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appaltI. Intesa tra Porto e Ance per evitare il massimo ribasso

L’Autorità Portuale di Venezia e Ance Venezia hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per la disciplina delle future gare di appalto per la realizzazione di opere pubbliche. L’accordo, le cui previsioni sono perfettamente conformi al nuovo Codice degli Appalti, si pone l’obiettivo di rafforzare il libero e regolare accesso al mercato dei lavori in ambito portuale, contrastando le offerte anomale, favorendo certezza e rapidità di esecuzione, un maggiore coinvolgimento delle Pmi e la tutela dei diritti economici delle imprese subappaltatrici.

Per prevenire la possibilità che gli appalti vengano affidati a imprese che abbiano presentato offerte insostenibili, l’Autorità Portuale utilizzerà, in fase di progettazione, esclusivamente i prezziari ufficiali aggiornati (Comune di Venezia, Regione Veneto, Veneto Strade, RFI), con adattamenti solo in relazione alle attività tipiche, come le banchine, studiati da un gruppo di lavoro apposito formato pariteticamente da rappresentanti dell’Autorità e di Ance Venezia. L’adozione esclusiva dei prezzari regionali nella progettazione rappresenta una attesa novità. L’Ance chiede da tempo l’estensione dei prezzari a tutte le gare di appalto di interesse regionale proprio per avere un chiaro punto di riferimento dei costi ed evitare offerte che si discostano da un livello di effettiva praticabilità.

L’intesa prevede inoltre novità a tutela delle piccole imprese subappaltatrici, che potranno essere pagate direttamente dalla stazione appaltante, senza doversi rivolgere all’impresa contractor vincitrice della gara.

Per favorire un maggior coinvolgimento delle Pmi, coerentemente con le più recenti disposizioni normative nazionali ed europee, l’accordo prevede la suddivisione delle gare in stralci e lotti funzionali. Le parti contraenti si riserveranno nei prossimi mesi di verificare congiuntamente l’efficacia del protocollo appena sottoscritto.

«Il mercato dei lavori pubblici – commenta Ugo Cavallin, presidente di Ance Venezia – è stretto nella morsa della crisi economica e di una riforma di legge che le stazioni appaltanti stanno recependo con difficoltà e lentezza. Tutto questo determina un preoccupante rallentamento delle gare. L’accordo raggiunto con l’Autorità portuale rappresenta un modello da estendere presto ad altre realtà provinciali e regionali. Mi auguro anche che la progettualità che l’Autorità Portuale di Venezia ha messo in campo sia sulla piattaforma d’altura che sul terminal Montesyndial a Marghera sia al più presto avviata con il benestare del Governo liberando così risorse economiche capaci di valorizzare il territorio veneziano».

«Siamo il porto delle buone pratiche, con questo accordo volgiamo tutelare non solo tutte le imprese che sanno garantire una efficiente e puntuale esecuzione dei lavori ma in particolare le PMI nelle quali sappiamo possono trovarsi grandi risorse e professionalità da valorizzare. Il porto è, e vuole continuare ad essere, un luogo capace di dare grande sviluppo all’economia e alle aziende del territorio in primis garantendo parità di accesso agli appalti e certezza nei pagamenti», ha dichiarato Paolo Costa Presidente dell’Autorità Portuale di Venezia.

PORTO OFF SHORE: VENEZIA NON PERDA LA VIA DELLA SETA

Venezia si trova oggi di fronte ad una straordinaria occasione di rilancio come centro economico e commerciale internazionale, e ancora una volta la città appare disinteressata, se non divisa o pregiudizialmente contraria.Il progetto di porto off shore rappresenta una eccezionale opportunità per consentire alla portualità veneziana di far fronte prima di altri alle enormi problematiche che le dimensioni delle attuali mega navi portacontainer creano a qualunque porto.
Il progetto della piattaforma d’altura a 8 miglia dalla costa – risolvendo il problema dei mega carichi – rimetterà definitivamente Venezia al centro dei traffici tra Europa e Oriente, ripristinando nei fatti quella “Via della Seta” che aveva fatto della Serenissima uno snodo fondamentale di scambio non solo di merci, ma anche di cultura e di idee.
E’ un’occasione che non possiamo permetterci di perdere, anche perché i competitor non mancano. Non è un mistero – lo ha confermato lo stesso Romano Prodi in una recentissima intervista – che la Cina sta spingendo molto verso l’idea di una grande ferrovia che da Atene (il porto del Pireo) risalga a nord attraverso i Balcani. In questo modo l’Italia e tutti i suoi porti sarebbero tagliati fuori. L’alternativa – conclude Prodi – è una sola: un grande potenziamento dello scalo di Venezia.
E’ allora chiaro che il porto off shore di Venezia è un’infrastruttura che non riguarda solo la nostra città – per la quale peraltro il benefico sarebbe enorme – né il solo Veneto, né il Nord Est: riguarda piuttosto l’economia dell’intero Paese.
E’ logico quindi che su questo progetto si debba concentrare l’appoggio convinto di chiunque abbia a cuore le sorti di questa città e di questo Paese. L’Associazione Costruttori di Venezia è tra questi e intende risvegliare l’attenzione e il consenso generale su un’iniziativa che forse sarà anche l’ultima occasione per dare a Venezia un futuro diverso da quello verso il quale appare rassegnatamente indirizzata; un futuro diverso che però si richiama e si ricollega indissolubilmente alla millenaria storia di Venezia quale faro dell’Italia e dell’Europa verso Oriente”.
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