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Alitalia: Colaninno lascia il cda

Con una lettera inviata nei giorni scorsi ai vertici di Alitalia Roberto Colaninno ha annunciato l’intenzione di lasciare i suoi incarichi di membro del consiglio di amministrazione e di presidente onorario del vettore aereo.
Non ci sarebbero contrasti all’interno della dirigenza e la scelta sembra sia motivata dal desiderio dell’imprenditore mantovano di potersi concentrare maggiormente nella gestione delle proprie aziende, tra cui Piaggio.
Con la sua importante partecipazione in Cai (Compagnia aerea italiana) attraverso la società Immsi Roberto Colaninno è stato a partire dal 2008 tra i protagonisti dei tentativi di salvataggio di Alitalia, tentativi che purtroppo tra momenti di ottimismo e altri di difficoltà non sono riusciti a risolvere la crisi della compagnia.
La decisione potrebbe essere ratificata già oggi nel corso del consiglio di amministrazione.

Alitalia: sempre più vicino cambiamento ai vertici

Secondo “Il Sole 24 Ore” di oggi a firma di Gianni Dragoni Etihad potrebbe decidere per la sostituzione al consiglio di amministrazione di Alitalia di James Hogan con Ahmed Ali Al Sayegh, uomo d’affari e persona vicina alla proprietà di Etihad.
Se uscisse Hogan “si indebolirebbe la posizione dell’amministratore delegato Cramer Ball” che verrebbe a sua volta sostituito -secondo rumors riportati dal giornale- con Corrado Passera (ex-ministro ed ex-ad di Intesa).
Questi avvicendamenti sarebbero richiesti dagli azionisti italiani -tra cui Intesa Sanpaolo e Unicredit- dopo i risultati negativi della gestione Etihad degli ultimi anni e la difficoltà dell’attuale ad Cramer Ball di definire un piano industriale condiviso con gli azionisti e creditori
Sempre secondo il quotidiano Ahmed Ali Al Sayegh avrebbe già incontrato lo scorso dicembre il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, i ministri Graziano Delrio e Carlo Calenda e i vertici di Intesa Sanpaolo e Unicredit

Alitalia-Etihad-Air Berlin-Niki-Tuifly: nozze miste o fantafinanza?

Ne sta parlando diffusamente la stampa europea in questi giorni. Al centro dei rumor la strategia che -con l’obbligo del condizionale- Etihad intenderebbe attuare attraverso le sue controllate europee Alitalia ed Air Berlin. Le sue intenzioni secondo “Aviation week” sarebbero di rafforzare il sostegno finanziario ai due vettori aerei, intanto assumendo una partecipazione diretta in Niki, l’ex-aviolinea del campione di Formula 1 Niki Lauda, oggi filiale austriaca che Air Berlin controlla attraverso il suo 49,8% nella fondazione privata Niki Privatstiftung, a sua volta unica proprietaria della compagnia viennese. Tutto questo in vista di una più vasta operazione che coinvolge il Gruppo leisure tedesco Tui.
E contestualmente in un’azione separata, la compagnia emiratina conterebbe di convertire un prestito obbligazionario da 300 milioni di Euro in quote non aventi diritto di voto di Alitalia. Di quest’ultima Etihad possiede il 49% delle azioni, in Air Berlin ne ha il 29,2%.
L’ingresso diretto nella controllata Niki potrebbe mettere a frutto l’investimento che Etihad ha fatto in Germania attraverso Air Berlin, e del quale stando alle dichiarazioni rese qualche mese fa, il presidente e ceo di Etihad James Hogan non era soddisfatto. Questi lamentava il protezionismo del governo Merkel e del ministero dei trasporti nei confronti di Lufthansa, a danno di Air Berlin e dei suoi affari, e dunque degli investimenti stranieri nel Paese

A tale proposito è abbastanza significativo quanto scriveva due giorni fa il tedesco “Sueddeutsche Zeitung”, e qui viene allo scoperto il ruolo di Tui: Air Berlin sarà suddivisa in tre divisioni; Niki confluirà in un nuovo trust di cui farà parte anche Tuifly -e dunque il Gruppo Tui- che porterà in dote i 14 aerei dati in leasing ad Air Berlin.
Molto ben congegnata, con la nuova holding che si verrebbe a creare si aggirerebbe anche il divieto di controllo di maggioranza di aviolinee europee da parte di vettori di Paesi terzi quale è Etihad; questa la strategia secondo il quotidiano tedesco: Etihad 25%, Tui 24%, Niki Privatstiftung 51%. Fantafinanza o realtà?

