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Arcese e la delegazione ANITA all’Assemblea di Confindustria
Si è conclusa ieri l'Assemblea di Confindustria, durante la quale il Presidente Giorgio Squinzi ha presentato la sua relazione. Costo del lavoro, caro energia, abbassamento del cuneo fiscale, armonizzazione del recepimento delle direttive europee e rilancio di una politica che favorisca gli investimenti per dare respiro all'imprenditoria italiana, sono i temi affrontati. Si dichiara soddisfatto Eleuterio Arcese, Presidente di ANITA, che durante l'Assemblea generale dell'Associazione tenutasi sabato scorso a Firenze, ha ritrovato nel discorso del Presidente Squinzi alcuni dei temi affrontati e ha condiviso le stesse preoccupazioni. La mattinata si è conclusa con l'intervento di Flavio Zanonato, Ministro dello Sviluppo economico, che ha esposto in 6 punti le intenzioni politiche di medio periodo che il Ministero, da lui rappresentato, vuole portare avanti: - pagamenti dei debiti PA alle imprese; - ristabilire il fondo di credito per riattivare gli investimenti; - attivare politiche di efficienza energetica e occuparsi di stabilizzare lo strumento di detrazione fiscale per gli impianti, attivo fino al 30 giugno 2013; - con Lupi e Saccomanni occuparsi di defiscalizzazione delle grandi opere e portare la soglia di accesso dai 500 mln attuali a 50 mln; - chiarire la questione del recepimento delle direttive tra Europa e Italia; con Orlando rivedere il SISTRI per renderlo più agile e snello, poiché con la tracciabilità dei rifiuti l'attività di tutte le imprese, grandi e piccole, sarà favorita; - energia elettrica, RCA, carburanti, allineamento del costo energetico che rappresenta un peso per imprese e famiglie insieme a una politica concorrenziale tra Italia ed Europa.
Arcese: Noi, motore del cambiamento
“Ci troviamo di fronte ad una radicale trasformazione del sistema
economico, politico e sociale, pertanto Istituzioni, imprese, sindacati e mondo della
rappresentanza devono avere un unico obiettivo: muovere il nostro settore e così
anche il Paese, verso un nuovo modello di sviluppo”.
In questo modo Eleuterio Arcese, Presidente di ANITA, apre la 51ª Assemblea Generale
dell’Associazione.
Prosegue, facendosi portavoce degli imprenditori e delle imprese che rappresenta, con parole
molto incisive: “Delusione e rabbia sono oggi i sentimenti più ricorrenti tra gli imprenditori, è dal
2008 che parliamo di emergenza lavoro e dei suoi impatti negativi sul settore e sulla
competitività; oggi, tale emergenza, è di tutto il Paese ed è il primo punto nell’agenda
del Governo”.
“Mai come in questo momento, occorre una seria e vera politica industriale dei
trasporti, per riaffermare la centralità delle imprese – continua Arcese – in un settore che
ha certamente bisogno d’interventi strutturali, ma soprattutto di un cambiamento
culturale”.
Ed è proprio il cambiamento il tema dell’Assemblea 2013.
Un cambiamento di rotta, un’inversione di tendenza, un’evoluzione sia nei rapporti tra
imprese sia con la committenza, è una delle esortazioni su cui è incentrata la relazione
del Presidente Arcese.
Un cambiamento che permetta alle imprese di essere ancora competitive e di avere un ruolo attivo
per la crescita dei livelli occupazionali del nostro Paese.
Cooperazione e collaborazione sono le parole che hanno accompagnato l’incontro di oggi e
che, in futuro, dovranno guidare l’operato degli imprenditori e delle rappresentanze politiche e
sindacali per uscire dall’attuale congiuntura.
“Basta con la demagogia, non è il più forte o quello che alza di più i toni della dialettica
ad avere ragione, ma quello che trova risposte alle aspettative di entrambe le parti”.
La relazione del Presidente Arcese si chiude con un augurio ai giovani presenti in sala,
incoraggiandoli ad avere fiducia.
