Serracchiani: Ue vigili sul distacco comunitario

“La Commissione europea intervenga per salvaguardare la tenuta occupazionale nell’autotrasporto, messa a rischio dall’applicazione della normativa Ue sul distacco comunitario”. Lo chiede l’eurodeputata Debora Serracchiani, componente della commissione Trasporti, in un’interrogazione rivolta alla Commissione, sottolineando che “per alcune aziende italiane operanti nel settore dei trasporti sembra ormai pratica diffusa avvalersi di prestazioni di personale di lavoro temporaneo fornito da agenzie interinali stabilite in altri Paesi Ue, con conseguenze negative sul fronte occupazionale per la categoria”.

“Sempre più imprese scelgono di assumere i loro conducenti in Paesi che presentano un ridotto costo del lavoro – spiega Serracchiani – e tale tipologia contrattuale, ammessa dalla normativa europea, in alcuni Paesi come l’Italia viene percepita come un fenomeno negativo, attraverso cui si possono legalizzare situazioni di dumping sociale. Al di là delle conseguenze occupazionali per la categoria, viene inoltre messa a rischio la certezza di retribuzione pagata dalle aziende italiane alle agenzie di lavoro che, in teoria, dovrebbero versare i contributi al sistema previdenziale italiano. Se cosi non fosse – aggiunge – gli autotrasportatori assunti tramite agenzie localizzate in Paesi dove i costi del lavoro sono più bassi rischierebbero di non ricevere la pensione”.

Evidenziando “l’opportunità di alleviare il problema del dumping sociale attraverso il rafforzamento della cooperazione transnazionale, il miglioramento della conoscenza degli organismi nazionali di controllo e lo scambio di informazioni a livello europeo”, Serracchiani ha chiesto “come la Commissione intenda affrontare il problema, incluse le conseguenze economiche e sociali che si stanno verificando in alcuni Paesi”.

Siamo entrati nell’era Euro 6

E’ entrata in vigore dal 31 dicembre la nuova norma Ue – la cosiddetta ‘Euro 6′ – anche per camion e bus di nuova generazione, che dovranno essere meno inquinanti dei modelli attuali (gli ‘Euro 5′). I nuovi requisiti, infatti, prevedono una riduzione dell’80% delle emissioni di ossidi di azoto e del 66% del particolato rispetto ai livelli fissati nel 2008. Gli standard tecnici fissati da Bruxelles avranno un impatto positivo non solo sull’ambiente e la salute, ma anche sull’industria automotive europea, che sara’ cosi’ piu’ competitiva. Con l’Euro 6 vengono infatti introdotte in tutti i 27 paesi Ue, in modo piu’ celere e semplificato rispetto al passato, procedure di test e norme armonizzate su scala mondiale con valori limite delle emissioni equivalenti a quelli degli Usa, che dovrebbero aiutare a rilanciare il settore auto europeo. In linea con il piano d’azione Ue ‘Cars 2020′ per il rilancio del comparto, ha sottolineato il commissario Ue all’industria Antonio Tajani, ”stiamo creando una situazione che produce vantaggi sotto tutti gli aspetti”, in quanto, ha spiegato, ”disporremo di camion e autobus piu’ puliti che faranno tendenza e saranno esportabili in tutto il mondo”.

In vigore il nuovo decreto antievasione Iva nel commercio pneumatici

Un operatore economico che acquista pneumatici da una azienda che ha evaso l’Iva nell’importare o nell’acquistare sul mercato interno i pneumatici oggetto della transazione sarà corresponsabile dell’evasione perpetrata a monte. Lo dispone un decreto del Ministro delle Finanze pubblicato ieri  sulla Gazzetta Ufficiale che estende al settore dei pneumatici la validità dei commi 2) e 3) dell’articolo 60-bis del DPR 26 ottobre 1972 n. 633. Queste norme prevedono appunto che vi sia solidarietà tra acquirente e venditore nella responsabilità per il pagamento dell’Iva, ma solo per determinati settori ritenuti ad alto rischio di evasione. Fino all’approvazione del decreto citato, fra i settori previsti non vi era quello dei pneumatici e ciò nonostante che nel commercio di questi prodotti gli organi preposti alla repressione dell’evasione avessero ripetutamente contestato infrazioni alla normativa sull’Iva. I casi di evasione, tra l’altro, erano così eclatanti e diffusi da creare un serio problema per gli operatori onesti che subivano la concorrenza sleale di chi operava senza pagare l’Iva e poteva quindi praticare prezzi “fuori mercato”.

