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Presentato lo studio CNR sugli autisti internazionali al Parlamento europeo. ANITA soddisfatta, guarda al pacchetto stradale UE

Il Comitato nazionale stradale francese (CNR) ha presentato
al Parlamento europeo lo studio sulla comparazione delle condizioni di occupazione e
retribuzione degli autisti internazionali in Europa, che qualche mese fa era stato
illustrato in Italia in un convegno organizzato da ANITA.

L’Associazione pertanto esprime la propria soddisfazione per l’iniziativa del CNR
che, da un lato conferma la sensibilità di ANITA sul problema dei costi e che,
dall’altro lato, allarga la platea degli interlocutori ai codecisori legislativi
europei, fornendo loro gli strumenti adatti per esprimersi con una conoscenza più
approfondita e una maggiore consapevolezza su uno degli aspetti tra i più dibattuti.

“ANITA ha fortemente creduto nella presentazione dello studio e non può che
esprimere il proprio plauso al CNR per aver portato all’attenzione del Parlamento
europeo i risultati dell’indagine” ha commentato Thomas Baumgartner, Presidente di
ANITA. “Il costo del lavoro è un aspetto nevralgico nel settore dell’autotrasporto
che, stando ai dati relativi al 2015, in Italia ha registrato un’ulteriore battuta
d’arresto specialmente nei traffici internazionali”.

“L’auspicio è che nella stesura del pacchetto stradale, il quale dovrà essere varato
ufficialmente dalla Commissione europea entro il 31 maggio prossimo, si tenga conto
dell’ampio divario tra i diversi Paesi, messo in evidenza dallo studio e, in tal
senso, che sia dato impulso all’armonizzazione legislativa” ha concluso Baumgartner.

ANITA è impegnata a seguire gli sviluppi delle proposte legislative con la consueta
tenacia.

Incontro MIT-Autotrasporto: ANITA soddisfatta per il senso di responsabilità del Ministero

ANITA esprime soddisfazione per il senso di responsabilità e
disponibilità mostrati dal MIT nei confronti delle esigenze del settore
autotrasporto e logistica che, stabilizzando le risorse destinate al comparto per il
2018 e 2019 (rispettivamente 236 e 240 milioni), riconosce il ruolo fondamentale del
comparto per l'economia italiana e restituisce, allo stesso tempo, certezze alle
imprese.
Durante l’incontro avvenuto con il Sottosegretario Simona Vicari e il Capo di
gabinetto del Ministero, Mauro Bonaretti, sono state garantite importanti misure che
permetteranno alle imprese di recuperare competitività: l’aumento dell'altezza dei
veicoli a 4,30 metri e la circolazione solamente con la copia del libretto a bordo
del veicolo nei trasporti intermodali; l’avvio di Marebonus e Ferrobonus i cui
decreti attuativi sono pronti e dovrebbero essere pubblicati in GU entro la fine del
mese di maggio; la decontribuzione per gli autisti internazionali che, in caso di
mancato benestare da parte delle autorità comunitarie, sarà mantenuta entro il tetto
del "de minimis".

“È stato promesso che la misura sarà presentata a Bruxelles per avere una risposta
definitiva sulla fattibilità – fa rilevare Baumgartner, specificando che – ANITA
chiede con insistenza che la decontribuzione sia estesa anche alle imprese con
flotte consistenti di veicoli poiché potrebbe frenare il fenomeno della
delocalizzazione”.

Altro aspetto fondamentale per il funzionamento del settore sono le revisioni
annuali dei veicoli oltre le 3,5 ton per le quali ANITA ha chiesto il potenziamento
degli organici delle Motorizzazioni e la possibilità di effettuarle anche presso
officine private: "ANITA chiede da anni l’ingresso di operatori privati per questa
attività come, di fatto, avviene nel resto dell'Europa e in altri settori (trasporto
aereo). Purtroppo, si è arrivati al collasso del sistema e a tempi di prenotazioni
che arrivano, in taluni casi, anche a 9 mesi, per comprendere la bontà della nostra
proposta. Abbiamo dato disponibilità a supporto del MIT circa la volontà di avviare
uno studio che si concluderà prima dell'estate per identificare un modello
organizzativo che preveda anche l'apertura alle officine private. Ora, occorre che
venga messo in pratica quanto promesso" aggiunge Baumgartner.

