I porti Napa insieme al Transport and Logistic 2013

Gli scali membri dell’Associazione dei Porti del Nord Adriatico (Venezia, Trieste, Capodistria e Rijeka) saranno presenti alla più importante fiera europea del settore della logistica, il Transport Logistics a Monaco di Baviera (a partire dal 4 giugno). È questa l’occasione per i porti di incontrare gli oltre 2000 espositori di oltre 64 paesi che prenderanno parte alla 14esima edizione della fiera.

Fin dalla sua fondazione, nel 2010, i porti Napa hanno scelto di partecipare a numerose fiere del settore logistico e dei trasporti nel mondo, con l’obiettivo di promuovere l’Alto Adriatico quale gateway per la gestione dei flussi di merce destinati ai mercati europei. Nonostante il difficile momento economico che sta attraversando il continente europeo, i porti Napa hanno raggiunto importanti risultati positivi movimentando nel 2012 oltre 101milioni di tonnellate di merce, tra cui 1.5milioni di Teu (container).

La fiera sarà inoltre l’occasione per promuovere il progetto INWAPO, finanziato dall’UE, con l’obiettivo di implementare e rafforzare le vie di navigazione interna via fiume aumentando l’attrattività del trasporto via mare e l’efficienza dei porti fluviali e marittimi. L’iniziativa, è volta a promuovere un migliore coordinamento tra i vari soggetti coinvolti nella crescita di competitività delle alternative al trasporto su strada, nella prospettiva di valorizzare il trasporto multimodale e di migliorare le connessioni tra i porti e il loro hinterland.

L’Associazione dei porti del Nord Adriatico supporta le attività del progetto INWAPO ritenendolo un punto di partenza cardine per lo sviluppo sostenibile e competitivo delle regioni dell’Europa Centrale.

Avaria anche per la Jolly verde, gemella della Jolly nero

Il cargo Jolly Verde, , ‘gemella’ della Jolly Nero che il 7 maggio ha raso al suolo la Torre Piloti del porto di Genova provocando 9 morti, è entrato nel porto di Genova con l’ausilio di rimorchiatori per un’avaria: lo si apprende dal comando generale delle Capitanerie di porto, secondo cui la manovra avviene “in totale sicurezza”.

L’avaria, secondo quanto si è appreso, riguarda l’elica di manovra di prua.

A dare l’allarme alla Capitaneria di porto è stato lo stesso comandante della nave. Il malfunzionamento che non avrebbe creato problemi in navigazione potrebbe incidere sulle manovre di accosto alla banchina e per questo potrebbe essere utilizzato in questa fase un rimorchiatore in più.

La nave, partita ieri mattina alle 8 dal Porto di Napoli entrerà nel terminal Messina tra poche decine di minuti. Una volta in banchina sarà sottoposta ad una serie di ispezioni di rito da parte della Capitaneria di porto e del Rina, un atto dovuto dopo una segnalazione di guasto.

Assomarinas: severo monito al Governo e appello all’unità imprenditoriale

La portualità turistica italiana sarà difesa ad oltranza  dall’oppressione denigratoria che il turismo nautico ha subito negli ultimi due anni  con l’improvviso arresto della produzione nautica e  della commercializzazione delle strutture di servizio    dalla “grande famiglia” di Confindustria-Federturismo . E’ questo quanto emerso nella giornata celebrativa del ventennale di Federturismo nella quale il prof. Eiarque , analista del settore turistico di fama internazionale, ha sottolineata l’importanza della componente economica della vacanza “ ..che dev’essere esperienza attiva e capace di attrarre un pubblico internazionale sempre più esigente”.

L’esperienza nautica sulle coste italiane ben si inserisce in questo contesto  come il completamento del turismo alberghiero e balneare  e va dunque protetta anche per meglio sfruttare i 15.000 posti barca realizzati nell’ultimo quinquennio ed i nuovi 20.000  in corso di realizzazione che corrispondono a ben  40  porti turistici – ha affermato tra l’altro il vicepresidente di Federturismo e presidente di Assomarinas Roberto Perocchio -.

Dai numerosi interventi della giornata cui hanno partecipato oltre 300 imprenditori del comparto, il turismo italiano è apparso come un grande “condominio” che necessita , da subito, di un’oculata regia per conferire e gestire un maggior coordinamento anche nel complesso rapporto Stato-Regioni.

