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ALBO AUTOTRASPORTO: UN ESEMPIO DI COME L’AMMINISTRAZIONE PUBBLICA RIESCE A COMPLICARE INUTILMENTE LA VITA DEGLI IMPRENDITORI ANCHE PER PAGARE UNA TASSA D’ISCRIZIONE

Prendiamo atto che a tutt’oggi, e da un paio di anni, il Ministero dei Trasporti non riesce a fare funzionare una banale procedura elettronica a fronte di una sua stessa determina che rende obbligatorio ed esclusivo il pagamento on line delle quote d’iscrizione all’Albo da parte delle imprese che esercitano l’attività di autotrasporto in conto terzi. Ad imprenditori che sono oberati, quotidianamente, da mille intralci burocratici di certo non serviva l’ennesima inefficienza. Il rischio è che le aziende si vedano cancellate dall’Albo per non avere adempiuto all’obbligo di versamento nei termini previsti (31.12.2014) per una incapacità dell’Amministrazione nel gestire correttamente ed efficacemente il portale on line www.ilportaledellautomobilista.it che è l’unico strumento attraverso il quale le imprese sono tenute a versare le quote annuali per rinnovare l’iscrizione all’Albo. Diverse le anomalie riscontrate come per esempio la difficoltà a registrarsi e conseguentemente l’incapacità di gestire la propria posizione, oppure l’impossibilità di modificare, aggiornandolo, l’importo richiesto per la quota d’iscrizione annuale. CNA-Fita aveva chiesto una proroga per i termini di pagamento che, stando alle comunicazioni del Ministero, sarebbe dovuta arrivare con il Decreto Milleproroghe approvato nei giorni scorsi ma di cui non vi è traccia.

A questo punto, essendo a ridosso della scadenza, richiediamo nuovamente la proroga dei termini di pagamento con la procedura parallela del pagamento cartaceo e con bonifico bancario e domandiamo inoltre che venga consentito il pagamento multiplo per gruppi di imprese.

Ecco un esempio di come ogni giorno l’Amministrazione riesce a complicare la vita di migliaia di imprenditori a caro prezzo.

CNA-FITA DISERTA GLI STATI GENERALI DELL’AUTOTRASPORTO ORGANIZZATI DALL’ALBO

CNA-Fita ha deciso di non partecipare agli Stati generali dell’Autotrasporto organizzati dal Comitato Centrale dell’Albo. Da tempo non interveniamo a dibattiti o a costruzioni comunicative studiate per amplificare proposte preconfezionate chissà con chi e non condivise. Più volte abbiamo sostenuto che l’Albo e il suo Comitato Centrale non sono il luogo per elaborare la politica del settore. L’Albo dovrebbe saper gestire efficientemente, a differenza di quanto accade ora, l’ordinaria amministrazione di un settore decisamente malconcio e incapace di riformarsi perché monopolizzato da logiche e da alcuni rappresentanti che con il settore hanno poco a che fare. Negli ultimi dieci anni, è stato trasformato in una stazione appaltante progetti di comunicazione e formazione, trascurando e pasticciando con attività ben più importanti e anche banali come lo stesso pagamento delle quote annuali. Riviste milionarie, trasmissioni televisive e radiofoniche, vernissage artistici e adesso anche convention dove l’autotrasporto italiano e i suoi problemi vengono gestiti e mai risolti. CNA-Fita ha più volte denunciato anche il modo in cui all’interno dello stesso Comitato Centrale non vi sia una reale rappresentazione del peso specifico delle Associazioni componenti, tutte equiparate, rendendo il Comitato stesso l’emblema di un voto capitario affidato ai lobbisti di sempre. La politica del settore si fa nelle associazioni e nei luoghi deputati, nell’interesse reale rappresentato. Per questo riteniamo che l’ennesima rappresentazione unitaria di un settore, diviso al suo interno da problemi e interessi fra loro divergenti, non solo aggiungerà ipocrisia ad ipocrisia, ma non debba essere ulteriormente accreditato. CNA-Fita non lo farà. Di certo non mancheranno le nostre proposte o i nostri contributi al Ministero, in Parlamento, presso le Regioni, nei comitati unitari e in tutti quei luoghi dove le associazioni possono confrontarsi senza inutili clamori che continuano ad impoverire il settore e ad arricchire qualche società di comunicazione. CNA-Fita continuerà a relazionarsi con il legislatore e con le forze politiche nell’interesse dell’autotrasporto artigiano-italiano, ritenendolo non un limite bensì una risorsa preziosa per il Paese. C’è chi ancora usa argomentazioni come l’aggregazione d’impresa per drenare nuove risorse ad una strategia, che in dieci anni, non ha portato altro che false cooperative e delocalizzazioni per continuare ad operare, magari con estero vestizioni imbarazzanti. A noi sta a cuore lo stato generale del trasporto artigiano che ha saputo garantire, in anni di crisi durissima, una flessibilità eccezionale con livelli di qualità del servizio altissimi. Alla CNA-Fita interessa rafforzare ciò che funziona nei diversi modelli dimensionali d’impresa e in tal senso è disposta a collaborare. Di certo non accetterà percorsi legislativi precostituiti senza confronto e reale condivisione. Non ci opporremo ad intuizioni o a razionalizzazioni intelligenti e nell’interesse generale ma contrasteremo con ogni mezzo le “porcate” ad uso e consumo di qualche lobbista in combutta con la politica più squalificata e incapace.

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