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Alitalia-Etihad-Air Berlin-Niki-Tuifly: nozze miste o fantafinanza?

Ne sta parlando diffusamente la stampa europea in questi giorni. Al centro dei rumor la strategia che -con l’obbligo del condizionale- Etihad intenderebbe attuare attraverso le sue controllate europee Alitalia ed Air Berlin. Le sue intenzioni secondo “Aviation week” sarebbero di rafforzare il sostegno finanziario ai due vettori aerei, intanto assumendo una partecipazione diretta in Niki, l’ex-aviolinea del campione di Formula 1 Niki Lauda, oggi filiale austriaca che Air Berlin controlla attraverso il suo 49,8% nella fondazione privata Niki Privatstiftung, a sua volta unica proprietaria della compagnia viennese. Tutto questo in vista di una più vasta operazione che coinvolge il Gruppo leisure tedesco Tui.
E contestualmente in un’azione separata, la compagnia emiratina conterebbe di convertire un prestito obbligazionario da 300 milioni di Euro in quote non aventi diritto di voto di Alitalia. Di quest’ultima Etihad possiede il 49% delle azioni, in Air Berlin ne ha il 29,2%.
L’ingresso diretto nella controllata Niki potrebbe mettere a frutto l’investimento che Etihad ha fatto in Germania attraverso Air Berlin, e del quale stando alle dichiarazioni rese qualche mese fa, il presidente e ceo di Etihad James Hogan non era soddisfatto. Questi lamentava il protezionismo del governo Merkel e del ministero dei trasporti nei confronti di Lufthansa, a danno di Air Berlin e dei suoi affari, e dunque degli investimenti stranieri nel Paese

A tale proposito è abbastanza significativo quanto scriveva due giorni fa il tedesco “Sueddeutsche Zeitung”, e qui viene allo scoperto il ruolo di Tui: Air Berlin sarà suddivisa in tre divisioni; Niki confluirà in un nuovo trust di cui farà parte anche Tuifly -e dunque il Gruppo Tui- che porterà in dote i 14 aerei dati in leasing ad Air Berlin.
Molto ben congegnata, con la nuova holding che si verrebbe a creare si aggirerebbe anche il divieto di controllo di maggioranza di aviolinee europee da parte di vettori di Paesi terzi quale è Etihad; questa la strategia secondo il quotidiano tedesco: Etihad 25%, Tui 24%, Niki Privatstiftung 51%. Fantafinanza o realtà?

Intanto però tornando ai “conti” di casa nostra, c’è grande attesa di sapere per quando sarà rifissata la riunione del cda Alitalia che avrebbe dovuto tenersi ieri mattina. Anche qui la situazione è complessa ed il board dovrà affrontare diverse questioni primarie prima del referendum costituzionale del 4 dicembre: all’odg di certo la bozza del nuovo piano industriale, la cessazione della joint-venture con Air France-Klm, gli slot sull’aeroporto di Linate ed il il feederaggio sugli hub di Parigi e di Amsterdam. Non marginali la flotta aerea ed il network (dimissione/rafforzamento di collegamenti aerei, con l’occhio verso gli Usa e verso un’intesa con Delta Airlines?), esuberi e tagli. A fronte della dura posizione assunta dagli arabi di Etihad -che comunque dovrebbero accollarsi 216 milioni di Euro di debiti della compagnia che sembra giunta a perderne 500 mila al giorno- e dell’indisponibilità di Unicredit e di Intesa Sanpaolo ad erogare nuove risorse per far fronte alle difficoltà.

Antitrust: 50.000 euro di multa ad Air Berlin e 25.000 euro ad Air Italy

La presentazione delle tariffe dei servizi di trasporto offerti da Air Berlin sul proprio sito Internet attraverso lo scorporo dell’importo delle spese di servizio dal prezzo del biglietto all’inizio del processo di prenotazione on line, non rispondono ai criteri di trasparenza e completezza informativa cui il professionista deve attenersi quando promuove la propria offerta tariffaria e, di conseguenza, non consentono al consumatore, sin dal primo contatto, di conoscere l’effettivo prezzo del biglietto, inclusivo dell’insieme di voci di costo che lo compongono (secondo la classificazione di tariffa, tasse e supplementi). La condotta del vettore «risulta non conforme al livello di diligenza professionale ragionevolmente esigibile, avuto riguardo alla qualità del professionista stesso e alle caratteristiche dell’attività svolta». Lo ha stabilito l’Autorità garante della concorrenza e del mercato che, considerando che la compagnia si è impegnata a rimuovere i profili di scorrettezza a partire dal prossimo agosto, ha comminato ad Air Berlin una sanzione di 50.000 euro vietandole di continuare a diffondere i messaggi ritenuti scorretti.
Sullo stesso Bollettino ” n. 6/2012 del 27 febbraio ” l’Antitrust ha anche reso note le conclusioni del procedimento avviato nei confronti di Air Italy (cfr. AIR PRESS, fasc. 41/11, pag. 1128) per non aver ottemperato a una sua precedente delibera (cfr. AIR PRESS, Fasc. 10/11, pag. 284) con cui era stata sanzionata, in quanto scorretta, la pratica seguita dal vettore di scorporare l’importo del credit card surcharge dal prezzo del biglietto. L’Autorità ha ritenuto di applicare al vettore una sanzione di 25.000 euro per aver continuato a presentare in modo scorretto il prezzo del supplemento fino al 15 gennaio scorso. A partire da quella data il sistema di prenotazione on line di Air Italy è migrato sulla piattaforma di Meridiana che consente di fornire la prima indicazione di prezzo comprensiva dell’importo del credit card surcharge.

daairpressonline.it

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