Intanto però tornando ai “conti” di casa nostra, c’è grande attesa di sapere per quando sarà rifissata la riunione del cda Alitalia che avrebbe dovuto tenersi ieri mattina. Anche qui la situazione è complessa ed il board dovrà affrontare diverse questioni primarie prima del referendum costituzionale del 4 dicembre: all’odg di certo la bozza del nuovo piano industriale, la cessazione della joint-venture con Air France-Klm, gli slot sull’aeroporto di Linate ed il il feederaggio sugli hub di Parigi e di Amsterdam. Non marginali la flotta aerea ed il network (dimissione/rafforzamento di collegamenti aerei, con l’occhio verso gli Usa e verso un’intesa con Delta Airlines?), esuberi e tagli. A fronte della dura posizione assunta dagli arabi di Etihad -che comunque dovrebbero accollarsi 216 milioni di Euro di debiti della compagnia che sembra giunta a perderne 500 mila al giorno- e dell’indisponibilità di Unicredit e di Intesa Sanpaolo ad erogare nuove risorse per far fronte alle difficoltà.

Alitalia: la base Filt-Cgil boccia accordo del 18 settembre

Dopo la bocciatura prodotta dalle assemblee dei lavoratori di Filt-Cgil che si sono tenute nelle scorse settimane, anche dal segretario generale Alessandro Rocchi e dal segretario nazionale Nino Cortorillo è arrivata una doccia fredda ai vertici di Alitalia, “Colpevoli” di un “Comportamento aziendale non rispettoso degli accordi” e di “Un irrigidimento delle posizioni aziendali e del prosieguo di comportamenti di aperta violazione degli accordi”.
Per questa ragione i vertici della federazione di categoria hanno scritto ad Alitalia informandola della decisione di sospendere le “Proprie determinazioni in relazione al verbale sottoscritto in data 18 settembre 2016″. Questa decisione rappresenta quindi una marcia indietro rispetto alla firma dell’accordo, e di fatto avvicina Filt-Cgil alle posizioni di Anpac, Anpav ed Usb che non avevano siglato l’accordo

Alitalia sempre più in difficoltà: futuro nero…

Sempre più in difficoltà, e futuro ancor più incerto: questa è Alitalia oggi. E sempre oggi lo sottolinea anche Gianni Dragoni su “Il solo 24 ore”, quando scrive che è allo studio un piano per reperire nell’immediato 200 milioni di Euro, cifra che consentirebbe all’ex-compagnia di bandiera di tenere in positivo il patrimonio, e sopra le soglie di legge. Sembra che la recapitalizzazione dell’azienda sia da escludere perché sia Unicredit che Intesa San Paolo, che sono tra i maggiori azionisti, non intenderebbero immettere ulteriore liquidità e questo impedirebbe anche ad Ethiad di poter portare denaro fresco. Un’ulteriore iniezione impossibile da fare poiché per il vettore aereo emiratino significherebbe superare la soglia del 49,9 % delle azioni, vietata dall’Unione europea (non essendo una compagnia europea). La via che si sta studiando in Alitalia è quella di chiedere ai creditori di trasformare i loro crediti in strumenti partecipativi.
Ci sarà il loro consenso a questo swap in mancanza di un piano industriale aggiornato e credibile?
Nel frattempo l’ad Cramer Ball chiede ai lavoratori ulteriori sacrifici che porterebbero portare, oltre alla riduzione delle retribuzioni medie, anche a riduzioni di posti di lavoro.

