Articoli marcati con tag ‘accise’

Recupero delle accise sul gasolio consumato nel quarto trimestre 2016 entro fine mese

Le aziende di trasporto possono presentare entro fine mese, la richiesta per recupero delle accise sostenute sul gasolio consumato nell’ultimo trimestre del 2016.

La dichiarazione necessaria per fruire di questo beneficio fiscale è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Dogane, dove è anche possibile scaricare il software per la compilazione. In generale possono recuperare le accise:

a) gli esercenti l’attività di trasporto merci con veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate;

b) gli enti pubblici e le imprese pubbliche locali esercenti l’attività di trasporto di cui al D.Lgs. 422/1997, e relative leggi regionali di attuazione;

c) le imprese esercenti autoservizi interregionali di competenza statale di cui al D.Lgs. 285/2005, le imprese esercenti autoservizi di competenza regionale e locale di cui al citato D.Lgs. 422/1997, le imprese esercenti autoservizi regolari in ambito comunitario di cui al Regolamento (CE) n. 1073/2009 del Parlamento europeo;

d) gli enti pubblici e le imprese esercenti trasporti a fune in servizio pubblico per trasporto di persone.

Attenzione: dal 1° gennaio 2016, non possono fruire del beneficio i mezzi di trasporto di categoria Euro 2 ed inferiori, in seguito ad una maggiore restrizione operata dalla Legge di Stabilità 2016.

La misura del beneficio riconoscibile è pari a:

- € 214,18609 per mille litri di prodotto, in relazione ai consumi effettuati tra il 1° ottobre ed il 2 dicembre 2016, in attuazione dell’art. 61, comma 4, del D.L. n. 1/2012, convertito, con modificazioni dalla Legge n. 27/2012;

- € 214,18 per mille litri di prodotto, in relazione ai consumi effettuati tra il 3 dicembre ed il 31 dicembre 2016, in attuazione dell’art. 24-ter, comma 1, del D.Lgs. n. 504/95 e del Punto 4-bis della Tabella A.

Longo: Abbattimento degli sconti sulle accise Una bomba innescata nell’autotrasporto

Ridurre del 15% secco in un colpo solo lo sconto sulle accise significa condannare a morte quel poco che resta dell’autotrasporto italiano, ancora una volta penalizzato da un provvedimento che il governo si appresta ad assumere, si in ottemperanza a indicazioni comunitarie, ma in largo anticipo e senza alcuna mediazione rispetto a quanto gli altri paesi Ue si preparano a fare.
Il j’accuse è di Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito, secondo il quale i rischi che il banco salti e che l’intera categoria diventi protagonista di una protesta questa volta davvero ingestibile sono altissimi.
Le accise nazionali (senza contare quindi le addizionali a livello regionale) incidono per 214 euro ogni mille litri di carburante; il che significa 214 euro ogni 2600 chilometri circa di percorrenza. Sino ad oggi, lo sconto sulle accise, “pagato” trimestralmente alle imprese di autotrasporto ha rappresentato, da un lato, l’unico sistema di compensazione per l’indisponibilità del cosiddetto gasolio professionale, dall’altro, il volano per consentire alle imprese di coprire gli oneri sociali.
Per l’autotrasporto italiano la mazzata è doppia e forse anche tripla, visto che le imprese nazionali subiscono già costi industriali e pressione fiscale fra i più alti di Europa.
“Non comprendere il valore della partita in gioco – prosegue Longo – significa ignorare quanto fragili e quasi inesistenti siano ormai i margini di sopravvivenza delle aziende italiane di trasporto merci, che, forse, potrebbero riuscire a sopportare una riduzione degli sconti sulle accise spalmata almeno su cinque anni (come propone Trasportounito) a fronte di un rimborso mensile; e parallelamente la destinazione d’uso di parte delle risorse stanziate sotto il titolo aiuti all’autotrasporto proprio alla conservazione degli sconti sulle accise.
“Non comprendere il valore della partita in gioco – conclude il segretario di Trasportounito – significa anche non capire quanto larga e compatta potrebbe essere la protesta di fronte a un provvedimento che ha le caratteristiche ore di una esecuzione sommaria”.