“Occorre tenere a mente che il turismo non rappresenta solo un settore ma un immenso mercato – ha affermato Luigi Abete, fondatore di Federturismo e past president di Confindustria, un mercato in continua espansione fisiologica che alimenta tutta la filiera produttiva italiana dalla manifatturiera ai servizi e, nel contempo, rappresenta il più importante veicolo del “made in Italy” nel mondo”.

Una risorsa che va alimentata anche attraverso i nuovi programmi europei – ha sostenuto il vicepresidente della Commissione europea- Taijani – di agevolazione di visti e della promozione di itinerari tematici nell’ambito dei quali anche gli itinerari costieri rappresentano un importante momento di attrazione per il mercato turistico internazionale. Si è quindi tracciato un “ variopinto affresco” di un sistema di servizi che , anche se attualmente risulta essere traumatizzato dalla crisi economica-finanziaria , è comunque alla ricerca di concrete opportunità di riscossa.

Una tra tutte l’Export 2015 che si propone come un momento di imprescindibile e inderogabile  convergenza per tutte le aziende dell’immensa filiera dell’ospitalità nazionale sia per terra che per mare. Dal congresso di Roma parte dunque un forte appello all’unità imprenditoriale , alla razionalizzazione dei processi ma anche un severo monito al nuovo governo perché al comparto turistico sia finalmente  riconosciuto nella complessità dei suoi tanti settori il suo ruolo di autentico fattore di riscatto dal processo di decadenza che sta attanagliando il nostro Paese.

Monfalcone in controtendenza : + 27,85 % nel primi trimestre 2013

Nel primo trimestre, al porto di Monfalcone sono state movimentate 1.041.229 tonnellate di merci rispetto alle 814.400 dello stesso periodo 2012, con un incremento del 27,85%.
Per trovare un dato analogo bisogna risalire all’anno 2007, quando a fine anno si raggiunsero quasi 4,5 milioni di tonnellate. A livello merceologico, i prodotti metallurgici realizzano nel trimestre 490.338 ton rispetto alle 226.890 dello stesso periodo del 2012. Leggera variazione positiva nei combustibili, passati da 207.563 a 229.169 ton (+10,41%). La cellulosa consolida i dati trimestrali a 208.737 ton a fronte di 249.678 dello scorso anno. Le autovetture nel primo trimestre 2013 raggiungono 30.362 unita’, a fronte di 19.497 del 2012 (+55,73%).

Grimaldi trasporta le prime 500L negli USA

Trasportate dal Gruppo Grimaldi, di Napoli, sono arrivate via mare le prime 3 mila ”500L” esportate negli Usa ed in Canada.
Le auto sono state sbarcate a Baltimora (Usa) ed a Halifax (Canada). La ”Fiat 500L” provera’ ripetere sul mercato nord-americano il successo ottenuto in Europa, dove -secondo dati dell’ azienda – e’ l’ unico modello in continua crescita con 34 mila esemplari immatricolati.
Le ”500L” sono state trasportate dalla ”Grande Benelux” unita’ del Gruppo Grimaldi che effettua collegamenti tra l’Europa e Nord-America.

APNapoli: Portare avanti il progetto del Grande Porto di Napoli

Fare unione tra le istituzioni locali e regionale per portare avanti il progetto del Grande Porto di Napoli, progetto che interessa anche quella parte di citta’ che confina con il porto”. Lo ha detto l’ammiraglio e commissario dell’Autorita’ Portuale di Napoli, Luciano Dassatti.
”In ballo vi sono 500 milioni di euro da parte dell’UE mentre, per i restanti 500 mln di euro ci saranno stanziamenti pubblici e privati. Una somma complessiva di 1 mld di euro che, in un momento critico come questo, servirebbe a dare ossigeno all’economia cittadina e portuale”. C’e’ una ”situazione critica del momento, superabile solo se siamo tutti uniti: Autorita’ portuale, operatori, sindacati ed istituzioni”.
”Venerdi’ scorso – ha concluso Dassatti – ho ricevuto la famiglia Messina che mi ha confermato personalmente di lasciare Napoli per Salerno”.
Pasquale Legora de Feo, ad della Conateco, evidenzia che ” il porto continua a tenere,nonostante alcune deficienze strutturali ataviche. Lo scorso anno abbiamo registrato un +3%.
Per quanto riguarda la Ignazio Messina abbiamo perso alcune navi ma ci hanno assicurato che quelle con destinazione Libia approderanno a Napoli presso il nosro terminal. Con il terminal in ultimazione,la Nuova Darsena Napoli puo’ contare su un traffico di altri 650mila container e con un notevole apporto di lavoro per i giovani”.
Ha preso la parola anche l’ingegnere De Domenico ad della Rimorchiatori Napoletano che ha evidenziato che sul ”no” tecnico della Ignazio Messina nutre molti dubbi, ma anche sulla parte economica: ”diciamo che noi perderemo un 300mila euro di mancato incasso,ma non riusciamo a capire come fa ad andare in un porto vicino dove spendera’ il 40 per cento in piu”