Il MIT ha assicurato, inoltre, di voler continuare nell'azione di regolarizzazione
del settore. Infatti, dopo una prima esclusione dall'Albo dell’autotrasporto di
oltre 23 mila aziende non in regola e senza veicoli, è stato chiesto alla Presidente
di ampliare le verifiche al rapporto tra mezzi e autisti assunti e all’aspetto
fiscale, anche attraverso la verifica della capacità finanziaria per i soggetti che
non versano l'Iva. Altro tema concordato al tavolo riguarda la riorganizzazione in
tempi brevi delle procedure per il rilascio delle autorizzazioni per i trasporti
eccezionali, che sarà oggetto di specifiche “linee guida” emanate dal Ministro
Delrio. È stato anche firmato il decreto relativo al pagamento degli sconti sui
pedaggi autostradali per l’anno 2015.

All’incontro sono stati richiesti interventi normativi anche per allargare le regole
del distacco ai trasporti internazionali, per il pagamento dei noli di trasporto a
60 giorni e per i costi minimi: "ANITA, in proposito, ha ribadito che crede nella
libera concorrenza e nella capacità imprenditoriale di definire i prezzi e termini
di pagamento. Piuttosto, dovrebbe essere la Pubblica Amministrazione a dare esempio
di affidabilità nei tempi di pagamento e la committenza dovrebbe essere più convinta
che un settore dell'autotrasporto sano, competente e professionale è fondamentale
per il sistema produttivo italiano e per il made in Italy, mentre puntare al ribasso
dei costi logistici non porta da nessuna parte" conclude il Presidente di ANITA.

Calendario divieti mezzi pesanti: ANITA e UNATRAS disapprovano le scelte del MIT

ANITA e UNATRAS criticano duramente le proposte del MIT sul
calendario 2017 dei divieti di circolazione dei veicoli pesanti adibiti al trasporto
di merci che ricalcano una impostazione basata su vecchie logiche, frenano la
produttività, minano la timida ripresa economica in atto e sono in controtendenza
rispetto alle mutate esigenze del mondo dell’industria e del commercio. Tutto il
comparto produttivo necessita di un efficiente sistema logistico per la
distribuzione delle merci che non può essere interrotto ogni qualvolta si riversano
sulle strade i "vacanzieri".

Il settore del trasporto e della logistica chiede da anni una sostanziale revisione
del calendario dei divieti che risulta ormai datato e non rispondente alle esigenze
del mondo produttivo e distributivo, per un recupero di competitività delle imprese
attraverso la riduzione complessiva delle giornate di divieto, in particolare quelle
infrasettimanali non coincidenti con festività, pur nel rispetto della sicurezza
della circolazione che il calendario intende tutelare. L'Italia presenta il maggior
numero di giornate di divieto della circolazione rispetto a tutti gli altri paesi
UE, alcuni dei quali – come Olanda e Danimarca – addirittura non fissano nessun
divieto di circolazione durante l'anno.

Ancora una volta si è dovuto registrare non solo il mantenimento di tali giornate,
ma anche una qualche remora a ricercare soluzioni alternative, che pure potrebbero
essere adottate, come quella di prevedere che nelle giornate non festive incluse nel
calendario sia disposto un divieto di sorpasso sulle autostrade e sulle strade a due
corsie in alternativa al divieto di circolazione.

Anche sotto il profilo delle scelte di sistema del trasporto intermodale, le
Associazioni hanno dovuto registrare una ferma presa di posizione
dell’Amministrazione contraria ad una maggiore apertura della deroga per il
trasporto combinato terrestre e marittimo.
Se davvero il sistema logistico nazionale è uno degli asset strategici per il
rilancio economico del Paese, allora occorre eliminare ogni limitazione alla
circolazione delle merci e ci aspettiamo che il Ministro Delrio assuma scelte
coerenti che vadano in tale direzione.

Iveco illustra la sua strategia ambientale in occasione dell’Assemblea Anita 2016: “Diamo respiro al trasporto sostenibile”

Iveco ha partecipato all’Assemblea Nazionale 2016 di Anita, l’Associazione nazionale delle imprese

di autotrasporto merci e logistica, che si è tenuta lo scorso 18 giugno a Mantova. L’assemblea ha

offerto l’opportunità ai principali attori del trasporto stradale, marittimo e ferroviario di confrontarsi sui

temi strategici che impattano il settore, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti,

Graziano Delrio, di uno dei Vicepresidenti del Parlamento Europeo, David Maria Sassoli, e del Capo

della Segreteria Tecnica del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Carlo

Maria Medaglia.