Proprio i rivenditori di pneumatici associati a Federpneus (Associazione Nazionale Rivenditori Specialisti di Pneumatici) e i ricostruttori di pneumatici associati ad Airp (Associazione Italiana Ricostruttori di Pneumatici) avevano infatti sollevato il problema fin dal 2007 chiedendo l’estensione al settore dei pneumatici della normativa antievasione di cui al citato DPR 633/1972. Numerosi tentativi per risolvere il problema attraverso iniziative parlamentari e richieste di intervento al ministero competente erano rimasti tuttavia per molto tempo senza risposta tanto da costringere Federpneus e Airp a lanciare una campagna di stampa per indurre il Governo a provvedere.

Nel 2011 finalmente il Ministero dell’Economia e delle Finanze avviava la procedura necessaria per varare il decreto che vede la luce con la Gazzetta Ufficiale di ieri (GU n. 282 del 3 dicembre 2012) e che dovrebbe consentire di ridurre sensibilmente i fenomeni di evasione dell’Iva nel commercio dei pneumatici e rendere anche giustizia ai commercianti onesti che si sono battuti per ottenerlo. “Il decreto del Ministro Grilli  – ha dichiarato infatti Renzo Servadei, segretario generale di Federpneus e di Airp – pone fine ad una situazione che da troppo tempo penalizzava i nostri associati. Quella per ottenere una normativa antievasione sull’Iva per i pneumatici è stata una battaglia lunga. ma finalmente siamo arrivati in porto. Ne trarranno vantaggio il bilancio dello Stato e gli operatori onesti e sentiamo il dovere di ringraziare il Ministro Grilli che durante la sua gestione ha impresso una forte accelerazione alla farraginosa procedura prevista per l’approvazione del provvedimento pubblicato ieri dalla Gazzetta Ufficiale, approvazione che ritenevamo fosse assolutamente scontata in quanto tende a combattere l’evasione ma che evidentemente scontata non era, dato che abbiamo dovuto aspettare più di cinque anni”.

Incidenti: Italiani favorevoli apene più severe per chi guida sotto l’effetto di alcool e droga

L'81,9% degli automobilisti italiani è convinto che la guida sotto l'effetto di alcol e sostanze stupefacenti vada severamente punita qualora
comporti lesioni gravi o addirittura la morte di persone.
Lo rileva un'anticipazione del 20° Rapporto Automobile ACI-CENSIS, che sarà pubblicato il 18 dicembre. Arresto in flagranza e un serio
inasprimento della pena trovano pienamente d'accordo oltre il 45% degli italiani, mentre l'introduzione del reato di omicidio stradale è
ancora al vaglio del Parlamento.
Un più cauto 20% del campione, pur condividendo la necessità di un inasprimento delle sanzioni attualmente previste, ritiene importante non
fare di tutta l'erba un fascio, preservando la necessità di valutare attentamente caso per caso. Il 9%, invece, vuole pene più severe,
ma non condivide l'ipotesi della revoca definitiva della patente.
Il fronte dei no (circa il 10%) è perplesso sull'ipotesi che una norma basti a rendere gli automobilisti più cauti e prudenti: i controlli
dovrebbero essere più severi e non le leggi, anche perché il nostro attuale sistema legislativo è già fin troppo "articolato" e non bisogna
appesantirlo ulteriormente.

Costi Minimi: importanti e positive novità con la Spending Review

Con il Decreto legge n. 95/2012 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica) è stato modificato l`articolo 83-bis (quello che ha introdotto i costi minimi di sicurezza per l`autotrasporto), in particolare nella parte riguardante le sanzioni.
Rispetto al precedente impianto sanzionatorio (esclusione dai benefici fiscali e previdenziali per la durata di un anno, nonché quella per un periodo fino a sei mesi dall’affidamento pubblico della fornitura di beni e servizi) le nuove norme stabiliscono che per la mancata applicazione dei costi minimi sia comminata una sanzione pari al doppio della differenza tra quanto fatturato e quanto dovuto sulla base dei costi individuati dall`osservatorio. In caso di violazione delle norme sui tempi di pagamento (oltre il 90° giorno), è prevista una sanzione pari al dieci per cento dell`importo della fattura, comunque non inferiore a 1.000 euro. Rimane invariato il diritto del creditore di richiedere gli interessi moratori per i pagamenti effettuati oltre il 60° giorno.
Gli organi preposti ad accertare le violazioni e ad irrogare le sanzioni sono il Comando generale della Guardia di finanza e quello dell`Agenzia delle entrate, in occasione dei controlli svolti presso le imprese.
Quando i servizi di trasporto vengono effettuati sulla base di un contratto non stipulato in forma scritta, il vettore ha l’obbligo, oltre a quelli già contenuti nell`ar-ticolo 83-bis, di indicare nella fattura la tratta effettivamente percorsa.
Questo l’estratto dell’art. 12 comma 80 DL 95/2012:
80. All`articolo 83-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 6, e` aggiunto, in fine, il seguente periodo: “A tale fine nella fattura viene indicata, altresi`, la lunghezza della tratta effettivamente percorsa.”;
b) il comma 14, e` sostituito dal seguente: “14. Ferme restando le sanzioni previste dall`articolo 26 della legge 6 giugno 1974, n. 298, e successive modificazioni, e dall`articolo 7 del decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 286, ove applicabili, alla violazione delle norme di cui ai commi 7, 8 e 9, consegue la sanzione amministrativa pecuniaria pari al doppio della differenza tra quanto fatturato e quanto dovuto sulla base dei costi individuati ai sensi dei commi 1 e 2; alla violazione delle norme di cui ai commi 13 e 13-bis consegue la sanzione amministrativa pecuniaria pari al dieci per cento dell`importo della fattura e comunque non inferiore a 1.000,00 euro.”;
c) il comma 15, e` sostituito dal seguente: “15. Le sanzioni indicate al comma 14 sono irrogate dagli organi del Comando generale della Guardia di finanza e dell`Agenzia delle entrate in occasione dei controlli ordinari e straordinari effettuati presso le imprese.”.