Garante chiede al vettore aereo prove su adeguata informazione agli utenti

L’Autorità di garanzia per gli scioperi ha richiesto ad Alitalia, anche sulla scorta di segnalazioni pervenute dagli utenti, di fornire prove documentali circa il corretto adempimento degli obblighi di informazione ai cittadini sullo sciopero odierno.
Al riguardo, la legge prevede che le imprese erogatrici dei servizi “Sono tenute a dare comunicazione agli utenti, nelle forme adeguate, almeno cinque giorni prima dell’inizio dello sciopero, dei modi e dei tempi di erogazione dei servizi e delle misure per la riattivazione degli stessi”, anche attraverso il proprio sito web.

Alitalia: lo sciopero del 22 mette a rischio lo sviluppo della compagnia

Non posso far altro che definire la decisione dell’Anpac pura follia”, visto che “Alitalia attualmente perde 500.000 Euro ogni singolo giorno” Questo scrive Cramer Ball, amministratore delegato di Alitalia ai dipendenti in una lettera , commentando lo sciopero che Anpac, Anpav e Usb hanno confermato per il 22 settembre. L’agitazione “Mette a rischio lo sviluppo di Alitalia” e, continua, “è del tutto incomprensibile considerando i nostri sforzi e la situazione del business”. Inoltre scrive l’ad “Continueremo ad impegnarci per coinvolgerle (le sigle succitate, NdR) in modo che possano comprendere il cambiamento di cui tutti abbiamo bisogno per sopravvivere, stabilizzarci ed auspicabilmente crescere”. “Ci stiamo giocando una parte importante del nostro futuro”.
In definiva Ball segnala una forte criticità dell’azienda quando dice che “Questa azione provocherà un danno molto rilevante per la nostra compagnia e creerà gravi disagi a decine di migliaia dei nostri clienti”.
L’ad parla di danno molto rilevante, di impegno a sopravvivere, di rischio per Alitalia eccetera. Questo crea ansia in chi ha a cuore le sorti future del vettore aereo, e che aveva creduto ad un risanamento dei conti dell’azienda con l’arrivo di Ethiad.
Perché Ball usa frasi tanto allarmistiche?
Queste frasi dell’ad debbono far intendere che anche ai vertici della compagnia c’è preoccupazione per la situazione dei conti? Può bastare uno sciopero per creare timori così grandi? Forse è proprio per questo motivo che mentre i sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti e Ugl lo hanno revocato, queste sigle di categoria hanno confermato lo sciopero? Ambienti vicini all’Anpac sostengono che questa l’agitazione l’ha confermata “Anche per mancanza di fiducia nell’attuale management Alitalia”.

Alitalia, Fiorentino (Fit-Cisl): Necessaria convergenza azioni azienda-sindacato per futuro Alitalia

La a Fit-Cisl prende le distanze da qualsiasi azione non riconducibile alla tutela dei propri iscritti”, così dichiara Emiliano Fiorentino, Segretario nazionale della Fit-Cisl, al termine dell’incontro convocato da Alitalia per l’emergenza operativa.
“Dalla riunione – prosegue Emiliano Fiorentino – l’azienda fa emergere che l’emergenza scaturisce da azioni poco chiare legate all’assenteismo di alcuni. Rispettivamente a tali azioni la Fit-Cisl prende le distanze. La nostra è un’organizzazione seria e come tale rappresenta i propri associati in modo responsabile, anche nei momenti più difficili. L’Amministratore delegato conferma che le informazioni emerse a mezzo stampa nei giorni scorsi non rispecchiano la realtà, a partire dal taglio del 30% al costo del lavoro.
Nei prossimi giorni verrà presentato alle Confederazioni il piano industriale, da cui emergeranno le reali notizie. Ci sono argomenti ancora irrisolti, che hanno determinato la vertenza in corso e la nostra dichiarazione di sciopero per il prossimo 22 settembre, i quali a nostro avviso dovranno necessariamente trovare una soluzione prima di affrontare le importanti sfide che ci attendono”.
“Certo è – conclude il Segretario nazionale – che tutte le parti devono mostrare responsabilità per trovare una convergenza di azioni. La irresponsabilità di pochi non può compromettere il lavoro e i sacrifici di 12.500 dipendenti”.