Pierre Lahutte, Iveco Brand President, ha confermato l’impegno di Iveco a favore di un trasporto

sempre più sostenibile, rispondendo al quesito sui progressi compiuti dai veicoli commerciali in

termini di efficienza nei consumi, emissioni inquinanti e sicurezza negli ultimi venti anni. In

particolare, Lahutte ha sottolineato l’assoluta necessità di un approccio integrato che coinvolga

istituzioni, costruttori e rappresentanti del settore dei trasporti al fine di migliorarne l’efficienza

energetica, di cui un vero esempio virtuoso e concreto è il progetto “Diciotto” che risponde, in

maniera efficace e innovativa, alla necessità di ridurre i consumi, le emissioni di CO2 e il livello di

congestione delle strade, aumentando la produttività grazie dall’utilizzo di autoarticolati con

lunghezza fino a 18 metri.

Il Progetto “Diciotto”, combinato con l’utilizzo di motorizzazioni a gas naturale, come il gas naturale

liquefatto, aumenta le proprie potenzialità in termini di sostenibilità. Lahutte, inoltre, ha ricordato

l’importanza di adottare decisioni risolute ma sostenibili, volte a ridurre in particolare le emissioni di

CO2, come definito dallo storico accordo di Parigi sul clima alla COP21.

Pierre Lahutte ha commentato: “È necessario investire in nuove tecnologie, come sta facendo

Iveco, in modo da favorire l’anticipazione di soluzioni che contribuiscono a ridurre ulteriormente

l’impatto ambientale del comparto dei trasporti. In tal senso Iveco, è oggi il leader europeo nel settore

dei carburanti alternativi e il partner ideale per ogni necessità di trasporto sostenibile, così come

ampiamente riconosciuto dai nostri clienti”.

Nel corso del suo intervento, Lahutte ha ricordato il recente lancio internazionale, avvenuto a Madrid,

del Nuovo Stralis Natural Power, il veicolo pesante di Iveco alimentato a gas naturale compresso e

Iveco S.p.A.

Via Puglia 35

10156 Torino, Italia

www.iveco.com

liquefatto, ribadendo come nuovo veicolo sia basato sulla grande capacità di Iveco di saper guardare

al futuro.

Il Nuovo Stralis Natural Power è infatti il primo camion a gas a lunga percorrenza presente sul

mercato a offrire un’alternativa ai veicoli diesel per un trasporto di lungo raggio più sostenibile di

sempre, in grado di fornire una risposta immediata ai problemi di oggi, come quello della qualità

dell’aria a livello locale, dal momento che le emissioni di NOx e di PM sono molto basse; del

riscaldamento globale, attraverso un miglioramento dei consumi di carburante e quindi una riduzione

delle emissioni di CO2, e, infine, quello del rumore, che è un aspetto chiave per le missioni di

trasporto in ambito urbano e notturno.

Lo Stralis Natural Power è equipaggiato con un nuovo motore Iveco Cursor 9 Natural Power Euro

VI, ed è il primo camion alimentato a gas naturale con un cambio automatizzato a 12 velocità, che

garantisce un basso consumo di carburante e un incredibile comfort di guida. Nella versione con

doppio serbatoio LNG, il Nuovo Stralis NP garantisce un’autonomia record di 1500 km.

Assemblea ANITA 2016: “Diamo respiro al trasporto sostenibile”

In un mondo sempre più affollato con obiettivi
sempre più ambiziosi, le prestazioni energetiche del trasporto migliorano
anche grazie agli investimenti nel rinnovo del parco circolante effettuati
al fine di rispettare l'ambiente e la sicurezza.
Ma quanto inquinano i trasporti? E quanto veramente il trasporto merci su
strada? Il settore, troppo spesso accusato di inquinare e congestionare le
strade, oggi è divenuto un settore attento alla sostenibilità, il quale non
si sottrae ai sempre maggiori sforzi che gli sono richiesti per rispondere
alle esigenze ambientali.
Occorre un approccio integrato ai trasporti sostenibili che includa anche
l'autotrasporto, per realizzare una crescita sostenibile che sia allo stesso
tempo efficiente.
È questo il fil rouge che ha indirizzato i lavori assembleari di ANITA,
durante i quali ha reso noti i dati dello studio condotto tra i propri
associati, per i quali gli investimenti in beni e servizi volti alla
modernizzazione tecnologica ed ecologica e alla formazione in materia di
sicurezza ed efficienza, sono indispensabili per rimanere competitivi.
Dall’indagine è emerso che più del 97% degli intervistati ha sostenuto
investimenti apprezzabili in categorie attinenti alla sostenibilità e alla
sicurezza. Oltre il 90% ha acquistato nuovi veicoli più efficienti e meno
inquinanti. Circa il 33% ha previsto attività formative per il personale
finalizzate al risparmio energetico; quasi il 30% ha migliorato le strutture
aziendali in termini di efficienza energetica ed il 27% ha realizzato un
aumento di trasporti intermodali.