Semplificazione burocratica la chiave per il successo dei porti secondo la UE

Semplificazione burocratica e una maggiore autonomia finanziaria e commerciale per le autorita’ portuali, con la possibilita’ di imporre i diritti per l’uso delle infrastrutture, in un quadro di tipo imprenditoriale: Bruxelles include 39 scali italiani tra i 319 ritenuti prioritari e presenta un pacchetto normativo per rafforzarne efficienza e trasparenza, andando incontro a quell’autonomia che la portualita’ italiana chiede da anni.

Una serie di misure che secondo il vicepresidente della Commissione e responsabile ai trasporti Siim Kallas valgono 10 miliardi di risparmi entro il 2030, pari al taglio del 7% dei costi, e che permetteranno agli scali ritenuti chiave di fare grandi passi avanti a livello infrastrutturale per far fronte alle sfide legate all’aumento dei traffici stimato nel 50% nei prossimi diciassette anni, con una crescita tra i 110mila ed i 165mila in termini di nuovi posti di lavoro.

Proprio di recente Assoporti e’ tornata a chiedere, anche in una lettera-appello al capo dello Stato Giorgio Napolitano, il riconoscimento alle Autorita’ Portuali di autonomia gestionale e finanziaria. Da anni ormai il presidente Luigi Merlo chiede che l’autority diventi ”l’ente effettivamente responsabile dell’efficiente e coordinato andamento di tutte le attivita’ in porto”, osservando come il gettito fiscale prodotto dai porti italiani sia di 13 miliardi all’anno, di cui 4 solo da Genova. Se gia’ fosse concesso di trattenere il 5% di quanto viene versato sulle accise, potrebbero essere effettuati importanti investimenti in infrastrutture. E quello che manca in Italia – dicono a Bruxelles – sono i collegamenti dei porti via ferro e gomma, attraverso i corridoi trans-Ue, un gap che queste misure (che dovrebbero entrare in forza entro i prossimi due anni) potrebbero aiutare a colmare.

Per le questioni che riguardano i camalli poi, l’Ue sceglie l’approccio ”soft” del dialogo sociale. In giugno si creera’ un tavolo al quale siederanno portuali e datori di lavoro, per un lavoro che sara’ revisionato tra tre anni. Un precedente tentativo dell’Ue di aprire al mercato era naufragato proprio sul tema degli scaricatori di porto, che avevano invaso Strasburgo in occasione del voto all’europarlamento. In Europa l’efficienza dei porti varia notevolmente: non tutti hanno risultati dello stesso livello e negli ultimi anni c’e’ stato un crescente divario tra quelli capaci di adeguarsi ai nuovi requisiti logistici ed economici. Attualmente tre dei porti europei con le migliori prestazioni, ovvero Rotterdam (370,3, milioni di tonnellate), Anversa (168,5 milioni di tonnellate) ed Amburgo (114,4 milioni di tonnellate), assorbono un quinto di tutte le merci che arrivano in Europa via mare. E nella top 20 dei principali porti dell’Ue, tre sono quelli italiani: Genova (13esima, 42,4 milioni di t.) Trieste (14esima 41,8 milioni t.) Taranto (16esima 41,2 milioni t.). Ma tutti i 319 scali devono adeguarsi alle esigenze del settore, che vede flotte con dimensioni in continuo aumento.