Arcese: si agli Eurocombi anche in Italia

"Rendere più efficiente il trasporto stradale delle merci deve essere un obiettivo da perseguire costantemente. Pertanto
accogliamo con favore i provvedimenti finalizzati in tal senso". E' quanto sostiene Eleuterio Arcese, persidente di Anita sui veicoli

grandi dimensioni, cosiddetti ecocombi, in discussione a Bruxelles, sui quali la Commissione europea ha fornito chiarimenti lo scorso 15 giugno. 

L'interpretazione che la Commissione ha dato al Parlamento europeo chiarisce la possibilità per uno Stato membro di consentire 

la circolazione transfrontaliera di veicoli la cui lunghezza ecceda i limiti previsti dalla direttiva 96/53/CE nei casi 

di un trasporto eccezionale (autorizzato sulla base di permessi speciali); di combinazioni di veicoli modulari (ecocombi); 

di veicoli in circolazione sperimentale.  "Accogliamo con favore tale apertura sul traffico transfrontaliero, sebbene per il nostro Paese 

risulti problematico a causa dei valichi alpini. Tuttavia, si tratta di un¹opportunità che dobbiamo cogliere almeno sul traffico nazionale 

come è avvenuto in Germania, Belgio, Olanda e Paesi scandinavi dove sono già in atto sperimentazioni di veicoli di mega dimensioni". 

"Portare la dimensione di un veicolo a 25 metri rispetto agli attuali 16,50 o 18,75 metri (attraverso la combinazione di un autoarticolato 

e un rimorchio oppure di un autotreno e un semirimorchio) costituirebbe, ad esempio, un vantaggio per il trasporto intermodale, 

in quanto permetterebbe contemporaneamente il trasporto di container e casse mobili di diverse dimensioni, attraverso l'utilizzo di un solo veicolo a motore, 

anzichè due".  "La soluzione degli ecocombi, utilizzata a condizioni particolari e su tratte predeterminate, ottimizzerebbe la capacità di 

trasporto e non comporterebbe costi aggiuntivi per la sostituzione dei parchi".

La consulta risponde a Passera: ecco le priorità

Il Presidente della Consulta per l'autotrasporto ela Logistica , Mino Giachino

Importante riunione della Assemblea della Consulta dell’autotrasporto e della logistica che esamina le 4 proposte della prima fase della attuazione del Piano nazionale della logistica, approvate dall’Esecutivo su proposta del Comitato scientifico composto dai Prof.Gros-Pietro, Incalza, Bologna, Boitani, Rocco Giordano, Riguzzi e Dallari.

Voto favorevole di tutta l’Assemblea con soli 4 astenuti.

Sostegno sia dall’autotrasporto sia dalla committenza.

Approvazione da parte dei Dirigenti dei vari Ministeri.