Convegno Trasporto merci e Tunnel di Base del Brennero ANITA: un’occasione per il trasferimento modale

Si è svolto nei giorni scorsi a Bolzano il convegno intitolato “Trasporto merci e Tunnel del Brennero: Tunnel di Base del Brennero, quali opportunità per il trasferimento merci dalla gomma al ferro?”, organizzato da Assoimprenditori Alto Adige e dedicato ai possibili scenari di sviluppo del trasporto intermodale in previsione dell’apertura della galleria di base del Brennero.

La prima parte dei lavori ha visto la partecipazione di Di Bella e Marini (BBT SE), Miceli (Trenitalia Cargo), Strisciuglio (RFI) e Schmittner (RTC), oltre alla partecipazione del Presidente di ANITA, Thomas Baumgartner, Associazione che insieme ad Assoimprenditori ha dato il via alle riflessioni circa le potenzialità ed opportunità offerte da questa grande opera, strategica per il futuro del trasporto merci.

“Quella che sarà la galleria ferroviaria più lunga al mondo con i suoi 64 km, situata sul corridoio 1 delle reti Ten-T che va da Berlino a Palermo, porterà grandi cambiamenti per il trasporto delle merci favorendo il trasferimento modale dalla gomma al ferro” ha dichiarato Baumgartner nel suo intervento, arricchito da una analisi dei flussi di traffico attraverso il confine con l’Austria, che ha messo in evidenza i vantaggi del trasporto intermodale non accompagnato rispetto a quello ferroviario tradizionale o all’intermodale accompagnato.

La linea ferroviaria sarà essenzialmente pianeggiante, avrà una pendenza media pari al 5% e permetterà un trasporto più rapido di merci ma anche l’aumento dei relativi carichi. La lunghezza dei treni potrà essere aumentata da 550 a 750 m con peso complessivo di 2.000 ton usando soltanto una locomotiva e non più tre come avviene attualmente.

“Ciò parificherà la capacità della linea a quelle del resto d’Europa con un significativo aumento della produttività pari al 30% e rappresenterà una occasione unica per lo sviluppo dell’intermodalità” ha dichiarato Baumgartner aggiungendo che “se la politica non sarà in grado di completare il processo di liberalizzazione del settore ferroviario con la completa separazione dell’infrastuttura dai gestori ferroviari garantendo contemporaneamente maggiore competitivtà e pluralità di offerta dei servizi, si rischia che i vantaggi di produttività non si trasformeranno in migliori tariffe per il trasporto intermodale ferroviario e con il conseguente mancato passaggio delle merci dalla gomma alla ferro”.

Nella seconda parte dei lavori, durante la tavola rotonda, l’attenzione si è concentrata sulla collocazione ottimane dei terminali ferroviari e, in tal senso, prezioso è stato l’intervento di Bernhard Kunz, Managing Director di Hupac, socio aggregato di ANITA, il quale ha portato la testimonianza svizzera del Nuovo Gottardo, ormai prossimo all’apertura. Inoltre, dallo stesso intervento, è emerso che occorre valutare attentamente la possibilità di pianificare e predisporre un eventuale terminale ferroviario in Alto Adige dove sussistono le capacità di traffico in arrivo/partenza.

