di Co2 – ha detto il presidente del FLC – Abbiamo però un importante vincolo: i carburanti bio devono essere compatibili con i motori esistenti. Oppure realisticamente la conversione  non sarà possibile”. Qual è la soluzione? “Occorre seguire due strade parallele: passare a combustibili con minor impatto ambientale, massimizzando per esempio l’uso di LNG, e accelerare la disponibilità di combustibili bio compatibili con i motori esistenti. Bisogna creare una vera e propria ossessione per agire rapidamente”.

Nel futuro dell’autotrasporto dovrebbe esserci anche semplificazione normativa che porti a un riassetto del mercato nel segno di una maggiore competitività. Questo il tema affrontato dalla Vicepresidente del Freight Leaders Council, Clara Ricozzi, intervenuta durante la tavola rotonda sempre nell’ambito dello stesso evento. “L’esigenza, ritenuta basilare dallo stesso Comitato Centrale dell’Albo, di dar vita ad un vero e proprio Codice dell’autotrasporto – ha spiegato Ricozzi, anche Presidente del Gruppo di Lavoro per la semplificazione normativa – non deve trasformarsi in un’occasione persa: non può essere solo assemblaggio, armonizzazione e razionalizzazione delle norme vigenti,  ma deve mirare ad un assetto del mercato trasparente e rispettoso delle regole della concorrenza leale, insieme con una maggiore spinta alla terziarizzazione delle operazioni di trasporto e di logistica. Occorre quindi un processo equilibrato, nel quale ciascun attore faccia valere i propri interessi, ma sia anche pronto alle mediazioni necessarie per un obiettivo da tutti condiviso”.

Il traffico totale è aumentato del 3,6% Nel 2015 il traffico in autostrada di veicoli pesanti è cresciuto del 3,8%

Nel 2015 il traffico di veicoli pesanti in autostrada è aumentato del 3,8% rispetto
al 2014. Il traffico totale è cresciuto del 3,6% rispetto all’anno precedente.
Questi dati derivano da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su
dati Aiscat (Associazione Italiana Concessionarie Autostrade e Trafori).
A fronte di un aumento del traffico in autostrada, vi è però da segnalare che sono
cresciuti anche gli incidenti, che hanno fatto registrare una crescita generale del
2,6%. E’ maggiore la percentuale di crescita degli incidenti se si prendono in
considerazione i veicoli pesanti: infatti nel 2015 gli incidenti autostradali che
hanno coinvolto veicoli pesanti sono aumentati del 14,2% rispetto al 2014. Si tratta
di un dato da non sottovalutare, a maggior ragione alla luce del fatto che nello
stesso periodo considerato gli incidenti che hanno coinvolto veicoli leggeri in
autostrada non sono aumentati, ma sono diminuiti dello 0,1%.
“Potrebbe sembrare un dato fisiologico – commenta Alessandro De Martino,
amministratore delegato di Continental Italia – che con la crescita del traffico in
autostrada siano aumentati anche gli incidenti. Vi è però da sottolineare che
l’obiettivo della strategia messa in campo dall’Unione Europea è quello di aumentare
la sicurezza stradale e quindi di ridurre il numero di incidenti e di persone
coinvolte negli incidenti in tutto il continente. Anche Continental è fortemente
impegnata sul tema della sicurezza, infatti è riconosciuta come un centro di
competenza nella sicurezza stradale e nella mobilità sostenibile ed è firmataria
della Carta Europea sulla sicurezza stradale, che ha come obiettivo quello di
risparmiare 25.000 vite ogni anno a causa d’incidenti sulle strade europee. Per
questo Continental mette a disposizione di tutti gli automobilisti e degli operatori
del settore dell’autotrasporto tecnologie di ultima generazione che contribuiscono
ad aumentare la sicurezza
ed al contempo consentono di ridurre le spese di gestione dei veicoli. Ad esempio,
un semplice sensore che controlla la pressione di gonfiaggio dei pneumatici (Tyre
Pressure Monitoring System, o TPMS come il ContiPressureCheck di Continental) è
sufficiente per diminuire i consumi di carburante, e quindi anche le emissioni
nocive, e mette a disposizione dei conducenti le informazioni necessarie per
decidere se i pneumatici sono adatti alla circolazione o meno, contribuendo quindi
ad accrescere il livello di sicurezza del veicolo stesso”.