Trasporti eccezionali, le nuove norme regolamentari
Si è svolto a Parma un incontro di approfondimento tecnico sui trasporti eccezionali, organizzato da Confindustria Parma e dal titolo ³Trasporti eccezionali, le nuove norme regolamentari². Hanno partecipato Andrea Ermelli, in qualità di Presidente della Sezione trasporti eccezionali di ANITA, nonché Capo consulta autotrasporto merci e logistica dell¹Upi, e Alessandro Bicego in qualità di esperto e di responsabile dell¹ufficio del trasporto eccezionale della Provincia di Bologna. Tra imprenditori, rappresentanti di enti proprietari e addetti ai lavori, l¹incontro ha registrato ampia partecipazione. Il meeting è stato dedicato alle modifiche regolamentari che riguardano la validità dei titoli autorizzativi e la semplificazione degli stessi, in attesa della pubblicazione delle nuove norme in Gazzetta Ufficiale. Nel corso dell'evento sono state illustrate le principali novità in materia le cui nuove disposizioni - volute dalle imprese del settore per ridurre i costi e velocizzare le procedure - sono state discusse nell'ultimo anno tra gli addetti ai lavori. Ermelli ha assicurato ai presenti che "L'Anita ha già espresso ai competenti uffici ministeriali, l'esigenza di chiarimenti su alcuni aspetti di particolare interesse per le imprese di autotrasporto e ha aggiunto tali aspetti saranno oggetto delle disposizioni applicative del decreto che sarà attuato dagli enti con una decorrenza di 60 giorni dalla pubblicazione². Al termine dell¹intervento di Bicego, è stato dato spazio ai quesiti del pubblico cui hanno fatto seguito puntuali risposte e la conferma che quanto emerso nel corso del dibattito sarà portato all'attenzione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Anita: rendere immediatamente disponibilile risorse per l’autotrasporto
ANITA esprime forte preoccupazione per i ritardi che si stanno verificando nel processo di riparto delle risorse destinate al settore autotrasporto.
È necessario rendere tali risorse spendibili quanto prima poiché altri ritardi rischiano di vanificare gli sforzi finora sostenuti e di mettere in serio pericolo la sopravvivenza di molte imprese operanti nel comparto.
In un momento di grave crisi economica e alla luce dell’instabilità politica odierna, le imprese hanno urgente necessità di poter contare su tali risorse per fronteggiare i numerosi problemi che l’autotrasporto sta incontrando e per permettere al settore stesso, fondamentale per l’economia del Paese, di essere competitivo e operativo.
Arcese: si agli Eurocombi anche in Italia
"Rendere più efficiente il trasporto stradale delle merci deve essere un obiettivo da perseguire costantemente. Pertanto
accogliamo con favore i provvedimenti finalizzati in tal senso". E' quanto sostiene Eleuterio Arcese, persidente di Anita sui veicoli grandi dimensioni, cosiddetti ecocombi, in discussione a Bruxelles, sui quali la Commissione europea ha fornito chiarimenti lo scorso 15 giugno. L'interpretazione che la Commissione ha dato al Parlamento europeo chiarisce la possibilità per uno Stato membro di consentire la circolazione transfrontaliera di veicoli la cui lunghezza ecceda i limiti previsti dalla direttiva 96/53/CE nei casi di un trasporto eccezionale (autorizzato sulla base di permessi speciali); di combinazioni di veicoli modulari (ecocombi); di veicoli in circolazione sperimentale. "Accogliamo con favore tale apertura sul traffico transfrontaliero, sebbene per il nostro Paese risulti problematico a causa dei valichi alpini. Tuttavia, si tratta di un¹opportunità che dobbiamo cogliere almeno sul traffico nazionale come è avvenuto in Germania, Belgio, Olanda e Paesi scandinavi dove sono già in atto sperimentazioni di veicoli di mega dimensioni". "Portare la dimensione di un veicolo a 25 metri rispetto agli attuali 16,50 o 18,75 metri (attraverso la combinazione di un autoarticolato e un rimorchio oppure di un autotreno e un semirimorchio) costituirebbe, ad esempio, un vantaggio per il trasporto intermodale, in quanto permetterebbe contemporaneamente il trasporto di container e casse mobili di diverse dimensioni, attraverso l'utilizzo di un solo veicolo a motore, anzichè due". "La soluzione degli ecocombi, utilizzata a condizioni particolari e su tratte predeterminate, ottimizzerebbe la capacità di trasporto e non comporterebbe costi aggiuntivi per la sostituzione dei parchi".