Osservatorio Federmetano: Aumenta la convenienza economica del metano

1° marzo le accise di benzina e gasolio sono rincarate di 0,34 centesimi al litro. E’ quindi ancora maggiore, rispetto al passato, il risparmio possibile grazie all’uso di un’auto a metano, come emerge dalla tabella qui sotto, frutto di un’elaborazione dell’Osservatorio Federmetano, struttura di ricerca sul metano per autotrazione.

Infatti, assumendo una percorrenza media annuale di 15.000 chilometri, con l’aumento delle accise la spesa per il carburante con un’auto di media cilindrata a benzina sarebbe di 2.650 euro. Con un’auto di cilindrata media a gasolio si spenderebbero 2.179 euro. Con un’auto a metano, invece, la spesa sarebbe di soli 990 euro, con un risparmio di 1.660 euro rispetto alla benzina e di 1.189 euro rispetto al gasolio.

In base a questi dati il metano si conferma quindi come il carburante più economico tra quelli oggi maggiormente diffusi in Italia. Oltra alla convenienza economica il metano può vantare anche qualità ecologiche di tutto rispetto, che lo rendono anche il carburante più ecologico tra quelli distribuiti alla pompa. La rete di rifornimento, poi, cresce a ritmi sostenuti, ed è arrivata a toccare i mille distributori sul territorio nazionale, confermandosi come la più estesa a livello europeo.

Tir: Trasportounito, confermato il fermo nazionale dell’autotrasporto

Scatterà dall’alba di lunedì 28 ottobre e si protrarrà sino alla mezzanotte di giovedì 31 ottobre il fermo nazionale dell’autotrasporto. Lo ha confermato stamane Trasportounito, l’associazione che lo ha proclamato da oltre un mese, sottolineando come anche la recente decisione di eliminare i rimborsi sulle accise, provocando un ulteriore, gravissimo danno alle imprese di autotrasporto, si collochi in quel quadro di inadempienze dello Stato in tema di trasporto merci su strada, che è all’origine del fermo.
“Nell’esprimere apprezzamento per lo sforzo in cui si è impegnato in prima persona il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi non solo sul tema delle accise, ma anche su quelli che stanno determinando il tracollo dell’intera filiera – ha affermato Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito – il fermo non è comunque revocabile se non in presenza di impegni seri e concreti”.
Impegni che riguardino in prima battuta la legge 127; quella che prevedeva controlli anche sulla committenza, tempi certi di pagamento e altre misure di risanamento del settore, e che si è rivelata – come purtroppo aveva previsto Trasportounito astenendosi, unica fra le associazioni dell’autotrasporto, nel 2010 di sottoscriverne i contenuti – in gran parte inapplicabile e del tutto inapplicata.

TIR: GIU’ LE MANI DAI RIMBORSI DELLE ACCISE CONFERMATO IL FERMO NAZIONALE DAL 28 AL 31 OTTOBRE 2013

Da Bruxelles nuovi guai per l’autotrasporto e l’economia italiana. Nel paradossale silenzio delle istituzioni politiche italiane la proposta comunitaria è quella di abolire il recupero delle accise consentito oggi alle imprese di autotrasporto.
“In pratica – spiega Maurizio Longo, Segretario Generale di Trasportounito – la direttiva 96/2003 stabilì, alla data del 1 gennaio 2003, una aliquota base per l’Italia pari a 403,21 euro ogni mille litri di gasolio, concedendo possibilità ai legislatori nazionali di consentire il recupero di tutti gli aumenti che fossero intervenuti. Oggi, ogni impresa di autotrasporto recupera trimestralmente 214,18 euro ogni mille litri di gasolio”. In media si tratta di circa 1.200 euro al mese a camion. Tale recupero sulle accise viene azzerato attraverso la proposta di modifica della direttiva 96/2003 che elimina l’attuale rimborso poiché stabilisce che l’aliquota minima da applicare è quella del 1 gennaio 2013 (quindi, 607,40 euro per ogni mille litri di gasolio).
Tutto ciò rischia di essere inserito direttamente sulla gazzetta europea, senza che le istituzioni politiche abbiano non solo compreso la gravità della proposta, ma anche i suoi pericolosissimi effetti.
Il fermo dell’autotrasporto programmato dal 28 al 31 ottobre 2013 è anche questo: la volontà di dire basta ai vincoli, alle difficoltà ed alle pressioni che distruggono economie categoriali e generali.
“Se l’obiettivo di Bruxelles è quello di favorire altre modalità di trasporto ritenute meno inquinanti – conclude Longo – gli strumenti da adoperare non devono essere repressivi dell’economia reale, bensì costruttivi e soprattutto collegiali con le forze imprenditoriali coinvolte”.