Iveco #nonsiarrende: il Gruppo Maganetti si aggiudica il Nuovo Eurocargo CNG all’asta a favore di Telethon

Una cifra importante quella raggiunta dalla messa all’asta del Nuovo Eurocargo Iveco, brandizzato
con i loghi Telethon e CharityStars e dalla speciale livrea dedicata all’“Italia che vince”, il cui ricavato,
85mila euro, è stato donato alla Fondazione Telethon, impegnata dal 1990 a finanziare e sviluppare
la ricerca scientifica sulle malattie genetiche. Questa iniziativa incrementa il successo dello scorso
anno con il Daily, Van of the Year 2015, aggiudicato all’asta a 50.150 euro.
Partita lo scorso 10 dicembre su CharityStar, durante la serata benefica “#nonmiarrendo. Perché la
ricerca ci aiuta. E io aiuto la ricerca”, organizzata da CNH Industrial e dai suoi brand a favore di
Telethon presso gli spazi del CNH Industrial Village, si è conclusa sabato 19 dicembre alle ore 19.30,
durante il fine settimana della maratona televisiva Telethon, con l’intervento in diretta TV su RAI 2 di
Pierre Lahutte, Iveco Brand President e Massimo Tentori, rappresentante delle Concessionarie
Iveco.
Il Gruppo Maganetti di Tirano (Sondrio), cliente Iveco, seguito dalla Concessionaria ATL, che si è
aggiudicato il Nuovo Eurocargo, si fa promotore di un progetto ambizioso per la provincia di Sondrio:
la sostituzione del gasolio, attuale carburante per autotrazione industriale, con il metano, carburante
che permette una riduzione drastica di tutti i parametri di inquinamento.
Pierre Lahutte, Iveco Brand President, ha commentato: “Siamo molto orgogliosi della cifra
raccolta: siamo riusciti a raggiungere l’importante cifra di 85mila euro, che si vanno a sommare ai
100mila euro che Iveco e le sue Concessionarie hanno donato a Telethon nel corso dell’anno per un
totale di 185mila euro, triplicando la cifra raccolta nel 2014. Desidero ringraziare espressamente
Matteo Lorenzo De Campo, Amministratore Delegato del gruppo Maganetti, che si è aggiudicato
l’asta, con un grande gesto di solidarietà. Ancora una volta il Nuovo Eurocargo, eletto International
Truck of the Year 2016, è testimone di un’Italia che vince e, in questa occasione, di un’Italia che
vince con il cuore. Siamo fieri che sia il nostro Nuovo Eurocargo a portare questo messaggio di
tenacia verso chi ogni giorno lotta per un futuro migliore, dell’’Italia solidale che sostiene Telethon e

la sua ricerca sulle malattie genetiche, che sa essere vicina alle persone meno fortunate che ogni
giorno lottano per un futuro migliore”.
Il veicolo è un modello ML 120EL21/P CNG, in versione cabinato senza allestimento, a trazione a
Gas Naturale Compresso (CNG).
Il Nuovo Eurocargo, il camion che piace alla città, è stato recentemente eletto “International Truck of
the Year 2016”, da una giuria composta da 25 giornalisti delle più importanti riviste specializzate
europee. Il veicolo della gamma media di Iveco è stato scelto dalla giuria per aver apportato: “il più
grande contributo all’efficienza del trasporto stradale secondo criteri quali l’innovazione tecnologica, il
comfort, la sicurezza, la maneggevolezza, i ridotti consumi, l’impatto ambientale e il costo totale di
gestione (TCO)”.
Questo veicolo incarna perfettamente due dei valori Iveco, sostenibilità ed efficienza energetica, alla
base dell’impegno del brand che si concretizza nella ricerca finalizzata alla riduzione dei consumi e
delle emissioni dei motori diesel tradizionali, il cui risultato tangibile è rappresentato dalla tecnologia
Natural Power, ambito a cui Iveco ha da sempre attribuito grande importanza, divenendo leader
europeo nel settore dei veicoli alimentati a gas naturale.

Mercedes-Benz Vans e Confartigianato

Innovazione e creatività sono gli ingredienti principali per migliorare le performance aziendali: è quanto emerge dalla ricerca realizzata da Confartigianato tra espositori e visitatori della Maker Faire, principale appuntamento internazionale dedicato agli artigiani del futuro. È, infatti, proprio attraverso le mani ed il talento dei makers 2.0 che passa il futuro del made in Italy.

Mercedes-Benz crede nel valore dell’industria italiana e nel patrimonio culturale e di ingegno che fa dell’Italia un punto di riferimento mondiale in tanti settori, dall’abbigliamento al design, dalle calzature all’arredamento. Non a caso proprio in Italia, sulle rive del lago di Como, ha sede uno dei cinque design center, che ha il compito di disegnare gli interni di tutte le Mercedes.
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Guidare senza patente di guida, da oggi non sarà più reato

Seguendo alcune trasmissioni televisive, in qui era presente il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, si è appreso che la cancellazione del reato di guida senza patente è ormai imminente. Da f[...]
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