Anita, “Autotrasporto in ginocchio a causa della pressione fiscale”
Pressione fiscale alle stelle e costo del lavoro sopra la media europea stanno mettendo in ginocchio il comparto dell’autotrasporto. La denuncia arriva da Anita, l’associazione di Confindustria che rappresenta le più grandi imprese del settore in Italia.
Secondo i dati raccolti, nel 2011 la pressione fiscale sulle imprese ha raggiunto quota 68,5%. L’Italia ha il primato della pressione fiscale sul costo del lavoro con il 42,3% a fronte di una media europea del 33,4%. A queste condizioni difficile competere e per le imprese italiane forte il rischio di destrutturazione e delocalizzazione. Sono le imprese con dipendenti ad essere maggiormente penalizzate dall’elevato costo del lavoro e molte di queste sono spinte a spostare la propria attività all’estero dove i costi sono molto pi bassi. “Non possiamo accettare che ci avvenga. Dobbiamo creare le condizioni affinché le imprese forti restino in Italia”, ha dichiarato il presidente di Anita, Eleuterio Arcese. Per il bene dell’intero Paese: “Su cento veicoli immatricolati all’estero – dichiara Arcese – l’erario perderebbe quasi otto milioni di euro l’anno”.
Anita preoccupata per la posizione UE sull’ecobonus
Le imprese di autotrasporto sono in allarme per il rischio che l’ecobonus, incentivo dato agli autotrasportatori per trasferire le merci via mare, possa svanire.
La richiesta di approvazione dell’ecobonus per gli anni 2010 e 2011, infatti, è bloccata da diversi mesi all’esame della Commissione europea.
“Siamo molto preoccupati che non sia ancora arrivata l’autorizzazione da Bruxelles. Per anni ci è stato chiesto di puntare al trasporto intermodale per decongestionare le strade e garantire il rispetto dell’ambiente. E noi lo abbiamo fatto”, ha spiegato Eleuterio Arcese, presidente di ANITA, l’associazione che rappresenta le più grandi imprese di autotrasporto in Italia e in Europa.
“Ora che le imprese hanno investito impegnandosi su piano economico e organizzativo a trasferire i propri veicoli sulle navi, si paventa il rischio che l’incentivo possa saltare”.
“Non riusciamo a comprendere perché la Commissione europea che tanto promuove il ricorso al trasporto intermodale, pone ostacoli ad un progetto che le stesse Istituzioni comunitarie hanno considerato una buona pratica da seguire in tutta Europa”, ha sottolineato Arcese.
“Peraltro, le difficoltà riscontrate nell’ottenimento del rimborso per gli anni 2010-2011, ci inducono a temere che in futuro possano venir meno analoghe misure a sostegno del trasporto intermodale”.
“Il ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha confermato in una nota diffusa nei giorni scorsi che il ministero dell’Economia e delle Finanze sta disponendo le variazioni di bilancio necessarie per l’assegnazione dei fondi per l’ecobonus. Tuttavia, questo non basta. Occorre il via libera di Bruxelles”, ha sottolineato Arcese.
“E’ necessario pertanto un intervento politico forte e deciso del ministro Passera affinchè la Commissione europea conceda l’autorizzazione per sbloccare almeno le risorse già destinate all’ecobonus”.
ANITA a Clini: governo assente sul Sistri
Mancano pochi giorni alla scadenza del pagamento del contributo annuale per il Sistri, ma nessun provvedimento è stato posto in essere per evitare che anche quest’anno le imprese paghino per un sistema ancora in sperimentazione.
Il governo ha mostrato disattenzione e indifferenza sulle problematiche che riguardano il Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti introdotto due anni fa ma la cui piena operatività è stata puntualmente rinviata da diversi provvedimenti legislativi. Nonostante questo, le imprese di autotrasporto hanno continuato a sostenere i costi di iscrizione, installazione delle black box e attivazione delle sim card.
