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Ad Ancona +7,5% merci da gennaio a ottobre

I dati di traffico del periodo gennaio-ottobre 2016 confermano la performance positiva del traffico merci nel porto di Ancona: sono state movimentate complessivamente 7.600.471 tonnellate di merci (+7% rispetto allo stesso periodo del 2015). La crescita riguarda sia la movimentazione di prodotti petroliferi destinati alla raffineria Api di Falconara (4.323.550 tonnellate, +11%), che il traffico di merci solide (3.276.921 tonnellate, +1,3%).

In particolare, cresce la movimentazione di merci che viaggiano nei traghetti, 1.890.061 tonnellate (+4%), e in container (1.045.603 tonnellate, +4%). Si conferma l’andamento positivo del traffico contenitori con 157.517 Teu (+6%). I passeggeri transitati per il porto di Ancona nei primi 10 mesi del 2016 sono stati 944.334, in linea con lo scorso anno, di cui 601.115 (pari al 64% del totale) sono quelli che hanno scelto Ancona come porto di collegamento con i porti greci di Igoumenitsa e Patrasso e 220.326 (23% del totale) i passeggeri sulla direttrice croata.

Per il presidente dell’Autorità portuale Rodolfo Giampieri “il 2016 si avvia a essere un altro anno positivo per lo scalo anconetano. Il risultato si deve all’impegno e alla professionalità degli operatori per rendere i servizi portuali sempre più efficienti, coniugato a un continuo miglioramento infrastrutturale, indispensabile per accompagnare la crescita dei traffici. Nel 2017 riteniamo importante implementare il percorso di sostenibilità come elemento della strategia complessiva per la competitività dello scalo. Il primo impegno, da attuare in sinergia con le associazioni di categoria, sarà l’efficientamento dei flussi dei mezzi in imbarco e sbarco sulle linee traghetto, che consentirà di ridurre i tempi di attesa, agevolando il lavoro di autotrasportatori spedizionieri e autorità di controllo. Un porto efficiente è sicuramente un porto che continua a creare occupazione”.

Porti: Ancona; nel 2013 meno merci ma +7% container

Ripresa del movimento passeggeri dalla Grecia (+4%), che compensa la riduzione dei movimenti verso Croazia e Albania, e picco del traffico container (+7%), per la prima volta sopra le 150 mila teus. Nonostante la pesante situazione economica, il 2013 non è stato solo ombre per il porto di Ancona. Lo scalo ha fatto registrare un numero stabile di passeggeri, e una diminuzione di croceristi (-1%), di merci liquide (-18%), rinfuse solide (-6%) tir (-6%) e merci nei tir (-8%). Lo dicono i dati dell’Autorità portuale. Il porto “mantiene comunque la posizione di riferimento per i traffici merci nel medio Adriatico, nonché per lo sviluppo delle autostrade del mare”.

Porti: Comune Ancona e Authority, ecco linee strategiche

Il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli, l’assessore al Porto Ida Simonella, e il commissario dell’Autorità portuale Rodolfo Giampieri hanno avuto nei giorni scorsi un primo incontro in cui hanno condiviso le linee generali e le priorità per lo sviluppo dello scalo e per il recupero del porto storico all’uso urbano. Lo ha detto il sindaco Mancinelli durante un incontro con i giornalisti.

Dall’incontro è emersa anche la volontà di attivare formalmente entro l’anno un tavolo di confronto su singole questioni. Tra le priorità, ha spiegato Simonella, c’è “il recupero di leadership nel traffico dei traghetti” anche per quanto riguarda il progetto dell’Uscita ovest. Entro novembre verrà dato un aut-aut alle imprese interessate: o firmano la convenzione con il ministero o vi sarà la revoca. Altro obiettivo è fare dello scalo, che diventerà terminale del corridoio scandinavo-mediterraneo, un vero cluster logistico grazie anche alla Banchina Marche e al recupero dell’ex Bunge.