Carburanti per autotrazione: il punto

I carburanti per autotrazione sono sostanzialmente di quattro tipi: benzina, Gasolio, GPL e Metano.
Il prezzo dei carburanti fino alla fine degli anni ’80 era imposto dal C.I.P., Comitato Interministeriale Prezzi.
In seguito alla liberalizzazione, non so se positiva o negativa, considerato l’attuale bazar di mercato, il prezzo di vendita al dettaglio del carburante varia tra il prezzo suggerito dalla compagnia petrolifera, e quello alla pompa sul quale è possibile uno sconto effettuato dal gestore dell’impianto.
Oltre agli impianti classici con il logo delle compagnie petrolifere, negli ultimi anni sono nati i cosiddetti “no logo” o “pompe bianche”.
Con le pompe bianche e i distributori comunali , che questa redazione ha ospitato in alcuni articoli, si risparmiano rispettivamente dagli 8 ai 10 centesimi e dai 5 ai 12 centesimi al litro sulla benzina.
Anche i Comuni infatti hanno deciso di creare una propria rete per la distribuzione.
I Comuni acquistano il carburante e poi lo rivendono con aumenti che servono a coprire i costi di gestione. In questo modo benzina e diesel sono venduti ad un prezzo inferiore, ma solo ai residenti del comune. Leggi il resto di questo articolo »

Benzina, nuovo record: punte a 1,92 al litro

Nuovi aumenti al distributore

E’ nuovo record per la benzina e il diesel, dopo l’ennesima raffica di aumenti. La media nazionale arriva a quota 1,82 euro al litro per la verde, mentre il gasolio è a 1,75. Ma a causa delle accise regionali in alcune zone si registrano picchi di 1,92 euro al litro per la benzina (al Centro) e 1,79 per il diesel (al Sud).

Nuovi incrementi per IP (+0,6 cent euro/litro sia per la benzina che per il diesel), Q8 (+0,5 per entrambi) e TotalErg (rispettivamente +0,7 e +0,6 euro/cent). Gli unici impianti che fanno segnare una lieve discesa dei prezzi sono i no-logo, con un prezzo medio pari a 1,752 euro al litro di benzina. Il Gpl è tra lo 0,802 euro/litro di Esso e lo 0,808 di Q8 (no-logo a 0,761).

