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Emissioni sonore aeromobili: dal tributo la Regione Lazio stima di incassare 37 milioni nel 2013

Trentasette milioni di euro. Tanto conta di incassare nel 2013 la Regione Lazio dall’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili. Istituita 12 anni fa e rimasta per lo più lettera morta per la mancanza del decreto ministeriale applicativo, l’Iresa ” questo il nome dell’imposta ” è diventata, grazie al decreto legislativo 68/2011, tributo proprio regionale a partire dal 1° gennaio scorso. Dunque dall’inizio dell’anno le Regioni hanno la possibilità di legiferare in materia definendo le modalità di applicazione dell’imposta dovuta per ogni decollo e atterraggio negli aeroporti situati nel territorio regionale. E così ha fatto anche il Lazio che, nella finanziaria 2013 approvata il 28 aprile, all’articolo 5 ha disciplinato l’istituzione dell’Iresa come tributo proprio regionale. Un tributo da cui ci si attende un gettito per l’anno in corso di 37 milioni di euro che saliranno a 55 milioni a partire dal 2014. Un contributo non da poco alle casse regionali. Una quota pari al 10 per cento di tale tributo ” spiega la Regione ” è destinata al completamento dei sistemi di monitoraggio acustico e al disinquinamento acustico e all’eventuale indennizzo delle popolazioni residenti nelle zone vicine agli aeroporti.

ACI Europe: aprile 2012 in stallo

Il traffico passeggeri complessivo negli aeroporti europei è aumentato del 2% ad aprile 2012 rispetto allo stesso mese del 2011. Rimane invece negativo il traffico merci, a “4,2% confrontato con il dato di aprile dell’anno scorso. I movimenti di aeromobili (indicatore della capacità) negli sono inoltre diminuiti dell’1,8%.O Per Olivier Jankovec, direttore generale di ACI Europe, «il traffico passeggeri in Europa è in stallo, a dimostrazione dell’impatto sul trasporto aereo della crisi e dell’indebolimento delle economie dell’Europa occidentale e meridionale». «Anche i grandi hub europei ” aggiunge Jankovec – stanno vedendo una crescita dei passeggeri in indebolimento, sotto della soglia del 3%, cosa che riflette il rallentamento delle economie, in particolare di Stati Uniti, Cina, India e Brasile. Il momento della zona Euro lascia imprese e consumatori con il fiato sospeso e questo non fa ben sperare per la stagione estiva di molti aeroporti europei».
I maggiori incrementi in termini di passeggeri si sono registrati su Istanbul Ataturk (+19,8%) per scali con più di 25 milioni di transiti all’anno, Mosca Seremetevo (+22,5%) per aeroporti tra 10 e 25 milioni di passeggeri, Bucarest (+55,3%) nella categoria tra i 5 e i 10 milioni di passeggeri, con Venezia (+15,5%) e Bergamo (+15,1%) in evidenza, e lo scalo georgiano di Batumi sul Mar Nero con +75,9%.

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