Su quest’ultima, ha osservato la Mancinelli “l’Arpam deve dire cosa esattamente si deve fare per la bonifica”. Sulla destinazione dell’area, che prima dovrà essere acquisita dall’Authority, il sindaco ha ribadito che avrà “una funzione logistica retroportuale”.

Un altro fronte riguarda il rapporto porto-città, con il recupero del waterfront dal porto traianeo, stando attenti alla sostenibilità ambientale. Sotto questo aspetto, ha spiegato il sindaco, le banchine 1-2-3-4 in prospettiva non dovranno essere più destinate a movimentazione merci. Anche per la Fiera della Pesca, sempre secondo un atto “propedeutico e generalissimo” che non ha ancora contorni concreti, non vi saranno insediamenti portuali ma se ne farà un utilizzo urbano, ancora da stabilire.

Un altro progetto dell’amministrazione riguarda l’interramento del piede di frana, ammesso al concorso internazionale Mayors lanciato dall’ex sindaco di New York Bloomberg: potrebbe far rientrare in gioco anche il raddoppio del porto turistico. “Certa è la fattibilità economica”, è stato ribadito, con i costi di conferimento di scogliere e materiale (2,5 milioni di metri cubi dagli scavi della Banchina Marche) a spese dell’Authority, più fondi per l’area in frana, fondi strutturali europei (2014-2021) per la sostenibilità ambientale.

Intanto, a monte della frana, il 12 dicembre inizierà la demolizione di un edificio reso inagibile dalla frana, dietro la chiesetta di Posatora. Il monitoraggio degli edifici (recupero o demolizione) sarà completato entro la fine dell’anno.

AP Ancona snodo del core network UE

Il porto di Ancona e’ stato individuato dalla Commissione europea come nodo del core network, ovvero la rete di infrastrutture che interconnettera’ i nodi piu’ importanti di trasporto, in modo da renderla pienamente operativa entro il 2030.Il porto di Ancona e’ stato individuato dalla Commissione europea come nodo del core network, ovvero la rete di infrastrutture che interconnettera’ i nodi piu’ importanti di trasporto, in modo da renderla pienamente operativa entro il 2030.

Nella riunione del Consiglio dei ministri dei Trasporti Ue del 7 giugno scorso, l’Italia ha inoltre chiesto e ottenuto di includere nel corridoio Helsinki-Valletta tre diramazioni verso i porti di La Spezia, Livorno e Ancona (collegamento ferroviario tra Ancona e Bologna). Lo rende noto l’Autorita’ portuale di Ancona, precisando che ”non e’ stato dato seguito al momento alla richiesta di inserimento nel Corridoio Adriatico-Baltico”.

L’inserimento nel corridoio Helsinki-Valletta ”consente – prosegue la nota – di avere pieno accesso ai fondi comunitari per supportare la realizzazione delle opere infrastrutturali marittime e terrestri necessarie allo sviluppo del porto di Ancona, valorizzandone in particolare la funzione di terminal delle Autostrade del Mare che collegano il nostro porto alle sponde orientali dell’Adriatico e del Mediterraneo”.

Inoltre, ”agevola la messa a sistema degli investimenti infrastrutturali per migliorare l’accessibilita’ ferroviaria del porto (Nuovo raccordo ferroviario e trasformazione dello Scalo Marotti) rendendo piu’ competitiva la posizione dello scalo rispetto allo sviluppo del trasporto intermodale, specialmente per quanto riguarda il traffico contenitori, in costante crescita (+13,4% nel 2012)”.

La valenza del porto di Ancona come nodo intermodale di interesse comunitario per il trasporto merci e passeggeri e’ rappresentata da lungo tempo, secondo l’Authority, dalle linee ferry dirette verso la Grecia (90% del traffico tir in transito per il porto di Ancona), Croazia e, in misura minore, Albania e Montenegro.

www.ansa.it

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