Benzina, nuovo record: punte a 1,92 al litro
E’ nuovo record per la benzina e il diesel, dopo l’ennesima raffica di aumenti. La media nazionale arriva a quota 1,82 euro al litro per la verde, mentre il gasolio è a 1,75. Ma a causa delle accise regionali in alcune zone si registrano picchi di 1,92 euro al litro per la benzina (al Centro) e 1,79 per il diesel (al Sud).
Nuovi incrementi per IP (+0,6 cent euro/litro sia per la benzina che per il diesel), Q8 (+0,5 per entrambi) e TotalErg (rispettivamente +0,7 e +0,6 euro/cent). Gli unici impianti che fanno segnare una lieve discesa dei prezzi sono i no-logo, con un prezzo medio pari a 1,752 euro al litro di benzina. Il Gpl è tra lo 0,802 euro/litro di Esso e lo 0,808 di Q8 (no-logo a 0,761).
Benzina, nuovo record: punte a 1,92 al litro
E’ nuovo record per la benzina e il diesel, dopo l’ennesima raffica di aumenti. La media nazionale arriva a quota 1,82 euro al litro per la verde, mentre il gasolio è a 1,75. Ma a causa delle accise regionali in alcune zone si registrano picchi di 1,92 euro al litro per la benzina (al Centro) e 1,79 per il diesel (al Sud).
Nuovi incrementi per IP (+0,6 cent euro/litro sia per la benzina che per il diesel), Q8 (+0,5 per entrambi) e TotalErg (rispettivamente +0,7 e +0,6 euro/cent). Gli unici impianti che fanno segnare una lieve discesa dei prezzi sono i no-logo, con un prezzo medio pari a 1,752 euro al litro di benzina. Il Gpl è tra lo 0,802 euro/litro di Esso e lo 0,808 di Q8 (no-logo a 0,761).

Manovra, autotrasportatori verso lo stop

Autotrasporto verso il fermo

Oltre 180 milioni di euro al mese. E’ questo il costo della “manovra Monti” per gli autotrasportatori, secondo i calcoli effettuati da Trasportounito. A determinare buona parte della spesa l’aumento delle accise sui carburanti disposto dall’intervento. Adesso Trasportounito chiede a gran voce “una forte azione concreta per frenare un costo industriale del carburante non più sostenibile”.

Altrimenti l’autotrasporto si fermerà: “Nessuno sciopero – precisa il segretario nazionale di Trasportounito, Maurizio Longo – ma la diretta conseguenza dell’impossibilità per le aziende di far fronte a un onere che supera i 180 milioni di euro al mese, pari a oltre 600 euro camion al mese”.

Gasolio, guida online per il recupero delle accise

Gasolio, come ottenere il rimborso delle accise

Un software per la compilazione delle domande per il recupero delle accise sul gasolio. Sul sito dell’Agenzia delle Dogane è disponibile la “guida” per ottenere i rimborsi dei consumi effettuati nel 2010.

Basta cliccare sulla sezione “Accise – Benefici per il gasolio da autotrazione – Benefici gasolio autotrazione anno 2010 – Software gasolio autotrazione anno 2010”: qui sono riportate le procedure informatiche per l’acquisizione dei dati relativi alle dichiarazioni per la riduzione dell’aliquota di accisa sul gasolio per autotrazione.

Accise gasolio, Anita si appella all’Europa

Gasolio, accise tra le più alte d'Europa

Le imprese di autotrasporto italiane pagano le accise più alte d’Europa. Pertanto ANITA, l’Associazione di Confindustria che riunisce le più grandi imprese di autotrasporto, si appella a Bruxelles per ridurre la differenza con gli altri paesi.

La norma vigente fissa il livello minimo di accise pari a 0,330 euro per litro di gasolio. In Italia le accise sono pari a euro 0,423 per litro che, anche sottraendo il rimborso previsto, porta il livello a 0,403 tra i più alti d’Europa. “Occorre avvicinare i costi delle imprese italiane a quelli delle imprese degli altri Paesi per ridurre la distorsione concorrenziale”, ha dichiarato Eleuterio Arcese Presidente di ANITA.

Tra le proposte presentate da ANITA, l’elevazione del livello minimo di tassazione per ridurne la differenza rispetto a quello vigente nei Paesi con più elevata tassazione, l’introduzione della previsione del gasolio professionale e l’eliminazione o almeno la riduzione dei periodi di deroga per i Paesi con più bassa tassazione, in particolare gli ultimi entrati a far parte dell’Unione.

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla newsletter

DALLE AZIENDE
Video News
Pit stop

Guidare senza patente di guida, da oggi non sarà più reato

Seguendo alcune trasmissioni televisive, in qui era presente il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, si è appreso che la cancellazione del reato di guida senza patente è ormai imminente. Da f[...]
Leggi l'articolo e ascolta o scarica l'intervista...
Dai nostri blog
Link consigliati
Categorie
Dai nostri partner