Ora le proposte sono state inviate al Ministro Passera e agli Uffici per l’ultimo esame. E’ ragionevole pensare che le proposte normative in particolare delle due prime proposte: accelerazione sportello doganale e distribuzione urbana delle merci siano inseriti nel prossimo decreto sulle infrastrutture.
La decisione è tanto più importante perché proprio ieri è uscita l’analisi della Banca mondiale che  retrocede l’Italia logistica  di due posti nella graduatoria della inefficienza logistica ,dal 22 al 24° posto.
Le cronache ci segnalano da un lato il caso Ikea che minaccia di lasciare un nostro porto importante per la lentezza dei controlli doganali
Nell’attesa che le misure varate dal precedente e dall’attuale Governo per sbloccare le infrastrutture diano i risultati che tutto il Paese si attende, molto possono fare anche le misure che sblocchino le più importanti inefficienze logistiche: la lentezza dei controlli doganali e la congestione urbana del traffico.
La Consulta dell’autotrasporto e della logistica, che per legge ha il compito di lavorare al Piano nazionale della logistica, sulla base della recente direttiva del Ministro Passera che ha chiesto di indicare le azioni del Piano in grado di produrre cambiamenti significativi a breve, nell’efficienza logistica del nostro Paese che assomma a 40 miliardi di euro, una vera e propria tassa sul nostro sistema economico e produttivo, ha definito e approvato quattro proposte operative che potranno dare risultati importanti nel corso di quest’anno, come prima parte della attuazione del Piano nazionale della logistica.
La novità del metodo scelto dalla Consulta sta nel fatto che alle importanti analisi fanno già seguito proposte di norme a costo zero che auspichiamo possano confluire, -dice il Presidente Giachino – nel decreto infrastrutture che il Governo ha al suo esame e che potranno produrre cambiamenti già nei prossimi mesi.
Dopo i due Piani del 2001 e del 2006 che sono finiti nelle biblioteche di lettura degli addetti ai lavori, il lavoro della Consulta rappresenterebbe una bella e importante novità per rendere più competitivo il nostro sistema economico e produttivo per farlo crescere di più.
Sarebbe la prima volta che a un Piano nazionale della logistica seguono proposte concrete di attuazione e di miglioramento dell’efficienza.

Francia: tassa di solidarietà sulle auto di lusso.

Il premier Francese.

17 deputati del partito del presidente Sarkozy hanno chiesto l’istituzione di una tassa del 20% sulle auto aziendali il cui prezzo d’acquisto supera i 40.000 euro. La tassa di solidarietà servirà per riguardare le auto con un prezzo di listino superiore ai 55.000.

Secondo Autauct la tassa potrebbe far guadagnare allo stato 10.000 euro per i veicoli.

“L’imposta e’ dovuta sui certificati d’immatricolazione delle auto soggette alla tassa sui veicoli aziendali di cui all’articolo 1010, nel caso che il prezzo di acquisto sia superiore a 40.000 euro al netto delle imposte. L’importo della tassa di solidarietà sui veicoli gran lusso e’ pari al 20% del prezzo di acquisto al netto delle imposte”.

Il presidente di Federtrasporti: “Il decreto mai pubblicato ha causato danni economici”.

Emilio Prietrelli, presidente di Federtrasporti.

Il decreto sulle 5 giornale di stop ai veicoli pesanti poi non uscito in Gazzetta Ufficiale, e quindi non valido, ha causato problemi economici generale. Emilio Pietrelli, presidente del gruppo Federtrasporti, invita a fermare il decreto e a ridiscuterne le modalità attuative.

«Avremmo avuto bisogno di 3-4 centralisti in più per rispondere ai dubbi, alla confusione, allo spaesamento di centinaia di aziende associate, e in particolare dei loro uffici traffico che, all’improvviso, un mercoledì di metà luglio, hanno scoperto che dovevano cancellare dal calendario il venerdì pomeriggio successivo».

«C’è bisogno di rispetto. A maggior ragione ora, che le aziende recano fresche le ferite procurate dalla crisi economica. A maggior ragione ora, che il vento dell’antipolitica soffia discredito sui palazzi del potere. Se il decreto non viene pubblicato, si attenda un attimo, ci si confronti con le parti sociali, si concerti il tutto».

Autotrasporto, Ue vara norme per meno costi (e meno frodi)

Stop ai tachigrafi "taroccati"

Meno costi per le aziende e meno frodi da parte degli autotrasportatori. Grazie alle nuove norme varate dalla Commissione europea da oggi sarà più difficile violare le regole sui tempi di guida o sulla velocità.

Si fa più restrittiva, infatti, la legislazione sui tachigrafi, sorta di “scatola nera” del veicolo. I tachigrafi taroccati, spiega Bruxelles, permettono alle ditte di autotrasporto di risparmiare sui costi del personale o di chiedere agli autisti di fare un numero di ore di lavoro di gran lunga superiore al consentito, mettendo a repentaglio la loro incolumità e quella degli altri automobilisti. Inoltre, provocano una perturbazione del mercato interno, in un settore estremamente concorrenziale.

D’altro canto le novità introdotte, tra cui l’uso di tecnologie satellitari, permetteranno alle aziende di trasporti di risparmiare fino a 515 milioni di euro all’anno per i minori costi amministrativi.

La proposta della Commissione passerà ora all’esame di Consiglio e Parlamento. Secondo le previsioni, potrebbe entrare in vigore già dall’anno prossimo.

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