www.ansa.it

A VENEZIA I MAXI YACHT REGISTRANO IL TUTTO ESAURITO

Una settimana  all’insegna del “tutto esaurito” a Venezia sul fronte dei maxi-yacht. Grazie alla Biennale d’Arte che prende il via sabato prossimo, 1 giugno 2013, arriveranno nella Serenissima le imbarcazioni più prestigiose del panorama dello shipping da diporto che solcano il mare Mediterraneo. Venice Yacht Pier ( V.Y.P.), società che gestisce e promuove l’accoglienza della nautica da diporto a Venezia, registra il sold out da settimane: nel periodo dal 27 maggio 2013 al 3 giugno 2013 , diciotto megayacht saranno ormeggiati complessivamente nelle banchine di Riva San Biagio, Riva Sette martiri, Punta della Dogana, Banchina Adriatica, Stazione Marittima. A questi si va ad aggiungere il Carinthia VII, un 97m, che dal 2009 fa home port in Banchina San Basilio.
Un comparto con significative ricadute per il tessuto economico locale. Queste imbarcazioni di lusso, che mediamente sostano per quattro giorni, in prevalenza nel periodo compreso tra giugno e settembre  spendono in media 10.000 euro al giorno , includendo anche le spese sostenute per i trasporti, alberghi, shipping, escursioni, rifornimenti.
In un momento di crisi della piccola e media nautica da diporto, il settore dei maxi-yacht rappresenta un importante volano per l’economia turistica – sottolinea Sandro Trevisanato, Presidente di V.Y.P.-  Venezia grazie agli elevati standard di accoglienza delle sue banchine, fra cui l’Adriatica, dotata di sistemi di alimentazione di cold ironing , si colloca nel panorama dei grandi yacht hub internazionali quale meta privilegiata degli itinerari nel Mediterraneo”.

Nuove proposte UE per i porti

Un aumento del 50% del traffico delle navi nei porti Ue, e tra i 110mila e i 165mila nuovi posti di lavoro: sono le stime della Commissione Ue per la crescita del settore entro il 2030. Un’opportunità che Bruxelles affronta con un pacchetto di misure che valgono 10 miliardi di risparmi, pari al taglio del 7% dei costi, ed un ammodernamento complessivo di 319 porti ritenuti chiave per il funzionamento del mercato interno.

E’ la nuova strategia della Commissione Ue che attribuisce maggiore autonomia alle Autorità portuali e apre il mercato dei servizi proponendo procedure nuove e più trasparenti. Dei 1200 porti commerciali disseminati sulle coste europee la Commissione ha identificato 319 scali marittimi chiave per il funzionamento del mercato interno.

L’Italia è il secondo paese con 39 scali individuati dopo la Gran Bretagna (43), e secondo fonti Ue sarà tra gli Stati membro a trarre maggior giovamento dal pacchetto di proposte. Di particolare rilievo per l’Italia è la maggiore autonomia delle autorità portuali e la possibilità di determinare i costi dei servizi e la destinazione delle risorse. Secondo Bruxelles, dei 319 porti individuati, 83 sono centrali per il network.

Il Belpaese figura nella top 20 dei porti cargo con Genova (al 13mo posto), Trieste (14mo) e Taranto (16mo) per tonnellate movimentate nel 2011, ma i primi tre sono Rotterdam, Anversa, e Amburgo, che da soli assorbono il 5% di tutti i traffici marittimi verso l’Europa, che importa via mare ben il 74% della merce extra-Ue. Uno squilibrio che porta alla congestione e a costi extra per operatori e consumatori. Le nuove proposte farebbero infatti risparmiare all’Europa fino a 10 miliardi di euro entro il 2030, aiutando anche lo sviluppo dei collegamenti a più stretto raggio.

A questo proposito un forte accento viene posto sulla necessità delle interconnessioni via terra, sia su ferro che su gomma, nodi modali che partono dai punti di arrivo delle autostrade del mare e che possono dare impulso anche allo sviluppo a collegamenti brevi via mare, soprattutto nel Mediterraneo.(ANSAmed).

Puglia: migliore progettualità per i porti turistici

La Regione Puglia si e’ attivata per evitare la frammentarieta’ dei finanziamenti e rafforzare, con appositi studi, la progettualita’ dei porti turistici. Anche allo scopo di facilitare una corretta progettazione e l’ottenimento piu’ veloce delle relative autorizzazioni, la Regione ha coinvolto il Laboratorio di Ricerca e Sperimentazione per la Difesa delle Coste (Lic) del Dipartimento d’Ingegneria delle Acque di Bari, attivando una collaborazione con il Politecnico. Questa e’ finalizzata alla realizzazione di modelli fisici utili a verificare la realizzabilita’ di progetti riguardanti i porti turistici previsti nella programmazione regionale. Il modello fisico che si realizza in vasca al laboratorio Lic permette concretamente di realizzare l’opera simulando preventivamente la situazione che si verrebbe a creare nel porto. ”Tutto ha come obiettivo principale – spiega in una nota l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Loredana Capone – quello di proteggere la costa pugliese realizzando interventi di ampliamento e ammodernamento compatibili con le esigenze di tutela”

www.ansa.it

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