Nasce l’osservatorio nazionale sui furti e rapine a danno dei tir: ANITA esprime soddisfazione

È stato firmato lunedì 2 maggio alla presenza del Ministro
dell’interno Angelino Alfano, il Protocollo d’intesa per l’istituzione
dell’Osservatorio nazionale sui furti e rapine a danno dei veicoli commerciali,
sottoscritto dal Capo della Polizia Alessandro Pansa, dai vertici del Comitato
centrale dell’Albo degli Autotrasportatori, da ANAS, AISCAT e ANIA.
Un impegno portato a termine dopo il grido d’allarme, lanciato da ANITA nel 2015,
sull’intensificarsi del fenomeno nell’ambito di un incontro presso il Dipartimento
della Pubblica Sicurezza cui avevano partecipato i vertici della Polizia stradale, i
responsabili delle squadre di polizia giudiziaria ed i rappresentanti delle
principali Associazioni dell’autotrasporto.

“La sottoscrizione del Protocollo rappresenta un deciso passo avanti nella strategia
di contrasto al fenomeno dei furti e delle rapine a danno dei veicoli commerciali
che con gli anni si è caratterizzato sempre più come un fenomeno legato alla
criminalità organizzata” è il commento del Presidente ANITA, Thomas Baumgartner.
“L’avvio dell’Osservatorio, che avrà compiti di monitoraggio, valutazione e analisi
del fenomeno, unitamente alla formulazione di proposte di idonee strategie di
prevenzione e contrasto nonché di iniziative finalizzate a specifici interventi
legislativi, renderà possibile la cosiddetta “sicurezza partecipata”, costituendo al
tempo stesso un punto di riferimento certo per gli operatori”.
I furti e le rapine che interessano prevalentemente “merci sensibili” e ad alto
valore, quali farmaci, prodotti informatici ed alimentari, prodotti petroliferi e il
trasporto di valori, hanno raggiunto nel 2014 una quota pari a 30 milioni di euro.
“Il coinvolgimento dei gestori delle infrastrutture, delle società assicurative e
della rappresentanza dell’autotrasporto attraverso il Comitato centrale dell’Albo,
insieme alle forze di Polizia, consentirà di raggiungere risultati ancora più
positivi nel contrasto ad una piaga che contraddistingue negativamente il nostro
Paese e che non ha eguali in Europa” ha concluso il Presidente di ANITA.

ANITA alla Conferenza internazionale sui trasporti: confronto costruttivo sui temi salienti del settore

ANITA ha partecipato alla Conferenza
internazionale sui trasporti, organizzata dalla Commissione trasporti della Unione
Europea. Sono stati molti i punti di confronto durante i lavori anche se emerge una
rasente incertezza sulle soluzioni più idonee da mettere in atto per rispondere da
un lato ad una domanda di trasporto crescente, per limitare l’impatto ambientale, e
dall’altro lato alla volontà di arginare il fenomeno della concorrenza sleale che è
conseguenza di un allargamento sviluppatosi molto più velocemente dell’uniformazione
delle regole in ambito europeo.

La revisione di alcune normative sull’accesso alla professione ed al mercato, sulla
tassazione delle infrastrutture, sulla liberalizzazione dei mercati, nonché sul
cabotaggio, sul distacco dei lavoratori e sull’elasticità dei tempi di guida, hanno
costituito momenti salienti di un incontro caratterizzato da una partecipazione
attenta e numericamente elevata.

A margine dell’incontro, la Delegazione ANITA ha incontrato il DG aggiunto ed alcuni
funzionari della DG Trasporti, della DG imprese e sociale nonché Organizzazioni
internazionali come la Federazione dei sindacati europei, l’Unione delle imprese di
trasporto combinato, l’Associazione dei costruttori di autoveicoli, Parlamentari
europei e rappresentanti delle Associazioni trasportistiche di Francia, Germania,
Spagna, Portogallo, Nord Europa.

L’esperienza di ANITA nei rapporti internazionali ha agevolato gli incontri che sono
risultati interessanti e forieri di positive conseguenze nel momento in cui si
dovranno redigere i testi delle nuove norme.