“Non siamo più disposti a pagare per un sistema non ancora pienamente operativo”, ha dichiarato Carlo Coppola presidente della sezione trasporto rifiuti di ANITA. “Chiediamo al governo di sospendere il pagamento del contributo annuale e di individuare meccanismi di compensazione per recuperare i costi finora sostenuti”.
“Il 30 aprile è il termine entro il quale occorrerà pagare il contributo. Entro quella data attendiamo risposte dal ministro dell’Ambiente, Corrado Clini”.
Anita chiede la cancellazione del sistri 2012
Le imprese di autotrasporto sono state le più penalizzate dal Sistri, il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti istituito a gennaio del 2010 ma non ancora operativo.
Negli ultimi due anni, diversi provvedimenti legislativi ne hanno rinviato la completa operatività, ma le imprese hanno continuato a pagare.
Sui 70 milioni di euro versati dalle imprese italiane, quelle di trasporto hanno pagato la quota più considerevole. Oltre ai costi di iscrizione al sistema, infatti, queste hanno sostenuto anche quelli per l’installazione delle black box sui veicoli, 150 euro per ogni mezzo, e l’attivazione delle sim card.
“Ci sembra assurdo continuare a pagare per un sistema che ancora non funziona”, ha dichiarato Carlo Coppola, presidente della sezione trasporto rifiuti di ANITA.
“Abbiamo accolto fin dal principio il provvedimento che ha istituito il Sistri perché crediamo possa contribuire alla semplificazione dei processi di gestione dei rifiuti ed essere uno strumento per combattere l’illegalità nelle attività di trasporto e smaltimento”.
“Per queste ragioni, siamo stati disponibili a recepire i nuovi adempimenti – nonostante prevedessero costi aggiuntivi – proponendo nei vari incontri presso i ministeri dei Trasporti e dell’Ambiente, soluzioni per risolvere le criticità riscontrate dagli operatori nell’applicazione del Sistri”.
“Ma non possiamo continuare a sostenere costi per un sistema ancora in sperimentazione”.
“Per tale motivo, abbiamo chiesto – in una lettera inviata al ministro dell’Ambiente Corrado Clini – che le imprese di autotrasporto vengano esonerate dal pagamento del contributo annuale 2012, la cui scadenza è prevista per il prossimo 30 aprile”.
“Sui costi finora sostenuti, proponiamo che le somme versate negli anni 2010 e 2011 vengano compensate per i periodi successivi alla reale attuazione del sistema”.
Arcese: soddisfazione per lo stralcio trasporti dalla Convenzione Alpi

Eleuterio Arcese presidente di Anita ha espresso soddisfazione per lo stralcio dei trasporti dalla Convenzione sulle Alpi
La Commissione Esteri del Senato ha votato ieri un provvedimento che conferma la volontà dell’Italia di escludere le infrastrutture per il trasporto dall’accordo internazionale che tutela il sistema ambientale alpino.
“Siamo soddisfatti che il Senato abbia confermato la decisione assunta dalla Camera nel 2010 sostenuta dal precedente Governo e dalla Consulta generale per l’autotrasporto e la logistica. Si tratta di un risultato importante che auspichiamo venga approvato definitivamente in aula”, ha dichiarato Eleuterio Arcese presidente di ANITA.
La ratifica del Protocollo trasporti comporterebbe la rinuncia del nostro Paese alla costruzione e al potenziamento delle infrastrutture stradali sulle Alpi, con inevitabili ripercussioni sul traffico stradale dell’arco alpino, giàpenalizzato da misure restrittive di transito.
“Una limitazione al traffico stradale di merci, in assenza di una valida alternativa ferroviaria penalizzerebbe non solo l’autotrasporto ma l’intero sistema economico italiano”, ha sottolineato Arcese.
“Auspichiamo che il Parlamento confermi lo stralcio del Protocollo e confidiamo nell’impegno di tutti coloro che finora hanno contribuito al raggiungimento di tale risultato”.