Alitalia, d’estate 600mila passeggeri sui voli per la Sardegna

Dal 15 giugno al 15 settembre l’Alitalia ha trasportato circa 600.000 passeggeri sulle linee da e per la Sardegna, il 16% in più rispetto allo stesso periodo del 2014. In dettaglio, la crescita del traffico ha evidenziato incrementi superiori al 20% tra Alghero e Milano (+28%), tra Alghero e Roma (+22%) e tra Cagliari e Milano (+21%).

Tra Cagliari e Roma il numero dei passeggeri è cresciuto dell’8%. Alitalia ha risposto alla richiesta straordinaria di collegamenti dall’isola e con l’isola, mettendo a disposizione nei tre mesi oltre 144.000 posti aggiuntivi, pari al 23% in più rispetto alle disposizioni della Continuità Territoriale.

L’incremento è stato possibile attraverso l’inserimento di 130 nuovi voli (contro i 40 voli addizionali che si erano resi necessari nel 2014) e grazie a oltre 150 aumenti di capacità realizzati impiegando gli aerei più capienti della propria flotta di breve e medio raggio. Inoltre, quest’anno la compagnia ha raddoppiato,rispetto allo scorso anno, l’utilizzo sui voli da e per la Sardegna degli Airbus A330 da 250 posti che normalmente vengono impiegati sui collegamenti di lungo raggio.

L’Alitalia precisa di voler mantenere una «particolare attenzione ai collegamenti da e per la Sardegna» e assicura che «sulla base delle esigenze di mobilità espresse dal territorio, è disposta a valutare ulteriori aumenti di capacità».

ALITALIA: RIPRENDONO I VOLI TRA ROMA, LOS ANGELES E CHICAGO

Ripartono con il mese di maggio i voli diretti Alitalia da Roma per Los Angeles e Chicago che rafforzano l’offerta intercontinentale della Compagnia sugli Stati Uniti. Il 1 maggio decollerà il volo da Roma Fiumicino a Los Angeles, unico collegamento giornaliero diretto fra l’Italia e la costa Occidentale degli Usa. Dal 2 maggio riprenderanno anche i voli Alitalia fra Roma e Chicago e, nel periodo giugno-settembre, la Compagnia aumenterà la propria offerta di collegamenti su questa rotta del 40 per cento: dai 10 voli andata e ritorno alla settimana del 2014 ai 14 di quest’anno. I collegamenti su Los Angeles verranno effettuati con aerei Boeing B777 da 293 posti; quelli su Chicago con aerei Airbus A330 da 250 posti. Durante la stagione estiva Alitalia effettuerà 112 voli andata e ritorno alla settimana fra l’Italia e 5 destinazioni negli Usa: New York, Boston, Miami, Los Angeles e Chicago.
Grazie all’accordo di codesharing fra Alitalia e Delta Airlines – partner nell’alleanza SkyTeam e nella Joint Venture Transatlantica – i passeggeri che volano negli Usa con Alitalia possono proseguire, con comode coincidenze, su un vasto network di 120 destinazioni servite da Delta negli Usa, in Canada, nell’area dei Caraibi e nel Centro e Sud America. L’operativo dei voli Alitalia su Los Angeles prevede partenze tutti i giorni alle ore 10.10 da Fiumicino con arrivo in California alle ore 14.15 locali. Da Los Angeles l’aereo Alitalia ripartirà alle ore 16.15 (orario locale) per atterrare a Fiumicino alle ore 13.10 del giorno successivo. Da Roma Fiumicino il volo per Chicago decollerà alle ore 9.30 per arrivare alle ore 13.10 (ora locale). Dall’aeroporto “O’Hare” il volo partirà alle ore 14.50 locali per atterrare a Fiumicino alle ore 7.20 del giorno successivo. I biglietti per voli Alitalia sugli Stati Uniti sono in vendita nelle agenzie di viaggio, su alitalia.com, chiamando il Customer Center al numero 89.20.10 e nelle biglietterie aeroportuali.

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