SISTRI: le proposte di ANITA al Ministero dell’Ambiente

Una delegazione di ANITA guidata dal Presidente
Nazionale Thomas Baumgartner e dal Presidente della Sezione trasporto rifiuti Carlo
Coppola, ha incontrato alcuni rappresentanti della segreteria tecnica del Ministro
dell’Ambiente Gian Luca Galletti.
Durante l’incontro, espressamente richiesto da ANITA, sono state evidenziate tutte
le preoccupazioni degli operatori del trasporto in relazione alla vicenda SISTRI,
che si trascina da anni nonostante l’acclarato fallimento, e che costringe ancora le
aziende del settore ad applicare procedure farraginose e sostenere costi sia per il
versamento del contributo annuale sia per adempiere agli obblighi di
sperimentazione. Tutto ciò mentre il Ministero è impegnato a ridefinire un nuovo
sistema anche attraverso un nuovo concessionario.
“Tale situazione mette in condizioni di svantaggio competitivo le imprese italiane
rispetto alle concorrenti europee – ha dichiarato Thomas Baumgartner, Presidente di
Anita – perché in altri Paesi dell’Unione si adempie agli obblighi di tracciabilità
dei rifiuti, previsti dalla normativa comunitaria, con sistemi più semplici e
funzionali rispetto al nostro. Così anche in questo specifico campo, perdiamo quote
di mercato”.
“Il SISTRI non ha portato alcun valore aggiunto alle imprese – ha precisato Carlo
Coppola – anzi, ha aggravato l’attività delle imprese sotto il profilo dei costi e
della gestione operativa”.
“Non si può continuare ad immaginare di tracciare i rifiuti attraverso un sistema
incentrato sulla sola fase del trasporto e, per giunta, con strumenti obsoleti ed
installati esclusivamente sulla motrice del camion – ha proseguito Baumgartner – è
necessario, invece, ridefinire un sistema di tracciabilità completamente diverso dal
SISTRI, che rappresenti un valore aggiunto per le imprese e risponda alle norme
comunitarie, garantendo che i rifiuti prodotti vengano correttamente smaltiti, nel
pieno rispetto delle esigenze di tutela ambientale, così come avviene in Francia, in
Spagna e in Germania”.
La proposta presentata da ANITA è di monitorare i flussi di rifiuti attraverso la
semplice digitalizzazione degli attuali formulari (per rilevare il trasporto), dei
registri di carico e scarico (per rilevare la produzione e la gestione) e della
dichiarazione annuale MUD (utilizzata per fini statistici e di controllo). Inoltre,
allo scopo di semplificare anche il quadro istituzionale di riferimento, ANITA
ritiene che l’Albo Gestori Ambientali possa fungere da interlocutore unico per
chiunque voglia operare nel settore del trasporto e della gestione dei rifiuti sul
territorio nazionale, compreso per gli operatori esteri.
“È giunto il momento di chiudere definitivamente l’esperienza SISTRI con un
provvedimento normativo che sancisca la decadenza dei relativi obblighi, compresa
l’attuazione in via sperimentale delle procedure e ci aspettiamo la sospensione del
versamento del contributo annuale fino a quando non sarà chiaro e definito un
sistema funzionale e più coerente” ha concluso il Presidente di ANITA.

Calendario divieti di circolazione 2016

ANITA e UNATRAS sottolineano ancora una volta
l¹importanza che riveste il calendario dei divieti di circolazione dei mezzi
pesanti per il 2016 che può rappresentare un¹occasione unica al fine di
rilanciare la produttività e la competitività delle imprese del settore
autotrasporto e logistica e che può, altresì, dare impulso allo sviluppo
economico dell¹intero Paese.

In tale ottica, oltre a evidenziare che si tratta di una misura a ³costo
zero² per lo Stato, ma che per le imprese vale tantissimo, le maggiori
Associazioni di rappresentanza della categoria rivolgono un ulteriore
appello affinché dal calendario dei divieti siano eliminati tutti i venerdì,
con particolare riferimento a quello del 29 luglio.

Pur comprendendo la necessità di conciliare le esigenze degli automobilisti
e quelle del mondo produttivo in tale periodo, si rende necessario ribadire
che l¹attenzione dedicata agli utenti privati deve essere rivolta anche al
settore al mondo e economico produttivo.

A fine luglio, infatti, le fabbriche lavorano a pieno ritmo per spedire le
merci prima della pausa estiva ed un divieto di circolazione dei mezzi
pesanti in tale giornata, seppure di poche ore, produrrebbe un enorme danno
per l¹economia di tutto il Paese.

Infine, ANITA e UNATRAS ribadiscono la richiesta, già da tempo formulata, di
poter ottenere i dati statistici sui flussi di traffico che interessano la
rete autostradale italiana. Tali dati, sono necessari per valutare e tarare
il calendario dei divieti di circolazione in maniera più efficace, tenendo
conto delle esigenze
e degli interessi di tutti gli utenti della rete viaria nazionale.
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